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Formigoni Go Home: Train-Sharing

Per la manifestazione Formigoni Go Home, si parte tutti in treno con l’S13 delle 16.09. L’appuntamento è in Stazione già muniti di biglietto alle 16.

Nella Regione delle eccellenze spunta un record, il primato di Regione più indagata nella storia d’Italia.I reati sono vari, ma truffa e corruzione i preferiti. Tra gli indagati ci sono 4 componenti su 5 dell’Ufficio di Presidenza, quindi non insignificanti consiglieri ma personalità di spicco, personalità che hanno ottenuto quel ruolo in quanto esponenti importanti dei partiti che rappresentano.Tra questi 2 sono tuttora agli arresti, e si tratta di Franco Nicoli Cristiani (PDL) e Massimo Ponzoni (PDL).Poi, sempre dell’ufficio di Presidenza sono indagati Davide Boni (Lega) e Filippo Penati (PD), il tutto nella logica bipartisan.
A questi si aggregano numerosi consiglieri e assessori, alcuni si sono dimessi dal loro incarico (ma rimanendo in Consiglio regionale), qualcuno si è dimesso dal proprio gruppo consiliare (Penati) passando al gruppo misto, ma sempre attaccato alla poltrona di consigliere, e una sfilza di dirigenti regionali.Formigoni dovrebbe fare i bagagli, con tutta la sua truppa, perchè due sono le ipotesi:1) è al corrente di tutto ciò che accade sotto di lui, e allora sarebbe colluso;2) non e al corrente di ciò che fanno i suoi uomini, e allora dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità di gestire i suoi uomini.

FORMIGONI DIMETTITI… SE NON SEI CAPACE DI SCEGLIERE I TUOI UOMINI!Di seguito caso per caso, tutti gli indagati della Regione Lombardia (tratto da Il Fatto Quotidiano)
Daniele Belotti (Lega Nord) è indagato per una vicenda di tifo violento verificatasi a Bergamo l’8 febbraio 2011. E’ ritenuto l’anello di congiunzione tra le istituzioni e la tifoseria; deve rispondere di concorso in associazione per delinquere.

Monca Rizzi (Lega Nord), indagata a Brescia per presunti dossieraggi nei confronti di avversari all’interno del Carroccio, si è dimesso il 16 aprile 2012.

Davide Boni (Lega Nord) il 6 marzo 2012 il presidente del consiglio regionale lombardo viene indagato per corruzione per un totale di circa un milione di euro, soldi che potrebbero essere finiti nelle casse del partito di Umberto Bossi. L’indagine si concentra su presunte tangenti in campo urbanistico.

Renzo Bossi (Lega Nord) indagato a Milano per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta sui fondi della Lega, con il padre Umberto e il fratello Riccardo il 16 maggio 2012.

Nicole Minetti (Pdl) il consigliere regionale è indagata insieme a Lele Mora ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione nella vicenda di Ruby. L’iscrizione nel registro avviene il 15 gennaio 2010.

Gianluca Rinaldin (Pdl) il 16 aprile 201o viene iscritto nel registro degli indagati per corruzione, truffa aggravata, finanziamento illecito ai partiti e falso. L’inchiesta riguarda presunte tangenti nel settore turistico del lago di Como. L’indagine era stata ribattezza la “Tangentopoli lariana”.

Massimo Ponzoni (Pdl) il 19 settembre 2011 l’ex assessore regionale all’Ambiente é indagato per bancarotta e poi per corruzione, nonché coinvolto nella maxi-operazione Infinito contro la ‘ndrangheta. Arrestato.

Franco Nicoli Cristiani (Pdl), ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro. Le indagini hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo. Le manette scattano il 30 novembre 2011.

Angelo Giammario (Pdl) il 14 marzo 2012 riceve la visita dei carabinieri che indagano il consigliere per l’ipotesi di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. La vicenda in questione è legata agli appalti per il verde pubblico, soprattutto tra Milano e la Brianza.

Romano La Russa (Pdl)l’assessore alla sicurezza della regione Lombardia e fratello dell’ex ministro alla Difesa viene indagato il 19 marzo 2012 per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Aler.Filippo Penati (Pd) è indagato dal 20 luglio 2011, per presunte tangenti per gli appalti dell’area Falck, si è dimesso dalla sua carica nel Consiglio regionale della Lombardia, dove era vicepresidente, mai da consigliere.

Alessandra Massei ex dirigente alla Programmazione sanitaria è indagata il 7 giugno 2012 per la vicenda giudiziaria che ruota intorno alla fondazione Maugeri.

Carlo Lucchina il direttore generale dell’assessorato alla Sanità compare il 14 giugno 2012 come indagato, perché accusato di turbativa d’asta su finanziamenti regionali, stanziati e in alcuni casi già erogati dalla Regione Lombardia, nell’ambito degli accordi stipulati tra aziende private.
FORMIGONI DIMETTITI… SE NON SEI CAPACE DI SCEGLIERE I TUOI UOMINI!

Formigoni go home: tutti a Milano sabato 7!

II MoVimento 5 Stelle della Lombardia si fa portavoce della richiesta di dimissioni immediate di Formigoni, per questa ragione organizza una manifestazione pubblica per il giorno 7 luglio 2012, dalle ore 17.00 a Milano in Largo Cairoli / Piazza Castello. Le recenti notizie relative alle indagini a carico di Formigoni, a cui si aggiungono quelle a carico di  consiglieri e dirigenti regionali riportano gli attivisti del MoVimento 5 Stelle in piazza per rinnovare una richiesta già avanzata due anni fa.

Le ragioni della nostra richiesta

1. Formigoni risulta indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in relazione ai rapporti equivoci con Daccò, accusato della bancarotta del San Raffaele e di aver sottratto oltre 70 milioni di euro alla fondazione Maugeri. Sulla barca di Daccò Formigoni ha trascorso le sue vacanze, prima negando con forza, poi tentennando e infine confermando (dopo aver consultato la sua agenda).

2. Formigoni è a capo del Consiglio Regionale più indagato della storia,12 su 80 consiglieri dei quali 2 ancora agli arresti, 4 facenti parte dell’ufficio di Presidenza e tanti funzionari e dirigenti. I reati più gettonati truffa ecorruzioneUn Consiglio Regionale da commissariare.

3. Formigoni  era incandidabile in quanto al suo quarto mandato consecutivo, ottenuto anche grazie al complice silenzio del PDmenoELLE. Ricordiamo che la L. 165/2004 vieta più di due mandati consecutivi e che un giudice ha definito questa situazione “un’inquietante anomalia”.

4. Anche il Consiglio di Stato ha giudicando la Giunta lombarda illegittima per il mancato rispetto dell’equilibrio tra i generi, in aperta violazione dello Statuto Regionale. Ciò evidenzia ancora una volta l’arroganza di chi si sente al di sopra della legge.

5. La candidatura di Formigoni è stata sostenuta da firme irregolari, salvate dall’intervento del decreto salvaliste. Il presidente della Provincia di Milano, insieme ad altri 15 funzionari, è accusato di aver certificato oltre 1000 firme false, quindi, sulle elezioni regionali del 2010 pesa un gravissimo dubbio, anzi una certezza, di illegittimità.

6. Sanità e scuola, un’eccellenza secondo Formigoni, secondo noi rappresentano la copertura di un flusso continuo di soldi pubblici da far transitare al privato, dopando il sistema e creando quelle aberrazioni che hanno portato a vari scandali tra i quali  San Raffaele e Fondazione Maugeri.

Formigoni tra l’altro non risulterebbe possedere neanche una casa: da una verifica del  2010 all’anagrafe del comune di Milano è risultato che il suo domicilio fosse un’abitazione in costruzione, disabitata, ma ben sorvegliata da guardie armate.

È il momento di dire basta! I cittadini lombardi non meritano questo, un ventennio di governo in cui Formigoni ha trattato la Lombardia come il suo feudo personale, piazzando i suoi uomini nelle posizioni chiave della sanità e negli altri luoghi di potere. Un ventennio che ha visto incancrenirsi rapporti equivoci con personaggi di dubbia fama.

Il 7 luglio a Milano tra Piazza Castello e Largo Cairoli dalle ore 17.00, insieme a noi, la società civile, tanti ospiti e interventi. Informazioni dettagliate, volantini e le motivazioni per cui chiediamo le dimissioni di Formigoni sono reperibili sul sito  www.lombardia5stelle.org

Per info: tel. 3494201349 mail pavia5stelle@gmail.com

Banchetto sabato

Sabato 30 Giugno banchetto del M5S Pavia, in Piazza della Vittoria, dalle 15 alle 18. Porteremo materiale sull’autostrada Broni-Pavia-Mortara, sul gassificatore di Belgioioso, sugli scandali parlamentari, sui progetti 5 stelle per Pavia.

Per informazioni: pavia5stelle@gmail.com

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SOS Cremona: il caso Arvedi

“CRIMINALI”!!!
Così il presidente dell’Arpa di Cremona Paolo (sonni) Beati ha definito i cittadini dei Comitati di Spinadesco e Cavatigozzi (Cremona) preoccupati per le emissioni dell’acciaieria Arvedi. Sia quelle rumorose che quelle inquinanti, in particolare la diossina. Per (sonni) Beati “parlare di diossina è criminale”. Ma i “criminali”vogliono parlarne invece e vogliono vederci chiaro!
E non si accontentano delle tonnellate di valium diffuse da politici e parlamentari locali del Pd e del Pdl, a braccetto nella difesa di Arvedi. Una nobile gara a chi regge meglio le code del Cavaliere dell’acciaio iniziata nel 2008 quando la Regione Lombardia (l’Illegittimo Forminchioni) graziosamente esentò con un decreto ad hoc il (più che) raddoppio dell’acciaieria dalla Valutazione di impatto ambientale. Un’acciaieria che, è bene ricordarlo, si è ampliata fino ad invadere (letteralmente) il cortile di alcune case di Spinadesco. La Provincia(giunta Giuseppe Torchio, PDmenoELLE), invece di ricorrere al Tar e opporsi al decreto regionale, si è opposta ai cittadini che il ricorso l’hanno fatto (vincendolo).
Nel frattempo aree agricole con un tratto di penna sono diventate industriali e al posto dei campi è sorta anche una zincheria, sempre senza alcuna VIA. Il Tar ha poi dato ragione ai cittadini, la Regione allora ha emanato un decreto-fotocopia del primo e la Provincia ha cucito intorno ad Arvedi una Autorizzazione integrata ambientale su misura con la quale il (più che) raddoppio è stato portato a termine. Ora i cittadini aspettano che il Consiglio di Stato si pronunci su questo secondo decreto regionale (che il Tar ha “promosso”). Colpito da tanta sollecitudine, il re dell’acciaio cremonese ha donato nel novembre 2007 300mila euro all’allora Forza Italia e all’Espresso (13 marzo 2008) annunciava: “Ho appena versato altri 300mila euro al Partito democratico per essere equidistante”. E infatti sono entrambi equidistanti dai cittadini i quali sono preoccupati.
Scottati forse dal fatto che Enti locali e Acciaieria hanno barato sulle promesse mitigazioni ambientali (bosco-filtro per finta, pannelli anti-rumore inutili, strumenti di monitoraggio non funzionanti o affidati allo stesso Arvedi), che le vantate soluzioni viabilistiche in grado di mitigare il disagio dovuto al transito di centinaia di camion al giorno sono rimaste sulla carta, i cittadini di Cavatigozzi e Spinadesco e Cremona ora hanno appreso che le rilevazioni di diossina presso l’Acciaieria Arvedi NON le effettua l’Arpa od un ente terzo ma la stessaARVEDI in regime di autocontrollo. Curiosamente, secondo l’Arpa, le uniche rilevazioni affidate ad una società esterna (quelle del 2009) sono le uniche che evidenziano quantità significative di diossina(0,16 ng/nm3). Le rilevazioni di diossina non avvengono in continuo ma due volte all’anno. E gli altri 363 giorni? Le rilevazioni di diossina avvengono solo sulle emissioni aeree (ma, scrive l’Arpa “l’azienda ha dichiarato difficoltà di carattere tecnico derivanti dalle dimensione dei camini dei forni e dalle portate degli effluenti gassosi…”) e non nel terreno.
L’Unione europea ha stabilito, da maggio 2011, limiti di emissioni più stringenti per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, rispetto a quelli adottati da Regione Lombardia!
Se l’Acciaieria Arvedi già ora, come afferma, rispetta già tali nuovi limiti perchè i Comuni e la Provincia non chiedono che vengano applicati da subito, modificando l’AIA? E perchè i sindacati invece di attaccare i comitati di cittadini non si uniscono a tale richiesta che tranquillizzerebbe lavoratori e cittadini?  L’unica rilevazione condotta (con fatica) dall’Arpa riguarda il rumore e l’Agenzia certifica con la relazione del 15 marzo 2012 lo sforamento notturno dei limiti di legge. Ma istituzioni ed enti locali tacciono.
Il M5S non lascerà soli questi Comitati di cittadini ed abbraccia con loro questa battaglia per la salvaguardia della salute umana, sicurezza sul lavoro, ma soprattutto per un ambiente sano dove i nostri figli possano crescere ed avere un futuro! Qui non si molla!
Mercoledì 20 giugno 2012 a Spinadesco (Cremona) ore 20.45
Si terrà un’importante conferenza
che avrà per relatori due GURU della DIOSSINA:
- Ing. Paolo Rabitti (Autore del libro: “Diossina, la verità nascosta” e uno fra i più importanti consulenti tecnici in Italia, coinvolto nei maggiori processi su disastri ambientali ed inquinamento; e la
- Dott. Patrizia Gentilini (oncologa ed ematologa, nonché Presidente della Sezione di Forlì dell’ISDE, nota per la sua battaglia sulla nocività degli inceneritori)
Entrambi porteranno la loro testimonianza in un territorio sul quale le Istituzioni paiono voler far calare il silenzio.

Pavia: Il PD si “rinnova” (come no!)

Dopo la svolta di Bersanetor, che lancia l’alleanza larga con l’UDC (sempre che Casini se lo pigli) anche nella nostra Provincia iniziano le grandi manovre di avvicinamento, già viste a Mortara alle recenti amministrative. Il PD si rinnova, annuncia il segretario provinciale Alan Ferrari, vediamo come (qui il comunicato).

Leggiamo allora le parole di Ferrari, che così esordisce:

Il segretario nazionale lancia la grande sfida del Pd: l’apertura a tutti gli italiani, laici e cattolici, dalle storie diverse ma uniti dal desiderio di ricostruire il Paese.

Appello ai cittadini laici e cattolici? Come gli fa notare un commentatore su facebook: “Le persone possono essere cattoliche o meno, i cittadini non possono che essere laici”. Eh già, guarda un po’! Il PD è rimasto ai tempi di Peppone e Don Camillo, i cittadini etichettati come laici o cattolici! I cittadini sono cittadini e basta, privatamente cattolici o meno, politicamente laici, ma tant’è, Peppone e Don Camillo sono più divertenti e il PD va in bianco e nero.

Proseguiamo: “dobbiamo giocarcela in mare aperto questa sfida al profondo rinnovamento dell’Italia partendo anche da Pavia”. Ok nel concreto? Per Ferrari gli italiani chiedono al PD “di affidare i ruoli pubblici e amministrativi a persone perbene” ah davvero? Se ne sono accorti ora che ci vogliono persone oneste? La SVOLTA e il RINNOVAMENTO sono questi? Non l’avevano capito da soli e prima l’importanza di avere “gente per bene”? Perbacco!

Poi Ferrari afferma che i padri costituenti hanno architettato la Repubblica in modo da “promuovere un’ESPLOSIONE collettiva!”.

Ok, va bene l’esplosione, ma in chi dovrebbero porre fiducia i cittadini pavesi? Ferrari fa l’elenco: il “Presidente Bosone”, “tutte le persone presenti alla direzione [di partito] l’altra sera”, “la segreteria [di partito] provinciale”. Dirigenti, il Presidente, la direzione, la segreteria di partito: ci salveranno loro! Meno male! Non c’è traccia, nemmeno l’ombra o l’accenno, della partecipazione della società civile, ma d’altronde ci sono già loro, i dirigenti di partito, e tanto basta.

Ok, ci sono i dirigenti che faranno esplodere tutto, ma che idee hanno? Quale progetto per la Provincia e per l’Italia?

Ma è chiaro, cito:

È arrivato il momento, l’urgenza direi, di salvare l’Italia cercando una via originale per uscire dalla doppia crisi che stiamo vivendo: quella del modello capitalista-finanziario-globale liberista e menefreghista da un lato e, dall’altro, quella del modello italiano-europeo dell’indebitamento collettivo a sostegno del welfare che, nonostante il principio giusto, nei fatti ha portato purtroppo a vivere un livello di vita al di sopra delle possibilità.

Questi dirigenti di partito sono i salvatori della Patria, la loro mission impossibile è “salvare l’Italia” dal “modello capitalista-finanziario-globale”, e fin qui ci siamo ma non basta, bisogna anche salvare l’Italia dal “modello italiano-europeo dell’indebitamento collettivo a sostegno del welfare”. Ah sì? Il problema è il welfare, bisogna salvare l’Italia dallo Stato sociale?

E pensare che i cittadini erano convinti che il welfare lo pagassero le tasse, le tanto onerose tasse, i dirigenti PD invece ci spiegano che il debito, come ci insegna la Corte dei Conti, non è il frutto dell’evasione fiscale (120 miliardi l’anno), della corruzione (60 miliardi l’anno), dei costi stratosferici della politica (rimborsi elettorali, auto-blu etc.), delle spese militari pazzerelle (F-35), no, tutti questi sprechi, corruzioni varie ed evasioni non c’entrano nulla, il debito è colpa del welfare. Bisogna tagliare lo stato sociale, cioè scuole, università, ospedali, polizia, sostegno ai disabili. Meno male che ci sono i dirigenti del PD a salvare l’Italia!

Il PD pavese si rinnova, cioè, si rinnova da Pdmenoelle a PDL! Ormai sono indistinguibili…

FIRMA A PAVIA ALL’ALLEA DI VIALE MATTEOTTI SABATO 7 MAGGIO DALLE 9 ALLE 13

E’ ora di finirla coi privilegi della CASTA!

I loro stipendi pagati coi tuoi soldi sono INACCETTABILI!!!

FIRMA ANCHE TU

LA PETIZIONE PER LA RIDUZIONE DEGLI STIPENDI AI CONSIGLIERI REGIONALI LOMBARDI

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato in REGIONE LOMBARDIA un progetto di legge di iniziativa popolare che ti chiediamo di sostenere con la tua FIRMA e che è RIASSUMIBILE IN POCHI MA CHIARI PUNTI:

1. dimezzare gli stipendi mensili, ossia le “indennità mensili di funzioni”: LO SAPEVI CHE UN CONSIGLIERE REGIONALE GUADAGNA OLTRE 9.000 EURO (netti in busta) al MESE???
2. dimezzare i compensi per le presenze, ossia la “diaria”, un vera vergogna!
3. ELIMINARE l’“assegno vitalizio regionale”, la vergogna delle vergogne: ai consiglieri regionali viene riconosciuta UNA PENSIONE a 60 anni dopo solo 5 anni di attività in spregio a tutti quei cittadini che devono lavorare dai 35 ai 40anni per andare in pensione!
4. ELIMINARE l’“indennità di fine mandato”;
5. RIDURRE e controllare in modo più rigoroso le spese di trasferta (“trattamento di missione e rimborso spese”) ed i “rimborsi per spese di trasporto”

VOGLIAMO ARRIVARE A UNA RIDUZIONE COMPLESSIVA DEL 54%!

E LORO SAREBBERO COMUNQUE BEN PAGATI E POTREBBERO SVOLGERE BENISSIMO IL LORO LAVORO come già stanno facendo i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle sono gli UNICI AD ESSERSI AUTORIDOTTI I LORO STIPENDI DEL 75% (nessun altro lo ha fatto!).

FUORI I SOLDI DALLA POLITICA!

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Il sistemone pigliatutto. Lorsignori: se li conosci li eviti

Ecco qua il sistemone pigliatutto che descrive le relazioni pericolose fra sospetti ndranghetisti, amministratori pubblici e politici pavesi, per come sembra emerge dalle intercettazioni pubblicate sulla stampa, in cui si cinguetta di appalti, bustarelle, voti comprati, poltrone, estorsioni. Gnamm!!

Il processo farà il suo corso, e non sta a noi accusare nessuno. Di sospetti politici, invece, ne parliamo eccome, e facciamo nomi e cognomi. Intanto Carlo Chiriaco, direttore di ASL per meriti sul campo (ex indagato per estorsioni e truffe sanitarie, che gli sono valse a mo’ di titoli onorifici nella scalata al potere), nonché uomo di spicco del PDL locale. Amico un po’ di tutti, anche se oggi lo evitano come la peste, è agli arresti con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: come si vede nella mappa, lui è il vero collante del sistemone pigliatutto. È assiduamente in contatto sia con Pino Neri, accusato di essere nientemeno che il boss dei boss, il vertice del cupolone della ’ndrangheta lombarda, e sostiene di fare da tramite fra Neri ed esponenti della giunta, nonché, ci arriveremo, il Faraone: la cupola incontra la piramide.

“Uomini di Neri”, così li definiscono i PM, sono Francesco Del Prete, candidato in “Rinnovare Pavia”, e Salvatore Ilacqua, candidato in “Rinnovare Vigevano” (entrambi partiti della famiglia Filippi). Allora, la questione è questa: Pino Neri e le famiglie a lui collegate da tempo fanno affari in provincia, e ora vogliono fare il salto, mettere i loro uomini direttamente nei consigli comunali. Si rivolgono allora ad Ettore e Luca Filippi, che accettano le candidature, ma poi arriva il cattivo Centinaio (oggi vicesindaco di Pavia), che dice di no, qualche sospetto gli è venuto. Ecco che Chiriaco allora chiama in soccorso l’angelo custode Angelo Ciocca (allora assessore provinciale e oggi consigliere regionale leghista), e magicamente la cosa si sblocca: Del Prete viene candidato ma, mannaggia, non viene eletto. Oggi Ettore Filippi lo difende sostenendo che era il candidato dell’oratorio di S. Carlo Borromeo, d’altronde quanti uomini d’onore sono stati trovati in bunker ripieni di santini e acqua benedetta?

In seguito alla delusione elettorale, Chiriaco torna alla carica e chiede per Del Prete una poltrona ad ASM, Luca Filippi gli risponde picche, la poltrona è già prenotata per lui: “come cazzo fai perchè papà, scusami facciamo noi!” (4/12/09). Contentino: Del Prete si aggiudicherà una consulenza ad ASM, pare di 12.000 euro lordi l’anno, da cui si è dimesso dopo le inchieste.

Arrivano le regionali, e si cerca di ricucire lo strappo fra le famiglie delle cosche e i Filippi. Tocca sempre a Chiriaco far da tramite, poraccio. Neri vuole puntare su Abelli (prima scometteva sulla moglie, ma poi è arrivato er gabbio), ne parla al telefono con un compare:

“noi conosciamo FILIPPI, lei (riferito ad ABELLI) lo conosce meglio di noi, per carità, è un ottima persona, non ho dubbi … non intendiamo però farci sminuire da lui…(inc)… noi non chiediamo niente…(la radio ed i rumori sovrastano la voce di NERI)…Carlo ci tiene che dico questa parola qua, anche perché tramite Carlo (CHIRIACO) …(inc)…è bene che lei (inteso ABELLI) sappia che il nostro gruppo l’appoggia…non le chiediamo niente e facciamo capo a Carlo (CHIRIACO), che noi lavoriamo per lei (sempre ABELLI), e che manifestiamo un impegno maggiore, perchè se qui… se possiamo valere dieci in città…in provincia… molto di più!!…  abbiamo queste capacità…. sta di fatto che noi non votavamo lì!… e quindi, già noi… i nostri nuclei famigliari…”

Chiriaco manda pure Del Prete a promettere il loro sostegno da Abelli, Abelli lo riceve, e Del Prete se ne torna contento da Pino Neri, e gli racconta:

“gli ho detto sono un amico del Dott. CHIRIACO, l’avvocato NERI, amico del Dott. CHIRIACO, gli aveva chiesto di presentarmi…di cercare un candidato….loro…. ma loro invece conoscendomi …hanno deciso di puntare ….di darmi una mano..come per dire….sono stati bravi… però non è che si è… mi ha detto…me lo dovevi dire 15 giorni fà …guardi che io non sono venuto per chiederle……

N: no no

D: …io volevo solo dirle che saremmo contenti di darle una mano e se poi c’è la possibilità di fare un percorso all’interno del PDL….

N: lui ha il compito di coordinare…non è che può pensare…(inc.)

D: no no..per carità….credo di aver fatto una buona impressione..

N: penso di si…”.

Si è presentato come amico di un sospetto boss ’ndranghetista e di un trafficone, e gli ha fatto buona impressione, meno male! Abelli spera di prendere 12.000 preferenze, Neri punta a 18.000: alla fine ne prenderà metà di quelle che si auspicava, un terzo delle speranze ’ndranghetiste, e se ne rimarrà a Roma, nonostante la minaccia “sono tornato” con cui, tramite cartelli elettorali neri, ha tormentato i pavesi per tutta la campagna elettorale. E chi cazzo gliel’aveva chiesto di tornare?!?!

Oggi Abelli difende l’indifendibile sostenendo che se il suo nome è nelle bocche di sospetti ’ndranghetisti è solo perché lui è “persona nota”. Infatti da 15 anni il suo nome è sulla bocca di tantengisti, di corrotti e, pare, di ndranghetisti, ma lui non c’entra nulla, è che a loro piace pronunciare il suo nome, ci fanno i gargarismi e lo canticchiano sotto la doccia. È una questione di stile, una licenza poetica (il suo nome emerge in tantissime carte processuali, anche se lui non è mai stato condannato). A Scajola gli compravano casa a sua insaputa, ad Abelli procacciavano i voti, ma lui era ignaro di tutto. Chiriaco ci mette l’anima, e il Faraone neanche un grazie:

giuro che farei la campagna elettorale per lui come fosse la prima volta… con la pistola in bocca… perché chi non lo vota gli sparo”.

abelli chiriaco

E la giunta? Beh, il solito Chiriaco è pizzicato in imbarazzanti conversazioni con Dante Labate, Pietro Trivi ed Ettore e Luca Filippi (per i quali “ammorbidisce” i controlli dell’ASM sui loro locali, dopo che Luca al telefono gli intima “…mi hai rotto i coglioni !… tutti i giorni mi mandi l’ASL nei locali…”, al che lui chiama un tal Gigi “ascolta… oggi quelli devono andare li’ no…gli dici di andare con …. molta benevolenza…. il problema e’ anche di carattere politico … nei limiti della… decenza”). Nelle intercettazioni spunta fuori pure una mega speculazione a Piazzale Europa, la costruzione di un Motel, un’operazione fognaria per la quale cercano di ottenere più soldi, e in una delle speculazioni promettono di riservare una quota del 20% a Dante Labate, il quale viene giudicato da Neri e Chiriaco alquanto esoso (conversazione avvenuta l’1/7/09):

Chiriaco:  Dante ( ndr. Labate Dante) è fuori di testa completo”

NERI: “ma completamente,  anche… ,  io dico ma chissà cosa fa, lui si sta rovinando con le proprie mani “

CHIRIACO: “perchè ABELLI come dire è perplesso, dice ma che cazzo di comportamenti sono questi”

NERI: “ma no, ma non…guarda che …”.

CHIRIACO: “guarda CON QUELLO CHE MI COSTA LUI  IO PAGO TUTTI GLI  ALTRI e lui ….inc…  se ne fotte,  questo mi ha detto”

NERI:”ma si..  “

CHIRIACO: “vuole SAN MATTEO per lui, poi vuole che si tiene l’ALER “

NERI: “Si tiene l’ALER pure ..cazzo ….. inc..  ma è pazzo “

CHIRIACO: “sì …poi vuole alla SP vuole “

NERI: “a MUSOLINO”.

CHIRIACO: “Musolino… e qualche altra cosa “.

Molti di questi favori e speculazioni pare siano rimasti solo promesse: mentre le telefonate erano in corso, sono arrivati i carabinieri. Ciò che comunque emerge dalle intercettazioni è la spregiudicatezza con cui politici locali si interfacciavano con un uomo, Chiriaco, dietro il quale l’ombra di Pino Neri era ben visibile. I quattro moschettieri Labate, Trivi e i Filippi telefonano, telefonano, spendono intere ricariche discutendo di tutto tranne che del bene pubblico o degli interessi della città: son già troppo affaccendati nei loro, di interessi.

Intanto uno di loro è indagato, Pietro Trivi, per corruzione elettorale. Cattaneo si è affrettato ad esprimergli “solidarietà politica”. L’aveva già fatto con la Gariboldi: il giorno dopo sono arrivati i carabinieri alle 4 del mattino e l’hanno portata a S. Vittore. Trivi, per ora, si è solo dimesso.

C’è o non c’è un sistema clientelare e nepotistico di spartizione della cosa pubblica? Gli appalti, le consulenze, il PGT vengono decisi con i criteri della trasparenza e del bene comune oppure con quelli degli amichetti del quartierino? A queste domande la maggioranza non ha ancora risposto: eppure, se prendiamo anche solo le nomine nelle società partecipate, troviamo mogli di, figli di, tesserati di partito. Il PD chiede la sua parte di poltrone, e il PDL si aggiudica la fetta più grosse. E i cittadini onesti, che non sono amici di Tizio o figli di Caio, e che non hanno la tessera del PDL o del PDmenoelle?

A furia di ragionare con una mentalità clientelare e privatistica, può capitare di imbattersi in personaggi come Pino Neri. E a volte, in questo monopoli di lottizzazioni, si pesca la carta “andate in prigione senza passare dal via”, come è successo a Carlo Chiriaco e Rosanna Gariboldi.

Per ora non c’è stata risposta né reazione: il sindaco ha dichiarato che “Pavia si è dimostrata impermeabile alle infiltrazioni mafiose”, e nulla ha detto sul sistema clientelare tratteggiato dalle intercettazioni. Il PD si è ben guardato dal chiederne le dimissioni, in quanto responsabile di cotanta maggioranza. Solo le formazioni di sinistra e i 5 stelle denunciano questo tragico degrado.

In compenso, durante la manifestazione antimafia di venerdì scorso, Dante Labate ha deriso i cittadini che chiedevano legalità porgendo il dorso delle mani, ad imitazione di un famigerato gesto mafioso, mentre Luca Filippi li provocava fino a quando non è intervenuta la polizia a farlo desistere.

Pavia merita una maggioranza al di sopra, e non al di sotto, di ogni sospetto. Il Sindaco e la giunta si dimettano immediatamente!!

MoVimento 5 Stelle Pavia

p.s.1: scarica e diffondi la mappa del sistemone pigliatutto, qui!

p.s2.: abbiamo qui ricostruito a grandi linee solo la parte di intercettazioni uscite sulla stampa che riguardano i politici, ma le indagini contengono moltissimo di più, lo vedremo nei prossimi mesi!

La storia dell’acqua in bottiglia . . . .

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E’ solo l’inizio: idee in MoVimento

Al suo debutto, il MoVimento 5 Stelle conquista un consenso che, a livello nazionale, si attesta all’1,7%: è solo l’inizio. In Lombardia il candidato Presidente Vito Crimi ha superato il 3% di voti, non così le liste provinciali: la burocrazia delle schede elettorali e dei vademecum per gli scrutatori ci ha penalizzati. Oltre 140.000 cittadini ci hanno dato fiducia: anche se non siamo entrati nel Consiglio Regionale, questo ci dà la forza per andare avanti, consapevoli che ogni singolo voto è stato dato con convinzione e determinazione da cittadini informati. E con pari convinzione e determinazione andremo avanti: la nostra forza sono le idee e i progetti, su quelli abbiamo fatto la campagna, oscurati dai media ma con puntati addosso i riflettori di chi vuole cacciare la casta ed è in cerca di un’alternativa seria, onesta, competente.

Continueremo a batterci per mantenere l’acqua pubblica, per il diritto al lavoro, per la mobilità intelligente, per rendere libero e gratuito l’accesso a Internet, e quindi alla conoscenza. Perché da qui parte la nostra rivoluzione, dalla Rete come tecnologia e come metafora d’azione: siamo una rete di cittadini al servizio dei cittadini. Mentre la casta sperperava somme faraoniche per fare propaganda, dilapidando i soldi delle nostre tasse (i rimborsi elettorali) per autoperpetuarsi, noi abbiamo fatto una campagna a costo zero, fondata sul contagio di idee e di entusiasmo. Beppe Grillo ci ha aiutati generosamente, e ci hanno aiutati i 140.000 cittadini la cui voce, ora, non potrà più essere ignorata.

Ciò che queste elezioni hanno dimostrato è che quello dell’astensionismo è il primo partito italiano: la casta per sopravvivere a se stessa ha bisogno dei nostri soldi per fare una propaganda martellante, ha un disperato bisogno del controllo dei mass media e della televisione, le è indispensabile agitare gli spauracchi sicuritari e fomentare razzismo e paura del diverso: sono bracconieri di voti sfiduciati e rassegnati.

Le idee sono in MoVimento, e a queste fedeli, rinnoviamo il nostro impegno e la nostra promessa nei confronti di tutti coloro che ci hanno dato fiducia: andremo avanti, lavoreremo sul territorio, promuoveremo la democrazia dal basso. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure!

MoVimento Lombardia 5 Stelle

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L’antidoto alla casta: cittadini al servizio dei cittadini

Il virus è stato inoculato: è iniziato il contagio di idee, entusiasmo, impegno su progetti concreti, passione per il bene comune. Abbiamo sparso il virus per tutta la campagna elettorale e oggi, nel giorno della sua chiusura, ringraziamo tutti i sostenitori e simpatizzanti che ci hanno aiutato, criticato costruttivamente, supportato, e un grazie anche a tutti coloro che hanno portato il loro contributo di tempo, idee, energie. Il nostro virus si propaga, è il contagio della conoscenza che rende liberi, ed è anche il miglior antidoto contro la casta.
La campagna elettorale non è stata facile: invece di presentare liste taroccate o andare al bar a prenderci un panino, abbiamo speso due mesi a raccogliere firme, al freddo e al gelo, per strada. E’ stata dura, ma si è rivelata un’occasione per incontrare la gente, per ascoltarne l’indignazione, le speranze, le proposte.
Abbiamo elaborato un programma 2.0: il migliore non perché siamo più bravi o intelligenti, ma perché il programma è in continua elaborazione, costantemente aperto ad integrazioni e correzioni da parte di tutti, chiunque può discuterlo e proporre. Il risultato è un programma all’avanguardia, che guarda alle migliori pratiche in giro per il mondo, per portarle qui da noi, per migliorare la Lombardia. La casta scrive i programmi nelle segrete stanze, e ne vengono fuori papiri simili alle profezie di Nostradamus: dicono tutto e niente, sono così vaghi e generici che li si può interpretare a proprio uso e consumo. Le nostre proposte sono tutte circostanziate e dettagliate, i nostri SI e i nostri NO sono chiari e senza ambiguità.
Mentre la casta organizzava aperitivi elettorali con 4 gatti e 10 poliziotti, asserragliati in bar, ristoranti e centri benessere ad incontrare gli amici degli amici, noi siamo andati nelle piazze: Beppe Grillo le ha riempite per darci una mano, il suo entusiamo è stato un magnete per i cittadini indignati che pretendono una cittadinanza vera e piena.
Formigoni e Penati sono uomini di carta e di casta messi lì per servire gli interessi di chi vuole speculare sul territorio, cementificare, costruire inceneritori cancerogeni e centrali nucleari, privatizzare l’acqua e colonizzare la Sanità con i crociati di Comunione e Liberazione, mentre tutte le istituzioni vengono implacabilmente spartite fra i partiti. Vito Crimi, invece, serve altri: si è messo al servizio dei cittadini, la sua politica è trasparente e limpida.
Mentre la casta allestiva una campagna faraonica con i rimborsi elettorali, che sono un mezzo subdolo per aggirare il referendum che abolì il finanziamento pubblico ai partiti, noi abbiamo fatto una campagna interamente autofinanziata, e non useremo i soldi dei rimborsi elettorali per i nostri fini.
La Lombardia ora può scegliere. C’è un’alternativa alla casta, c’è l’antidoto di una rete di cittadini e di idee dove ognuno conta uno.
Il virus è stato inoculato, è giunto il giorno di rimettere la politica al servizio dei cittadini!
MoVimento 5 Stelle Lombardia

Candidati impresentabili: Formigoni, Errani e la trota…

20 febbraio 2010 Lista 5 stelle Pavia 3 commenti

Di Daniele Antonucci (MeetUp Amici di Beppe Grillo di Vigevano e Lomellina)

Esiste una legge e parla chiaro: da quando il Presidente della Regione viene eletto direttamente dal popolo (questo avviene in Lombardia dall’elezione del 2000) non può ricoprire l’incarico per più di due mandati consecutivi.

Il sig. Formigoni ricopre tale incarico dal 1995, tre mandati per 15 anni di presidenza e nonostante la legge sarà il candidato del centrodestra (per la quarta volta!) alle prossime elezioni di fine marzo. Non c’è da stupirsi del sostanziale silenzio del PD nazionale visto che nella stessa situazione si trova il Presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, candidato per la terza volta. Vien da chiedersi perchè perdono tempo a scrivere delle leggi giuste che poi non vogliono rispettare. Ma se Formigoni ed Errani sarebbero impresentabili per legge, nella nostra regione avremo anche un candidato consigliere che sarebbe impresentabile per logica! Chi affiderebbe infatti la responsabilità di scelte destinate ad incidere sul proprio futuro ad un ragazzo di 22 anni che è riuscito a superare l’esame di maturità soltanto al quarto tentativo?
Quanti ragazzi appena diplomati, nell’era del precariato ed in piena crisi economica e sociale, con un curriculum scolastico del genere avrebbero la possibilità di occupare una poltrona da decine di migliaia di euro l’anno se di cognome non facessero Bossi? Prosegui la lettura…

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Tremorti e Boss(ol)i caleranno su Pavia: contestiamoli!

OVVERO UNA CAMPAGNA ELETTORALE COI SOLDI DEL CONTRIBUENTE…

Eh già, cari amici a 5 stelle, ecco che la Lega si smentisce ancora rivelandosi per quello che è: un partito vecchio stampo, non diverso da tutti gli altri, che si spartisce allegramente la torta del potere alle spalle degli italiani e di tutti coloro che hanno creduto a quel vecchio motto di “Roma ladrona” alla cui corte ormai si sollazzano allegramente parlamentari leghisti non per nulla diversi da quelli di cui fino a ieri denunciavano privilegi e furberie. Privilegi e furberie della “casta” che i nostri prodi han ben imparato ad utilizzare calandosi per benino le braghe di fronte al proprio popolo di celoduristi pur di avere le proprie poltrone assicurate e moltiplicate. Questo convegno è solo una farsa, un’abile mossa pubblicitaria, patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole (e quindi coi nostri soldini, a proposito di S.P.Q.R.) per promuovere la candidatura alle regionali  del rampante Assessore Ciocca. [in]

La crisi: mai esistita, ma… in via di superamento!
manifestazione di informazione e dissenso, sabato 6 febbraio, Piazza Collegio Borromeo, Pavia dalle 14 alle 18.
organizzatori: MoVimento 5 Stelle Pavia, Popolo Viola Pavia

Per il nostro governo prima la crisi non c’era, ora è superata, in mezzo c’è stato il tempo di fare l’elemosina di stato della social card, poi il riciclaggio di stato con lo scudo fiscale, si son rubati il TFR dei lavoratori e continuano a indebitarci a colpi di 30 miliardi di euro al mese: verso la catastrofe, ma con ottimismo!
Con che coraggio i ministri “impediti” Tremorti, Bossi e Zaia vengono a Pavia a parlare di sviluppo e crescita? L’unica cosa che è cresciuta sono la spesa pubblica (+11%) e il debito. Diciamo basta alle menzogne, alla propaganda, all’arroganza: oggi è il giorno di dire la verità sulla crisi, sull’incompetenza di questa gente, sulla costituzione violata e vilipesa, sulla politica economica che sta portando l’Italia verso il fallimento. Berlusconi, i suoi “uomini” e le sue veline devono dimettersi, e restituire l’Italia agli italiani.
Dovete smetterla!

SE LI CONOSCI LI EVITI:

BOSSI Colui che definiva il cavaliere “il mafioso di Arcore” e “il piduista” è oggi il puntello indispensabile del governo dei piduisti e degli amici della mafia. Bossi è il paladino della meritocrazia che garantisce al figlio, “il Trota”, incarichi d’oro e oggi una bella candidatura. Bossi è l’araldo del razzismo, il primo difensore di quella legge sul reato di clandestinità che sfregia la costituzione e viola i diritti umani.

TREMORTI Il mago della “finanza creativa” è l’estensore delle leggi più aberranti: con le cartolarizzazioni sta svendendo gli immobili del demanio agli amichetti, per poi far pagare l’affitto alle istituzioni che oggi li occupano, ha proposto di svendere le spiagge italiane, ha riciclato i soldi di corrotti e mafiosi con lo scudo fiscale, ha più volte condonato i più infami scempi edilizi, ci sta seppellendo sotto una montagna di debiti. Tremorti è il mago della “cazzata creativa”, l’impareggiabile incantatore che fa la magia di far sparire il tuo tfr, è l’uomo che sta distruggendo l’economia e con essa il nostro futuro.

ZAIA: non pervenuto

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FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE !

FIRMA DAYAmici,

ogni firma è preziosa a supporto della nostra lista provinciale per il territorio pavese in favore della candidatura del MOVIMENTO 5 STELLE LOMBARDIA alle prossime elezioni regionali. Possono firmare gli elettori residenti in Lombardia muniti di documento di identità (carta di identità, patente, passaporto) in corso di validità. La tua partecipazione sarà fondamentale per portare in Regione un movimento di idee e non di ideologie, di cittadini onesti e consapevoli con un programma concreto e non con false promesse!

I NOSTRI BANCHETTI SARANNO:

- SABATO 23 GENNAIO: a Pavia, Viale Matteotti (ang. p.zza Petrarca, piazzola antistante mercato scoperto) dalle ore 10 alle ore 18.00

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- DOMENICA 24 GENNAIO: a Pavia in Piazza Vittoria (lato Chiesa S. Maria Gualtieri) dalle ore 11 alle ore 18.00

Puoi firmare anche presso l’ufficio della Segreteria Generale del Comune di Pavia (P.zza Municipio) aperta tutti i giorni ai cittadini dalle ore 8.30 alle ore 13.30 (martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30)

Non perdere questa grande occasione di cambiamento! PARTECIPA ANCHE TU AL FIRMA-DAY! OCCHIO!!! E STAY TUNED

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Impresa o cavallo ?

Giampaolo Chirichelli

Giampaolo Chirichelli

Segnaliamo l’illuminante scambio di battute fra Nicola Adavastro (attuale Presidente di Pavia Acque e esponente del centro-sinistra nonché ex-amministratore delegato di ASM Pavia nel periodo di presidenza di Andrea Albergati) e Giampaolo Chirichelli (Presidente di ASM Pavia e esponente del centro-destra) sul tema delle nomine nei CdA di aziende pubbliche.
Negli ultimi tempi, i due contendenti hanno spesso polemizzato sia sulla stampa locale (Provincia Pavese) che su altri organi di informazione (per esempio Telepaviaweb).
L’oggetto del contendere è stato sinora la gestione dell’ASM Pavia ovvero la accusa di essere stata mal gestita e che invece più recentemente, con la relazione in Consiglio Comunale del novembre scorso della “due diligence” fatta da PriceWaterhouseCoopers, è stata di fatto smentita.

Nicola Adavastro

Nicola Adavastro

In questo caso, però, Adavastro pone chiaramente un altro tema ovvero il tema delle nomine nelle aziende pubbliche guidate dalla politica ovvero di nomine di persone nel cui CV è condizione “sine qua non” la tessera del partito “giusto” (ora la tessera giusta è del PDL o della Lega; in passato la tessera giusta era quella dei DS o Margherita). Sostiene che dovrebbe essere privilegiata la managerialità dei nominati ove ora a lui risulta che alcuni amministratori “non distinguono una impresa da un cavallo” !! Parole testuali che devono far riflettere tutti.
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