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Archivio per maggio 2009

«Subito incontri con le banche»

Intervista a Irene Campari

Campari, candidata di Cittadini in Comune, spiega le sue priorità: «Rimettere in circolo denaro per aiutare il tessuto produttivo». «Se si nega la scuola ai bimbi rom cosa possono sperare i loro genitori?»

PAVIA. Irene Campari è stata per alcuni anni la spina nel fianco della giunta Capitelli. Dal blog del circolo Pasolini, fondato insieme a Giovanni Giovannetti, ha lanciato accuse anche molto pesanti alla passata amministrazione. Eletta con Rifondazione comunista, Campari è ben presto passata al gruppo indipendente e i suoi duelli in consiglio comunale con Piera Capitelli sono passati alla storia. Caduta la giunta, Campari e Giovannetti hanno preso strade diverse. Lei ha stretto alleanza con gli iscritti al meetup di Beppe Grillo. E con loro si presenta, da candidato sindaco, alla guida di “Cittadini in Comune”.

Parlando di lavoro, quasi tutti i candidati citano le eccellenze di Università e San Matteo. Ma il rilancio di Pavia deve passare per forza attraverso questa via?

«Il lavoro che queste eccellenze possono offrire è il pubblico impiego. Io credo sia necessario puntare su una terza eccellenza, creando un tessuto imprenditoriale sulla base delle nuove tecnologie e di un nuovo concetto di concorrenza».

L’ex assessore Bengiovanni continua a evocare il caso-Carrefour. Lei lo ha seguito con attenzione: cosa è accaduto?

«Il Comune ha rinunciato a più di quattro milioni di benefici dopo che il parcheggio del centro commerciale è stato dichiarato di interscambio (quindi di utilità pubblica ndr). Ciò è assurdo perchè il parcheggio è troppo esterno alla città. Bengiovanni dovrebbe sapere tutto perchè era in giunta. L’operazione non è servita alla città, non ha creato occupazione e ha dato l’impressione ai gruppi multinazionali che Pavia possa essere terreno fertile per operazioni immobiliari».
Nella sua campagna elettorale, che Pavia ha trovato?

«Una Pavia disorientata, che ha perso qualsiasi punto di riferimento, tanto che c’è una tendenza a concentrare l’attenzione su sè stessi. Serve una visione d’insieme, a cui collaborino tutti, magari lasciando da parte gli interessi particolari. La città è consapevole che siamo a una svolta, ma non sa ancora darle un volto».

Lei ha contribuito a far cadere la giunta Capitelli. Quando firmò le dimissioni, non pose sul piatto della bilancia la fine della legislatura o l’eventuale vittoria del centrodestra?

«La decisione non fu un calcolo politico sul futuro, ma sul passato. La giunta Capitelli non rappresentava più la città. Inoltre il 6 febbraio sarebbe stato presentato il piano industriale di Asm con la privatizzazione dell’acqua. Perpetrare quello stato era più pericoloso che affrontare il rischio delle elezioni».

Lei si è battuta a fianco dei rom. Oggi, in piazza della Vittoria, bimbi rom vengono usati per chiedere l’elemosina. Una sconfitta delle istituzioni o c’è altro?

«Quei bambini vengono dagli sgomberi di Milano. Io credo vi sia stata l’incapacità delle istituzioni di farsi carico del diritto all’istruzione dei bambini, ma anche di garantire maggiori diritti agli adulti. Se una società nega il diritto di andare a scuola dei bambini, immaginiamoci quanti ostacoli possa porre agli adulti in cerca di un lavoro».

Immaginiamo che lei abbia il compito di fissare i primi appuntamenti sull’agenda del sindaco. Cosa annoterebbe?

«Subito un incontro con il sistema del credito cittadino. A dicembre, in commissione servizi sociali, avevo chiesto di organizzare una riunione con le banche. Un esponente della giunta mi disse che non era possibile. Se siamo la sesta città italiana per depositi bancari, credo che un’amministrazione comunale debba lavorare perchè si rimettano in circolo risorse a favore del tessuto produttivo»

Come ha vissuto l’alleanza con i sostenitori di Grillo?

«L’interazione reciproca è stata proficua. Poi, la venuta di Grillo a Pavia mi ha permesso di comunicare con migliaia di persone».

Lei difese il comandante Giurato e avversò le ordinanze della Capitelli. Il regolamento di polizia urbana di Giurato, però, è ancora più rigido.

«Io difesi il dirigente e la mia opinione non cambia, nemmeno a fronte di un regolamento per me è inaccettabile, ma che può essere modificato».

Fabrizio Merli, “La Provincia pavese”, 31 maggio 2009

[Foto di Daniele Cavallotti]

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Chi ha detto che non rido mai?

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Le radici senza terra

Questa è la cronaca che “La provincia pavese” dedica al mio incontro con alcuni commercianti del centro storico. E’ stata impressionante la visita al mercato coperto, quello che alcuni tabelloni in Piazza Vittoria indicano come “Le nostre radici”. Radici senza terra ormai. Gran parte dello spazio ove erano i banchi è vuoto. L’operazione Tettoia, che avrebbe dovuto richiamare i clienti nel sottomercato, si è rivelata un fallimento. L’allargamento del supermercato DìperDì (Gruppo Gs-Carrefour) è stata fermata dai pochi esercenti ancora rimasti. E ancora una volta possiamo dire di aver visto giusto quando scrivevamo che la Tettoia faceva parte del pacchetto che nel 2002 ha visto gli interessi del Gruppo Carrefour farsi pressanti su Pavia. Nel 2003 deliberano la costruzione della Tettoia, nel 2004 quella del Carrefour alla Vigentina. Quel che resta è un riparo in acciaio Corten per le nostre radici già seccate.
Irene Campari

Campari senza paura, il nodo sono i parcheggi
I commercianti del centro reclamano soprattutto posti auto per i loro clienti. Tra le lamentele alcune riguardano la città sporca Il mercato coperto cerca il rilancio.

PAVIA. Viaggio tra i commercianti con Irene Campari, candidata sindaco con la lista “Cittadini in Comune”. La campagna elettorale serve anche a questo, a tastare il polso dei negozianti che mantengono in vita il centro storico. La richiesta, forte e chiara, che affiora da tutte le voci è una sola: più parcheggi per i clienti e maggiori possibilità di avvicinarsi al centro. Irene Campari rilancia: rafforzare il trasporto pubblico che congiunge i parcheggi a corona con il centro. Il nodo, però, pare inestricabile. Il viaggio tra i cittadini inizia alle 11 con una sorta di incidente diplomatico. Una militante della lista “Insieme per Pavia” si avvicina al drappello di “Cittadini in Comune” e prova a piazzare materiale di propaganda elettorale, probabilmente senza avere riconosciuto la candidata “avversaria”. Giuseppe Zapelloni declina l’offerta e fa notare alla signora che il suo candidato, Paolo Ferloni, ha piazzato manifesti sulla ringhiera di un balcone che si affaccia su Piazza della Vittoria, e che ciò non è regolare. Chiarite le rispettive posizioni, si inizia con la visita ai negozi e la distribuzione di santini e programmi. Prima tappa: il negozio “Luisa Spagnoli” di Piazza della Vittoria. «Pavia è degradata, al limite della decenza – spiega la titolare – è diventata proprio una brutta città. Se una cliente si ferma qua, dopo due minuti si trova la multa sull’automobile. E poi, con tutti gli zingari e i rom che chiedono l’elemosina ed entrano nei negozi…». Irene Campari fa presente alla negoziante che lei, i rom li ha difesi all’epoca dello sgombero della ex Snia. L’altra replica: «Infatti non è colpa dei bimbi se chiedono l’elemosina, semmai dei genitori che non li mandano a scuola». Come inizio non è dei più incoraggianti. Seconda tappa a “Mondo bimbi”, sempre in Piazza della Vittoria, negozio di giocattoli. Domanda: «Aprirebbe un negozio al Vallone?»; risposta: «No, perchè non mi renderebbe abbastanza». Il discorso scivola rapidamente sui centri commerciali. Il titolare ritiene che «se sono diffusi, come sono, vuol dire che la gente ne avverte l’esigenza». Però precisa che un ipermercato è un “non luogo”, identico in ogni angolo del pianeta, mentre il centro della città è un luogo preciso, con un’identità, e con negozianti che, oltre alla merce, forniscono un valore aggiunto in termini di attenzione, dialogo e consigli. Anche qui, il commiato è all’insegna dei costi di parcheggio «che disturbano i clienti».
Abbandonata la luce del sole si scende nel mercato coperto, o ipogeo che dir si voglia. Il panorama è abbastanza sconsolante, considerato che molti hanno letteralmente chiuso bottega. Ma Luigi Polzotto, titolare di un negozio di ottica e presidente della cooperativa dei negozianti, assicura: «L’assemblea dei soci ha approvato il ripianamento delle perdite. Presto vi saranno nuovi insediamenti». Campari chiede cosa vorrebbe il negoziante dal Comune. «Non soldi – dice Polzotto – perchè gli investimenti li faremo noi. Chiederemo di rinegoziare il termine della convenzione». E riguardo all’idea di Albergati, ossia usare lo spazio sotto la piazza per centri di aggregazione giovanile, commenta: «Ha visitato il mercato e ha cambiato idea». Nuova tappa in via Beccaria, al negozio che tra i primi introdusse i jeans come componente dell’abbigliamento dei pavesi. Il titolare, Vittorio Bosio, dice: «A Bologna i residenti hanno posti auto con le strisce gialle, ma non possono posteggiare negli spazi blu. Qua sì; il risultato è che tutti i parcheggi sono intasati di prima mattina». La soluzione? «Un parcheggio sotterraneo lungo viale Matteotti». Irene Campari trova finalmente un’eccezione al “Canadian store”. «I parcheggi? – dice Sergio Sacchi – Non sono un problema. I nostri sono clienti abituali». Il tour del commercio è terminato. Irene Campari è attesa dai Gas (gruppi di acquisto solidali). Basta parlare di parcheggi.

Fabrizio Merli, “La provincia pavese”, 30 maggio 2009

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Expo2015 e Pgt2009

di Irene Campari

Il 26 maggio 2009 a Torre d’Isola c’è stato un ricco e fastoso incontro organizzato dalla Confedilizia con invito ai candidati sindaci di Pavia (e perchè non anche quelli di Torre d’Isola?) per discutere di Expo2015 e Piano di governo del Territorio (Pgt). I relatori erano del mestiere: Dr. Lardera (Collegio Edile), Avvocato Colombo, Dr. Mossi (Confcommercio), Architetti Bosi e Bianchi. Anche il pubblico è del mestiere. Tutto a posto fino a quando non è stato chiaro che l’intento era quello di chiedere ai candidati sindaci di Pavia una espressione chiara sulla volontà o meno di piegare il Piano di governo del territorio agli interessi forti intorno all’Expo2015. L’avvocato Colombo in una lunga introduzione onirica – parla di un sogno – elogia le trasformazioni infrastrutturali che connetteranno il “pavesato” con il “genovesato”, Tav-3° Valico, Corridoio 5 e 24. Definisce la nostra regione un “hub”, termine del linguaggio della logistica e dei trasporti (tanto per essere chiari). Parla di cemento e case in questi termini: “La casa un fattore territorializzante”; finchè c’è casa e mattone c’è vita insomma. Mossi – evocando il rapporto d’amicizia e confidenziale con Roberto Schmid (presidente del Comitato scientifico Expo) – parla di salame e gorgonzola, di Pavia come luogo della degustazione per quella quota su 30 milioni di visitatori previsti che potà essere richiamata a Pavia dai profumi del cibo nostrano. L’architetto Bianchi invece ci tiene una lezione sul Piano di governo del territorio, sulla lungimiranza democratica di un tale strumento rispetto al populismo del vecchio Piano regolatore generale (Prg). Secondo Bianchi, mentre di fronte al Prg il cittadino era uno qualsiasi del popolo, il Pgt pone invece al centro l’interesse pubblico, diventato tale tramite il consenso popolare. E giù elogi; elogio anche al fatto che il Documento di Piano (la mappa delle destinazioni d’uso e delle funzioni dei suoli) che accompagna ogni Pgt è valido per cinque anni, quelli del mandato del Sindaco (ma guarda). Ma qualcosa non mi torna, e qualcosa di importante. Allora parlo. Innazitutto in tutti gli interventi degli speaker era scomparsa la parola “cittadinanza”; il cittadino veniva liquidato come l’entità ignota senza dimensione giuridica, come se stessero parlando di fronte ai presidenti di Cda aziendali e non a Sindaci il cui ruolo è quello di rappresentare la cittadinanza e non interessi particolari. E questo è stato il primo scivolone sulle bucce di banana delle multinazionali alimentari di quel ricco pomeriggio. L’interesse pubblico, a cui sarebbe legato secondo l’architetto Bianchi il nuovo Pgt, non è altro in realtà che l’interesse privato trasformato da abili comunicatori in interesse pubblico tramite il consenso, voluto e magari manipolato (ne sappiamo qualcosa a Pavia dopo il Carrefour, la ex Snia e la Broni-Mortara). Per questi signori non esistono legittime aspirazioni di contribuire all’organizzazione dello spazio urbano – nemmeno quello degli spazi pubblici – se non si è proprietari fondiari che contano. Chi non possiede nulla è escluso a priori. Ed è male, e glielo dico. Un cittadino può anche non possedere nulla sulla terra, ma può ben essere portatore di idee e di principi che lo rendono pari ed eguale – di fronte agli strumenti di governo del territorio – ai possidenti. E l’amministrazione ha il dovere di considerare anche questi contributi. La città non è territorio di conquista, è un bene comune costituito da spazi pubblici che tali devono rimanere. Come poi sia possibile conciliare la volontà di un Mossi che parla di salame, sapori e gorgonzola con l’autostrada, il Terzo valico e le logistiche alessandrine (al centro del principato che si estende dal genovesato al pavesato) non si sa. E glielo faccio rimarcare. Le casette che fanno tanto “territorio” secondo l’Avvocato Bianchi, sono quelle che gli descrivo come elementi di una forte deterritorializzazione, la stessa provocata dai nonluoghi, le stesse che provocano spaesamento e non senso di territorialità, le stesse di cui ci hanno riempito le periferie per permettere investimenti di chi non si sa. Inoltre, se proprio dobbiamo salvare un’identità – e mi rivolgo a Mossi – si colga anche l’occasione Expo per pensare alle Basiliche romaniche oltre che al salame. Ma sulle tavole imbandite sotto il porticato di Villa Botta Adorno quel pomeriggio l’uva fuori stagione e molto decorativa è quella importata e nel frattempo refrigerata in qualche magazzino tra il “pavesato” e il “genovesato”. Le holding – immagino – ringraziano i presenti; lo faccio anch’io aggiungendo che non sarò di certo il loro candidato sindaco.

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Facce da Cittadini in Comune!

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Grillo infiamma i duemila di piazza Vittoria

Per la questura le persone presenti in piazza ieri sera erano più di 3000. Ma ringraziamo comunque la Provincia Pavese per il suo articolo. Di certo visto quello che è successo ieri in piazza non potevano farne a meno. La ringraziamo anche per il NON articolo di martedì . L’agenda di tutti i candidati era presente, tranne il nostro comizio elettorale. Grazie di cuore…..!!!!!!!!!!!
GP

 

PAVIA. «I partiti politici sono morti, non esistono più, sono comitati d’affari». Beppe Grillo ha infiammato più di duemila pavesi in piazza Vittoria per sostenere Irene Campari sindaco e la sua lista civica Cittadini in Comune. Un comizio-spettacolo contro l’edificazione selvaggia: «Dovete tutelare il vostro centro storico, non costruire più un centimetro di cemento». Contro la privatizzazione dell’acqua (tema di grande attualità in questa campagna elettorale), a favore della raccolta differenziata. E soprattutto un appello: «Informatevi, chi è informato fa paura».
 Ha presentato tutti i quaranta candidati che hanno spiegato il senso della loro presenza nella lista.
 «Vedete – dice Grillo – sta nascendo qualcosa di strano, di diverso. Ci tolgono le piazze, non ci danno spazio sulla stampa. Mai noi andiamo avanti»
 «Non mi avranno mai complice – ha urlato Irene Campari – le amministrazioni precedenti hanno costruito un cerchio attorno a costruttori e affaristi. Questa città deve tornare a essere antirazzista e antifascista».
 Ma le parole di Grillo sono state quelle che hanno colpito di più: «Sta succedendo qualcosa di straordinario. Stiamo vivendo una delle più grandi rivoluzioni della storia italiana. I partiti politici non ci sono più, sono rimasti comitati d’affari: il Pdl, il Pd senza la L, l’Unione dei carcerati».
 Grillo ha spiegato che sta sostenendo più di 60 liste civiche in giro per l’Italia: «I cittadini devono entrare in Comune dal basso. Io ho dato la mia certificazione, ho controllato. Non ci sono iscritti a partiti politici, ho verificato che abitino qui, che abbiano la residenza dove vogliono cambiare le cose, che non abbiano la fedina penale sporca. Voi lo sapete che in parlamento ci sono venti onorevoli con condanne definitive, che altri ottanta sono stati condannati in primo, secondo grado o hanno patteggiato?».
 Tra gag e battute più serie Grillo infiamma il suo pubblico.
 E ricomincia: «Ci prendono per il culo. Abbiamo un governo di nani, mignotte, della camorra, della P2».
 E gli attacchi al presidente del consiglio: «E’ la fica che gli dà alla testa. Chi non ha mai preso per 60 anni si sfoga adesso. Ma si sta disintegrando, ha i capelli d’asfalto. Dentro il fazzoletto ha il tampone. E poi – ha incalzato – guardate Ghedini, sembra il maggiordomo della famiglia Addams. E Lupi? Sembra la figlia di Fantozzi».
 E’ un comico Grillo, innanzitutto e le risate piovono.
 Ma vuole parlare anche di crisi, inanellando qualche dato: la produzione industriale che è diminuita del 23 per cento, la cassa integrazione aumentata del 900 per cento: «In realtà ci sono le tragedie. Quattro imprenditori si sono tolti la vita. Uno vuole vendere un rene. Qualcosa sta cambiando se davanti al Lingotto gli operai hanno capito. Hanno capito che i loro manager vanno a chiedere finanziamento dallo stato tedesco per lincenziare in Italia. Manager che mandano per la strada migliaia di famiglie. E il sindacato, purtroppo, sta zitto». L’ultimo bersaglio di Grillo è proprio il sindacato, Cgil, Cisl e Uil accusati di essere stati complici e non aver denunciato

di Carlo E. Gariboldi

La Provincia Pavese

mercoledì  27 Maggio

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Countdown… Beppe Grillo!!!!

Stasera alle 21, in Piazza Vittoria, con Beppe Grillo faremo una grande festa di democrazia!
Vi aspettiamo!

E’ prevista la diretta su http://www.livestream.com/ilrisveglio

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Duemila anni e non sentirli!

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Vincenzo Romano, Massimiliano Lilla, candidati consigliere Lista Civica “Cittadini in Comune” per Irene Campari Sindaco

Per avere 2000 anni, Pavia se li porta bene. E’ piena di gente che ha voglia di fare e di cambiare: ci candidiamo anche per loro. I partiti, in campagna elettorale, si fanno il lifting, un pò come la “contessa miseria” cantata da Carmen Consoli. Noi, che siamo fuori dai partiti, non ne abbiamo bisogno. Perchè sappiamo che i giovani chiedono politiche serie e all’avanguardia. Ecco le nostre proposte.
Cominciamo col lavoro: per stimolare nuova imprenditoria promuoviamo la creazione di una rete del microcredito. Che non è, come predicano Albergati e Cattaneo, elemosina, bensì un’opportunità da dare progetti migliori. In sinergia con l’Università: vogliamo far partire veramente il Parco Tecnologico. Seguendo l’esempio di Cambridge e di Pisa, Pavia dovrebbe trasformare il Parco in un consorzio fra Università, associazioni dell’imprenditoria e fondazioni di ricerca, per creare un luogo creativo dove possano insediarsi le start up ad alto tasso di innovazione.
Pavia deve inoltre rinverdire la sua vocazione di città studentesca, ricreando spazi di divertimento ed aggregazione. Il caso più attuale è quello dei cinema: si potrebbe aprire una multisala nell’area degli ex Magazzini Cariplo (ora BSL). Lungo il fiume potrebbe poi sorgere una zona per bar, musica dal vivo, passeggiate, un pò come i Navigli a Milano, ma in un paesaggio più ricco e senza scontri con i residenti. Non ci dimentichiamo la vita notturna: c’è spazio anche per le discoteche, da realizzarsi riqualificando le aree dismesse. La qualità del tempo libero è la qualità della vita della città.
Immaginiamo una Pavia che valorizzi il lavoro, l’innovazione, la socialità. Duemila anni e non sentirli!

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DOMANI SERA GRILLO! TUTTI IN PIAZZA VITTORIA ALLE 21.00.

Ricordiamo ancora a tutti che domani sera alle ore 21.00 Beppe Grillo verrà in PIazza della Vittoria per sostenere la Lista Civica a cinque stelle CITTADINI IN COMUNE.
Interverrà inoltre il candidato sindaco Irene Campari e alcuni candidati consiglieri.

E’ prevista la diretta su http://www.livestream.com/ilrisveglio

Vi aspettiamo!!

I CITTADINI IN COMUNE

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Incontrare i cittadini e dire cose scomode

25 maggio 2009 redazione Nessun commento

Undici confronti tra candidati sindaci.

E’ la prima volta che accade che si addensino così gli incontri elettorali, e i cittadini chiedano che i candidati si mostrino uno vicino all¹altro, e giudichino lì per lì.

E’ impegnativo, ma serve; serve ai cittadini e a me.
Non avendo alle spalle un partito di massa organizzato, una macchina elettorale oliata da anni e anni
di routine, fondi per affittare negozi e vetrine su cui incollare i manifesti con la mia faccia,  lo spazio che mi rimane per esprimere il proprio mondo,  la propria città ideale e il proprio carattere è il confronto pubblic0

Cattaneo potrebbe anche star zitto e vincere ­ nonostante Papi   (siamo un Paese così mal messo che i leader nazionali li scegliamo tra i vecchioni e di Susanne ce ne sono sempre meno) Albergati, invece, è costretto a parlare e ad arrampicarsi sugli specchi, per me è necessario farmi capire.

E comunque vadano queste elezioni, la campagna elettorale mi ha dato l’opportunità di portare idee e conoscenza a qualche migliaio di cittadini,  molti dei quali non avrei mai avuto la possibilità di incontrare altrimenti come quelli, per esempio, presenti al confronto organizzato dagli ordini professionali.
Per primo il moderatore (che saluto simpaticamente) che mi bacchettava procattaneo finito con l’ inversione delle parti.

E parlare di decrescita, poteri e sistema logistiche-autostrade-centri commerciali di fronte all’ establishment cittadino non è da evento quotidiano, non a Pavia, almeno.  Mi sembra prezioso di per sé che posizioni considerate sempre minoritarie e velleitarie (forse dopo l’implosione del turbo capitalismo forse un po’ meno) possano essere presentate in contesti istituzionali e per tradizione conservatori, per di più da una donna di sinistra, un’ esperienza da non sprecare per il futuro …

Irene

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Presentazione progamma di governo

25 maggio 2009 paolocatona Nessun commento

QUARTA STELLA: CONNETTIVITA’

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I VERI EROI, per non dimenticare mai: Giovanni,Francesca,Vito,Rocco,Antonio.

giovanni-falconeLa Strage di Capaci (chiamato in siciliano “l’attentatuni”) fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (ma in territorio del comune di Isola delle Femmine) e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch’ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.

Nel tragico attentato sono rimasti miracolosamente illesi altri quattro componenti del gruppo al seguito del magistrato: l’autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori dell’auto blindata guidata da Falcone) e gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.

Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell’auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che passava sotto l’autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg, come punto di riferimento gli attentatori presero un frgoifero bianco posto ai lati della strada) nel tratto che collega l’aeroporto di Punta Raisi (oggi “Aeroporto Falcone-Borsellino”) al capoluogo siciliano. A tutt’oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.

La strage di Capaci ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone.

GRILLO: CAMBIO DI ORARIO

Oggi ci è stato comunicato che l’evento di martedì 26 maggio ha subito una variazione di orario. Beppe Grillo sarà a Pavia dalle ore 21.00 per sostenere la nostra lista.
Luogo (Piazza della Vittoria) e data rimangono invariati.

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Riciclare è facile!

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Rifuti zero! A dirlo sembra impossibile, eppure c’è chi lo sta facendo: Germania, Canada e California, solo per citare gli esempi migliori. Se vogliamo mettere Pavia sulla buona strada, dobbiamo cominciare dagli sprechi, cioè dai rifiuti. Niente rifiuti significa essenzialmente due cose: produrne di meno, riciclare.
L’Europa ha lanciato il progetto “Meno 100kg di rifiuti procapite”: Pavia deve raggiungere questo obiettivo. Incentivando i prodotti alla spina, il vuoto a rendere, i negozi del riuso e della riparazione, digitalizzando le montagne di carta delle burocrazie locali. Di idee siamo pieni: tutti piccoli progetti che, nel complesso, centrano un obiettivo ambizioso. Diciamo no alla società usa e getta, si alla società sostenibile! Imparando dalla natura, che di rifiuti non ne fa. Produrre meno scarti è il primo passo, il secondo è riciclare.
Come fa Novara, città simile alla nostra per dimensioni ma molto più avanti nella raccolta differenziata, 70% contro un dubbio 24%. A Pavia, in centro, non si raccoglie la plastica, nè ci sono compostatori, il che la dice lunga… Un buon sistema di raccolta, cioè porta a porta e con tariffa puntuale (più ricli meno paghi), conduce a ottimi risultati in breve tempo e crea posti di lavoro. Per non parlare della trasformazione dei rifiuti stessi in risorse da rivendere alle aziende, dalle materie prime per le industrie al compost per l’agricoltura! Molto meglio che spedire i rifiuti oltralpe, farli lì riciclare, ricomprarli come materie prime, no? In questo modo ci risparmiamo anche l’inquinamento degli inceneritori, quanto di più tossico e nocivo si possa immaginare!
Certo, sarebbe opportuno che l’ASM uscisse dall’immobilismo frutto della sua spartizione fra i partiti. Che debba essere gestito da tecnici e non da funzionari di partito è un’idea banale ma rivoluzionaria. L’ASM, da bottino di guerra, dovrà diventare l’azienda del rilancio ecologico di Pavia.
Con la strategia rifiuti zero facciamo crescere una città sana e pulita, ci risparmia il Comune e ci risparmia il cittadino: riciclare è facile, cominciamo!

Lucia Leusciatti, candidata consigliere per la Lista Civica “Cittadini in Comune” per Irene Campari Sindaco.

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