Prossimi appuntamenti: PaviaLeaks e Se non ora quando?
Domenica 13 doppio appuntamento col MoVimento 5 Stelle: alle 15.00 in Piazza Vittoria per la manifestazione Se non ora quando? a cui abbiamo aderito per dire no al pedopornonano e per dire sì alla libertà ed emancipazione delle cittadine italiane, al di là dell’immagine femminile avvilente e retrograda che il nostro “premier” diffonde.
Contestualmente alla manifestazione, raccoglieremo firme contro il Centro commerciale di Borgarello, che andranno a rafforzare il ricorso al TAR attualmente in fase di elaborazione da parte della rete di Associazioni ecologiste che lavorano sul tema. insomma, domenica cogli 2 piccioni con una fava, ferma il centro commerciale e chiedi le dimissioni dello psiconano, tutte alle 15 in Piazza Vittoria!
Più tardi, alle 19.30, vi aspettiamo all’Osteria Letteraria Sottovento per PaviaLeaks:
il nuovo servizio di informazione diretta ai cittadini pavesi
Volete sapere la verità sull’inciucio PDL-PDmenoelle che sta partorendo l’ecomostro del Centro Commerciale di Borgarello?
Vi domandate come se la spassano gli amici del 41bis che siedono in Consiglio comunale dopo l’arresto di Chiriaco e Valdes?
Siete curiosi di sapere se Chiriaco chiama ancora Dante Labate “fratello”?
Volete incontrare gli attivisti pavesi della Rete Viola di ritorno da Hardcore e di Parco Visconteo, l’Associazione che difende il territorio dall’Ecomostro di Borgarello?
Allora PaviaLeaks fa per voi, vi aspettiamo domenica 13 alle 19.30 al Sottovento, Via Siro Comi 8, per una serata di informazione e partecipazione dal basso organizzata dal MoVimento 5 Stelle Pavia!
PaviaLeaks sarà un appuntamento fisso, la seconda domenica di ogni mese, per raccontare la verità sulla politica e sugli affari pavesi, tutto attraverso l’occhio ironico e dissacrante dei 5 stelle. Non c’è democrazia senza informazione!
PaviaLeaks è anche un momento di incontro fra cittadini e comitati locali, per un modo diverso e concreto di fare politica dal basso.


Le reazioni alla proposta dell’assessore Ciocca non si sono fatte attendere: sul fronte politico, il primo a rispondere è Guido Giuliani, consigliere comunale del PD: “Ciò che più mi stupisce non è la sgradevole idea razzista dell’Assessore Ciocca che gli immigrati siano così diversi da noi da ritenerli un problema, un rischio per la civile Italia del terzo millennio. Mi spaventa l’incapacità dell’Assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione della Provincia in cui vivo di comprendere le elementari regole dei mercati del lavoro e dei sistemi sociali organizzati.” Continua Giuliani: “Siamo al paradosso intellettuale. Si vuole far sparire gli immigrati dalla Lombardia perchè ce ne sono troppi. Spero che Ciocca sappia che oltre il 95% degli immigrati in Lombardia sono regolari. Il che vuol dire che hanno un lavoro. Il che vuol dire che queste persone servono come “l’aria”. Abbiamo raccolto anche il parere di chi ha a che fare anche quotidianamente con gli immigrati e si occupa del loro inserimento nella società. A parlare è Angela Gregorini, responsabile di un’agenzia per il lavoro (Obiettivo-Lavoro) che opera sul territorio pavese e che segue l’inserimento nel mondo del lavoro degli stranieri: “Devo dire che quando ci troviamo nella condizione di offrire delle opportunità di lavoro di breve durata o retribuite al minimo sindacale perchè di basso contenuto professionale, è assai più facile che siano i lavoratori stranieri quelli interessati ad accettarle”. E prosegue: “Tutto questo non ha nulla a che vedere con il lavoro irregolare, perchè i nostri lavoratori stranieri sono obbligatoriamente in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità, in caso contrario non vengono nemmeno iscritti in banca dati”. A volte, secondo la Gregorini, sono proprio gli immigrati ad avere le più rare e ricercate competenze professionali, tipo saldatori, montatori meccanici, ma anche muratori ed infermieri. In questi casi è chiaro che le aziende clienti dell’agenzia preferiscano assumere chi è in possesso dei requisiti specifici richiesti. “Pensare di fare a meno degli immigrati da un punto di vista economico è quantomeno insensato e mi stupisce che proprio questo tipo di proposta giunga dall’assessore alle attività produttive della provincia” conclude. Idea bollata come improponibile e irrealizzabile anche da Vanna Jahier della cooperativa Progetto Con-tatto che si occupa di aiutare e sostenere gli immigrati che arrivano a Pavia. “E’ come fissare un tetto per i macellai o per qualsiasi altra categoria” dice “Dobbiamo realizzare un pass per chi è residente e chi no? Assurdo”. Il problema è fuor di dubbio sentito perchè, da una parte, assistiamo al crescere dell’insofferenza della popolazione italiana, dall’altra all’aumento della presenza straniera nel nostro paese. Sta nella logica della globalizzazione e del divario sempre più crescente tra paesi ricchi e poveri che spinge milioni di persone verso l’ignoto pur di uscire da una condizione di miseria ed inciviltà. I recenti fatti di Rosarno hanno portato drammaticamente alla ribalta una letenza di potenziale conflittualità, inevitabile se la politica non dà risposte e se le organizzazioni malavitose gestiscono lo sfruttamento e il traffico degli stranieri. 800 immigrati stipati in baracche di cartone che vivono in condizioni disumane non passano facilmente inosservati. Sicuramente l’amministrazione comunale della cittadina calabra ne era a conoscenza, sicuramente qualche imprenditore locale ha sfruttato la loro manodopera per la raccolta delle arance e i lavori nei campi. La guerriglia urbana di Rosarno dimostra solo, secondo la Jahier, “lo sfruttamento cui gli stranieri sono sottoposti e l’incapacità della politica di dare delle risposte”.
di Fabrizio Merli – Da “La Provincia Pavese” del 3 novembre 2009




Marco Travaglio
Anche Dario Fo ha aderito all’appello per la libertà di informazione, con la motivazione che qui riportiamo [c.d.f.]



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