S.O.S. ACQUA


Luis Alberto Orellana
Pragmaticamente ci si domanda: è meglio una gestione pubblica o privata dell’acqua? Prima di tentare di rispondere facciamo un breve excursus sulla attuale situazione della Regione Lombardia che, in anticipo sul Parlamento Nazionale, aveva già definito un percorso per la modifica della gestione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato = Acqua+Fognatura+Depurazione). Tale percorso ha avuto varie tappe legislative (la legge regionale 23 del 2003, la sua revisione legge 18 del 2006 e infine legge 1 del 2009) che recentemente la Corte Costituzionale ha stravolto dichiarandone la incostituzionalità (sentenza 307 del 20 novembre 2009). La separazione fra gestione e erogazione del S.I.I. prevista in queste leggi regionali è da rivedere quindi. Il percorso già iniziato in Provincia di Pavia sulla base di una legge, rivelatasi poi incostituzionale, aveva portato al susseguirsi di varie fasi: costituzione dell’A.A.T.O. di Pavia (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale), costituzione di Pavia Acque s.r.l. quale Società Patrimoniale per la gestione del S.I.I., preparazione e approvazione il 30 Dicembre 2008 del Piano d’Ambito e infine emissione del bando di gara per la scelta di un soggetto (anche privato) per la erogazione del S.I.I. entro fine gennaio 2010.
Ora la sentenza della Corte ha portato alla sospensione della gara. La maggioranza nel Consiglio Regionale nonostante la propria forza numerica non ha saputo fare una legge SEMPLICEMENTE COSTITUZIONALE. Hanno ricevuto lauti compensi da consiglieri regionali quali sono (superiori a quelli di altissimi dirigenti privati, credo poco al di sotto dei 10.000 euro netti mensili) ma non sono stati in grado di fare una legge SEMPLICEMENTE VALIDA. Purtroppo nessuno gliene sta chiedendo conto. Dovrebbero restituire almeno una parte dei compensi in quanto, applicando metodi meritocratici che tutti auspichiamo, hanno prodotto un risultato scadente e in definitiva da buttare via.
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Riportiamo qui la notizia tratta dal sito dell’ATO Pavia sulla sospensione della gara per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato.
E’ una notizia positiva che ci conferma sulla giustezza della nostra scelta di contrastare questo iter procedurale.
AVVISO DI SOSPENSIONE
Si comunica che, ai sensi e per gli effetti dell’art XVII del Disciplinare di gara (Capitolato d’oneri) per l’affidamento dell’attività di Erogazione del Servizio Idrico Integrato all’interno del territorio di competenza dell’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Pavia (avviso inviato per la pubblicazione in G.U.C.E. il 20/10/2009), la scrivente Autorità d’Ambito, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 26 novembre 2009, n. 113 e conseguente determinazione dirigenziale del 27 novembre 2009, n. 74, preso atto della sentenza della Corte Costituzionale n. 307/2009 (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana il 25 novembre 2009), ha stabilito di sospendere la procedura di gara indicata in oggetto, sino a nuova determinazione di cui verrà data tempestiva comunicazione.

Luis Alberto Orellana
La corte costituzionale oggi dichiara incostituzionale la legge regionale nr.18 del 18 Agosto 2006 nel suo articolo 4 comma 1, lettera p) dove si definiva: “L’Autorità organizza il servizio idrico integrato a livello di ambito separando obbligatoriamente l’attività di gestione delle reti dall’attività di erogazione dei servizi“.
La consideriamo una conferma della giustezza di chi lotta contro la privatizzazione dell’acqua perché mette in luce le forzature che tale legge regionale aveva introdotto. Temiamo, e ci auguriamo di sbagliarci, però che possa non avere grandi conseguenze pratiche, almeno da un punto di vista legale.
Ecco qui sotto la parte finale del testo della sentenza della corte costituzionale depositata oggi
(omissis)per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia 18 agosto 2006, n. 18 (Conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale. Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche”);
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 49, comma 4, della legge della Regione Lombardia n. 26 del 2003, come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia n. 18 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere e) e p) della Costituzione, in relazione all’articolo 148, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 novembre 2009.
F.to:
Francesco AMIRANTE, Presidente
Paolo MADDALENA, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 20 novembre 2009.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA
Beppe Grillo
In Italia siamo sempre in leggera controtendenza.
In Francia, a Parigi l’acqua ritornerà pubblica dal primo gennaio 2010. Il sindaco Bertrand Delanoe non ha rinnovato i contratti con le multinazionali Veolia e Suez . L’acqua sarà gestita da un ente pubblico: “Eau de Paris”. Il risparmio per i parigini sarà di almeno 30 milioni di euro all’anno.
In Italia, il non-Parlamento ha trasformato in legge un decreto che rende privata l’acqua pubblica. La legge Ronchi stabilisce che la quota di capitale pubblico delle società che gestiscono l’acqua non sia superiore al 30%.
L’acqua è un diritto naturale dell’uomo. Non un business. Ovunque la gestione dell’acqua sia stata privatizzata, il suo prezzo è aumentato, raddoppiato, triplicato.
Di chi è l’acqua? E’ nostra, dei nostri comuni, delle nostre regioni. E’ la pioggia che cade dal cielo. Le multinazionali e chi ha votato la legge Ronchi possono andare a fanculo. Loro hanno fatto la legge? Lancerò un referendum abrogativo. Il prossimo V-day sarà per l’acqua, per la nostra vita. In primavera, dopo le elezioni. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare le candidature per la Benemerenza Civica di San Siro. La nostra Lista Civica 5 Stelle di Pavia prova a proporne una speciale….
Chiediamo che la Benemerenza di San Siro sia assegnata ai lavoratori dell’ASM di Pavia come ringraziamento per i decenni di fornitura di acqua pubblica di ottima qualita’, essendo questa al terzo posto come qualita’ in Italia, come ha assicurato nel Consiglio Comunale del 9 novembre u.s. l’assessore Faldini. Questa benemerenza sia di augurio per questi benemeriti lavoratori affinche’ non vadano ad incrementare a breve la purtroppo sempre crescente schiera dei disoccupati di Pavia e provincia. Infatti il bando di gara emesso recentemente dall’ATO Pavia riferito all’erogazione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) non tutela affatto i lavoratori delle varie ASM coinvolte in quanto sottovaluta il piano sul personale che i concorrenti all’aggiudicazione del servizio dovranno presentare. Come altrimenti giudicare il fatto che, assegnando fino a un massimo di 100 punti, la componente della gestione del personale possa valere massimo 10? Dei 6 criteri per scegliere il vincitore della gara quello del piano di gestione dei lavoratori e’ quello che pesa meno: solo il 10% !!!
Questa probabile privatizzazione dell’acqua si fara’ anche sulla pelle di tanti lavoratori e delle loro famiglie.
La benemerenza civica di San Siro sia a loro assegnata quindi quale ringraziamento e quale augurio per il fosco futuro che i politici locali gli hanno confezionato.
Proviamo qui a commentare puntualmente all’articolo di Franco Osculati apparso sulla Provincia Pavese di venerdì 13 Novembre 2009.
La sua tesi che pubblico e privato possono essere equivalenti per la gestione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) non ci convince affatto. Ipotizziamo ad esempio, che entrambi diano la stessa qualità del servizio con gli stessi costi. Fatto 100 questo costo, nel caso del pubblico noi utenti pagheremmo una tariffa che copre il costo 100 del servizio in quanto il pubblico cerca solo il pareggio di bilancio. Nel caso del privato invece noi utenti pagheremmo 110 o 120 o 130 ovvero il costo del servizio più il margine di guadagno che qualsiasi privato ricerca legittimamente.
In corsivo i nostri commenti.
Gestione pubblica o privata? Le regole da rispettare
Battaglia aperta sull’acqua
FRANCO OSCULATI / PAVIA
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La recente decisione di indire la gara per la gestione del servizio idrico integrato, assunta dall’Aato della provincia di Pavia, suscita alcune considerazioni e suggerisce qualche proposta.
Commento: Suggeriamo a Osculati di usare la giusta terminologia. La gara ha come oggetto la ‘erogazione’ del S.I.I. non la ‘gestione’.
La gara, in sede locale, e quanto si sta approvando dal Parlamento nazionale in merito ai servizi pubblici locali, riaccendono il dibattito su pubblico e privato. E’ preferibile la proprietà pubblica del soggetto gestore di tali servizi?
Commento: La proprietà pubblica del gestore del S.I.I. non e’ in discussione in questa gara. A Pavia Acque s.r.l. quale Società Patrimoniale a capitale pubblico le varie ASM della Provincia di Pavia hanno conferito o stanno conferendo la gestione. A gara è stato messo il servizio di erogazione agli utenti.
Forse sì, ma per sostenere la superiorità del pubblico non basta osservare che solo la proprietà pubblica sottrae servizi pubblici importanti, come l’acqua, alla logica del profitto. Anzitutto, perché questa logica non è incompatibile con l’erogazione di buoni servizi.
Commento: Giusta osservazione. La logica del profitto non è antitetica all’erogazione di buoni servizi. E’ altresì vero però che il soggetto privato non gestisce bene sempre e comunque in assoluto (altrimenti le aziende private non fallirebbero mai) ma lo fa per varie ragioni fra cui la più importante è trovarsi in regime di concorrenza. L’affidamento per 10 anni a un unico privato non è buona concorrenza, per usare un eufemismo. Si tratta della creazione di un monopolio.
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Emilio Molinari, Presidente della sezione italiana del Contratto mondiale dell’acqua.
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
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