di Iolanda Nanni (candidato consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle)
Ieri a Pavia è stata una grande serata, come capita sempre più di rado, di questi tempi, in una città che nasconde grandi risorse umane dietro un paravento di politicanti che, questa città, dovrebbero rappresentare ma che invece, sempre più spesso, rappresentano solo gli interessi della casta.
Da una parte la piazza, gremita di persone, alle 20.30 già in trepida attesa dell’arrivo di Beppe Grillo. Cittadini comuni, informati, curiosi, ascoltatori attenti al significato delle parole, alle proposte ai fatti. E non alle chiacchiere. Volevano sapere, non ascoltare vuote parole, false promesse.
Dall’altra, poco distante, in un cinema (l’unico decente rimasto, Pavia spogliata ormai anche dalle sue sale cinematografiche) c’era Formigoni, un arrivo contrassegnato da autoblù, bodyguards, in uno spazio ben circoscritto per un comizio a circuito chiuso, per adepti della casta, gli spartitori della torta, quelli che se la cantano e se la bevono allegramente fra di loro, cui piace autoesaltarsi per imprese che non hanno compiuto, promesse che non hanno mantenuto, garanzie al cittadino che non hanno dato.
Sulla pelle nostra e dei nostri figli. Tanto a loro che importa? Loro non vedranno il FUTURO, i nostri figli invece sì.
Da un parte Beppe Grillo, arrivato in piazza con una panda a metano, accompagnato da uno di noi (i cittadini), Beppe che si fa largo fra gli abbracci della folla: il pensionato, lo studente, la casalinga, il papà separato coi bambini, l’operaio, l’ingegnere, il precario, l’architetto, l’impiegato pubblico, il disoccupato. Beppe che sale sul palco e – per prima cosa – chiede subito di togliere le transenne, abbatte il distacco con la gente, si unisce in un unico abbraccio a tutti noi.
Dall’altra, c’è sempre Forminchioni (come Beppe ama chiamarlo simpaticamente), quel Forminchioni che da vestale della casta, le barriere non le abbatte ma le crea, con i suoi bodyguard auto-auricolati, i suoi compagni di merende, quelli che fanno affari d’oro alle spalle del cittadino e parlano da un pulpito a debita distanza dalla gente, stringendo pro-forma qualche mano (con l’amuchina nascosta nella tasca del doppio petto).
Da una parte Beppe parla di programmi concreti, nel modo in cui sa comunicare, facendo ridere e riflettere la gente al tempo stesso, inondandola di idee, progetti sulle energie rinnovabili, sul recupero del patrimonio edilizio, sulla proposta di eliminare i finanziamenti pubblici ai giornali (milioni di euro) e reinvestire quel mare di soldi nella scuola, negli ospedali pubblici, nel lavoro.
Dall’altra, Forminchioni che propone cementificazione edulcorata da finti piani di sviluppo, Expo 2015 e realtà antistoriche che fruttano altri soldi alla casta, autostrada Broni-Mortara (scempio del nostro territorio) e poi dulcis in fundo si tira fuori dalle sue responsabilità in campo di mobilità pendolare, dichiarando che in fondo in Lombardia abbiamo treni puliti, più puntuali, più efficienti, tanto che il tasso di pendolarismo è aumentato. Ovvio, logico, consequenziale.
Peccato per un piccolo dettaglio, caro Forminchioni, che il trasporto pendolare in Lombardia fa acqua da tutte le parti, da ogni prospettiva. Dove sono questi treni? Io viaggio da 13 anni su treni sporchi, carrozze insufficienti, carri bestiame, con porte e riscaldamento guasti, finestrini bloccati, ritardi incalcolabili. Prezioso tempo della mia vita buttato sui treni… E se i pendolari aumentano, non è per gli eccelsi servigi offerti da Trenitalia, ma perché le possibilità occupazionali sul nostro territorio rasentano lo ZERO assoluto.
Caro Forminchioni, ma Lei su che pianeta vive? O forse non ha mai viaggiato su treni pendolari, già le autoblù stipendiate da noi contribuenti danno altri servigi, fanno perdere la percezione reale del quotidiano sforzo di cui si sobbarcano tutti i giorni migliaia di studenti e lavoratori che sono costretti a viaggiare per lavorare o per studiare, non per divertirsi o per fare i Forminchioni-tour, capisce?
Oltre ad appellarmi ai cittadini, ancora una volta, dicendovi da candidata del MoVimento 5 Stelle che possiamo mandare a casa tutti questi pseudo-politici rampanti e incompetenti, a Lei, caro Forminchioni, rivolgo una nota frase di Totò: “Ma mi faccia il piacere…”
Allego testo intervista rilasciata a La Provincia Pavese oggi 24 marzo, leggete attentamente:
Domanda a Formigoni: La provincia di Pavia chiede infrastrutture e servizi per chi viaggia: quali sono i progetti?
Risposta di Formigoni: «I progetti per le grandi opere sono partiti, nella prossima legislatura si completerano. L’autostrada regionale Broni-Mortara, ad esempio, che si farà in pochi anni. Quanto ai problemi dei pendolari, mi sono messo in gioco personalmente quando avrei potuto scaricare tutto sulle inefficienze delle ferrovie di Stato. Invece abbiamo ottenuto più treni, più pulizia, più puntualità. E i pendolari hanno gradito, tanto che sono aumentati da 520mila a 600mila».
Commenti recenti