di Irene Campari
E’ il quadro dipinto lunedì sera da Romeo Iurilli all’assemblea generale della Confesercenti di Pavia, tenutasi al Collegio Cairoli. Secondo Iurilli, la crisi è profonda e generale. Pavia ha qualche garanzia in più essendo gran parte del suo reddito proveniente dal pubblico impiego ed avendo ingenti depositi bancari che ci pongono al 6° posto tra le città italiane. Ma i consumi sono diminuiti (-4,4%) sopra la media nazionale. L’Unioncamere informa che sono in aumento esponenziale gli assegni scoperti (+9%) e i pagherò (+10%). La caduta della capacità di spesa si attesta intorno al 7%. Aumenta l’usura in tutta la Lombardia e Pavia non ne sarebbe esclusa. Tuttavia, alla Clinica Mangiagalli sono in aumento gli aborti. Se nel 2007 la paura percepita era rivolta allo straniero, adesso nell’ordine: 35% alla precarietà economica; 15% alla solitudine. Quello che con la sollecitazione alla paura dello straniero si voleva occultare, ora non lo si può più fare.”Al di là della crisi non si sa quando il senso di insicurezza sarà superato” dice Iurilli. Vuol dire che i consumi potrebbero stagnare ben oltre il periodo nero. E la nostra provincia e i suoi Comuni non sembrano aver compreso che la morte del piccolo commercio signifca morte delle piccole imprese locali. Dal 2003 le imprese “giovani” sono sensibilmente diminuite; dal 2003 al 2008 è diminuita anche la vita media delle piccole imprese. A vantaggio della grande distribuzione: la nostra spesa alimentare è affidata solo per il 19% alla piccola distribuzione, ben al di sotto sia della media regionale (22%) sia di quella nazionale (24%). A fronte di questo, della crisi dei consumi e di un sistema economico e di credito, alcuni comuni del pavese ambiscono a concedere alla grande distribuzione e ai centri commerciali spazi immensi (Casei Gerola, Borgarello, Albuzzano). E mentre da una parte si chiede al piccolo commerciante di dare il proprio contributo ai Distretti del commercio e ai fondi per la piccola distribuzione, dall’altra assiste al triste spettacolo di holding finanziarie, senza problemi di liquidità, che si accaparrano ogni spazio disponibile per il consumo onnicomprensivo. Iurilli sostiene ciò che sostengo da anni: nuove regole, qualità dell’offerta, democrazia tra le istituzioni e le imprese di cui garante si deve fare la pubblica amministrazione. Chiede alla Provincia di applicare la moratoria sui centri commerciali almeno fino all’approvazione del Piano del commercio. Ha la mia totale adesione. I centri commerciali del pavese occupano in questo momento 275mila mq; se dovessero essere votati alcuni Pgt se ne aggiungerebbero altri 224mila. Di fronte a questi numeri, il rischio di collassamento per il sistema della piccola distribuzione è serio.
Di fronte a questo scenario, che stiamo peraltro descrivendo da due anni su questo blog – e non siamo certo contenti di aver trovato conferme nelle parole di Romeo Iurilli – Andrea Albergati (intervenuto come candidato Sindaco del Pd senza Ricci), senza assumersi le responsabilità per l’insediamento del Carrefour alla Vigentina, piuttosto glissando, ha dichiarato che l’epoca dei centri commerciali è finita. Come fare di necessità virtù. Arriva quello delle residenze di pregio? Come quelle per le quali sono stati chiusi i cinema (piccole imprese) in Corso Cavour o nell’area ex Neca a cui sarebbe, come dichiara Aldo Poli, interessato Caltagirone? O come quelle (100mila mq) agli ex Magazzini Cariplo? Cattaneo, il candidato di Forza Italia, ha camminato a pelo d’acqua, qualche frase fatta, qualche slogan, che di fronte all’aumento di aborti alla Clinica Mangiagalli non sembrano proprio avere il sapore della responsabilità. Albergati non si è assunte quelle per il passato, e Cattaneo non è sembrato volersi assumere quelle per il futuro.
Nessuno ha parlato di mafia. Qualcosina avrei volentieri detto io, magari solo accennando al rapporto edito da Confesercenti, SOS Impresa
Da “La provincia pavese”, 25 marzo 2009
«Basta centri commerciali a Pavia» PAVIA. Nel primo incontro pubblico, seppure indiretto Andrea Albergati, che domenica affronta le primarie Pd e Alessandro Cattaneo (già designato nel Pdl) hanno trovato l’accordo su un tema: basta con i grandi centri commerciali a Pavia. Alla riunione era presente anche un’altra candidata certa, Irene Campari. L’occasione del confronto era l’assemblea per il rinnovo dei vertici di Confesercenti. Nella sua relazione, il presidente Romeo Iurilli ha sottolineato, tra l’altro, il secco “no” della sua associazione a ipotesi di nuove strutture della grande distribuzione, da Borgarello ad Albuzzano sino a Casei Gerola. Chiamati a dire la loro, ovviamente sul territorio comunale, Albergati e Cattaneo hanno in sostanza accolto l’invito alla moratoria. Anche perchè gli spazi, ormai, sono quelli che sono. Albergati ha detto che «la grande distribuzione, con il nuovo “Gs” (il riferimento era al Carrefour ndr) ha esaurito la propria logica in questa città». Subito dopo Cattaneo ha precisato che l’obbiettivo di una ipotetica prossima amministrazione di centrodestra «sarà quello di riempire le piazze e non i centri commerciali». Peraltro, questo è stato l’unico elemento di accordo. Albergati, per il resto, ha puntato sulla necessità di una collaborazione sempre più stretta tra amministrazione comunale e associazioni di categoria, rivendicando la riqualificazione del centro storico come uno dei meriti del piano regolatore entrato in vigore nel 2003. Cattaneo ha replicato che «i tentativi del Prg ci saranno anche stati, ma basta passeggiare una sera per le vie della città e ci si rende conto della realtà». Chiunque risulti vincitore alle comunali del 6 e 7 giugno, lo attenderà un duro impegno. I dati illustrati da Romeo Iurilli, infatti, riflettono su scala locale la crisi che sta investendo i mercati di tutto il mondo. A soffrire in particolar modo è il settore dell’abbigliamento. In controtendenza, invece, le imprese femminili. Tra il 2003 e il 2008 non solo sono aumentate, ma hanno conservato le rispettive quote di mercato. Nello stesso periodo, le imprese condotte da cittadini di nazionalità straniera sono aumentate del 45 per cento. (fabrizio merli)
Commenti recenti