
Basilica di San Lanfranco
A differenza di un evento improvviso ed inatteso, come un’acquazzone estivo che fa tracimare gronde e canali di casa, il collasso dei prossimi anni dell’alveo stradale di Corso Manzoni e via Riviera lo stiamo costruendo passo dopo passo, lottizzazione dopo lottizzazione, amministrazione dopo amministrazione.
Per un caso come quello dell’aggressione alla Basilica di S. Lanfranco, per il quale la levata di scudi contro la stupidità della proposta, è generale, decine di altre operazioni sono passate sotto silenzio.
Vista l’appetibilità della zona, non si può sperare che le numerose lottizzazioni autorizzate dalla precedente amministrazione ma non ancora iniziate vengano ritirate dal mercato. Se a queste si sommano le velleità espansionistiche di Torre d’Isola e l’intenzione dell’attuale giunta di rendere edificabili vari terreni agricoli compresi tra il raccordo autostradale e la terrazza fluviale, è facile prevedere un netto peggioramento della congestione da traffico verso il centro e, più in generale, della qualità della vita di questa parte di città.
I terreni salvatisi fortunosamente dall’edificazione per la presenza di vincoli e fasce di rispetto, in molti casi inglobati nel tessuto urbano (Navigliaccio, ecc..), sono invece un’opportunità per ricucire frammenti di città vicini ma disconnessi, di ridare senso ad uno sviluppo urbanistico disordinato e confuso ed andrebbero preservati e progettati in un’ottica di sistema invece che visti come aree da svincolare e lottizzare il prima possibile.
Chissà se l’incapacità di avere una visione generale quando si affrontano i singoli progetti urbanistici, la riluttanza a pensare in modo sistemico la mobilità urbana e i servizi cittadini è il frutto della mancanza di sensibilità, del continuo prevalere degli interessi privati rispetto all’interesse pubblico o più semplicemente dell’impreparazione tecnica di chi amministrando una città deve saper compiere scelte strategiche e fondamentali?
Una preoccupante continuità lega precedenti e attuali amministrazioni sempre timorose di danneggiare il comparto edilizio mentre è dimostrato che esistono politiche urbanistiche ispirate al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero” che indirizzano il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente innescando così un circolo virtuoso di maggiore efficienza energetica degli attuali edifici e di mantenimento dei livelli occupazionali nell’edilizia.
Durante la conferenza stampa di ieri, Telepaviaweb ha intervistato brevemente 2 nostre candidate: Iolanda Nanni e Emanuela Belloni.
Qui trovate il link dove potete ascoltare cosa hanno detto Iolanda e Emanuela sul tema mobilità dei pendolari e sulla sanità, rispettivamente:
Intervista a Iolanda e Emanuela su Telepaviaweb

Luis Orellana
Recentemente abbiamo avuto notizia di un paio di interventi che la giunta comunale vuole attuare sulla mobilità in Pavia.
Si tratta della “razionalizzazione” del servizio pubblico di bus attualmente gestito dalla Line S.p.A. che si configura nella riduzione delle corse (loro frequenza e distanze coperte). L’altra notizia è invece la costruzione di un parcheggio sotterraneo di fronte al Castello.
Sentiti e valutati separatamente hanno le loro differenti logiche e motivazioni. La prima scelta ci viene presentata come una scelta obbligata da parte dell’Amministrazione a cui è costretta per il taglio per ben €250.000 da parte della Regione. La seconda scelta dovrebbe servire a risolvere il problema del parcheggio in centro o nelle immediate vicinanze.
Ci sembrano invece POSIZIONI SBAGLIATE.
Il trasporto pubblico andrebbe potenziato poiché riduce il traffico, l’inquinamento acustico e dell’aria, e consente quindi a tutti (sia agli utenti degli stessi bus che agli altri cittadini) di vivere in una città più gradevole e vivibile. Temiamo che in questa scelta si sia persa di vista la utilità sociale del trasporto pubblico e invece si sia guidati unicamente dall’esigenza di garantire il profitto alla S.p.A. (la Line per intenderci) che gestisce il servizio pubblico e, nella cui composizione societaria, vi è anche un socio privato (Migliavacca) che, giustamente, dal suo punto di vista, reclama gli utili.
Il secondo progetto è anche peggiore poiché spinge a incrementare il traffico dirigendolo verso un parcheggio sotterraneo nelle immediate vicinanze del centro città. Inoltre distrugge una deliziosa piazzetta con tanti alberi e panchine. Il progetto vale oltre 9 milioni di euro (finanziato con capitali privati).
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Luis Alberto Orellana
Pragmaticamente ci si domanda: è meglio una gestione pubblica o privata dell’acqua? Prima di tentare di rispondere facciamo un breve excursus sulla attuale situazione della Regione Lombardia che, in anticipo sul Parlamento Nazionale, aveva già definito un percorso per la modifica della gestione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato = Acqua+Fognatura+Depurazione). Tale percorso ha avuto varie tappe legislative (la legge regionale 23 del 2003, la sua revisione legge 18 del 2006 e infine legge 1 del 2009) che recentemente la Corte Costituzionale ha stravolto dichiarandone la incostituzionalità (sentenza 307 del 20 novembre 2009). La separazione fra gestione e erogazione del S.I.I. prevista in queste leggi regionali è da rivedere quindi. Il percorso già iniziato in Provincia di Pavia sulla base di una legge, rivelatasi poi incostituzionale, aveva portato al susseguirsi di varie fasi: costituzione dell’A.A.T.O. di Pavia (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale), costituzione di Pavia Acque s.r.l. quale Società Patrimoniale per la gestione del S.I.I., preparazione e approvazione il 30 Dicembre 2008 del Piano d’Ambito e infine emissione del bando di gara per la scelta di un soggetto (anche privato) per la erogazione del S.I.I. entro fine gennaio 2010.
Ora la sentenza della Corte ha portato alla sospensione della gara. La maggioranza nel Consiglio Regionale nonostante la propria forza numerica non ha saputo fare una legge SEMPLICEMENTE COSTITUZIONALE. Hanno ricevuto lauti compensi da consiglieri regionali quali sono (superiori a quelli di altissimi dirigenti privati, credo poco al di sotto dei 10.000 euro netti mensili) ma non sono stati in grado di fare una legge SEMPLICEMENTE VALIDA. Purtroppo nessuno gliene sta chiedendo conto. Dovrebbero restituire almeno una parte dei compensi in quanto, applicando metodi meritocratici che tutti auspichiamo, hanno prodotto un risultato scadente e in definitiva da buttare via.
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Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare le candidature per la Benemerenza Civica di San Siro. La nostra Lista Civica 5 Stelle di Pavia prova a proporne una speciale….

Chiediamo che la Benemerenza di San Siro sia assegnata ai lavoratori dell’ASM di Pavia come ringraziamento per i decenni di fornitura di acqua pubblica di ottima qualita’, essendo questa al terzo posto come qualita’ in Italia, come ha assicurato nel Consiglio Comunale del 9 novembre u.s. l’assessore Faldini. Questa benemerenza sia di augurio per questi benemeriti lavoratori affinche’ non vadano ad incrementare a breve la purtroppo sempre crescente schiera dei disoccupati di Pavia e provincia. Infatti il bando di gara emesso recentemente dall’ATO Pavia riferito all’erogazione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) non tutela affatto i lavoratori delle varie ASM coinvolte in quanto sottovaluta il piano sul personale che i concorrenti all’aggiudicazione del servizio dovranno presentare. Come altrimenti giudicare il fatto che, assegnando fino a un massimo di 100 punti, la componente della gestione del personale possa valere massimo 10? Dei 6 criteri per scegliere il vincitore della gara quello del piano di gestione dei lavoratori e’ quello che pesa meno: solo il 10% !!!
Questa probabile privatizzazione dell’acqua si fara’ anche sulla pelle di tanti lavoratori e delle loro famiglie.
La benemerenza civica di San Siro sia a loro assegnata quindi quale ringraziamento e quale augurio per il fosco futuro che i politici locali gli hanno confezionato.

Luis Alberto Orellana
Il segretario cittadino della Lega Nord, Antonio Grignani, interviene con una intervista su Telepaviaweb nella polemica sull’acqua con alcune indicazioni e informazioni utili a capire.
Innanzitutto Grignani sostiene che lo slittamento della gara che l’ATO deve indire per la scelta della società di erogazione dell’acqua non risulta una strada praticabile perché si rischierebbe, anzi no, si avrebbe la certezza di perdere cospicui finanziamenti regionali. Ha citato miliardi che si perderebbero (si immagina intedesse le lire “del vecchio conio” come si direbbe aprendo pacchi in tv). Invece non ce lo possiamo permettere. Si perderebbero finanziamenti utili a pagare interventi necessari ridurre le perdite idriche che invece gli acquedotti purtroppo hanno.
Lo stato degli acquedotti pavesi richiede quindi interventi urgenti? A leggere la documentazione che si può leggere nel sito dell’ATO di Pavia sembrerebbe di no. Infatti nelle tabelle finali riassuntive del “Rapporto delle Opere” del Piano di Ambito dell’ATO stessa sulle opere di acquedotto e sui depuratori della provincia di Pavia si leggono tutti giudizi positivi (stato buono o sufficiente) per tutte le opere con la sola eccezione della centrale S.Lucia dell’ASM di Garlasco (stato insufficiente).
Eppure si tratta di 341 pozzi, 122 sorgenti, 193 impianti di potabilizzazione e ben 362 serbatoi per un totale di quasi 4.000 km di tubi contando solo quelli per la distribuzione dell’acqua; ebbene solo una insufficienza ! E questo, ripetiamo, dal rapporto dell’ATO di Provincia di Pavia.
Lo slittamento della gara invece sarebbe utile secondo Albergati (fino a poche settimane fa presidente dell’ASM Pavia e quindi, diciamo, persona informata dei fatti) per consentire alle varie ASM della provincia pavese di consorziarsi e potere così partecipare con maggiori possibilità di successo a tale gara. La risposta sembra essere: Ci spiace ma siamo di fretta !
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Giorgia Lo Martire
Il giorno 17 di settembre è successo qualcosa a Pavia….Già immagino qualche lettore scaramantico volgere il proprio sguardo al cielo e pensare “lo sapevo che di giorno 17 sarebbe successo qualcosa” ….ebbene per una volta, nonostante il razionalismo sia la mia filosofia di vita, mi trovo ahimè ad essere concorde.
E’ molto più facile per il fragilissimo ego umano attribuire gli accadimenti negativi del quotidiano a forze/energie negative esterne che prendono possesso dell’animo umano e lo inducono a produrre danno nei confronti di altri: in questa posizione adesso pretendo di collocarmi, perché una decisione, come quella che è stata presa quel giorno 17, a palazzo Mezzabarba,e cioè di spianare la strada (che porta) alla privatizzazione dell’acqua, risulta fuori da ogni possibilità di comprensione.
Infatti è stato respinto l’ordine del giorno presentato dall’opposizione che chiedeva uno slittamento del bando di gara concernente l’affidamento dell’erogazione, affinchè potesse essere valutata se non la possibilità di un affidamento diretto dell’erogazione quantomeno/almeno quella di consentire alle ASM operanti sul territorio di accordarsi per una partecipazione unitaria alla gara.
Il pericolo adesso di una gara “rapida” è che il vincitore molto probabilmente sarà costituito da una società privata, il cui scopo, come quello di tutte le società private, è il profitto, il lucro: acqua = merce (Vedi cosa è accaduto a Latina http://www.invisiblewater.org/ita/notizie/articoli/
le_mani_sull_oro_blu_manette_ad_acqualatina_come_funziona_il_business_dell_acqua )
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Luis Alberto Orellana
La scorsa settimana su vari organi di stampa abbiamo avuto notizia di una nuova rinnovata attenzione della Amministrazione Comunale sul problema della pulizia della nostra città. Tante novità da parte dell’ASM e in particolare dai nuovi vertici appena nominati:
- Maggiore frequenza nella raccolta dei rifiuti;
- più cestini in centro con la possibilità, per i fumatori, di potervi buttare i mozziconi di sigaretta;
- sostituzione dei cassonetti più vetusti nei prossimi mesi;
- infine la richiesta di aumentare le multe per chi sporca da 50 a 500 euro.
Tutto bene, dunque? Certamente plaudiamo all’iniziativa. Vivere in una città pulita è sicuramente più gradevole che vivere in una città sporca e degradata. Abbastanza ovvio, vero?
Tanto ovvio che si direbbe trattarsi di normale amministrazione. Una segnale, quindi, di attenzione alla cittadinanza sicuramente positivo ma che ci si aspetta sia normale, sia appunto ovvio.
Dalla nuova amministrazione ci aspettiamo invece anche qualcosa in più sul fronte rifiuti. Ci aspettiamo una sua posizione sulla raccolta differenziata in cui Pavia si colloca come fanalino di coda dei capoluoghi lombardi. Infatti riportano le statistiche dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) che Pavia ha una tendenza decrescente negli ultimi anni della quantità di rifiuti pro-capite portati a recupero a fronte invece di una tendenza crescente nella produzione di rifiuti pro-capite.
Si è passato infatti dai 154,5 kg pro-capite di rifiuti a recupero del 2005 ai 146,6 kg pro-capite di rifiuti a recupero del 2007. Negli stessi anni si è passati dai 141 kg pro-capite in discarica del 2005 ai 166,1 kg pro-capite del 2007. Questi trend di crescita dovrebbero essere invece assolutamente invertiti !
Ad oggi, al contrario, nessuna raccolta porta a porta, nessuna raccolta dell’umido, etc.
Dopo qualche esperimento pilota negli anni passati non si è proceduto oltre.
Per la raccolta differenziata ci aspettiamo invece prossime buone notizie dalla nuova Amministrazione. E’ lecito sperare ?
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