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Archivio per la categoria ‘informazione’

Prossimi appuntamenti: PaviaLeaks e Se non ora quando?

Domenica 13 doppio appuntamento col MoVimento 5 Stelle: alle 15.00 in Piazza Vittoria per la manifestazione Se non ora quando? a cui abbiamo aderito per dire no al pedopornonano e per dire sì alla libertà ed emancipazione delle cittadine italiane, al di là dell’immagine femminile avvilente e retrograda che il nostro “premier” diffonde.

Contestualmente alla manifestazione, raccoglieremo firme contro il Centro commerciale di Borgarello, che andranno a rafforzare il ricorso al TAR attualmente in fase di elaborazione da parte della rete di Associazioni ecologiste che lavorano sul tema. insomma, domenica cogli 2 piccioni con una fava, ferma il centro commerciale e chiedi le dimissioni dello psiconano, tutte alle 15 in Piazza Vittoria!

Più tardi, alle 19.30, vi aspettiamo all’Osteria Letteraria Sottovento per PaviaLeaks:

il nuovo servizio di informazione diretta ai cittadini pavesi

Volete sapere la verità sull’inciucio PDL-PDmenoelle che sta partorendo l’ecomostro del Centro Commerciale di Borgarello?
Vi domandate come se la spassano gli amici del 41bis che siedono in Consiglio comunale dopo l’arresto di Chiriaco e Valdes?
Siete curiosi di sapere se Chiriaco chiama ancora Dante Labate “fratello”?
Volete incontrare gli attivisti pavesi della Rete Viola di ritorno da Hardcore e di Parco Visconteo, l’Associazione che difende il territorio dall’Ecomostro di Borgarello?

Allora PaviaLeaks fa per voi, vi aspettiamo domenica 13 alle 19.30 al Sottovento, Via Siro Comi 8, per una serata di informazione e partecipazione dal basso organizzata dal MoVimento 5 Stelle Pavia!

PaviaLeaks sarà un appuntamento fisso, la seconda domenica di ogni mese, per raccontare la verità sulla politica e sugli affari pavesi, tutto attraverso l’occhio ironico e dissacrante dei 5 stelle. Non c’è democrazia senza informazione!
PaviaLeaks è anche un momento di incontro fra cittadini e comitati locali, per un modo diverso e concreto di fare politica dal basso.

L’antidoto alla casta: cittadini al servizio dei cittadini

Il virus è stato inoculato: è iniziato il contagio di idee, entusiasmo, impegno su progetti concreti, passione per il bene comune. Abbiamo sparso il virus per tutta la campagna elettorale e oggi, nel giorno della sua chiusura, ringraziamo tutti i sostenitori e simpatizzanti che ci hanno aiutato, criticato costruttivamente, supportato, e un grazie anche a tutti coloro che hanno portato il loro contributo di tempo, idee, energie. Il nostro virus si propaga, è il contagio della conoscenza che rende liberi, ed è anche il miglior antidoto contro la casta.
La campagna elettorale non è stata facile: invece di presentare liste taroccate o andare al bar a prenderci un panino, abbiamo speso due mesi a raccogliere firme, al freddo e al gelo, per strada. E’ stata dura, ma si è rivelata un’occasione per incontrare la gente, per ascoltarne l’indignazione, le speranze, le proposte.
Abbiamo elaborato un programma 2.0: il migliore non perché siamo più bravi o intelligenti, ma perché il programma è in continua elaborazione, costantemente aperto ad integrazioni e correzioni da parte di tutti, chiunque può discuterlo e proporre. Il risultato è un programma all’avanguardia, che guarda alle migliori pratiche in giro per il mondo, per portarle qui da noi, per migliorare la Lombardia. La casta scrive i programmi nelle segrete stanze, e ne vengono fuori papiri simili alle profezie di Nostradamus: dicono tutto e niente, sono così vaghi e generici che li si può interpretare a proprio uso e consumo. Le nostre proposte sono tutte circostanziate e dettagliate, i nostri SI e i nostri NO sono chiari e senza ambiguità.
Mentre la casta organizzava aperitivi elettorali con 4 gatti e 10 poliziotti, asserragliati in bar, ristoranti e centri benessere ad incontrare gli amici degli amici, noi siamo andati nelle piazze: Beppe Grillo le ha riempite per darci una mano, il suo entusiamo è stato un magnete per i cittadini indignati che pretendono una cittadinanza vera e piena.
Formigoni e Penati sono uomini di carta e di casta messi lì per servire gli interessi di chi vuole speculare sul territorio, cementificare, costruire inceneritori cancerogeni e centrali nucleari, privatizzare l’acqua e colonizzare la Sanità con i crociati di Comunione e Liberazione, mentre tutte le istituzioni vengono implacabilmente spartite fra i partiti. Vito Crimi, invece, serve altri: si è messo al servizio dei cittadini, la sua politica è trasparente e limpida.
Mentre la casta allestiva una campagna faraonica con i rimborsi elettorali, che sono un mezzo subdolo per aggirare il referendum che abolì il finanziamento pubblico ai partiti, noi abbiamo fatto una campagna interamente autofinanziata, e non useremo i soldi dei rimborsi elettorali per i nostri fini.
La Lombardia ora può scegliere. C’è un’alternativa alla casta, c’è l’antidoto di una rete di cittadini e di idee dove ognuno conta uno.
Il virus è stato inoculato, è giunto il giorno di rimettere la politica al servizio dei cittadini!
MoVimento 5 Stelle Lombardia

La (in)sicurezza in Italia: vera e percepita

16 febbraio 2010 Luis 13 commenti

Dopo i gravi fatti di via Padova a Milano e senza l’intento di sminuire i fatti la cui gravità è sotto gli occhi di tutti, è importante fare qualche riflessione su come la sicurezza o meglio la insicurezza con cui conviviamo siano una percezione indotta dai media.

A tal proposito ci giunge in soccorso uno studio pubblicato dall’Osservatorio di Pavia sulla percezione della insicurezza fra gli italiani in relazione alla quantità di notizie di cronaca nera dei nostri telegiornali dal 2005 al 2009.

Sicurezza in Italia

Il grafico è eloquente ed è interessante notare come il picco di queste notizie di reato è avvenuto durante il periodo dell’ultimo  Governo Prodi (in carica da maggio 2006 ad aprile 2008) mentre la quantità di reati rimaneva stabile e anzi tendeva a diminuire.  A onor del vero, c’è stato un leggerissimo incremento di reati nel secondo semestre 2006, inizi del 2007 legato presumibilmente all’indulto (fine luglio 2006) che ha dato la libertà ad alcuni criminali.  Il minimo incremento sulla quantità di reati è però stato opportunamente amplificato dai nostri telegiornali.

Il cambio di governo e il ritorno al Governo di Berlusconi ha riportato poi una maggiore sobrietà nei nostri telegiornali che hanno immediatamente dedicato meno spazio alla cronaca nera.

Quanto questa percezione indotta di insicurezza abbia influenzato l’elettorato al momento del voto? Impossibile a dirsi ma il sospetto è lecito….

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Reazioni alla proposta dell’amministrazione provinciale

18 gennaio 2010 redazione 32 commenti

Articolo di Rossana Trespidi (Il Lunedì 18 gennaio 2010)

Le reazioni alla proposta dell’assessore Ciocca non si sono fatte attendere: sul fronte politico, il primo a rispondere è Guido Giuliani, consigliere comunale del PD: “Ciò che più mi stupisce non è la sgradevole idea razzista dell’Assessore Ciocca che gli immigrati siano così diversi da noi da ritenerli un problema, un rischio per la civile Italia del terzo millennio. Mi spaventa l’incapacità dell’Assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione della Provincia in cui vivo di comprendere le elementari regole dei mercati del lavoro e dei sistemi sociali organizzati.” Continua Giuliani: “Siamo al paradosso intellettuale. Si vuole far sparire gli immigrati dalla Lombardia perchè ce ne sono troppi. Spero che Ciocca sappia che oltre il 95% degli immigrati in Lombardia sono regolari. Il che vuol dire che hanno un lavoro. Il che vuol dire che queste persone servono come “l’aria”.  Abbiamo raccolto anche il parere di chi ha a che fare anche quotidianamente con gli immigrati e si occupa del loro inserimento nella società. A parlare è Angela Gregorini, responsabile di un’agenzia per il lavoro (Obiettivo-Lavoro) che opera sul territorio pavese e che segue l’inserimento nel mondo del lavoro degli stranieri: “Devo dire che quando ci troviamo nella condizione di offrire delle opportunità di lavoro di breve durata o retribuite al minimo sindacale perchè di basso contenuto professionale, è assai più facile che siano i lavoratori stranieri quelli interessati ad accettarle”. E prosegue: “Tutto questo non ha nulla a che vedere con il lavoro irregolare, perchè i nostri lavoratori stranieri sono obbligatoriamente in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità, in caso contrario non vengono nemmeno iscritti in banca dati”. A volte, secondo la Gregorini, sono proprio gli immigrati ad avere le più rare e ricercate competenze professionali, tipo saldatori, montatori meccanici, ma anche muratori ed infermieri. In questi casi è chiaro che le aziende clienti dell’agenzia preferiscano assumere chi è in possesso dei requisiti specifici richiesti. “Pensare di fare a meno degli immigrati da un punto di vista economico è quantomeno insensato e mi stupisce che proprio questo tipo di proposta giunga dall’assessore alle attività produttive della provincia” conclude. Idea bollata come improponibile e irrealizzabile anche da Vanna Jahier della cooperativa Progetto Con-tatto che si occupa di aiutare e sostenere gli immigrati che arrivano a Pavia. “E’ come fissare un tetto per i macellai o per qualsiasi altra categoria” dice “Dobbiamo realizzare un pass per chi è residente e chi no? Assurdo”. Il problema è fuor di dubbio sentito perchè, da una parte, assistiamo al crescere dell’insofferenza della popolazione italiana, dall’altra all’aumento della presenza straniera nel nostro paese. Sta nella logica della globalizzazione e del divario sempre più crescente tra paesi ricchi e poveri che spinge milioni di persone verso l’ignoto pur di uscire da una condizione di miseria ed inciviltà. I recenti fatti di Rosarno hanno portato drammaticamente alla ribalta una letenza di potenziale conflittualità, inevitabile se la politica non dà risposte e se le organizzazioni malavitose gestiscono lo sfruttamento e il traffico degli stranieri. 800 immigrati stipati in baracche di cartone che vivono in condizioni disumane non passano facilmente inosservati. Sicuramente l’amministrazione comunale della cittadina calabra ne era a conoscenza, sicuramente qualche imprenditore locale ha sfruttato la loro manodopera per la raccolta delle arance e i lavori nei campi. La guerriglia urbana di Rosarno dimostra solo, secondo la Jahier, “lo sfruttamento cui gli stranieri sono sottoposti e l’incapacità della politica di dare delle risposte”.

Sulla stessa linea Iolanda Nanni del Movimento 5 Stelle di Pavia Prosegui la lettura…

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CONTRO IL PROCESSO BREVE !

TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE !

TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE !

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Guzzanti come Grillo, niente palazzetto!!!!!

3 novembre 2009 redazione 1 commento

di Fabrizio Merli – Da “La Provincia Pavese” del 3 novembre 2009

PAVIA. Assistere all’imitazione di Tremonti nella città di Tremonti deve essere sembrato troppo. E così una parte della giunta è insorta, mentre un’altra componente ha difeso la scelta. Si discuteva dello spettacolo di Corrado Guzzanti che dovrebbe arrivare a Pavia il 5 febbraio. Tre assessori (si dice Assanelli, Faldini e Niutta) si sarebbero opposti. Lo show sarebbe stato difeso da Centinaio e Bobbio Pallavicini. Si tornerà a parlarne questa mattina. Lo spettacolo del comico romano rientra in una mini rassegna di 4 appuntamenti che verrà aperta, il prossimo 27 novembre, dall’esibizione di Francesco Guccini. Ma se nei confronti del cantautore emiliano non vi sarebbero state obiezioni, il nome di Guzzanti avrebbe trovato la contrarietà soprattutto di Sandro Assanelli, assessore ai servizi sociali. All’esponente ciellino si sarebbero uniti, nell’esprimere perplessità, anche l’assessore Rodolfo Faldini (istruzione e politiche giovanili) e la collega Cristina Niutta (personale e rapporti con Asm). La scelta di Guzzanti, invece, sarebbe stata difesa da Gianmarco Centinaio, vice sindaco e, in qualità di assessore alla cultura, promotore dell’iniziativa, e da Antonio Bobbio Pallavicini, assessore allo sport. Prosegui la lettura…

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La guerra dei filosofi

A colpi di citazioni, si è ieri sera consumata, nel Consiglio Comunale, la sanguinosa Guerra dei Filosofi. L’un contro l’altro armati, Pope Palpatine e il filosofo Popper si sono sfidati in un duello all’ultima citazione.

Ma prima di arrivare a tale sublime momento di puro pensiero, affrontiamo l’altra questione discussa al consiglio comunale, 90 lavoratori del CFP (Centro formazione professionale) che da due mesi non percepiscono lo stipendio. L’azionista di maggioranza del CFP è il Comune, manco a dirlo. Ottini (PD) presenta l’interpellanza: perché i 90 lavoratori lavorano senza il “dovuto e sacrosanto stipendio”, e perdipiù senza contratto? Perché perché perché? Prosegui la lettura…

NASCE IL MOVIMENTO A 5 STELLE

7 ottobre 2009 redazione 1 commento

OBIETTIVO IL 4%

- di Peter Gomez
 da “Il Fatto” del 6 ottobre 2009

C’è l’insegnamento dell’inglese obbligatorio fin dall’asilo. Ci sono le province e le prefetture che vanno da subito abolite. C’è la class action da introdurre come negli Usa. E ci sono i posti in consiglio di amministrazione delle società quotate da riservare ai rappresentati dei piccoli azionisti. Poi, ecco le nuove norme sull’ambiente e i trasporti – modello Obama – e il dovere da parte del parlamento di dibattere e votare le leggi d’iniziativa popolare.

È lungo, anzi lunghissimo, il programma del “Movimento a cinque stelle” di Beppe Grillo che dalle prossime settimane verrà discusso on line con gli iscritti. Tra le pareti rosse del Teatro Smeraldo di Milano, Grillo lo illustra davanti a più di 2000 persone. Quasi tutti ragazzi tra i venti e 35 anni che hanno deciso di rinunciare a un pomeriggio di sole per ragionare di politica. Sì, di politica. Perchè qui, mentre nel Pd si battaglia per la leadership a colpi di tessere false e nel Pdl si pensa ad organizzare una grande manifestazione in difesa dei soldi del Capo (ovvero Berlusconi Silvio, appena condannato a versare 750 milioni alla Cir di De Benedetti Carlo), i cittadini (alcuni) tentano di riappropriarsi dello Stato.

Grillo insomma passa definitivamente dalla protesta alla proposta. Spiega come i 122 punti del suo programma, che spazia dall’energia, all’economia, per arrivare all’educazione e all’informazione, non siano definitivi. Chiarisce che, prima delle elezioni politiche e di quelle regionali, si deciderà tutti assieme. “Uno vale uno”, dice annunciando tessere gratuite per gli iscritti dotate di cip e di password grazie alle quali tutti i dibattiti e le votazioni sui contenuti potranno avvenire via internet.

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LIBERTA’ DI STAMPA: manifestazione nazionale sabato 3 Ottobre

30 settembre 2009 redazione 3 commenti

Appuntamento a Pavia in Piazza della Vittoria ore 16

La Lista Civica a 5 stelle per Pavia aderisce alla manifestazione indetta per sabato 3 Ottobre dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalle forze politiche di opposizione a favore della libertà di stampa e contro i tentativi di intimidazione del giornalismo libero. L’appuntamento è a Pavia in P.zza Vittoria Sabato 3 Ottobre dalle ore 16 alle 19

Il presidio sarà preceduto da una serie di banchetti, attivi da mercoledì 30 settembre a venerdì 2 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30, in Piazza Vittoria.


L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, “si svolgerà sabato 3 ottobre a Roma, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 15.30″. Lo comunica la Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “La Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa Italiana, riunita oggi a Roma, – si legge nella nota emessa dalla Fnsi – ha confermato la manifestazione per la libertà di informazione, per una stampa che non vuol farsi mettere il guinzaglio da nessuno, che si terrà a Roma il 3 ottobre prossimo, in Piazza del Popolo, con inizio alle 15.30. La manifestazione è aperta a tutti i cittadini e, per questo, la Fnsi ha rivolto un invito ad aderire soprattutto alle forze sociali, sindacali, associative del Paese.”

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(CON)FINI D’ITALIA

28 settembre 2009 Luis Nessun commento


Luis Alberto Orellana

Il Presidente della Camera ha recentemente riportato all’attenzione della pubblica opinione il tema della integrazione degli stranieri nella società italiana.
Uno degli aspetti che Gianfranco Fini ha evidenziato è, oltre la concessione della cittadinanza italiana, il coinvolgimento degli stranieri alla vita politica italiana tramite il diritto di voto. La dichiarazione è la seguente: «I tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate».
Vi sono state reazioni da varie parti; chi favorevole, chi meno e chi completamente contrario.
Conviene fare un po’ ordine. Mettere qualche “paletto”. Fare chiarezza:
• In Italia già da qualche tempo gli stranieri votano a tutte le elezioni locali amministrative ovvero alle elezioni comunali, provinciali e regionali. A Pavia, ad esempio, alle ultime elezioni comunali del 6 e 7 giugno hanno votato alcuni stranieri e hanno contribuito a eleggere alcuni dei consiglieri che siedono in consiglio nonché il Sindaco stesso. Purtroppo sono stati pochi in quanto è stato data poca informazione a questa opportunità data agli stranieri residenti a Pavia e perché la legge prevede che lo straniero residente in Italia deve andare a iscriversi alle liste elettorali. Per gli italiani invece l’iscrizione alle liste elettorali è, come noto, automatica.
• L’Italia ha firmato la convenzione di Strasburgo del 5 Febbraio 1992, l’ha ratificata il 26 Maggio 1994 ed è entrata in vigore il 1 Maggio 1997. Tale convenzione si intitola: Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale”. Di questa convenzione però l’Italia non ha firmato ne ratificato il solo Capitolo C che si riferisce al diritto di voto per gli stranieri alle elezioni locali.
Sono informazioni discordanti fra loro. Dov’è l’arcano?
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LIBERTA’ DI STAMPA: manifestazione nazionale 19 settembre 2009

16 settembre 2009 redazione 1 commento

Appuntamento a Pavia in Piazza della Vittoria ore 16

La Lista Civica a 5 stelle per Pavia aderisce alla manifestazione indetta per sabato 19 settembre dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalle forze politiche di opposizione a favore della libertà di stampa e contro i tentativi di intimidazione del giornalismo libero. L’appuntamento è a Pavia in P.zza Vittoria dalle ore 16 alle 19  [in]

di Giuseppe Giulietti (“Micromega”)

L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, “si svolgerà sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 16″. Lo comunica la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, rivolgendo “un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa”. La manifestazione si propone, “in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione“ spiega la Fnsi ”e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio”. Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: segreteria.fnsi@fnsi.it; infofnsi@tin.it

Non possiamo che rispondere si all’appello lanciato dalla FNSI, anzi ci permettiamo di invitare tutte e tutti a spedire la loro adesione al sito della FNSI o al sito di Articolo21 o a questo blog.  Prosegui la lettura…

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Racket a mezzo stampa

15 settembre 2009 redazione 1 commento
Marco Travaglio
Il diavolo si annida nei particolari. Il ricatto, invece, nelle ultime righe dell’odierno editoriale di Vittorio Feltri sul Giornale della famiglia Berlusconi. Destinatario, indovinate un po’: Gianfranco Fini. Il “compagno Fini”, come lo chiama Littorio da quando il presidente della Camera s’è permesso alcune critiche al padrone d’Italia e di Feltri (ricordate il “compagno Montanelli”? Ecco, ci risiamo). Bene, Feltri ammonisce amorevolmente Fini a non tirare troppo la corda: “non gli è permesso tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione. Deve risolversi subito”. E soprattutto deve smetterla di difendere i magistrati che indagano sulle stragi e sulle trattative Stato-mafia (“teoremi”). “Perché – butta lì Feltri – oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera”. Ohibò: Fini ha per caso a che fare con la mafia? Macchè. Sentite Feltri: “E’ sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza nazionale per montare uno scandalo”. Segue avvertimento: “Meglio non svegliare il can che dorme”. Prosegui la lettura…
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Dario Fo per la libertà di informazione

13 settembre 2009 Cesare Del Frate 1 commento

Anche Dario Fo ha aderito all’appello per la libertà di informazione, con la motivazione che qui riportiamo [c.d.f.]

Considero la manifestazione per la libertà di stampa una delle più importanti ed essenziali di questi anni; una manifestazione che interpreta un sentimento collettivo, l’urgenza di tanta gente che vuole dare un segno forte in un momento in cui in questo paese la libertà di stampa è a rischio.
La libertà di stampa non riguarda solo l’informazione. In tutte le democrazie libertà di stampa vuol dire soprattutto approfondimento e confronto; confronto di posizioni e idee diverse in modo che chi legge o ascolta i telegiornali possa farsi autonomamente una sua opinione. Prosegui la lettura…

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Il Cavaliere di Arcore e il Duca di Urbino

10 settembre 2009 redazione Nessun commento

Lo studiolo di Federico da Montefeltro

Lo studiolo di Federico da Montefeltro

Viviamo nel sogno di Berlusconi? Nei giorni in cui sembra di essere risucchiati nella simulazione non stop della televisione, pubblichiamo questo passo di Marco Belpoliti su potere, illusione ed artificio

 

Per comprendere le strategie di segni su cui si fonda il potere di Berlusconi, la sua natura profondamente illusoria, eppure così efficace, occorre visitare lo studiolo del Duca di Urbino, posto all’interno del palazzo di Federico da Montefeltro del XV secolo, uno dei più begli edifici del mondo, che domina col suo profilo elegante la città marchigiana. Si tratta di uno spazio chiuso, un microcosmo, separato dal resto del palazzo, senza finestre o aperture verso l’esterno. Sulle pareti sono intarsiati, in forma di allegoria, paesaggi, oggetti, strumenti, simboli. Scrive Baudrillard: qui “lo spazio è perpetuato per simulazione”; sulle pareti sono raffigurate cose e luoghi cari al Duca, cose che gli appartengono, tutte rese attraverso l’effetto del trompe-l’oeil. Questo “spazio privatissimo è appannaggio del Principe”, lì si rivela il vero valore del palazzo esterno, quello visibile da tutti, e da tutti ritenuto erroneamente il simbolo stesso del potere politico: “lo spazio politico forse non è altro che un effetto di prospettiva”. E’ questo un segreto estremamente pericolo – la natura illusoria del potere –, un’ipotesi così radicale che “il principe deve serbarla per sé, in cuor suo, nel segreto più rigoroso: si tratta infatti del segreto del suo potere”. Prosegui la lettura…

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L’assalto finale al fortino di Rai 3

31 agosto 2009 redazione 1.377 commenti

Gli attuali direttori di Tg3 e RaiTre, Antonio Di Bella e Paolo Ruffini, sono ritenuti da tutti ottimi professionisti, fra i migliori della Rai.
Hanno ottenuto del resto, sia in qualità che in quantità d´ascolti, molti eccellenti risultati. Tranne l´unico che conti nell´Italia di oggi: piacere a Berlusconi. Per questo il sultano ha dato ai vertici di viale Mazzini l´ordine di farli fuori, trovando una scusa. Compito non facile, perché di ragioni davvero non ce ne sono. Ma quando non esistono spiegazioni logiche, di solito basta inventarsi un complotto e un colpevole. I vertici Rai, che invece non brillano né per doti professionali né per fantasia, hanno infine convenuto d´indicare all´opinione pubblica il colpevole più banale: la sinistra. È ormai come dire che l´assassino è il maggiordomo, ma funziona sempre. Sarebbe il Pd a volere il caos della terza rete per poter lottizzare dopo il congresso, secondo il volere del vincitore. L´ipotesi sembra troppo cretina perfino per gli elevati standard di autolesionismo del centrosinistra. Ma Antonio Di Pietro, per esempio, ci crede e dà una mano ad addossare alla sinistra la colpa dell´epurazione voluta da Berlusconi.
Naturalmente ai tre candidati alla segreteria del Pd, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, basterebbero dieci minuti per smontare la vicenda. IL tempo di prendersi un caffè insieme e annunciare il via libera alle nomine di RaiTre. Ma evidentemente i tre non sono in grado di prendere insieme neppure un caffè, oppure non capiscono la portata della minaccia.
Nel mirino di Berlusconi non ci sono tanto questa o quella poltrona Rai, le ha già quasi tutte. Se così fosse, non varrebbe neppure la pena di parlarne. Ma al premier interessa piuttosto eliminare un gruppo di programmi amati e, per lui, pericolosi. Si tratta anzitutto di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e di “Report” di Milena Gabanelli, fiori all´occhiello della rete, quindi dei salotti di Serena Dandini e di Daria Bignardi, “Parla con me” e “L´era glaciale”. Un bouquet di trasmissioni che ha molti meriti o demeriti, dipende dai punti di vista. Riescono a coniugare qualità e popolarità, danno un senso al concetto di servizio pubblico e tengono attaccato alla Rai un pezzo d´Italia moderna e intelligente, assai ambita dai pubblicitari, la quale altrimenti sarebbe già del tutto emigrata sul satellite. L´obiettivo del premier e padrone di Mediaset è di cancellarli. Stavolta con calma, senza editti, lavorando di cesello sul palinsesto e tagliando i fondi. Il direttore Ruffini, degno erede di Angelo Guglielmi, non accetterebbe mai di sottoscrivere una simile sterilizzazione della rete. Occorre dunque uno spaventapasseri di sinistra disposto alla bisogna, in cambio della poltrona. Se ne trovano a mazzi, basta fare un fischio e si forma la coda davanti a Palazzo Grazioli. I nuovi direttori di Tg3 e RaiTre faranno tanti complimenti a Fazio e Gabanelli, Littizzetto e Dandini, ma diranno che è venuto il tempo di cambiare, innovare. In peggio, aggiungiamo pure.
Può stupire che Berlusconi, con tutto il potere di cui dispone, si concentri su questa battaglia. Ma il risultato alle elezioni europee di giugno l´ha ormai convinto che anche le riserve indiane debbano essere bonificate e gli ultimi professionisti della comunicazione vadano sostituiti con burattini pubblicitari manovrati da Palazzo Chigi. Il piano d´assalto all´ultima roccaforte indipendente dall´egemonia berlusconiana è astuto e probabilmente andrà in porto. A meno che Franceschini, Bersani e Marino non trovino quei dieci minuti per disinnescarlo. Ma sono troppo impegnati a discutere sulla forma del partito e il suo radicamento nel territorio. L´ipotesi che l´attuale RaiTre sia ormai il principale radicamento nel territorio della cultura progressista in Italia sopraggiungerà soltanto fra qualche anno, come si dice in questi casi: a babbo morto.
CURZIO MALTESE, da La Repubblica.

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