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Archivio per giugno 2009

Aria nuova al Mezzabarba, e tolleranza zero

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Lucia Scotton

Sin dalla prima seduta del Consiglio comunale si respira aria nuova. Molti giovani, pochissime donne, tanti genitori e amici tra i cittadini accorsi ad assistere alla “prima”. La coalizione di centro-destra, finalmente cambia posto e mette subito in chiaro che d’ora in avanti le cose cambieranno. Intanto, l’incompatibilità  di due consiglieri dell’opposizione titolari di altre cariche… I giovani della maggioranza seguono diligentemente le istruzioni, incoraggiati dai genitori: “alzate bene le mani!”.

In un aula consiliare affollatissima, il neo-eletto Presidente del Consiglio Raffaele Sgotto chiarisce a consiglieri e “pubblico” che durante la seduta sarà rispettato il regolamento punto per punto e gli applausi non saranno tollerati, pena l’allontanamento. Poco dopo, innervosito dal malfunzionamento del nuovo impianto acustico che non gli permette di spegnere il microfono del consigliere Brendolise, Sgotto si esibisce in una performance degna di un corso allievi della Folgore, intimandogli il silenzio, la voce ad un volume imbarazzante. Dopo di lui la voce del Sindaco che legge il suo discorso di insediamento, sembra la poesia imparata a memoria per la festa del papà, recitata velocemente per l’emozione che tradisce inesperienza ma anche soggezione verso i “saggi” e la paura di deluderli.

In una sede istituzionale democratica certi toni autoritari colpiscono – un cittadino presente evocava, spaventato, i tempi del Duce – e colpisce quella sensazione di potere a porte chiuse, dove i cittadini ridotti al rango di “pubblico” assistono a “brani scelti” del teatrino della politica senza poter nemmeno esprimere entusiasmo o disappunto.

Durante la campagna elettorale Cattaneo parlava di “novità”, di “cambiamento”, slogans ormai desueti che aspettavamo comunque di decifrare. Da ieri cominciamo a capire di cosa si tratta e la sensazione di déjà-vu si avverte molto forte. Anzitutto, le regole. Giustissimo, ma che siano quelle che scandiscono la gestione democratica e partecipativa della cosa pubblica. Le donne? A proposito di regole, per fortuna lo statuto impone la presenza di almeno 1 donna nella giunta: tutta la nostra solidarietà e un in bocca la lupo a Cristina Niutta! Poi le facce pulite dei giovani. Purché non siano solo le maschere dietro cui decidono senza pudore i soliti noti.  Infine il programma: Pavia non può competere con Milano, ne siamo consapevoli. Ma evitiamo di trasformarla in un magnifico residence pulito e senza buche, protetto da cani da guardia e ronde incazzate. E tutto il mondo fuori. 

 

Royal Entomological Society

Cesare Del Fratemnsfshn3

 

Nella torrenziale prima seduta del Consiglio Comunale, tanti i presenti. Amici e parenti dei consiglieri, la festa della Cresima Comunale: una folla ha riempito l’aula mandando alle stelle il tasso di umidità. Per chi ha resistito lo spettacolo non è mancato: la seduta è stata inaugurata dal peggior bizantinismo politico, con reciproche accuse di incompatibilità di ruoli per alcuni consiglieri. Due ore perse così, con urla a tratti beluine: temevo qualcuno avrebbe sputato un polmone sui banchi. I vigili c’erano, la crocerossa no. Si è eccepito anche sul Sindaco, presidente del Fraschini. A un certo punto Vigna, IDV, ha fatto brillare un barlume di buon senso dicendo che era inutile ed assurdo cercare di “far fuori” il Sindaco con un cavillo mal interpretato.

Faticosamente si è arrivati alla presentazione della Giunta al Consiglio. Quando il capogruppo PD Brendolise ha cercato di prendere la parola per commentare le nomine degli assessori, è stato zittito. Altre urla inumane: il Presidente, poco dimestichezza con le diaboliche tecnologie dell’aula, non riusciva a spegnere il microfono di Brendolise. Ha quindi optato per sovrastarlo con la voce. I bei lampadari hanno tremato. Piccola nota: il Presidente del Consiglio Comunale ha anche detto che farà scrupolosamente osservare il regolamento. Il diritto alla ripresa delle sedute e la loro messa in onda on line? Vedremo.

Nel frattempo, guardavo il Consiglio e la giunta e ho fatto un tuffo nel passato: le donne talmente poche che quasi scomparivano in un mare di baffi, cravatte, volti accigliati ed espressioni gigione. Sembrava un club per soli uomini della Londra dell’800, la Royal Entomological Society: ci mancavano solo profumati sigari, un pò di ghette e un paio di sputacchiere. Dietro gli scranni, due vigili donna osservavano perplesse. Cristina Niutta, unica donna fra gli assessori, con delega alle pari opportunità, avrà un bel lavoro da fare: auguri!  

Di contenuti politici, invece, nessuno ha parlato, almeno fino al discorso programmatico del Sindaco. Che, nel suo stile, e lo apprezziamo, è stato alquanto ecumenico e dialogante. Ha esordito citando Paolo VI ed il suo invito a vedere la politica come espressione di carità (sic), per poi rivendicare il riconoscimento dell’importanza sociale degli oratori. Per un attimo ho pensato che fosse il programma del GREST. Ha proseguito toccando quasi tutti i punti dell’azione di governo della città, dal rilancio turistico al tema del lavoro, dal decoro urbano alla viabilità. Difficile esprimere un giudizio, dato che si è trattato di un discorso che per forza di cose non ha approfondito punti specifici. Solo un’osservazione: Cattaneo ha molto insistito sul principio di sussidiarietà, recententemente introdotto nella Costituzione.

La sussidiarietà è una cosa molto bella, o almeno dipende da come la si intende. Può voler dire dar spazio all’associazionismo e, soprattutto, all’attivismo civico: ce lo auguriamo. Ma anche esternalizzare, cioè “appaltare” a privati servizi o prerogative pubbliche, il che è sempre rischioso visto il piano inclinato dell’inciucio e del favoritismo. Che il principio di sussidiarietà stia al cuore del programma della giunta è una novità importante, attenzione però a come lo si intende e declina.

E questo è quanto. Buon lavoro alla Giunta e al Consiglio!

Noi ci saremo, per proporre, vigilare, informare. Fiato sul collo! Stay tuned!

 

 

p.s.: Grazie a Riccardo Monferrato per la diretta streaming! Del caso Centinaio non si è parlato, forse alla prossima seduta? Noi abbiamo volantinato a tutti le nostre domande al vicesindaco (post precedente): avremo presto modo di riparlarne. Intanto la Provincia Pavese di oggi ha ripreso i nostri interrogativi.

 

 

TRE DOVEROSE DOMANDE AL VICESINDACO

 

La Lega Nord di Pavia e, in particolare, il segretario locale Gian Marco Centinaio sono finiti all’attenzione di polizia e magistratura per aver preso parte ad una manifestazione di naziskin. Centinaio si è difeso dicendo che lui era lì tra quei neonazisti “per calmare gli animi” e di averli incontrati “perché sono giovani pavesi”. I fatti di Pavia sono davvero imbarazzanti. E’ venuto il momento di domandare qualche delucidazione su temi non irrilevanti come “la difesa della razza” e qualche esibita parentela con le teste rasate.

Paolo Mieli, Quell’abitudine di incolpare i gregari per salvare il capo, 24 ottobre 2002, Corriere della Sera.

 

Noi confidiamo nella Lega, che riteniamo un buon movimento politico e siamo contenti dell’affermazione dell’AMICO Gian Marco Centinaio

Comunicato del 16/06/2009, da Paviatricolore, sito della federazione pavese di Forza Nuova

 

Queste due dichiarazioni ben circoscrivono la parabola politica dell’attuale vicesindaco di Pavia. Paolo Mieli, dal Corriere della Sera, gli chiede conto della sua presenza ad una manifestazione neonazista avvenuta a Pavia il 14 ottobre 2002.

Le vere amicizie si misurano col tempo, ed infatti, ad anni di distanza dai primi amicali incontri con “giovani pavesi”, alias naziskin, la federazione pavese di Forza Nuova, pochi giorni fa, non si scorda di congratularsi con il politico che definiscono AMICO. 

 

 

I concittadini sono ZECCHE?

 

Nel mezzo, una serie di episodi equivoci riguardanti una polemica su esercizi commerciali gestiti da immigrati, un account email dal simpatico nome “terronsgohome”, prese di posizioni pubbliche in cui dei concittadini vengono definiti “zecche” e “luridi”, aggressioni neofasciste. Si, perché Centinaio, in riferimento all’aggressione di stampo neofascista del 16 ottobre 2008, vittime alcuni ragazzi del Barattolo, dichiara sulle pagine di un gruppo di discussione on line:

“Questa sera, in Consiglio Comunale, si parlerà dell’aggressione ai “corsari”. Il mio pensiero: Forza Nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare… il problema è che ancora una volta sono passati dalla parte del torto e hanno fatto diventare le ZECCHE dei martiri” (post del 20 ottobre 2006, gruppo Facebook “Chiudiamo il Barattolo”) 

Consoliamoci, l’epiteto “zecche” è fra quelli più “soft” utilizzati dal nostro politico entomologo: in altri post sul medesimo forum, letto da centinaia di iscritti e ancor più numerosi frequentatori, parla di “cacche” e di “luridi”. I naziskin sono “giovani pavesi”, i giovani pavesi del Barattolo “zecche” e “cacche”.

 

 

Compagni di merende

 

Negli ultimi anni molti hanno chiesto conto a Centinaio “su qualche esibita parentela con le teste rasate”, per citare Mieli. Quando la Lista Civica a 5 Stelle gli ha chiesto un chiarimento sulle sue esternazioni sulle aggressioni del 2008, si è ben guardato dal rispondere, preferendo disquisire da entomologo su “grilli” e “amici del prato”.

 

 

PENSIERI E PAROLE DI G.M. CENTINAIO

 

 

“Basta!!! Via ’ste zecche da Pavia!!!!”

G.M. Centinaio, 11 ottobre 2008

 

“Questa sera in consiglio comunale si parlerà dell’aggressione ai corsari. Il mio pensiero: Forza Nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare… il problema è che ancora una volta sono passati dalla parte del torto ed hanno fatto diventare le zecche dei martiri…”

G.M. Centinaio, 20 ottobre 2008

 

“Consiglio Comunale di ieri sera: presenti circa 50 luridi del barattolo… hanno consegnato un volantino dei comunisti italiani contro l’aggressione, hanno letto un documento di condanna in consiglio ed abbiamo votato un ordine del giorno contro la violenza a Pavia…

Visto che non riconosco il Barattolo e tantomeno i suoi ospiti, io sono uscito dall’aula per protesta.”

G.M. Centinaio, 21 ottobre 2008

 

(Fonte: Gruppo Facebook CHIUDIAMO IL BARATTOLO)

 

 

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TRE DOVEROSE DOMANDE

 

Quando al Vicesindaco sono stati posti i seguenti interrogativi, questi ha rimandato alla sua segretaria. I cittadini non hanno bisogno di chiedere udienza per porre delle domande sulla democraticità di chi è chiamato a rappresentarli. Per questo, e alla luce delle gravissime affermazioni sopra riportate, ci sentiamo in dovere di porre al Vicesindaco le seguenti domande:

 

1 – LE DICHIARAZIONI PUBBLICHE CON LE QUALI HA GIUSTIFICATO L’AGGRESSIONE DI STAMPO NEOFASCISTA AVVENUTA NELL’OTTOBRE 2008 CONTRO ALCUNI CONCITTADINI, DICHIARAZIONI IN CUI, CONTESTUALMENTE, LE VITTIME DELL’AGGRESSIONE VENGONO DEFINITE “ZECCHE”, VERRANNO RETTIFICATE OPPURE NO?

 

2 – DI CHE NATURA SONO I SUOI RAPPORTI CON LE FORMAZIONI POLITICHE NEONAZISTE O DI ESTREMA DESTRA ALLE CUI MANIFESTAZIONI HA RITENUTO DI PRESENZIARE?

 

3 – L’AMICIZIA POLITICA CHE LA LEGHEREBBE A FORZA NUOVA, SECONDO IL COMUNICATO DELLA FEDERAZIONE PAVESE, VIENE DA LEI CONFERMATA OPPURE SMENTITA?

 

 

Lista Civica a 5 Stelle per Pavia

Diretta streaming Consiglio Comunale 29/06/09 ore 19

Vi aspettiamo tutti domani alle ore 19 presso palazzo Mezzabarba per assistere alla prima seduta ed insediamento del nuovo Consiglio Comunale.

Qualora non riusciste ad intervenire personalemnte ci sarà una diretta streaming autogestita (grazie Riccardo), che vi permetterà comunque di vedere il lavoro dei nostri dipendenti.

Questo l’indirizzo per la diretta streaming         http://www.livestream.com/consigliocomunale

Cogliamo l’occasione per augurare un buon lavoro al neo Sindaco Cattaneo e al nuovo Consiglio Comunale, noi saremo sempre presenti  per tenervi informati sul loro lavoro.

 

Lista 5 stelle Pavia

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Alcune domande ad un politico entomologo

grillo2011Lunedì il neosindaco Cattaneo presenterà la nuova giunta in consiglio comunale, che avrà facoltà di vagliare i curricula dei nuovi assessori e del vicesindaco. Noi abbiamo già iniziato a farlo, vedi comunicato qua sotto, così scoprendo la passione da entomologo di Centinaio, che, a sentirlo ai microfoni di telepaviaweb o dalle pagine del gruppo Facebook “Chiudiamo il Barattolo”, si diletta di zecche, di grilli e di amici del prato. I concittadini sono zecche? Attenzione, perché i simpatici insetti sanno anche ben pungere!
In un’intervista su telepaviaweb abbiamo posto delle domande su questi strani fatti. Aspettiamo risposte.

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SE QUESTO E’ UN VICESINDACO………..

 

LISTA CIVICA CINQUE STELLE PER PAVIA

 

SE QUESTO è UN VICESINDACO

Martedì 23 giugno, il sindaco Alessandro Cattaneo ha presentato la nuova giunta comunale e purtroppo ha confermato le indiscrezioni sul Vicesindaco: sarà Marco Centinaio, Lega Nord. Prima di Centinaio era dato quasi per certo Fabrizio Fracassi. Stesso partito ma ben altra levatura e impegno. Con un sindaco giovane e inesperto che ha dichiarato che si farà guidare dal suo mentore Abelli sarebbe stato auspicabile proporre un vicesindaco autorevole e responsabile.

Marco Centinaio risponde a queste caratteristiche? Se fate un giro su Facebook incontrate un gruppo che si chiama “Chiudiamo il Barattolo” a cui Centinaio è iscritto. La descrizione del gruppo pochi mesi fa iniziava così: “via il “rudo” da pavia….” e proseguiva il fondatore Scamoni “potremmo dare vita a qualche cosa di costruttivo… bisogna ragionarci sopra insieme. scrivete qualche idea fattibile (tutti lo vogliamo bruciare ma non si può!)… pensiamoci…”. Il futuro Vicesindaco Centinaio così si esprimeva su alcuni suoi concittadini: “Questa sera in consiglio comunale forse si parlerà dell’aggressione ai corsari. Il mio pensiero: forza nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare… il problema è che ANCORA UNA VOLTA sono passati dalla parte del torto ed hanno fatto diventare le zecche dei MARTIRI… vedremo questa sera… domani vi darò tutte le informazioni che vi possono servire e… se qualcuno ha voglia di vederli il Consiglio inizia alle 19,30”. Ancora: “Il consiglio comunale di ieri sera: presenti circa 50 luridi del barattolo… hanno consegnato un volantino dei comunisti italiani contro l’aggressione, hanno letto un documento di condanna in consiglio ed abbiamo votato un ordine del giorno contro la violenza a Pavia…visto che non riconosco il barattolo e tantomeno i suoi ospiti, io sono uscito dall’aula per protesta.” Per concludere con un chiaro: “basta!!! via ‘ste zecche da pavia!!!!”.

Il linguaggio di Centinaio è quello dei peggiori razzisti: l’equiparazione di essere umani a insetti parassiti (“zecche”) da eliminare facendo pulizia (“50 luridi”). Questo linguaggio e questo pensiero sono incompatibili con le istituzioni democratiche e con una carica di grande responsabilità e rappresentanza come quella di vice sindaco. Altrettanto inconciliabile con questo ruolo è l’approvazione della violenza di movimenti neofascisti e neonazisti come Forza Nuova, ricambiata dalla fiducia che il sito pavese del movimento (“Pavia Tricolore”) concede all’“amico” Centinaio: “Noi confidiamo nella Lega, che riteniamo un buon movimento politico e siamo contenti dell’affermazione dell’amico Gianmarco Centinaio”.

Noi non siamo parte in causa in questa storia. Non siamo frequentatori abituali del Barattolo e non apparteniamo all’area antagonista e/o comunista. Ma abbiamo il diritto/dovere di informare e, alla luce di quanto sopra, chiediamo ai Pavesi se questo è un vicesindaco.

Lista Civica a 5 stelle, Pavia

 

N.d.r.: Lista Civica 5 Stelle ha il diritto/dovere di informare i cittadini in un’ottica di trasparenza e rispetto della democrazia, delle istituzioni e della legalità. Una parte di questo articolo è stata espunta sulla base del fatto che non spetta a noi trarre conclusioni, ma il nostro fine è sensibilizzare i nostri concittadini, renderli partecipi nella conoscenza di fatti e dichiarazioni documentati e di informare. Qui si ferma la nostra competenza. Qui lasciamo a Voi, lettori, trarre le opportune conclusioni.

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ECCO LA NUOVA GIUNTA DI PAVIA

Alle 17:00 di martedì 23 giugno 2009, in Sala Giunta di Palazzo Mezzabarba, Alessandro Cattaneo, Sindaco di Pavia, ha presentato la nuova giunta comunale con le relative deleghe affidate agli assessori.

Il Sindaco ha mantenuto le deleghe alla Polizia Locale, alla Comunicazione, al Bilancio ed alla sicurezza.

La Giunta Comunale

Gian Marco Centinaio [2] Vicesindaco
Assessore al Turismo e Cultura, Promozione della città, Marketing territoriale

Piero Sandro Assanelli[1]
Assessore ai Servizi Sociali, Volontariato, Politiche dell’immigrazione,
Politiche per la famiglia

Antonio Bobbio Pallavicini [4]
Assessore alla Mobilità, Trasporti, Sicurezza stradale, Sport

Rodolfo Faldini [3]
Assessore all’Istruzione, Politiche giovanili, Formazione professionale,
Economato e mense scolastiche

Fabrizio Fracassi [2]
Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata, Politiche Energetiche,
Politiche Economiche, Protezione Civile, Politiche Agricole e Forestali

Luigi Greco[1]
Assessore ai Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica, Arredo e decoro urbano, Patrimonio e Demanio, Politiche per la casa

Cristina Niutta [1]
Assessore al Personale, Formazione e sviluppo risorse umane,
Rapporti con ASM Pavia e società partecipate, Pari Opportunità

Pietro Trivi [1]
Assessore alle Politiche del Commercio, Artigianato, Attività Produttive, Semplificazione amministrativa e Innovazione tecnologica

Massimo Valdati [5]
Assessore all’Ambiente, Sviluppo sostenibile, Sanità,
Partecipazione e decentramento

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Lista Civica a 5 Stelle: una rete di cittadini per i cittadini

I candidati della Lista Civica “Cittadini in Comune” hanno potuto condividere una preziosa esperienza di dialogo con la città per un progetto politico nuovo, fuori dalla logica dei partiti. Esaurita l’esperienza elettorale di Cittadini in Comune, molti fra i candidati e sostenitori della Lista hanno deciso di continuare l’impegno di attivismo civico e democratico creando una rete di cittadini per i cittadini, forti della fiducia che in tanti hanno loro dimostrato.
Per questo abbiamo deciso di dare vita a una Lista Civica a 5 Stelle permanente per Pavia. Una realtà che si impegnerà giorno per giorno nella città, mediante progetti concreti sui temi che contraddistinguono la rete nazionale di Liste Civiche a 5 Stelle.
Le 5 stelle sono altrettanti nodi essenziali per il futuro di Pavia: ambiente, energia, sviluppo, mobilità, acqua come bene comune. Temi così importanti e vitali non possono essere affrontati con logica settaria, né tantomeno essere ignorati. Eppure accadrà proprio questo se i cittadini non faranno sentire la propria voce, richiamando le istituzioni alla responsabilità verso il bene comune.
Non intendiamo dar vita a un gruppo chiuso, bensì offrire ai singoli cittadini e alle associazioni un punto di aggregazione e di riferimento per realizzare progetti che migliorino la qualità della nostra vita, al contempo vigilando sul consiglio comunale affinchè il bene comune non venga dimenticato.
Troppo spesso le istanze della cittadinanza, finite le elezioni, rimangono inascoltate proprio presso quei partiti che hanno abdicato al ruolo di rappresentanza per perseguire logiche di interesse.
Nei prossimi mesi saranno affrontate questioni cruciali per Pavia: l’acqua verrà privatizzata o rimarrà un bene comune? Che ne sarà dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara? Che risposta verrà data all’emergenza lavoro? In che modo verranno utilizzati i fondi dell’Expo 2015? Come si esprimerà il Comune sul nucleare, visto che proprio la nostra provincia, nei documenti allo studio del Ministero degli Interni, è indicata come possibile sede di una centrale?
I partiti non chiederanno il parere della città. Spetterà a noi cittadini far sentire la nostra voce. La Lista a 5 Stelle non starà a guardare: si farà attiva promotrice di progetti, istanze e informazione libera per Pavia. Una vera rete di cittadini al servizio dei cittadini.

Lista Civica a 5 Stelle per Pavia

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Grazie

Grazie a tutti gli elettori e le elettrici che ci hanno dato la loro fiducia!
Pur mancando l’obiettivo dell’ingresso nel Consiglio Comunale, abbiamo raccolto un grande risultato: siamo, fra quelle al di fuori degli schieramenti, la Lista Civica con il maggiore consenso. Con decisione e costanza, faremo sentire la voce di chi non si sente più rappresentato dalla partitocrazia.
A livello nazionale le Liste Civiche a 5 Stelle hanno riscosso un eclatante successo, entrando in più di 30 Comuni. La nostra rete di cittadini informati ha sostenuto con successo la candidatura al Parlamento Europeo di Luigi de Magistris e di Sonia Alfano, come indipendenti all’interno dell’Italia dei Valori. Qualcosa sta cambiando. Anche a Pavia.
Sappiamo che i nostri elettori ed elettrici sono cittadini consapevoli e attenti: il nostro lavoro sarà in primo luogo mantenere, giorno per giorno, la vostra fiducia, portando avanti istanze e progetti per la difesa e la promozione dei diritti e dei beni comuni. Attenendoci all’impegno che con voi, e con Pavia, abbiamo preso: essere una rete di cittadini per i cittadini.
Cittadini in Comune

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“… senza aspettare che ti dia ricchezze”

di Irene Campari

Dalla elezione della Giunta Capitelli sono trascorsi quattro anni. Dalla sua caduta cinque mesi. Quattro anni passati a cercar di rendermi conto di come Pavia fosse in realtà e di quale qualità fosse la classe politica che l’aveva governata e portata ad essere “insoddistatta di sé”. E’ una città in cui si vive bene…, ma. Togliere quel “ma” non è impossibile. Lo si può fare con l’impegno, con le idee che si confrontano e anche confliggono, cogliendo le opportunità che si è sempre e volutamente lasciata sfuggire. Da tempo Pavia è  un’immagine polarizzata su due eccellenze: Policlinico e Università. Mai che qualcuno s inoltri a considerate un’eccellenza la sua cittadinanza, come lo specchio in cui guardarsi e dichiararsi con umiltà non all’altezza del compito di rappresentarla. Tutt’al più sarebbe rimasto, da parte della classe politica, lo specchiarsi opaco nelle stereotipate eccellenze. Specchiarsi che è stato negli ultimi anni più un’abdicazione dell’amministrazione civile. E da abdicazione in abdicazione, le due città che convivono e che mai si incontrano sono diventare l’una all’altra aliene. La città che subisce e che deve accontentarsi e quella che decide e che non si accontenta mai.

Se città delle eccellenze può essere, che sia anche per la qualità delle relazioni umane, per il senso di reciprocità e il riconoscimento – e il rispetto – dell’Altro, per la saggezza con la quale gestiamo – umilmente – l’ambiente e con esso il nostro essere consumisti senza scampo in un mondo in cui la maggior parte della popolazione semplicemente non ha scampo, per l’attenzione profonda e la partecipazione al destino dei lavoratori e alla sempre più sottile barriera che li separa dall’arbitrarietà di chi vuol il profitto senza altrui garanzie, per la saldezza morale e il convincimento con i quali vorremo ricostruire opportunità di lavoro che abbiano un senso per la vita e per i luoghi, per la sapienza con la quale conserviamo il nostro patrimonio monumentale e artistico per la ricchezza interiore dei nostri figli, per la protezione della memoria storica e culturale salvaguadandola dagli imbonitori di ogni risma, per la lealtà con la quale affrontiamo chi ha smesso di capirci poichè le strade si sono divise e per la nonviolenza con la quale facciamo argine ai conflitti grandi e piccoli, per la nobiltà con la quale educhiamo i nostri ragazzi e li preserviamo dalle false simbologie, dai miti inappaganti e dal linguaggio della trivialità, per l’onestà con la quale viviamo gli spazi pubblici consegnatici da generazioni di maestranze e cittadini attenti con nel cuore l’amore inconfessato per il luogo in cui avevano interamente vissuto le loro esistenze, per la dignità con la quale sapremo dimostrare di vedere oltre il nostro particolare poichè la somma dei particolari non fa una comunità, per come sapremo osare nell’informare liberamente e nell’essere informati e rispettare la libertà d’espressione, per il senso di giustizia con il quale sapremo far argire alle discriminazioni di genere che sempre più sono associate al censo, per la limpidezza con la quale la politica si rivolgerà ai cittadini riconsegnando loro – intatto – il senso dell’interesse pubblico e quello dei beni comuni senza prezzo, per la pazienza con la quale sapremo costruirci un luogo in cui la sensazione di una maggior equità sociale sia dovuta ai fatti e alle evidenze, un luogo in cui reciprocamente sapremo darci quella sicurezza che annaspa tra paure lambite e percepite nell’eterna paura che il potere ha della consapevolezza diffusa.

Ringrazio tutti i Candidati Sindaci con i quali lealmente mi sono confrontata in questi due mesi. Ringrazio i Candidati Consiglieri della Lista civica che mi sostiene, i quali hanno deciso di condividere il cammino con chi nulla in cambio ha promesso loro se non la richiesta di ulteriore impegno civile per il futuro, e auguro loro di saper tener duro e sempre alta la testa, guidati dal principio: forti con i forti e deboli con i deboli. Ringrazio chi palesemente o anonimamente mi ha incoraggiata e chi, cortesemente, ha speso un po’ del proprio tempo ascoltando ciò che anch’io avevo da dire. Ringrazio anche la stampa locale per il lavoro svolto in campagna elettorale.

“La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze”.

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L’atrofia etica

L'immagine “http://www.rinnovareleistituzioni.it/img/platone-aristoteles%5B1%5D.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. di Irene Campari

[Testo scritto come postfazione al libro-dossier Festival dei saperi 2006 "Fuochi sulla città" e più che mai attuale alla vigilia delle elezioni amministrative]

“Dispongo di più colori di un camaleonte,
posso cambiar forma come Proteo se mi conviene,
e far scuola al micidiale Machiavelli.”
W. Shakespeare, Enrico VI, Parte III, atto II

“Su ogni gioia per soffocarla
ho fatto il balzo sordo della bestia feroce”
A. Rimbaud, Una stagione all’inferno

“Chiuderò tutti i giornali di Bananas”
Il Dittatore dello stato libero di Bananas


1. L’arte di non essere governati

“L’arte di non essere governati” è il titolo di un saggio di Ekkehart Krippendorf. I temi sono la politica etica e i suoi fondamenti storici. Gli esempi e i modelli proposti vanno dal pensiero dei drammaturghi ateniesi dell’età classica, fino all’azione nonviolenta di Gandhi. La politica etica si contrappone alla realpolitik, imperante nelle formazioni politiche ben prima della costituzione degli stati nazionali, teorizzata da Niccolò Machiavelli. La politica etica si prefigge di sostituire la violenza, principale strumento della realpolitik, con il principio della “libertà dalla violenza” a tutti i livelli delle relazioni sociali e istituzionali. La violenza e le sue manifestazioni sono state il principale carattere costituente dello stato moderno, fino agli esiti totalitari del Novecento.
La politica etica fa leva sul senso morale che, fin dalla Grecia classica, aveva costituito la particella elementare della comunità democratica. Si può dare la miglior legge, la più efficiente giustizia, ma se il senso morale è muto dentro di noi, legge e giustizia non radicano. I grandi statuti etici, che siano fondati sulla trascendenza, o su di una profonda consapevolezza dell’esistenza, non parlano alla Legge, ma all’essenza degli individui, al loro senso morale. E’ questo che impedisce il crimine e la dinonestà; la legge potrà solo punire.

La responsabilità personale e in primo luogo il sentirsi responsabili è senso morale; in politica si traduce nel poter risalire sempre al nome e cognome di chi prende decisioni, perchè qualcuno che prende la decisione c’è, e non è mai un soggetto evanescente, come invece la dimensione esclusivamente partitica della politica ci ha indotto a credere. E’ tuttavia diventato demodé parlare di etica e senso morale in politica, anche a sinistra. Si inciampa nel silenzio, che cela, a vantaggio di una interpretazione benevola, il disorientamento. Solo un outsider può parlarne; outsider che deve rimanere tale per conservare l’autorevolezza necessaria per sopportare quel silenzio. Un outsider è un pària, come lo definirebbe Hannah Arendt , e non è mai stato ben tollerato.
Il pària è scomodo poichè ci mette di fronte a questioni serie, costringendoci a guardarle in faccia. Situazioni serie che in genere non sono accolte con simpatia. Da qui anche lo scarso consenso che i pària ottengono, pur a fronte di ciò che riescono ad acquisire nell’interesse di molti. Questi molti non sfuggono però alla regola secondo cui la leggerezza è più gradevolmente accettata rispetto alla resposabilità, e i pària ci offrono anche, in trasparenza, la concretezza tangibile di un senso di responsabilità al quale non si è mai stati molto avezzi. Prosegui la lettura…

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Risposta sintetica ad Armando Barone

Oggi, 4 giugno 2009, Armando Barone di Insieme per Pavia mi ha inviato una lettera aperta, alla quale ho inoltrato pronta risposta. Nel post precedente si fa cenno al fatto che rispondo solo alla mia coscienza, ed è proprio questa libertà che mi arrogherò sempre e comunque, davanti a chiunque, come un diritto-dovere della principale forma di rispetto verso i cittadini.

Caro Armando Barone,

ti ringrazio della lettera, tuttavia non ho bisogno di alcun richiamo ad alcunché a due giorni dalle elezioni e dopo due mesi di campagna elettorale con un vostro candidato sindaco a me opposto. Ho avuto modo di scrivere direttamente a Paolo Ferloni lunedì scorso ciò che penso. So perfettamente cosa fare, com’è sempre stato, e cosa farò, e così anche i candidati della mia lista.  Se dici di esserti accorto ora che si sta costruendo il blocco della sinistra (quale?), io invece mi sono accorta di come questo blocco potenziale sia evaporato quattro mesi fa, il giorno dopo l’aver cacciato la Giunta Capitelli e sono cominciati, invece dei riconoscimenti reciproci, i conticini della serva elettorale.  La ninna nanna di come sarebbe bello se … non mi fa più quel grande effetto e la trovo un tentativo di ritagliarsi un ruolo in vista del ballottaggio da parte di Insieme per Pavia. Noi siamo indipendenti e autonomi e le nostre scelte le faremo nel quadro di questi valori. Preferisco l’impegno vero e autentico – dentro e fuori le istituzioni, senza mezze misure né infantili e anacronistiche volontà egemoni – alla propaganda elettorale che per me con oggi finisce. Vedremo chi su quel cammino – lungo – si farà trovare onestamente pronto.

Buone elezioni.
Irene Campari
, Candidata Sindaco “Cittadini in Comune”

La teoria degli insiemi e la Casa del Popolo

Lettera aperta a Irene Campari e Pablo Genova
da Pavia, Armando Barone

Se ci figurassimo il Circolo Pasolini, la sinistra anticapitalista e Insieme per Pavia come tre insiemi di persone e idee per la città, quante e quali sarebbero le intersezioni di questi tre insiemi? Lavoro, Case Popolari, cultura dell’antirazzismo. Pace. Sostegno alle fasce deboli. Ambiente. Merci a km zero. Niente cemento, niente ipermercati. Divertimento giovanile. Cultura e musei. L’acqua come bene pubblico.
Leggo i programmi di Prc e Pdci, gli articoli di Irene. Poi rileggo il nostro, e mi accorgo che stiamo parlando lo stesso linguaggio. Tre lingue che la babele elettorale distingue e separa, fedele alle rispettive originalità, eppure così familiari l’una all’altra, così contigue, come lingue che si contaminano a forza di prestiti nella piccola Europa.
Lunedì sorrideremo e ci incazzeremo con in mano le stampe del sito della Prefettura, ma guardando un po’ più in là, a quello che verrà poi, viene il dubbio: non è che, senza accorgercene, stiamo costruendo quel blocco a sinistra, aperto e plurale, di cui da anni si cercano le tracce? Non sarebbe un esperimento interessante, dopo le Elezioni, provare a lavorare sulle nostre intersezioni?
Tempo fa mi trovai a discutere via blog con Paolo Ferrero di sedi ‘attive’. Ossia: utilizzare sedi e circoli di partito con ruoli di servizio, ricostruendo il rapporto con il territorio. Come avere una casa del popolo in ogni città o magari in ogni quartiere, con assistenza legale gratuita o a rimborso spese, accoglienza immigrati, ufficio coordinamento dei csv, sportello gas e km zero. E una potente opera di contro informazione e libera cultura.
Fare politica in questo modo non sarebbe più utile, lungimirante, persino più gratificante?
Paolo Ferloni, nell’ intervista ‘embedded’ che abbiamo pubblicato di recente sul nostro blog, ha invocato l’abolizione delle etichette. Diceva: occorre sapere chi siamo, e cosa non siamo. Nel suo profilo mi ci sono riconosciuto. E per uno come me, che si è sempre riconosciuto nell’idea comunista ancora da costruire, figlia e nipote della Resistenza, interessata alla decrescita, viva nell’eco di Puerto Alegre, non è parso neanche innaturale.
Due partiti uniti in un processo di rinnovamento, il circolo politico e culturale, la lista civica di sinistra: se le rispettive storie possono dividere, l’agire politico può unire. E dove c’è agire politico, c’è rappresentanza. Democrazia, come si usa dire, ‘dal basso’.
Posso anche sbagliarmi, ma c’è un futuro, qui, da qualche parte.
Interessa?

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Una rete di cittadini per i cittadini

social-network
Paolo Catona, Cesare Del Frate

Ci dicono che siamo il “partito” della Rete. Si, ma non della rete come feticcio tecnologico, bensì come metafora di un modo di fare politica orizzontale e partecipato. Una tela fatta di tanti nodi quanti sono gli uomini e le donne che hanno voluto condividere tempo, idee ed impegno. Fatta di fili che sono le relazioni con i concittadini che hanno parlato con noi, incoraggiandoci e raccontandoci la città che vorrebbero al posto di quella che non vogliono più.
I cittadini devono diventare “watch dogs”, termine un tempo usato per descrivere i giornalisti, cioè “guardiani” della politica, e quindi del bene comune. Non più spettatori ma protagonisti. Che, quando è il caso, sappiano anche ben mordere qualche polpaccio!
Da questo spirito nasce “Cittadini in Comune”, Lista Civica a 5 stelle, cioè sostenuta dal blog di Beppe Grillo, il cui motto è “fuori dai partiti, dentro la città”. Siamo cittadini e cittadine che si sono messi insieme, senza capi. Ognuno di noi conta per sè, e proprio per questo può contare su tutti gli altri. Abbiamo scelto Irene Campari come candidato sindaco perchè risponde solo alla sua coscienza. Siamo alleati con più di 70 Liste Civiche a 5 stelle che in tutta Italia si presentano per un rinnovamento.
Alcuni ci chiedono se Grillo è il nostro capo. Domanda che ha poco senso, visto che siamo una rete e non un partito. Grillo è il megafono per le nostre battaglie per il lavoro, per un’economia verde, contro la corruzione e contro la mafia. E, perchè no, un megafono che ci anima di ironia!
Il nostro programma è frutto di un lungo lavoro svolto da una rete di cittadini, attivisti e studiosi italiani e stranieri. Idee nate da una collaborazione orizzontale ed esperta, un progetto “open source” e dinamico. Per questi motivi è un programma all’avanguardia sui temi dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale, della difesa dei beni comuni, delle politiche del lavoro. E’ la nostra unica forza: non possediamo giornali o televisioni, ma abbiamo idee e progetti. E le buone idee sono contagiose!
Per più di un anno siamo andati a tutte le riunioni del Consiglio Comunale, per ricordare ai nostri politici che i loro referenti sono i cittadini. Glielo abbiamo ricordato con la nostra presenza ostinata e costante. Parlando con loro, senza ottenere risposte. Abituati come sono a decidere nelle segrete stanze, li abbiamo spiazzati: lo si vedeva dal loro imbarazzo. Ora è giunto il momento che la politica la facciano direttamente i cittadini per i cittadini.
Il nostro primo impegno, e garanzia di tutti i nostri progetti, è la trasparenza. Se gli elettori ci daranno la forza per farlo, renderemo il Comune una casa di vetro trasparente. E non sono vuote parole: filmeremo tutte le sedute del Consiglio, mettendole a disposizione su youtube. Renderemo conto del nostro operato sul blog Cittadiniincomune, affinchè tutti possano controllare e verificare. Proporremo di istituire degli auditor esterni, come fanno le aziende e anche molti comuni in Canada e negli USA, cioè degli esperti indipendenti che certifichino i bilanci comunali per evitare sprechi e corruzione. Metteremo le nuove tecnologie al servizio di un’informazione libera e consapevole fra Pavia e il Comune. E, soprattutto, metteremo noi stessi al servizio della città, cittadini per i cittadini.

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Un impegno per la città

La Lista Civica a 5 stelle “Cittadini in Comune” è animata da cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco. Constatiamo che i partiti hanno perso la bussola: invece di perseguire il bene comune, guardano solo all’interesse di certi gruppi. Perciò non ci accontentiamo più di chiedere una politica per i cittadini, vogliamo una politica fatta dai cittadini.
“Cittadini in Comune” è una Lista civica alleata con oltre 70 altre Liste Civiche a 5 stelle in tutta Italia, tutte promosse e sostenute dal blog di Beppe Grillo: con loro condividiamo la volontà di un rinnovamento e di una rigenerazione della moralità della vita pubblica.
La nostra è una politica di alleanze: un progetto a rete aperto alla collaborazione di singoli e di associazioni. Di tutti coloro, cioè, che non si riconoscono più nell’organizzazione piramidale ed autoreferenziale dei partiti, e che cercano rapporti orizzontali e trasversali per promuovere la difesa e la valorizzazione dei beni comuni e dei diritti.
Proprio per questo ci ha amaramente stupito l’attacco che il portavoce della Lista Civica “Insieme per Pavia” ha portato alla nostra iniziativa sulle pagine di un quotidiano locale. “Insieme per Pavia” vorrebbe essere, come la nostra, una Lista fatta dai cittadini per i cittadini, ma si lascia invece andare a strategie elettorali da vecchia partitocrazia. L’accusa che Giovannetti ci muove, di avallare più o meno implicitamente ideologie razziste, non è degna di risposta. Nel nostro programma l’antirazzismo è scritto a chiare lettere, così come la denuncia delle politiche xenofobe messe in atto dalla passata Amministrazione. Non accettiamo che nessuno metta in dubbio questi punti, per noi fermi e irrinunciabili. Per quanto invece riguarda i toni ingiuriosi ed i termini offensivi utilizzati da Giovanni Giovannetti, preferiamo semplicemente sorvolare.
Ci chiediamo a questo punto se le idee espresse da Giovannetti siano o meno rappresentative della posizione del candidato sindaco Ferloni, della Lista Civica “Insieme per Pavia” e della Lista “Sinistra Democratica”. Leggendo la lettera aperta di Armando Barone a Irene Campari, che pur apprezziamo, ci sembra regni una certa confusione. Pavia si merita Liste Civiche che perseguano la difesa dei beni comuni e dei diritti, senza scadere in contrapposizioni ideologiche a caccia di visibilità.
Il nostro motto è “fuori dai partiti, dentro la città”: a questo ci atteniamo impegnandoci nella direzione di una politica dei cittadini per i cittadini.

Cittadini in Comune

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La sicurezza di cui abbiamo bisogno

solidarity
Non c’è sicurezza senza equità e solidarietà. Oggi che in Italia, che a Pavia, si costruisce ad arte il parafulmine dell’immigrato o dell’apolide per scaricare le ansie sociali, noi diciamo con forza che vogliamo la vera sicurezza: quella del lavoro, della salute, del risparmio, della giustizia.
La precarietà erode la dignità del lavoro e ostacola la capacità di progettare, di guardare al futuro. Certo, il Comune da solo non può invertire una tendenza alla precarizzazione che viene da lontano. Però qualcosa può fare: implementare una rete fra aziende, banche ed enti locali che offra una mappa ed una bussola a chi è in cerca di un impiego o di una riqualificazione delle proprie competenze. Può sorvegliare le convenzioni stipulate fra enti pubblici e cooperative, affinchè i diritti dei lavoratori vengano meglio tutelati. Può stimolare l’insediarsi a Pavia di piccole imprese tecnologiche ed innovative.
Il Sindaco, inoltre, è il primo garante della salute dei cittadini. Ecco perché la nostra Lista punta tanto sulle politiche ecologiche, con un programma all’avanguardia. Gli altri candidati progettano autostrade, inceneritori e, last but not least, persino la privatizzazione dell’acqua. Noi, al contrario, proponiamo Pavia come capitale verde, come città della mobilità intelligente, del risparmio energetico, dei rifiuti zero, della filiera corta, dell’acqua come bene comune. Per una salute servita in tavola, praticata passeggiando o pedalando, respirata per le strade, che sgorga dal rubinetto. Mentre noi portiamo avanti questi temi, i partiti si occupano d’altro. Il PD a Pavia ha rincorso la destra nelle peggiori politiche razziste. Non pago, si è messo a sparare ordinanze prive di qualsivoglia buonsenso. Cattaneo invece parla di sussidiarietà: a chi gli chiede cosa intenda cita le mense del povero. Forse allora meglio farebbe a parlare di elemosina, perchè questa è l’unica sua risposta all’insicurezza del lavoro. Per non dire dei vaneggiamenti sulla valorizzazione del ruolo della polizia, proprio nel momento in cui i suoi compagni di partito al governo lasciano le volanti senza benzina, allungano i tempi dei processi e compromettono il buon funzionamento dell’apparato giudiziario.
Per avere sicurezza, dobbiamo abbandonare le false retoriche per affrontare le questioni reali. Cittadini in Comune sulla sicurezza parla schietto: il nostro lessico è fatto di parole come lavoro, salute, equità.

Cesare Del Frate