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Archivio per novembre 2009

VI ASPETTIAMO IN VIALE MATTEOTTI: PROSEGUE LA RACCOLTA FIRME PER L’ACQUA PUBBLICA

28 novembre 2009 annaventurini Nessun commento

Continua la raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua!

Vi aspettiamo oggi al gazebo della Lista Civica 5 Stelle Pavia in Via Matteotti, ang. Piazza Petrarca (zona mercato) dalle ore 11 alle ore 17.

Nonostante la sospensione del bando di gara dell’ATO, non abbassiamo la guardia sul tema e facciamoci trovare pronti!

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BENI CONFISCATI ALLA MAFIA…QUANDO LO STATO TRADISCE LA VOLONTA’ POPOLARE

28 novembre 2009 annaventurini 1 commento

“La mafia restitusce il maltolto”. Con questo slogan la rete di associazioni contro le mafie LIBERA inaugurò nel 1995 una petizione popolare per sostenere il disegno di legge firmato da Giuseppe Di Lello, già componente del famoso pool antimafia palermitano. Il disegno di legge chiedeva la riforma della normativa vigente sul tema della confisca dei beni alle organizzazioni mafiose. Le firme raccolte – 1 milione – e la partecipazione promossa nella società civile contribuì all’emanazione della L. 109/1996.

La novità assoluta della legge riguardava la destinazione dei beni immobili confiscati alle mafie: essi infatti possono essere mantenuti al patrimonio dello Stato oppure trasferiti al patrimonio del comune dove l’immobile è situato per finalità istituzionali o sociali.

Il valore materiale e simbolico della legge 109 è più che evidente. Oltre a restituire materialmente allo Stato il “maltolto”, la trasformazione dell’immobile per fini istutizionali-sociali incarna e rende visibile il potere dello Stato sulle mafie, contribuisce alla riconquista del territorio, diventa simbolo di una cultura centrata sulla legalità e sulla partecipazione.

In Finanziaria è stato introdotto un emendamento che prevede la possibilità di vendere i beni confiscati. E’ chiaro il pericolo che potrebbe comportare: quei beni potrebbero tornare in mano alle mafie. Il Ministro Maroni ci tranquillizza. Il principio della vendita vale solo per quei beni che attualmente “non si riescono ad assegnare a fini sociali per una serie di motivi restando a deperire.  Solo in questi casi, che sono eccezionali  con le dovute precauzioni che prendera’ il Prefetto, quei beni potranno essere messi all’asta. Ma certamente sara’ evitato accuratamente che ritornino nelle mani della criminalita’ organizzata come qualcuno paventa”.

Naturalmente, non bastano le sue parole per farci credere nella buona fede dell’emendamento e soprattutto crediamo che in questo modo venga tradita la volontà popolare, che nel 1995 si era espressa chiaramente. 

Sul sito di Libera sono segnalati i posti in cui è possibile firmare contro l’emendamento.

La Casta: anche nei piccoli episodi…

28 novembre 2009 Luis Nessun commento

La Casta, la Casta, la Casta…..siamo alle solite. Il Ministro Bondi trasporta il suo cane su un Eurostar Frecciarossa anche se il regolamento di Trenitalia non lo prevede per quel tipo di treni. Riportiamo la notizia tratta da Il Giornale in quanto giornale della famiglia Berlusconi e quindi sicuramente titolato a riportare la notizia del famiglio Bondi e per conforto e confronto la notizia come riportata dal Corriere della Sera.

A completamento della notizia, segnaliamo che il senatore del PD Roberto Della Seta era stato costretto poco tempo prima su un altro Eurostar Frecciarossa a scendere dal treno in quanto portava con sé un cane. Ha rispettato il regolamento ed è sceso senza segnalare correttamente al ferroviere in servizio che era un parlamentare quindi appartenente alla Casta superiore che ci governa.  Bondi evidentemente riconosciuto dal Personale di Trenitalia quale appartenente alla Casta che ci governa ha avuto invece il privilegio di portare con sé il suo cane.  Per noi semplici cittadini questo non è consentito.  Siamo sudditi della Casta che tutto può. In effetti sembra e forse è un piccolo episodio ma che la dice lunga però….

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BREAKING NEWS: Sospesa la Gara dell’ATO !

Riportiamo qui la notizia tratta dal sito dell’ATO Pavia sulla sospensione della gara per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato.

E’ una notizia positiva che ci conferma sulla giustezza della nostra scelta di contrastare questo iter procedurale.

AVVISO DI SOSPENSIONE

Si comunica che, ai sensi e per gli effetti dell’art XVII del Disciplinare di gara (Capitolato d’oneri) per l’affidamento dell’attività di Erogazione del Servizio Idrico Integrato all’interno del territorio di competenza dell’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Pavia (avviso inviato per la pubblicazione in G.U.C.E. il 20/10/2009), la scrivente Autorità d’Ambito, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 26 novembre 2009, n. 113 e conseguente determinazione dirigenziale del 27 novembre 2009, n. 74, preso atto della sentenza della Corte Costituzionale n. 307/2009 (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana il 25 novembre 2009), ha stabilito di sospendere la procedura di gara indicata in oggetto, sino a nuova determinazione di cui verrà data tempestiva comunicazione.

Aderiamo al No Berlusconi Day

25 novembre 2009 Lista 5 stelle Pavia 1 commento

Il No Berlusconi Day è una manifestazione nata spontaneamente dall’iniziativa di blogger e cittadini, e chiama tutti coloro che trovano inaccettabile essere governati da Berlusconi a scendere in piazza, il 5 Dicembre a Roma. Il MoVimento nazionale delle Liste a 5 Stelle ha aderito all’iniziativa, e così noi della Lista di Pavia. Sabato scorso, quando l’ufficio traffico negò un banchetto agli organizzatori del No B Day, li ospitammo nel nostro banchetto. Siamo stati onorati di ospitare dei cittadini senza tessere di partito che organizzano un così grande evento di democrazia e libertà.

A Berlusconi bisogna dire No. No ad un governo immobile di fronte alla crisi e al dilagare della disoccupazione, no alla privatizzazione dell’acqua, no alle leggi ad personam che, per salvare lui, sfasciano la giustizia. No al razzismo dei respingimenti in mare e del reato di clandestinità. No al ritorno al nucleare, in spregio alla volontà popolare di un referendum.

Berlusconi ha definito un suo ex collaboratore, il mafioso pluriomicida Mangano, “un eroe”: per noi gli “eroi” sono Falcone e Borsellino. L’Italia, oggi, ha bisogno di liberi cittadini pronti a ribellarsi alla corruzione, al malgoverno, ai rapporti torbidi fra mafie e politica. Ha bisogno di cittadini che scendano in piazza per dire No, per esternare la loro indignazione, per difendere la Costituzione, per reclamare che l’Italia si merita il buongoverno. Ci vediamo a Roma, il 5 dicembre, al no Berlusconi Day!

per adesioni: noberlusconidaypavia [@] gmail.com

Ecco il testo dell’appello per il No Berlusconi Day:

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

http://www.noberlusconiday.org

APPELLO ALLA CITTADINANZA E ALLE ISTITUZIONI

24 novembre 2009 redazione 4 commenti

Il razzismo esiste ovunque vivano gli uomini. Il razzismo è nell’uomo. Si è sempre lo straniero di qualcuno. Imparare a vivere insieme, è questo il modo di lottare contro il razzismo.
Bisogna combattere il razzismo perchè il razzista è nello stesso tempo un pericolo per gli altri e una vittima di se stesso. E’ in errore e non lo sa o nn vuole saperlo. Ci vuole coraggio per riconoscere i propri errori. Non è facile ammettere di aver sbagliato e criticare se stessi.
Il razzista è prigioniero delle sue contraddizioni e nn ne vuole venire fuori. Quando uno riesce a uscire dalle sue contraddizioni, va verso la libertà. Ma il razzista nn vuole la libertà. Ne ha paura. Come ha paura della differenza. L’unica sua libertà che ama è quella che gli consente di fare qualsiasi cosa, di giudicare gli altri e di permettersi di disprezzarli x il solo fatto di essere diversi.

L’uomo non può amare assolutamente tutti quanti, ed è talvolta obbligato a vivere con gente che non ha scelto. Potrà vivere l’inferno e trovare in quella gente mille difetti. E ciò lo avvicinerà al razzismo. Poichè il razzismo giustifica le sue repulsioni con le caratteristiche fisiche. Ecco cosa dice il razzista: “poco importa di conoscere i pregi e i difetti di una persona. Mi basta sapere che fa parte di una determinata comunità per rifiutarla.” Si appoggia alle caratteristiche somatiche per giustificare il suo rifiuto di una persona.

Tahar Ben Jelloun – tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia

rom2

di Cgil Pavia e Unicef Pavia

Il giorno 27 Novembre 2009, per decisione del Comune, il nucleo dei Rom che vive a Fossarmato sarà sgomberato e disperso nella città, stessa sorte per due famiglie di Via San Carlo.

Il Comune si è impegnato a trasferire nella struttura di accoglienza di Via San Carlo alcune delle famiglie di Fossarmato che hanno dimostrato di volersi integrare. Per tutti gli altri, la strada.  Prosegui la lettura…

Petrella sull’acqua

22 novembre 2009 Cesare Del Frate 1 commento

Categorie:Acqua, Ambiente Tag:

L’orrore venuto da un altro mondo: il banchetto firme del sabato mattina

21 novembre 2009 Cesare Del Frate 1 commento

Chtulhu, ovvero lacqua privatizzata

Chtulhu, ovvero l'acqua privatizzata

Oggi mi sono svegliato con l’angoscia nel cuore, sapevo che ad attendermi c’era l’orrore venuto da un altro mondo: il banchetto firme contro la privatizzazione dell’acqua del sabato mattina (parte musica di wagner). Dal sonno, te lo fai eyes wide shut, ma senza orgia finale di consolazione. E zitto.

Bene, lavato e vestito esco pimpante e, con Teresa, porto volantini e tavolino. Siamo in Via Matteotti, davanti a Piazza Petrarca, col gazebo tutto nuovo: ci aspettano gli altri della Lista Civica e i ragazzi del No Berlusconi Day. Che bello! Il vecchio gazebo si era rotto in campagna elettorale, spezzato dal vento dopo che per mezz’ora mi ci ero letteralmente appeso, assieme a un certo Zap, per tenerlo fermo. Da pochi giorni La Russa era emerso da un pentacolo fiammante in Piazza Vittoria per un comizio: mi aspettavo di tutto.

banchetto

Tornando a noi, il banchetto è iniziato male. Ci hanno subito insultati: “Vergognaaaa! Dite solo menzogne, vergognaaa!”. Il banchetto ancora da montare, messi di fiaco al gazebo del PDL, un signore ci aveva scambiati per berlusconiani. Non sia mai, orrore! Tanto più che ospitavamo i ragazzi del No Berlusconi Day, a cui l’ufficio traffico aveva negato un banchetto, guarda un pò. I No Berlusconi/Padrino/Papi/Psicopedonano day stanno organizzando i pullman per andare in massa, il 5 dicembre a Roma, per chiedere le dimissioni di mr. B. Per aderire, contattaeli qui.

Erigiamo il gazebo e son già tronfio: manca solo l’obelisco. Volantino poco, che son terribile a farlo, una statua di sale che tutti dribblano. Bene, mi metto allora a raccogliere le firme, che almeno a scrivere son capace. E raccolgo i folgoranti commenti della gente. Una signora arriva incazzata nera: “Vuol firmare?” “Tre ce ne metto, di firme! Sti mafiosi che ci governano devono andare a casa! Anche l’aria ci privatizzano, vedrete” “Si, governano coi voti della mafia, sono senza vergogna!” (le fa eco il signore che aspetta il suo turno per firmare), “San Silvio, vai a casa! Privatizzano tutto, sti stronzi!” urla un terzo. I decibel esplodono: si gasano a vicenda, sempre più infervorati, le mani a pale d’elicottero. Mi spavento. Poi la tempesta passa.

Di fianco a noi, sul banchetto del PDL, deserto, sta scritto: “Cerchiamo persone che amano l’Italia”. Raccolgono tesseramenti: 20euro e ti danno il santino di Lurch Ghedini da mettere nel portafoglio, e alle donne anche un paio di autoreggenti firmate Littoria Brambilla, serie “Porta a Porta te magno, roarr”.

eccoci qua, insieme ai ragazzi del No B. Day

Eccoci qua, insieme ai ragazzi del No B. Day

I ragazzi del no B. day, a un certo punto, vengono presi a male parole da un raffinato fan berluscoide: “Son berlusconiano, io! Me piaccono i diamanti e i gioielli, no gli straccioni!”. Peccato al banchetto del PDL non l’abbiano sentito: un prepotente ignorante amante dei diné ben si meriterebbe la tessera onoraria del partito del Faraone, al secolo Abelli.

La gente continua ad arrivare: non fai a tempo a dirgli “acqua pubbl…” “Si si, dov’è che firmo?”. I pavesi sono incazzati neri, con l’acqua non si scherza. A un certo punto arriva anche una militante PD. Mentre firma: “Anche il PD è contro la privatizzazione dell’acqua”, “Signora, in realtà il PD è coartefice della privatizzazione, e la sostiene sia a livello provinciale che regionale, con la sola eccezione di alcuni esponenti locali”, “Si, beh, però anche noi ci stiamo mobilitando”, “Ah si, benissimo! Allora iniziate anche voi la raccolta firme?” “No, in realtà abbiamo solo mandato qualche mail. Io firmo qui da voi”.

Anvedi il PD. Io amo il PD, sono così spensierati, perennemente sul pero. Sono adorabili. Sciura Pina ha iniziato una feroce battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, ha spedito la seguente mail alla compagna di lotta Sora Margherita:

“Ciao sora Marghé, volevo dirti che mia cognata Tinuzza mi ha regalato per l’onomastico il ricettario di Suor Germana. Lo devi troppo leggere: compralo qui. Io ho già fatto la bistecca impanata coll’occhio di bue, ripieno di peperonata, contorno di trippa e rifrittura nell’olio del SUV, facilissimo e squisito! Fallo anche tu, è facile con Suor Germana!

TVTTTB Pina

p.s. hai visto che scandalo che vogliono privatizzare l’acqua? Albergati ha detto no no no, un uomo così  ammmmodo, lo trovasse mia figlia uno così, invece di quel bburinazzo che s’è pigliata, Madonna mia!!! Dicevo, Albergati ha fatto no no col ditino e la boccuzza stretta stretta. E poi se privatizzano quanto mi viene a costare la ribollita?

p.s.2 scappo, vado a comprarmi un trasferello delle stimmate di Natuzza Evil!”.

Chi glielo va a dire che la privatizzazione l’hanno iniziata Albergati e i suoi del PDmenoelle? Io non ne avevo il cuore…

Beh, solo alla mattina abbiamo raccolto 140 firme, altrettante nel pomeriggio. Oltre a noi, tantissime associazioni e partiti si stanno opponendo allo scempio della privatizzazione dell’acqua: Legambiente e Cambiamo,  Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica, Insieme per Pavia, i meetup Amici di Beppe Grillo di Voghera e Vigevano e tantissimi altri.

I pavesi lo dicono chiaro e tondo: sulla nostra acqua niente speculazioni!

cesare del frate

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Incostituzionale l’obbligo di separazione fra gestore ed erogatore del S.I.I.

21 novembre 2009 Luis Nessun commento

Luis Alberto Orellana

La corte costituzionale oggi dichiara incostituzionale la legge regionale nr.18 del 18 Agosto 2006 nel suo articolo 4 comma 1, lettera p) dove si definiva: “L’Autorità organizza il servizio idrico integrato a livello di ambito separando obbligatoriamente l’attività di gestione delle reti dall’attività di erogazione dei servizi“.

La consideriamo una conferma della giustezza di chi lotta contro la privatizzazione dell’acqua perché mette in luce le forzature che tale legge regionale aveva introdotto. Temiamo, e ci auguriamo di sbagliarci, però che possa non avere grandi conseguenze pratiche, almeno da un punto di vista legale.

Infatti, ci sembra che questa sentenza di fatto renda inapplicabile (in quanto incostituzionale) una legge regionale che imponeva la obbligatorietà di separazione fra gestione ed erogazione (legge 18 del 2006) del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) ma che è stata nel frattempo modificata dal legislatore sostanzialmente (legge regionale n.1 del 2009) ovvero non imponendo più la separazione obbligatoria. La Corte ha infatti ritenuto di produrre la sentenza attuale in quanto la legge regionale 18 del 2006 dichiarata incostituzionale è stata in vigore da Agosto 2006 a Gennaio 2009 e quindi per le conseguenze che la legge in tale periodo avrebbe prodotto.
In Provincia di Pavia, la separazione viene però a essere una scelta che l’ATO di Pavia ha liberamente fatto non per obbligo dunque ma nell’errata convinzione del beneficio all’utenza.
Infatti dal 29 gennaio 2009 era in vigore la legge n.1 che già eliminava l’obbligo di separazione e l’ATO Pavia ne era ben conscia ma purtroppo nell’assemblea consortile del 27-3-2009 dedicata a discutere proprio le novità introdotte dalla legge regionale nr.1 ha perserverato nella scelta di mantenere la separazione fra gestione ed erogazione e proseguire nel percorso verso la gara.

Ecco qui sotto la parte finale del testo della sentenza della corte costituzionale depositata oggi

(omissis)per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia 18 agosto 2006, n. 18 (Conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale. Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche”);

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 49, comma 4, della legge della Regione Lombardia n. 26 del 2003, come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia n. 18 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere e) e p) della Costituzione, in relazione all’articolo 148, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 novembre 2009.

F.to:

Francesco AMIRANTE, Presidente

Paolo MADDALENA, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 20 novembre 2009.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: DI PAOLA

Eau de Paris, merde d’Italie

19 novembre 2009 Lista 5 stelle Pavia 1 commento

Beppe Grillo

In Italia siamo sempre in leggera controtendenza.
In Francia, a Parigi l’acqua ritornerà pubblica dal primo gennaio 2010. Il sindaco Bertrand Delanoe non ha rinnovato i contratti con le multinazionali Veolia e Suez . L’acqua sarà gestita da un ente pubblico: “Eau de Paris”. Il risparmio per i parigini sarà di almeno 30 milioni di euro all’anno.
In Italia, il non-Parlamento ha trasformato in legge un decreto che rende privata l’acqua pubblica. La legge Ronchi stabilisce che la quota di capitale pubblico delle società che gestiscono l’acqua non sia superiore al 30%.
L’acqua è un diritto naturale dell’uomo. Non un business. Ovunque la gestione dell’acqua sia stata privatizzata, il suo prezzo è aumentato, raddoppiato, triplicato.
Di chi è l’acqua? E’ nostra, dei nostri comuni, delle nostre regioni. E’ la pioggia che cade dal cielo. Le multinazionali e chi ha votato la legge Ronchi possono andare a fanculo. Loro hanno fatto la legge? Lancerò un referendum abrogativo. Il prossimo V-day sarà per l’acqua, per la nostra vita. In primavera, dopo le elezioni. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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E’ morto Marcellino Gavio, Re delle autostrade

16 novembre 2009 Cesare Del Frate 1 commento

L’imprenditore aveva 77 anni TORINO Marcellino Gavio, uno dei maggiori imprenditori italiani in campo autostradale, è morto all’età di 77 anni. Nato a Tortona nel 1932, è stato uno dei protagonisti dell’imprenditoria italiana, in particolare nel settore delle costruzioni delle autostrade. Titolare negli anni ottanta di numerose imprese di costruzioni (Itinera, Italvie, Codelfa, Marcora), grazie al processo di privatizzazione delle autostrade italiane ne rilevò una buona parte, arrivando a controllare un consorzio di undici concessionarie che lo hanno posto il suo gruppo al secondo posto (dopo Autostrade per l’Italia) nel campo degli operatori autostradali in Italia. Negli anni Novanta Gavio si aggiudicò molti appalti per lavori pubblici, dell’entità complessiva di circa mille miliardi di lire. Tramite la holding Argofin, successivamente fusa nella controllante Finstrade, a sua volta assorbita dalla holding di famiglia Aurelia, ha condotto svariate attività finanziarie, rilevando due tra le più importanti imprese di costruzioni italiane: Itinera e Grassetto Lavori di Salvatore Ligresti e acquistando inoltre il 56,52% della Astm autostrada Torino Milano Spa (quotata in Borsa), il 90% della Satap Spa che gestisce l’Autostrada Torino-Piacenza, quote azionarie della Autostrada dei Fiori Spa che gestisce la Autostrada Savona-Ventimiglia e Roma-L’Aquila-Teramo e il 6,25% di Ferrovie Nord. Il gruppo di Gavio, attraverso la Sias (anch’essa quotata in Borsa) vanta il controllo della della «Salt» (Genova-Livorno) e della «Autocisa» (La Spezia-Parma) e l’Autostrada dei Fiori. Come azionista di minoranza, Gavio era presente anche nella società Raccordo Autostradale Valle d’Aosta. Dal febbraio 2007 possedeva una delle quote di controllo dell’azionariato di Impregilo, la più grande società di costruzioni e ingegneria italiana in precedenza controllata da Gemina della famiglia Romiti. Attraverso Impregilo Gavio era entrato nell’operazione per il Ponte sullo Stretto di Messina. L’assetto azionario di Igli (la società che controlla Impregilo con il 29,86%) è ora composto in modo pariterico (33%) da Argofin (gruppo Gavio), Autostrade (Famiglia Benetton) e Immobiliare Lombarda (gruppo Ligresti).

Da La Stampa

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Ai lavoratori dell’ASM di Pavia

16 novembre 2009 Lista 5 stelle Pavia 1 commento

Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare le candidature per la Benemerenza Civica di San Siro. La nostra Lista Civica 5 Stelle di Pavia prova a proporne una speciale….

Chiediamo che la Benemerenza di San Siro sia assegnata ai lavoratori dell’ASM di Pavia come ringraziamento per i decenni di fornitura di acqua pubblica di ottima qualita’, essendo questa al terzo posto come qualita’ in Italia, come ha assicurato nel Consiglio Comunale del 9 novembre u.s. l’assessore Faldini. Questa benemerenza sia di augurio per questi benemeriti lavoratori affinche’ non vadano ad incrementare a breve la purtroppo sempre crescente schiera dei disoccupati di Pavia e provincia. Infatti il bando di gara emesso recentemente dall’ATO Pavia riferito all’erogazione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) non tutela affatto i lavoratori delle varie ASM coinvolte in quanto sottovaluta il piano sul personale che i concorrenti all’aggiudicazione del servizio dovranno presentare. Come altrimenti giudicare il fatto che, assegnando fino a un massimo di 100 punti, la componente della gestione del personale possa valere massimo 10? Dei 6 criteri per scegliere il vincitore della gara quello del piano di gestione dei lavoratori e’ quello che pesa meno: solo il 10% !!!

Questa probabile privatizzazione dell’acqua si fara’ anche sulla pelle di tanti lavoratori e delle loro famiglie.
La benemerenza civica di San Siro sia a loro assegnata quindi quale ringraziamento e quale augurio per il fosco futuro che i politici locali gli hanno confezionato.

Risposta a Franco Osculati

14 novembre 2009 Luis Nessun commento

Proviamo qui a commentare puntualmente all’articolo di Franco Osculati apparso sulla Provincia Pavese di venerdì 13 Novembre 2009.

La sua tesi che pubblico e privato possono essere equivalenti per la gestione del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato)  non ci convince affatto.  Ipotizziamo ad esempio, che entrambi diano la stessa qualità del servizio con gli stessi costi. Fatto 100 questo costo, nel caso del pubblico noi utenti pagheremmo una tariffa che copre il costo 100 del servizio in quanto il pubblico cerca solo il pareggio di bilancio. Nel caso del privato invece noi utenti pagheremmo 110 o 120 o 130 ovvero il costo del servizio più il margine di guadagno che qualsiasi privato ricerca legittimamente.

In corsivo i nostri commenti.

Gestione pubblica o privata? Le regole da rispettare
Battaglia aperta sull’acqua
FRANCO OSCULATI / PAVIA
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La recente decisione di indire la gara per la gestione del servizio idrico integrato, assunta dall’Aato della provincia di Pavia, suscita alcune considerazioni e suggerisce qualche proposta.
Commento: Suggeriamo a Osculati di usare la giusta terminologia. La gara ha come oggetto la ‘erogazione’ del S.I.I. non la ‘gestione’.
La gara, in sede locale, e quanto si sta approvando dal Parlamento nazionale in merito ai servizi pubblici locali, riaccendono il dibattito su pubblico e privato. E’ preferibile la proprietà pubblica del soggetto gestore di tali servizi?
Commento: La proprietà pubblica del gestore del S.I.I. non e’ in discussione in questa gara. A Pavia Acque s.r.l. quale Società Patrimoniale a capitale pubblico le varie ASM della Provincia di Pavia hanno conferito o stanno conferendo la gestione. A gara è stato messo il servizio di erogazione agli utenti.
Forse sì, ma per sostenere la superiorità del pubblico non basta osservare che solo la proprietà pubblica sottrae servizi pubblici importanti, come l’acqua, alla logica del profitto. Anzitutto, perché questa logica non è incompatibile con l’erogazione di buoni servizi.
Commento: Giusta osservazione. La logica del profitto non è antitetica all’erogazione di buoni servizi. E’ altresì vero però che il soggetto privato non gestisce bene sempre e comunque in assoluto (altrimenti le aziende private non fallirebbero mai) ma lo fa per varie ragioni fra cui la più importante è trovarsi in regime di concorrenza. L’affidamento per 10 anni a un unico privato non è buona concorrenza, per usare un eufemismo. Si tratta della creazione di un monopolio.
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Dopo il disastro della privatizzazione, a Parigi l’acqua torna ad essere pubblica

Dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata.

Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle multinazionali francesi Veolia e Suez, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2010 l’intero servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS e che si occuperà di ogni singola fase: dalla captazione delle fonti alla fatturazione. E’ stato calcolato che, grazie alla ri-municipalizzazione, il Comune risparmierà 30 milioni di euro l’anno, che serviranno sia a migliorare la rete idrica, sia a stabilizzare il prezzo di 2,77 euro al metro cubo fino al 2014. Prosegui la lettura…

Categorie:Acqua Tag:

L’acqua è un bene comune: DICIAMO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE!

12 novembre 2009 redazione Nessun commento

NO privatizzazioneCOMUNICATO STAMPA congiunto del 12 novembre 2009 di:

MeetUP Amici di Beppe Grillo di Voghera

MeetUp Amici di Beppe Grillo di Vigevano

Lista Civica a 5 Stelle per Pavia

L’acqua è un bene comune, e tale deve restare. La decisione sconsiderata con cui i sindaci della Provincia di Pavia hanno deciso di aprire alla privatizzazione della gestione del servizio idrico, decisione resa possibile ed incoraggiata da una normativa regionale scriteriata, è un atto grave ed un attentato al bene comune. Per questo chiediamo che i 190 sindaci della Provincia ritornino sui loro passi, e garantiscano la gestione pubblica del servizio idrico.

Si possono citare, tra i casi più eclatanti di privatizzazione inefficiente e costosa per le bollette dei cittadini, quelli di Latina, Arezzo e Aprilia, mentre in positivo Milano e due esempi piemontesi e il Consorzio del Monferrato come gestioni pubbliche efficienti ed oculate. Sono solo alcuni degli esempi che confermano come solo una proprietà pubblica ed un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. Prosegui la lettura…