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Archivio per la categoria ‘Cultura’

L’amore spiazza Pavia

L’amore spiazza Pavia: oggi gay, lesbiche, bisex e trans (da qui l’acronimo lgbt) hanno pacificamente invaso Piazza della Vittoria, manifestando per una normalità che è già un dato di fatto. Nell’evento organizzato dalla Rete Arcobaleno c’erano Soggettività Lesbica, ti davano dei guantini da pitturare per lasciare la tua impronta su grandi striscioni, al motto “diamo una mano a smantellare l’omofobia”, col risultato di tantissime mani colorate che si stringono in solidarietà; c’era Agedo, l’associazione dei genitori di omosessuali, c’era Arcigay, che distribuiva materiale informativo e preservativi, c’erano i ragazzi dell’LGBTrivial, simpatico quiz senza premi, ma con molto divertimento. Tutti uguali, ciascuno diverso: tanti cittadini pavesi, di tutti gli orientamenti sessuali, hanno partecipato a questa festa dell’uguaglianza.

Fra gli altri, io insieme a Max ed Andrea ho parlato con L., attivista trans che ci ha raccontato le difficoltà per le persone come lei nel trovare lavoro. Ci ha raccontato anche della sua transizione: oggi è una donna trans, ma non ha voluto fare l’operazione di riassegnazione del sesso. Rivendica il suo essere donna perché è ciò che si sente, ed è ciò che è, combattendo lo stereotipo secondo cui tutte le trans possono dirsi donna solo se operate. In Spagna la legge consente ai/alle trans di cambiare i dati anagrafici anche senza sottoporsi all’operazione di riassegnazione del sesso, in Italia no. In altri paesi, tale operazione può essere richiesta su base volontaria, in Italia invece è necessario sottoporsi ad un lungo e sofferto percorso psichiatrico in cui si viene patologizzati ed etichettati come devianti: solo se lo psichiatra ti certifica un disturbo dell’orientamento sessuale puoi sottoporti all’operazione. I trans chiedono di non essere considerati dei malati psichiatrici: chiunque parli con L. capirebbe all’istante quanto sia di buon senso, e giusta, questa rivendicazione.

In Piazza Vittoria c’erano anche gay e lesbiche felici e gioiosi, alla faccia di chi ci ritiene degli emarginati o persone segnate da triste sorte. Cosa abbiamo manifestato? Che le diversità nell’orientamento sessuale sono INDIFFERENTI, non devono contare nulla, è come avere i capelli biondi o castani, la pelle nera, bianca o gialla, siamo tutti uguali. Siamo tutti esseri umani, e basta.

Certo, l’omofobia è ancora forte, soprattutto nella nostra indegna classe dirigente. Ma un mondo di uguali, indifferentemente all’etnia, al genere, all’orientamento sessuale c’è già, e la sua voce si fa sentire, anche grazie alla manifestazione di oggi.

L’amore spiazza: spiazza gli omofobi e i bigotti; per gli altri, l’amore spiazza come un vortice in cui siamo tutti uguali, ciascuno diverso!

cesare del frate

L'amore spiazza Pavia : eccomi con mia sorella Chiara e l'amica Sara

Pavia contro l’omofobia oggi alle 16 in Piazza Vittoria

L’omofobia è la discriminazione che può mettere a rischio il posto di lavoro, o bloccare la carriera. L’omofobia è la possibilità di essere emarginati a scuola o nei luoghi di socializzazione, ed è l’iniquità di leggi che non riconoscono le coppie dello stesso sesso né l’aspirazione alla genitorialità. L’omofobia vive di silenzi e parole: i silenzi di chi rimane indifferente, o di chi tace in modo complice. E vive delle parole di chi si sente legittimato a bollare altre persone come inferiori.
Oggi la manifestazione “L’amore spiazza” romperà questi silenzi, e proporrà altre parole, di uguaglianza e di dignità. La manifestazione concomitante e parallela, “Pavia contro l’omofobia”, mostrerà il sostegno che la società civile di Pavia dà alle rivendicazioni della comunità lgbt.
Tutti alle 16 in Piazza Vittoria, contro le discriminazioni e per i diritti!
A “Pavia contro l’omofobia” aderiscono Democrazia e Solidarietà, Federazione delle Sinistre, MoVimento 5 Stelle Pavia, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà.

“In questo progresso scorsoio”

17 gennaio 2010 redazione Nessun commento

Zanzotto alza la voce (più bella che abbiamo) e denuncia il brutto
(nella società, nella politica, nel paesaggio)


Il nostro “è un paese dominato da una volgarità fatua e rissosa, inserito senza troppa coerenza e convinzione tra un’Europa invecchiante e le esplosioni demografiche vicine. Come dire che siamo sospesi tra un mare di catarro e un mare di sperma…

Se pensate di aver letto male (o troppo in fretta) il virgolettato, rileggetelo. Più e più volte. Come si fa con la poesia. O con un testo che ha tanti di quei livelli di lettura da poter essere trivellato più e più volte.

Un’immagine dell’Italia, di questa nostra Italia, sospesa tra un mare di catarro e uno di sperma se avesse concretezza visiva avrebbe l’audacia dell’opera d’arte. Ha invece la concretezza (e la magnitudine) delle parole di Andrea Zanzotto. E quindi è arte del pensiero.

A 87 anni, il poeta di Pieve di Soligo, la voce più grande che abbiamo, parla con l’ardore e la tempra di un poeta-guerriero all’apice della prestanza (non solo intellettuale), di politica, ambiente, religione, pregiudizi, paesaggio, sentimento. Insomma di tutto quanto fa vita, dentro e oltre la società contingente.

In una mirabile (ma davvero imperdibile) “conversazione” con Marzio Breda (saggista e giornalista del Corriere della Sera, di origine coneglianese), Andrea Zanzotto affresca il soffitto angusto della società in cui viviamo, guardando giù al “teatrino assurdo della politica globale” che ha tra i protagonisti il “populista mediatico Berlusconi” o “il neozar della Russia, Putin” o osservando ciò-che-resta-del paesaggio. E della nostra identità. La “conversazione”, edita da Garzanti, ha come titolo “In questo progresso scorsoio”, che altro non è se non la metà di un epigramma dello stesso Zanzotto (“In questo progresso scorsoio / non so se vengo ingoiato / o se ingoio”). Il titolo, l’aforisma, fanno riferimento alla corsa (irrefrenabile, in potenza) verso il progresso-a-tutti-i-costi, verso il consumismo senza fine e fine a se stesso.

“Oggi – dice Zanzotto – siamo alla mancanza del limite e alla caduta della logica, sotto il mito del prodotto interno lordo: che deve crescere sempre, non si sa perché. Procedendo così, la moltiplicazione geometrica non basterà più ed entreremo in un’iperbole…” quella – appunto – del “progresso scorsoio”.

Nel volume, suddiviso in sezioni (il paesaggio, la politica e le utopie, la storia, la fede, l’etica, l’eros…), Zanzotto punta il dito sulla fragilità del nostro sistema e delle azioni dei suoi protagonisti: “…le ultime oscillazioni della nostra politica – dice – avviliscono ogni speranza. Le stesse persone che mostrano di essere sensibili a una salvaguardia della propria terra si affidano poi in massa a quella parte politica che nega visceralmente ogni forma di ecologia, a partire da quella morale …” L’Italia? “Il nostro – secondo Zanzotto – era e resta un banalissimo e torvo teatrino con una classe dirigente che si è autosqualificata facendo collassare le stesse strutture dello stato, per il prevalere di una corruzione che ha coinvolto interi ceti, di una classe che ha di fatto osteggiato l’opera di veri e propri eroi lasciati soli contro i pidocchi mafiosi, che anzi vennero distribuiti a metastasi in tutte le regioni”.

Ma nell’ultimo capitolo, dedicato all’eros, la voce di Zanzotto-poeta si fa confessione (“ho composto versi terribili, allora”, cioè negli anni della giovinezza, quando il tema d’amore, “il tema dell’eterno rimpianto, declinato su un registro dolciastro e ultrasentimentale era una..noiosa lacrima”); si fa seduzione (“qualunque sia la faglia di malignità che attraversa la natura, l’amore viene avanti…partecipa della grazia della ginestra che si ostina a fiorire sopra il vulcano”, “l’amore è un fatto fondante, la rivelazione di un’esigenza primaria”), si fa – per me – canto lirico (“la donna è una creatura ricca di sicurezza e stabilità, pur nel suo essere anche una “mutante”).

Nel volume, Zanzotto torna sovente – anche grazie alle sollecitazioni del suo interlocutore-coautore – sul Nordest, sul paesaggio di Pieve: viene ricordata la Pontebbana e la mercificazione del sesso, la desolazione del capannone (inedita la poesia su Marghera), il pregiudizio acconciato secondo l’ottica popolare (l’omosessuale? per la gente qualunque era un “matuzel”…).

Il grande Zanzotto, in questo saggio, è sempre grande ma forse più intelligibile grazie alla lente colloquiale di Marzio Breda, che ci fa sentire la voce del poeta “naturalmente” familiare e limpida e forte. E ferma.

Il libro In questo progresso scorsoio verrà presentato (dagli autori) a Pieve di Soligo venerdì 27 febbraio alle 18, presso il ristorante Da Lino e il 19 marzo all’Istituto veneto di cultura di Venezia.

articolo di Emanuela Da Ros per www.oggitreviso.it

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La guerra dei filosofi

A colpi di citazioni, si è ieri sera consumata, nel Consiglio Comunale, la sanguinosa Guerra dei Filosofi. L’un contro l’altro armati, Pope Palpatine e il filosofo Popper si sono sfidati in un duello all’ultima citazione.

Ma prima di arrivare a tale sublime momento di puro pensiero, affrontiamo l’altra questione discussa al consiglio comunale, 90 lavoratori del CFP (Centro formazione professionale) che da due mesi non percepiscono lo stipendio. L’azionista di maggioranza del CFP è il Comune, manco a dirlo. Ottini (PD) presenta l’interpellanza: perché i 90 lavoratori lavorano senza il “dovuto e sacrosanto stipendio”, e perdipiù senza contratto? Perché perché perché? Prosegui la lettura…

(CON)FINI D’ITALIA

28 settembre 2009 Luis Nessun commento


Luis Alberto Orellana

Il Presidente della Camera ha recentemente riportato all’attenzione della pubblica opinione il tema della integrazione degli stranieri nella società italiana.
Uno degli aspetti che Gianfranco Fini ha evidenziato è, oltre la concessione della cittadinanza italiana, il coinvolgimento degli stranieri alla vita politica italiana tramite il diritto di voto. La dichiarazione è la seguente: «I tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate».
Vi sono state reazioni da varie parti; chi favorevole, chi meno e chi completamente contrario.
Conviene fare un po’ ordine. Mettere qualche “paletto”. Fare chiarezza:
• In Italia già da qualche tempo gli stranieri votano a tutte le elezioni locali amministrative ovvero alle elezioni comunali, provinciali e regionali. A Pavia, ad esempio, alle ultime elezioni comunali del 6 e 7 giugno hanno votato alcuni stranieri e hanno contribuito a eleggere alcuni dei consiglieri che siedono in consiglio nonché il Sindaco stesso. Purtroppo sono stati pochi in quanto è stato data poca informazione a questa opportunità data agli stranieri residenti a Pavia e perché la legge prevede che lo straniero residente in Italia deve andare a iscriversi alle liste elettorali. Per gli italiani invece l’iscrizione alle liste elettorali è, come noto, automatica.
• L’Italia ha firmato la convenzione di Strasburgo del 5 Febbraio 1992, l’ha ratificata il 26 Maggio 1994 ed è entrata in vigore il 1 Maggio 1997. Tale convenzione si intitola: Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale”. Di questa convenzione però l’Italia non ha firmato ne ratificato il solo Capitolo C che si riferisce al diritto di voto per gli stranieri alle elezioni locali.
Sono informazioni discordanti fra loro. Dov’è l’arcano?
Prosegui la lettura…

Dario Fo per la libertà di informazione

13 settembre 2009 Cesare Del Frate 1 commento

Anche Dario Fo ha aderito all’appello per la libertà di informazione, con la motivazione che qui riportiamo [c.d.f.]

Considero la manifestazione per la libertà di stampa una delle più importanti ed essenziali di questi anni; una manifestazione che interpreta un sentimento collettivo, l’urgenza di tanta gente che vuole dare un segno forte in un momento in cui in questo paese la libertà di stampa è a rischio.
La libertà di stampa non riguarda solo l’informazione. In tutte le democrazie libertà di stampa vuol dire soprattutto approfondimento e confronto; confronto di posizioni e idee diverse in modo che chi legge o ascolta i telegiornali possa farsi autonomamente una sua opinione. Prosegui la lettura…

Categorie:Cultura, informazione Tag:

Presentazione progamma di governo

25 maggio 2009 paolocatona Nessun commento

In anteprima per voi, gentili visitatori del blog

17 aprile 2009 maxlilla Nessun commento

irenesindaco1aIn antprima il volantino che distribuiremo domani in piazza del tribunale.

Il tema sono le differenze, prova a trovarle….

irenesindaco1retro

Categorie:Cultura Tag: , ,

Noi abbiamo aderito…….!!!!

29 marzo 2009 giuseppeparroco 1 commento

banner_carta_di_firenze

 

 

Manifesto

I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”

5 STELLE

Le 5 stelle presenti nel nostro simbolo rappresentano i 5 punti inderogabili su cui lavoreremo:

-Acqua

-Ambiente

-Trasporti

-Sviluppo

-Energia

I punti dirimenti della Carta di Firenze sono 12

  1. Acqua pubblica
  2. Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
  3. Espansione del verde urbano
  4. Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
  5. Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
  1. Piano di mobilità per i disabili
  2. Connettività gratuita per i residenti nel Comune
  3. Creazione di punti pubblici di telelavoro
  4. Rifiuti zero
  5. Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali
  6. Efficienza energetica
  7. Favorire le produzioni locali

Le condizioni per essere inseriti nei Comuni a 5 stelle sono:

1. Requisiti

 

  • All’atto della loro candidatura e nel corso dell’intero mandato elettorale, ogni candidato non dovrà essere iscritto ad alcun partito o movimento politico
  • Ogni candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive
  • Ogni candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura
  • Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune per il quale intende avanzare la propria candidatura. Per le elezioni comunali dei capoluoghi di provincia, i candidati potranno risiedere in uno dei comuni appartenenti a quella provincia.

 

2. Impegni

 

  • Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l’intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog
  • All’atto della propria candidatura, la lista provvederà a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l’elenco dei componenti ed il loro curriculum vitae, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica
  • La lista potrà apparentarsi ad altri partiti o liste anche se non certificate dal blog i cui candidati non abbiano riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive

Con l’integrazione di questi punti , presto avrete tutti a disposizione il nostro

“PROGRAMMA DI GOVERNO”.