Dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata.
Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle multinazionali francesi Veolia e Suez, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2010 l’intero servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS e che si occuperà di ogni singola fase: dalla captazione delle fonti alla fatturazione. E’ stato calcolato che, grazie alla ri-municipalizzazione, il Comune risparmierà 30 milioni di euro l’anno, che serviranno sia a migliorare la rete idrica, sia a stabilizzare il prezzo di 2,77 euro al metro cubo fino al 2014. Prosegui la lettura…
COMUNICATO STAMPA congiunto del 12 novembre 2009 di:
MeetUP Amici di Beppe Grillo di Voghera
MeetUp Amici di Beppe Grillo di Vigevano
Lista Civica a 5 Stelle per Pavia
L’acqua è un bene comune, e tale deve restare. La decisione sconsiderata con cui i sindaci della Provincia di Pavia hanno deciso di aprire alla privatizzazione della gestione del servizio idrico, decisione resa possibile ed incoraggiata da una normativa regionale scriteriata, è un atto grave ed un attentato al bene comune. Per questo chiediamo che i 190 sindaci della Provincia ritornino sui loro passi, e garantiscano la gestione pubblica del servizio idrico.
Si possono citare, tra i casi più eclatanti di privatizzazione inefficiente e costosa per le bollette dei cittadini, quelli di Latina, Arezzo e Aprilia, mentre in positivo Milano e due esempi piemontesi e il Consorzio del Monferrato come gestioni pubbliche efficienti ed oculate. Sono solo alcuni degli esempi che confermano come solo una proprietà pubblica ed un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. Prosegui la lettura…
E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua. Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;
b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.
Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Prosegui la lettura…
Non restiamo solo a guardare…..!!! Se non ci muoviamo privatizzeranno anche l’acqua. Ciò significa che le bollette per noi cittadini saranno più care e il servizio peggiore. Ma più grave di ogni cosa, un bene primario ed essenziale come l’acqua sarà di proprietà di qualcuno e non della collettività. Una Spa che prende in gestione l’acqua, dovrà per forza guardare al profitto e al bilancio. E voi pensate che investiranno soldi sulla rete e abbasseranno i costi dell’acqua? SVEGLIAMOCI altrimenti poi non vi lamentate…!!!!!!!! Vi segnalo l’incontro pubblico organizzato dal PD il mercoldì 28 alle ore 21 in corso Garibaldi 69 qui a Pavia. Sarà presente anche il Dott. Albergati ex Presidente della ASM di Pavia e Zorzoli che siede attualmente nel CdA del ATO di Pavia insieme a Villani per il PD. NOI saremo presenti e abbiamo parecchie domande da fare..!!!! Vi terremo informati.
Loro non si stancano? Noi neppure!
G.P.
PAVIA. Parte la gara per l’affidamento del servizio di erogazione dell’acqua. Sul sito internet dell’Ato (l’Ambito territoriale ottimale) è stato pubblicato il bando europeo. Entro le ore 12 del 18 gennaio i soggetti interessati dovranno formulare la loro offerta per la gestione del ciclo dell’acqua in tutti e 190 i territori della Provincia di Pavia. La durata dell’affidamento è stata fissata in 10 anni. Tra i requisiti per essere ammessi alla gara vi è il fatto di avere gstito, negli ultimi tre anni, «segmenti del servizio idrico integrato» (ad esempio la captazione, distribuzione o depurazione dell’acqua) in favore di una popolazione servita non inferiore a 250.000 abitanti residenti e di avere realizzato, sempre nell’ultimo triennio, un fatturato medio annuo non inferiore a 20 milioni di euro. Nel caso di Ati (associazioni tenporanee di imprese) l’impresa capogruppo deve avere almeno il 50 per cento dei requisiti: quindi, parlando di residenti, almeno 125.000 persone. Questo passaggio potrebbe offrire possibilità di successo a una Ati composta dalle ex municipalizzate del territorio (come Asm Pavia, Voghera, Vigevano o la Broni-Stradella) e che avesse come capofila Pavia. La pubblicazione della gara sortirà sicure polemiche. La Cgil da mesi contesta il progetto, unico in Regione, destinato a far lievitare i costi delle bollette. Giampiero Acciaioli, direttore di Ato, commenta: «I nostri uffici hanno lavorato sabato e domenica per ottemperare a quanto previsto dal piano d’ambito e per consentire l’attivazione di un finanziamento da parte della Regione attraverso Finlombarda. Questo grande processo di riforma va a sopperire alla mancanza di investimenti mirati da parte degli attuali gestori. Infatti Pavia acque, società partecipata da tutte le aziende della provincia, ha presentato un piano di investimenti approvato dall’assemblea dei sindaci per il periodo 2009-2020 per 39 milioni di euro. Le tariffe attuali, applicate alle utenze (cittadini ad uso civile, artigiani, commercianti e industriali) verranno introitate per il 61,77 per cento dalle attuali Asm, che non dovranno più realizare investimenti. Il 35,39 per cento andrà alla società Pavia Acque Srl e il 2,87 per cento all’Ato. Queste tariffe sono state applicate su richiesta degli erogatori attuali e di Pavia acque in particolar modo. E’ il primo bando di gara europeo in Italia».
Gianpaolo Chirichelli, presidente di Asm Pavia, aggiunge: «Il Cda di Asm Pavia ha votato la costituzione dell’associazione temporanea di imprese. Il mio sogno è di arrivare a una grande Asm provinciale, che si occupi di ciascun settore, dai rifiuti al calore. Le risorse ci sono».
Il segretario cittadino della Lega Nord, Antonio Grignani, interviene con una intervista su Telepaviaweb nella polemica sull’acqua con alcune indicazioni e informazioni utili a capire.
Innanzitutto Grignani sostiene che lo slittamento della gara che l’ATO deve indire per la scelta della società di erogazione dell’acqua non risulta una strada praticabile perché si rischierebbe, anzi no, si avrebbe la certezza di perdere cospicui finanziamenti regionali. Ha citato miliardi che si perderebbero (si immagina intedesse le lire “del vecchio conio” come si direbbe aprendo pacchi in tv). Invece non ce lo possiamo permettere. Si perderebbero finanziamenti utili a pagare interventi necessari ridurre le perdite idriche che invece gli acquedotti purtroppo hanno.
Lo stato degli acquedotti pavesi richiede quindi interventi urgenti? A leggere la documentazione che si può leggere nel sito dell’ATO di Pavia sembrerebbe di no. Infatti nelle tabelle finali riassuntive del “Rapporto delle Opere” del Piano di Ambito dell’ATO stessa sulle opere di acquedotto e sui depuratori della provincia di Pavia si leggono tutti giudizi positivi (stato buono o sufficiente) per tutte le opere con la sola eccezione della centrale S.Lucia dell’ASM di Garlasco (stato insufficiente).
Eppure si tratta di 341 pozzi, 122 sorgenti, 193 impianti di potabilizzazione e ben 362 serbatoi per un totale di quasi 4.000 km di tubi contando solo quelli per la distribuzione dell’acqua; ebbene solo una insufficienza ! E questo, ripetiamo, dal rapporto dell’ATO di Provincia di Pavia.
Lo slittamento della gara invece sarebbe utile secondo Albergati (fino a poche settimane fa presidente dell’ASM Pavia e quindi, diciamo, persona informata dei fatti) per consentire alle varie ASM della provincia pavese di consorziarsi e potere così partecipare con maggiori possibilità di successo a tale gara. La risposta sembra essere: Ci spiace ma siamo di fretta !
Il giorno 17 di settembre è successo qualcosa a Pavia….Già immagino qualche lettore scaramantico volgere il proprio sguardo al cielo e pensare “lo sapevo che di giorno 17 sarebbe successo qualcosa” ….ebbene per una volta, nonostante il razionalismo sia la mia filosofia di vita, mi trovo ahimè ad essere concorde.
E’ molto più facile per il fragilissimo ego umano attribuire gli accadimenti negativi del quotidiano a forze/energie negative esterne che prendono possesso dell’animo umano e lo inducono a produrre danno nei confronti di altri: in questa posizione adesso pretendo di collocarmi, perché una decisione, come quella che è stata presa quel giorno 17, a palazzo Mezzabarba,e cioè di spianare la strada (che porta) alla privatizzazione dell’acqua, risulta fuori da ogni possibilità di comprensione.
Infatti è stato respinto l’ordine del giorno presentato dall’opposizione che chiedeva uno slittamento del bando di gara concernente l’affidamento dell’erogazione, affinchè potesse essere valutata se non la possibilità di un affidamento diretto dell’erogazione quantomeno/almeno quella di consentire alle ASM operanti sul territorio di accordarsi per una partecipazione unitaria alla gara.
Il pericolo adesso di una gara “rapida” è che il vincitore molto probabilmente sarà costituito da una società privata, il cui scopo, come quello di tutte le società private, è il profitto, il lucro: acqua = merce (Vedi cosa è accaduto a Latina http://www.invisiblewater.org/ita/notizie/articoli/
le_mani_sull_oro_blu_manette_ad_acqualatina_come_funziona_il_business_dell_acqua )
E’ noto anche col nome di Great Pacific Garbage Patch, si trova nell’Oceano Pacifico ed e’ la piu’ grande discarica di spazzatura del mondo: si tratta di un vero e proprio disastro ecologico scoperto per caso nella primavera del 1997 dall’oceanografico americano Charles Moore.
A bordo del suo catamarano per le ricerche scientifiche “Arguita”, Moore si trovava tra Giappone e Hawai quando decise di seguire una rotta non battuta dalle normali navigazioni, a causa di strane correnti marine.
Ed e’ cosi’ che si imbatte’ nella North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica a spirale che preleva rifiuti e rottami dalle coste e dai fondali e li accumula in mezzo al mare, in vere e proprie isole di spazzatura.
Il fenomeno e’ naturale, i rifiuti sono roba nostra!
La misura totale della Pacific Garbage non e’ ancora nota: si parla di 700mila/15 milioni di kmq, con una profondita’ di 30 metri. La sua dimensione si stima sia tra lo 0,41% e l’8,1% dell’intero Oceano Pacifico, con oltre 3,5 milioni di tonnellate di detriti (100 milioni di tonnellate secondo quanto riporta La Stampa).
La Pacific Garbage, formatasi tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, e’ costituita per l’80% da plastica che si e’ fotodegradata negli anni, spaccandosi in miliardi e miliardi di piccoli pezzi, fino a raggiungere le dimensioni dei polimeri che la compongono. Difficili da raccogliere, questi “pezzettini di inquinamento” sono entrati nella catena alimentare dei pesci e dei molluschi, tanto che in alcuni campioni di acqua marina prelevati nel 2001 la quantita’ di plastica superava di sei volte quella dello zooplancton (la vita animale dominante dell’area). Prosegui la lettura…
ASM, nelle parole del suo ex direttore Adavastro, è ormai ridotta ad un tavolo con tre gambe segate, chiaramente non può stare in piedi: “trasporti, energia e, ora, acqua sono tre “gambe” che vengono sottratte ad Asm; il problema è come conferire stabilità a una società che ha ceduto tre settori così importanti”. Si riferisce alle esternalizzazioni, cioè al fatto che ASM ha ceduto la gestione dei trasporti e del gas alla LINEA Group, perdendo così le relative entrate.
Un tavolo con una gamba sola non è molto stabile, fa venire in mente il tavolino impazzito che balla da solo, l’immagine con cui Marx descriveva il feticismo delle merci. Con beneficio d’inventario, si potrebbe dire che i fantasmi che infestano il tavolino, facendolo saltare e traballare su una gamba sola, sono quelli del feticismo del mercato, cioè quella superstizione che ci fa credere nella benevolenza della mano invisibile del mercato stesso. “Non preoccuparti, andrà tutto per il meglio, lo faccio per te”, ti bisbigliano nell’orecchio i feticisti del mercato, come farebbe un master col suo slave, frusta in mano. Prosegui la lettura…
Abbiamo sete di democrazia, in tutti i sensi: vogliamo che l’acqua rimanga pubblica! Stanno avvenendo strane manovre all’ASM… Tutto è iniziato con una legge regionale del 2003 che prevedeva la possibilità di separare la gestione degli impianti idrici dall’erogazione del servizio: cioè la manutenzione degli acquedotti ai comuni, la fornitura dell’acqua, e quindi i profitti della vendita, ai privati.
A Pavia l’ASM ha creato la “Pavia Acque s.r.l.”, prima mossa verso la privatizzazione. Pavia rischia di diventare l’ennesimo tassello del domino che in tutta Italia sta facendo cadere il più importante dei beni comuni, l’acqua, nelle più meschine logiche di mercato. A Genova e a Torino la parte del leone l’hanno fatta l’Impregilo e Veolia, la più grande multinazionale nel campo dei servizi idrici. Ad Aprilia la Società Acqualatina, controllata da Veolia, ha triplicato i prezzi. Quando una multinazionale ottiene il controllo del servizio, il risultato è sempre lo stesso: le bollette diventano incandescenti e la rete idrica non viene mantenuta in efficienza. E’ successo in Bolivia, in Argentina, in Inghilterra… Vogliamo succeda anche da noi? Prosegui la lettura…
Questo è il primo post dedicato al dibattito che ha avuto luogo lunedì 20 e martedì 21 luglio in Consiglio Comunale, dedicato alla presentazione degli Ordini del Giorno per la definizione del documento programmatico del Sindaco Cattaneo. Anticipo che la discussione non si è ancora conclusa e che dunque si attende una nuova data di convocazione.
Uno dei temi più rilevanti è stato dibattuto ieri sera in ora tarda (anzi tardissima….) grazie alla presentazione di due OdG da parte dei consiglieri Ferloni (Insieme Per Pavia) e Albergati (PD).
Entrambi chiedono di mantenere in ambito pubblico i processi di gestione ed erogazione dell’acqua a Pavia. Albergati ricorda che il Comune ha la facoltà di scegliere se proseguire la gestione pubblica dell’acqua oppure se indire una gara di erogazione: in tal caso rischieremmo di togliere ad ASM il mandato di erogazione per consegnarlo ad un potenziale soggetto privato. Prosegui la lettura…
Abbiamo sete di democrazia, in tutti i sensi: vogliamo che l’acqua rimanga pubblica! Stanno avvenendo strane manovre all’ASM… Tutto è iniziato con una legge regionale del 2003 che prevedeva la possibilità di separare la gestione degli impianti idrici dall’erogazione del servizio: cioè la manutenzione degli acquedotti ai comuni, la fornitura dell’acqua, e quindi i profitti della vendita, ai privati.
A Pavia l’ASM ha creato la “Pavia Acque s.r.l.”, prima mossa verso la privatizzazione. Pavia rischia di diventare l’ennesimo tassello del domino che in tutta Italia sta facendo cadere il più importante dei beni comuni, l’acqua, nelle più meschine logiche di mercato. A Genova e a Torino la parte del leone l’hanno fatta l’Impregilo e Veolia, la più grande multinazionale nel campo dei servizi idrici. Ad Aprilia la Società Acqualatina, controllata da Veolia, ha triplicato i prezzi. Quando una multinazionale ottiene il controllo del servizio, il risultato è sempre lo stesso: le bollette diventano incandescenti e la rete idrica non viene mantenuta in efficienza. E’ successo in Bolivia, in Argentina, in Inghilterra… Vogliamo succeda anche da noi?
L’ASM ha segato il ramo su cui sedeva, cedendo i trasporti e il gas. Risultato: 56 milioni di euro di debito. Cedere anche l’ultima fonte di entrate, la gestione dell’acqua, sarebbe mettere una pietra tombale su una società già sull’orlo del fallimento.
La privatizzazione dell’acqua si è rivelata ovunque un disastro, tranne che per le tasche di alcuni. Noi seguiamo un’altra strada, quella della buona gestione del bene comune. Cioè: efficienza del servizio e riduzione degli sprechi. Proponiamo l’obbligo del doppio circuito, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri. La razionalizzazione della rete: molta acqua va sprecata a causa di cattivi impianti, o di un suo uso poco accorto in agricoltura. E ancora: promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto, sulla scia di quei progetti, come l’“Acqua del Sindaco”, che sono stati un successo a Venezia e in molte altre città. Bere l’acqua del rubinetto non solo ci fa risparmiare, ma riduce anche la produzione di rifiuti plastici.
Aderiamo alle tesi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, dicendo a chiare lettere che l’acqua è un bene comune e tale deve restare. L’acqua è un diritto, non una merce!
Luis Alberto Orellana, Candidato consigliere Lista Civica “Cittadini in Comune” per Irene Campari Sindaco
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