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Archivio per luglio 2010

Scipero dei treni il 25 e 26 Settembre…….BUFFONI…!!!!!!!!

Giulio Andreotti, arrivato alla quinta reincarnazione (purtroppo per lui nello stesso corpo), ha detto un tempo: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”. Quando ho comunicato la data di Woodstock 5 Stelle sentivo una vocina interna che mi avvertiva sui boicottaggi che in Italia assumono spesso la veste delle coincidenze a orologeria. Non mi sono quindi per nulla sorpreso quando ho saputo che con DUE MESI DI ANTICIPO i sindacati delle Ferrovie dello Stato hanno annunciato uno sciopero di 24 ORE che coincide perfettamente, con potenza sindacale geometrica, con l’inizio e la fine di Woodstock 5 Stelle: dal sabato sera di 25 settembre a domenica sera del 26. Invito fin d’ora macchinisti, controllori, capitreno e hostess, che saranno liberi durante il fine settimana da impegni lavorativi, a partecipare alla manifestazione di Cesena. Io ho sempre amato i treni e nell’incontro si discuterà, tra una band e l’altra, anche del futuro dei trasporti.
Sono sereno come un monaco tibetano prima dell’avvento del maoismo. Attendo a piè fermo lo sciopero di ogni servizio di pubblica utilità per fine settembre, anche la paralisi completa del Paese. E’ un periodo in cui mi interrogo spesso sulle questioni della vita, il rovello che mi attanaglia oggi è: “A chi rispondono i sindacati? A D’Alema o a Bersani?”.Arrivare a Cesena sarà un’impresa, un percorso a ostacoli, le proveranno tutte. Venite a piedi, in bicicletta, in camper, in roulotte, in pullman organizzati dai Meet Up, in car pooling, in moto, a cavallo. Tutte le strade portano a Cesena il 25 e il 26 settembre 2010. Trenta gruppi e musicisti hanno già aderito e nei prossimi giorni li presenterò uno per uno. Si inizierà il sabato sera, sarà una due giorni di musica e futuro. Si discuterà di politica e non di politici. “Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva, e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva” Francesco Guccini. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
“settore FERROVIARIO: PERSONALE DI MACCHINA E DI BORDO SOC. TRENITALIA
modalita: 24 ORE: DALLE 21.00 DEL 25/9 ALLE 21.00 DEL 26/9″
Chi volesse chiedere informazioni sullo sciopero può inviare una mail a: relazionisindacali@mit.gov.it

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Il Giornale: Anche Grillo chiede i soldi allo Stato……FALSO!!!!!

28 luglio 2010 redazione Nessun commento

Il Giornale di ieri ha pubblicato un articolo con scritto: Anche Beppe Grillo chiede i soldi allo Stato……!!!!!! E’ una notizia TOTALMENTE FALSA E DIFFAMATORIA. Come tutti sanno abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali. Abbiamo voluto postare questo articolo e video non perchè dobbiamo discolparci da qualcosa o verso qualcuno, ma per farvi vedere come certa gentaglia gestisce l’editoria italiana. I quotidiani italiani avrebbero dovuto titolare: il Movimento 5 stelle unica forza politica a rifiutare la refurtiva elettorale ed a tagliarsi i grassi stipendi della politica. Ma allora non saremmo 72esimi nella classifica internazionale come libertà d’informazione. SMETTETE DI LEGGERE I GIORNALI INFORMATEVI DA SOLI IN RETE……...

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Woodstock 5 stelle il 26 Settembre a Cesena

Allora si fa!
Woodstock 5 Stelle si terrà a Cesena il 26 settembre. E’ colpa vostra! Mi avete messo con le spalle al muro con i vostri 3800 commenti e migliaia di email. Non ci si comporta così. A una richiesta di aiuto fatta in un momento depressivo dovuto all’avvicinarsi del mio 59simo compleanno (lo so ne dimostro meno e ne ho di più, 59 è un numero di compromesso) non si risponde con tanto entusiasmo. Ci godete a farmi commuovere… lo fate apposta per mettermi in difficoltà. Dovrò passare il mese di agosto a organizzare, lavorare, telefonare e pagare i fornitori. In famiglia mi odiano e ho il sospetto che stiano per chiedere la mia infermità mentale per spartirsi l’eredità prima di Woodstock. Parlano sempre più spesso sottovoce in cucina mentre scrivo al pc. Sto già provando i blues alla tastiera, Woodstock lo avete voluto voi e non potrete lamentarvi se suonerò, canterò, vi bagnerò di sudore dal palco per un’ora.
Woodstock 5 Stelle non sarà solo musica, sarà anche futuro. Per ognuna delle 5 Stelle del MoVimento parteciperà un esperto mondiale. Un momento di parole nuove, di emozione, in cui i pensieri diventano progetti, i nickname del blog visi, amicizie.
L’Italia è pietrificata, le porte e le finestre chiuse. Ho letto un giornale soprappensiero, due/tre articoli, era di 2 settimane fa, l’ho capito dopo e non mi sono accorto della differenza. L’informazione è immobile. I giornalisti scrivono di altri giornalisti. I politici applaudono o criticano altri politici. Le televisioni fanno la rassegna stampa dei giornali e invitano i politici. E’ un eterno oggi, un mortaio in cui si pesta acqua marcia. Da mesi si parla di legge bavaglio, la stessa più o meno che propose il governo Prodi. Ne discutono personaggi che si sono imbavagliati da sempre per servire il loro padrone di sinistra, di destra, di centro. A cosa serve parlare di bavaglio quando ormai anche i bambini sanno del coinvolgimento dello Stato nell’omicidio di Paolo Borsellino e non succede nulla? Il momento della parola, dell’emendamento, del confronto dialettico, di dieci/dodici leaderini di partito che non contano un cazzo sta finendo. Dalle parole si deve passare all’azione per il Nuovo Mondo che verrà. Che io non forse non vedrò, ma i ragazzi e le ragazze di Woodstock certamente sì.
Musica e futuro si alterneranno dal mattino alla notte del 26 settembre. Stiamo attrezzando spazi per camper e tende. L’ingresso è gratuito, chi vuole può fare una donazione, su richiesta di molti ci saranno spazi per le famiglie e i bambini. Un grazie a voi che quando serve (e talvolta serve) mi tirate su, all’amministrazione comunale di Cesena per la sua disponibilità e ai molti artisti che hanno risposto all’appello. Per dare spazio a tutti Woodstock dovrebbe durare una settimana. Belin, sono commosso, disgraziati!

Beppe Grillo

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La giunta risponda ai cittadini!

Su Facebook ho diffuso una nota ironica dal titolo “L’imene di Pietro Trivi è salva, alleluja!”, in cui commentavo l’audizione pubblica in cui l’ex assessore Trivi parlò davanti alla stampa riguardo le indagini a suo carico. Trivi stesso è intervenuto, e di seguito trovate la nota e lo scambio di opinioni fra me, Iolanda Nanni e Trivi stesso. Il Sindaco ha promesso un incontro con le associazioni e i cittadini per chiarire i sospetti rapporti fra clan e politica: l’incontro si faccia al più presto, e sia davvero pubblico. Basta con comizi coi cittadini imbavagliati: i cittadini hanno domande da porre, e vogliono farsi sentire.

NOTA FACEBOOK:

Oggi la commissione antimafia si è trasformata in una grande sala chirurgica in cui, a porte aperte, è stato ricostruito l’imene di Pietro Trivi, alleluja!
allora, intanto si è portato la claque, tutti eccitati e trepidanti di assistere al miracolo chirurgico.
Il Trivi, accusato di corruzione elettorale con intercettazioni relative al taglio delle banconote da mettere in busta, derubrica subito l’accusa a “campagna mediatica”, e annuncia che di questo non parlerà. E infatti nulla dice per fugare ombre e sospetti sulla corruzione elettorale. Chiriaco lo liquida in 5 secondi: erano amici da 12 anni, ma lui non sapeva niente.
Dalle intercettazioni emerge che Chiriaco era solito fare lo sbruffone con gli amici, confidando orgoglioso le sue sparatorie, le estorsioni, i suoi rapporti con ndranghetisti. C’è chi si vanta della macchina o della collezione di francobolli, lui invece faceva lo sborone così. Però con Trivi no, erano amici ma la vicinanza al sant’uomo lo rendeva mite, discreto, umile: a Trivi non ha mai fatto i racconti che l’hanno reso celebre nelle cerchie di conoscenti, e nemmeno la portinaia dell’ASL, che Chiriaco scherzosamente salutava ogni mattina col gesto della mitragliata, ecco, neanche lei, la portinaia, che aveva capito tutto, osò lacerare il velo di ignoranza di Trivi, velo dovuto non a ingenuità, ma alla purezza di cuore: per i giusti il male è inconcepibile, non riescono a immaginarlo.
Ma il meglio viene dopo: le prove dell’innocenza e della verginità. Il Trivi snocciola l’elenco delle delibere da lui promulgate quando assessore: dalla sagra della porchetta alla notte danzereccia. Va avanti per mezz’ora, sembra stia leggendo l’elenco del telefono, ogni delibera citata solo per il nome e niente più, ma in realtà stiamo assistendo a un discorso difensivo formidabile: non c’è una delibera, non una!, dal titolo “Favore da ricambiare alla ndrangheta”, “Accordo sottobanco col clan”, ecco, è innocente!
E’ talmente al di sopra di ogni sospetto che si permette pure d’ironizzare: una delle delibere riguarda un concerto di bossanova, mica “di boss e nove!”, esclama trivi ammiccante. C’è poi la delibera sulle bolle blu al ponte vecchio, quella sull’organo da riparare di s. Luca (“la mia parrocchia!” esclama Trivi commosso, con tanto di pausa scenica di contrizione riflessiva), per non parlare di quella sulla serata culturale “ti prego amami ancora”, le prove definitive e inoppugnabili che fugano ogni dubbio.
A quel punto si alza il presidente della commissione antimafia e gli chiede: “Signor Trivi, nel suo discorso risponde Roma per Toma. L’elenco del telefono delle delibere non ci dice nulla, perché nessuno ha messo in questione il suo operato di assessore. al contrario il suo silenzio sulla corruzione elettorale che le viene addebitata è inquietante, non chiarisce i dubbi e ne alimenta di ulteriori. La sua affermazione poi di non aver mai sospettato di Chiriaco, quando anche la lavandaia del borgo al solo nome di chiriaco si faceva il segno della croce, è incredibile e umiliante, per lei. Ha abusato della nostra pazienza e ha oltraggiato l’intelligenza nostra e dei cittadini, pronunciando un discorso autoassolutorio a favore della stampa, strumentalizzando la commissione antimafia per tenere un comizio ed evitando di render conto nel merito riguardo le ombre sulle sue azioni e sulle sue frequentazioni. Si vergogni, e restituisca dignità democratica alla commissione antimafia chiedendo scusa per questo teatrino indegno!”.
No ovviamente nessuno gli ha obiettato nulla e, finito il suo monologo, hanno sbaraccato baracca e burattini non consentendo né alla stampa né ai cittadini di porre neanche una domanda. L’imene è salva, Trivi riverginato, e più non dimandare.

Scambio fra Pietro Trivi, Iolanda Nanni e Cesare Del Frate:

PIETRO TRIVI: Adesso basta! La vicenda che mi ha coinvolto sta devastando me e i miei famigliari e lei non ha nessun diritto di speculare sul dolore altrui. Purtroppo le indagini in corso non mi permettono di affrontare un dibattito con lei ed i suoi amici sulla vicenda. cosa che farei immediatamente!  Lei [Iolanda Nanni, ndr.] saprà certamente che le esternazioni da parte degli indagati sui fatti oggetto di indagine potrebbero essere male interpretate dai magistrati che stanno indagando.
Per tale motivo, solo per questo, le garantisco che non posso invitare lei ed i suoi amici ad un confronto pubblico nel quale rispondere a tutte quelle domande che lei ed i suoi amici avreste voluto farmi.
Ovviamente sono disponibile a valutare ogni sua proposta alternativa che possa esaudire la sua curiosita’ compatibilmente con la mia posizione processuale.
Detto ciò la invito a voler essere più contenuta nei toni che utilizzerà quando si riferisce alla mia persona dal momento che non sono più disposto a tollerare pesanti attacchi personali che verranno perseguiti nelle opportune sedi giudiziarie.

CESARE DEL FRATE: Signor Trivi, ci rimprovera di farle “pesanti attacchi personali”, e poi minaccia delle querele! La prego, pensi a quello che dice e scrive, perché non siamo degli sciocchi. La rassicuro sul fatto che nessuno le fa attacchi personali, perch…é nemmeno la conosciamo e in ogni caso le critiche che le rivolgiamo sono solo ed esclusivamente politiche. Se poi lo facciamo con una certa ironia, non se ne abbia a male: un po’ d’ironia è proprio quello che ci vuole, soprattutto davanti a certe situazioni. Dice di non essere disponibile a un confronto pubblico per non pregiudicare la sua posizione nel processo: però non si è fatto scrupoli a strumentalizzare la commissione antimafia per tenere un monologo che assomigliava a un comizio. Senza che nessuno avesse la facoltà di rivolgerle una sola domanda.
Stia certo che teniamo ben separati e distinti i piani delle indagini da quello della politica: non abbiamo accuse da rivolgerle, chiediamo semplicemente che siano fugati dubbi e sospetti politici. Cosa che lei, nel suo monologo, si è ben guardato dal fare.
Infine, sappia che lei non è il primo a minacciarci di querela, e se pensa di intimorirci sbaglia bersaglio. Raccontare ed esaminare intercettazioni pubbliche uscite sui giornali non è reato. Chiedere a un politico che si assuma le sue responsabilità e sia trasparente non è reato. Un politico che non chiarisce dubbi e sospetti gravissimi e che minaccia querele, beh, non è reato, ma è qualcosa di poco decoroso.

IOLANDA NANNI: Gentile Sig. Trivi,
leggo con sorpresa il suo post sulla mia bacheca, nel quale Lei pubblicamente mi rivolge una sorta di intimidazione alla mia persona. Cesare, Le ha già dato una risposta a nome del MoVimento 5 Stelle di cui siamo entrambi… esponenti, ma ritengo importante un chiarimento anche da parte mia. Premesso che mai ho adottato alcuna espressione offensiva nei suoi confronti come persona, né è mia intenzione farlo, né mi interessa, ciò che ho legittimamente espresso a nome del MoVimento 5 Stelle (e lo sottolineo in quanto Lei ha più volte fatto riferimento “a me e i miei amici” eludendo la mia posizione politica), sono opinioni elaborate sulla base di fatti pubblicati da tutti i giornali e media locali che adombrano la nostra città e destano in noi cittadini legittimi dubbi, sospetti ed indignazione. D’altronde, basterebbe leggere l’eloquio delle intercettazioni che La riguardano, per essere turbati. Detto questo, sarà la magistratura ad accertare e giudicare, noi non abbiamo mai espresso una condanna alla Sua persona, né mai lo faremmo, essendo garantisti. Pensiamo che quando si decide di fare politica, si dovrebbe imparare a vivere in una casa di vetro dove ogni azione sia compiuta con trasparenza ed alla luce del sole ed assumendosene le responsabilità. Se Lei si è comportato come sopra, sicuramente non avrà nulla da temere dalla magistratura e dall’opinione pubblica. Per quel che ci riguarda, uno dei nostri compiti principali è informare i cittadini di quanto sta accadendo e lo facciamo coscienziosamente e basandoci su fatti documentati e pubblicati dai giornali, ma non tolleriamo strumentalizzazioni, né attacchi personali che hanno sapore intimidatorio. Noi non staremo in silenzio!

CESARE DEL FRATE: signor Trivi, ero tentato di farle due domande ma ho cancellato il commento relativo perché ritengo che lei non debba rispondere personalmente a me, o a chiunque altro, circa quelle che sono responsabilità politiche. Dovrebbe farlo davanti …ai cittadini in un dibattitto pubblico. il Sindaco ha annunciato che avrebbe incontrato i cittadini e le associazioni per chiarire: lo solleciti ad organizzare al più presto un incontro pubblico in cui sia data la parola anche ai cittadini, e al quale lei stesso potrà partecipare e rispondere, chiarire ed esporre le sue argomentazioni. Che sia però un dibattito realmente aperto, e che avvenga al più presto!

PIETRO TRIVI: Signor Del Frate, ho immediatamente inoltrato la Sua richiesta al Sindaco al quale ho chiesto di fissare il prima possibile l’incontro da Lei auspicato.
Parteciperò volentieri e risponderò a tutte le domande alle quali potro’ rispondere com…patibilmente con la mia posizione processuale.
Su questo aspetto mi consulterò domani stesso con il mio Avvocato.

CESARE DEL FRATE: bene, rimaniamo allora in attesa di news sull’incontro con i cittadini.

Gariboldi, Ciocca e ’ndrine. Pavia, la provincia sotto assedio

22 luglio 2010 redazione Nessun commento

abelli chiriaco

Il presidente Vittorio Poma: sono stupito e preoccupato, Abelli non può aver voluto la mia testa

PAVIA — «Costruiremo un centro di potere mai visto. Per sei-sette anni saremo i padroni della Provincia. Per questo Abelli ha messo sul tavolo la testa di Poma...». A parlare, intercettato dagli agenti della Dia, è Carlo Chiriaco, il dirigente sanitario dell’Asl di Pavia, che agli «amici» delle filiali lombarde della ‘ndrangheta doveva apparire come un novello Armand-Jean du Plessis, il Cardinale Richelieu, uomo di fiducia di Giancarlo Abelli (parlamentare e vice coordinatore nazionale del Pdl) capace di tessere contatti tra malavita e politici locali. E a Chiriaco questo ruolo non dispiaceva, almeno sentendolo parlare dei piani di «conquista delle istituzioni».

Così, poche settimane prima delle ultime elezioni regionali, parlando con un affiliato alla ‘ndrina comandata da Pino Neri (che davanti ai giudici si è avvalso della facoltà di non parlare), spiegava nei dettagli: «Bisogna sostituire l’attuale gruppo dirigente che c’è a Pavia. Abelli durerà ancora 6-7 anni, perché lui è legato a doppio filo a Formigoni. Lui dice di avere un accordo con gli oltrepadani. E io gli credo. Abelli gli darà il sindaco di Voghera e la testa di Poma. E in questi sette anni c’è la possibilità di costruire un centro di potere come non si è mai visto». Un centro di potere che doveva nascere eliminando «dalla stanza dei bottoni» Vittorio Poma, classe 1958, attuale presidente della Provincia di Pavia. Proprio lui, che nel 1978, a soli 19 anni, è stato il più giovane consigliere provinciale d’Italia, nel 2006 era stato eletto con il 50,3% dei voti e indicato come il «delfino azzurro» di Giancarlo Abelli, all’epoca assessore regionale alla famiglia. Secondo Chiriaco, quindi, Poma il prossimo anno non sarebbe stato più ricandidato.

Le sue colpe? Aver accettato le dimissioni di Rosanna Gariboldi (che prima dell’arresto era assessore provinciale al personale) e aver tolto le deleghe ad Angelo Ciocca, il leghista che—secondo gli inquirenti — ha avuto contatti con il «boss» Pino Neri. Come dire che da delfino a vittima sacrificale il passo è stato breve. Almeno nelle intenzioni della ‘ndrina pavese che con l’allontanamento di Poma dalla Provincia forse avrebbe avuto le mani più libere. Negli atti depositati dalla Dda, infatti, appare chiaro come l’attuale presidente non fosse ritenuto «allineato » alla politica dei clan. Non solo. Secondo Chiriaco Poma non «era governabile» e la rottura con Ciocca avrebbe potuto compromettere la vittoria del centro-destra alle elezioni del prossimo anno. Senza dimenticare che il leghista, fotografato dalla Dia in un suo incontro con Pino Neri con cui «avrebbe fatto degli affari immobiliari», mirava apertamente a prendere il posto di Poma in Piazza Italia.

«Sono stupito e preoccupato — commenta amaro Vittorio Poma —. Sarà opportuno conoscere rapidamente la reale consistenza di queste notizie. Mai come oggi politica e istituzioni devono dare un segnale forte adottando atti e comportamenti credibili». Continua Poma: «Non credo alle parole di Chiriaco, né credo che Abelli possa aver offerto la mia testa. È certo, invece, che il mio modo di amministrare in questi anni la Provincia ha dato fastidio a chi pensava di alimentare gruppi di interesse e ancora oggi guarda alla scadenza elettorale del prossimo anno come all’occasione per liberarsi di chi, come me, non è funzionale a quegli interessi».

Giuseppe Spatola
21 luglio 2010
fonte: corriere.it

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Mafie e veleni: Tedesi si dimetta!

L’area Montecity S. Giulia da tempo è nel mirino dei PM, che hanno arrestato Grossi, l’imprenditore re delle bonifiche, e Rosanna Gariboldi (moglie di Abelli, ha patteggiato 2 anni per riciclo di denaro). Ora anche Tedesi, direttore di ASM Pavia e ASM Vigevano, e già che c’è titolare di due studi privati, è coinvolto. Il PDL secondo quali criteri fa le nomine? Chiriaco, presidente ASM multipoltronaro (non si contano le sue poltrone nei cda di svariati enti), lo difende dicendo che è indagato per vicende non relative al suo incarico ad ASM. Se ammazzi la moglie, tranquillo, basta che la moglie ammazzata non fosse dipendente ASM e la poltrona te la tieni… Tedesi non è indagato per aver rubato le caramelle, ma perché coinvolto nel mega affare delle bonifiche farlocche: Grossi si è intascato milioni di euro, ma le sostanze velenose sono ancora lì, e stanno inquinando le falde acquifere con sostanze cancerogene, per la gioia dei residenti che se le bevono. Intanto Gaetano Pecorella, parlamentare, lancia l’allarme: nell’operazione S. Giulia potrebbero essere stati investiti capitali mafiosi.

Tedesi chiarirà la sua posizione in tribunale, la Gariboldi l’ha già chiarita, patteggiando e quindi riconoscendo la fondatezza dell’accusa. Peccato che il conto a Montecarlo su cui riciclava i fondi neri dell’operazione s. Giulia fosse cointestato al marito, Abelli. Guarda caso, il suo nome spunta anche qui. Ma lui, ovvio, non sa mai nulla… [ndr].

Da La Provincia Pavese:

«Asm revochi l’incarico di direttore generale a Claudio Tedesi»: la richiesta arriva dal Pd che mette in discussione il coinvolgimento di Tedesi nell’inchiesta sulla bonifica dell’area di Santa Giulia a Milano. Ma il presidente Asm rimanda la richiesta al mittente.
Tedesi, oltre che direttore generale di Asm Pavia, è anche direttore generale di Asm Vigevano e titolare di uno studio privato di ingegneria ambientale e consulenze. E sui numerosi incarichi mette l’accento Massimo Depaoli a nome di tutto il gruppo consiliare del Pd.
«All’atto della nomina di Claudio Tedesi a direttore generale di Asm Pavia ci eravamo chiesti come una persona potesse svolgere nello stesso tempo in modo efficiente i ruoli di direttore di Asm Pavia e Vigevano, nonché di titolare di due studi privati. Accanto a questa riflessione, la considerazione che il suo avere affiancato Grossi in molti lavori di bonifica non lasciasse del tutto tranquilli, viste le inchieste in corso. Dunque, la notizia dell’indagine su Santa Giulia non ci stupisce molto. Quello che ci stupisce è come a questa sola persona con consistenti impegni privati in un settore delicato come le bonfiche siano stati affidati due incarichi così rilevanti per le nostre aziende pubbliche. Vogliamo sapere a Pavia chi, nella sostanza, la abbia scelta come tecnico di fiducia: il sindaco Alessandro Cattaneo o il presidente di Asm Giampaolo Chirichelli? E hanno scelto da soli o consultando qualcuno in più alto loco? In ogni caso, la notizia dell’indagine mette un altro pesante macigno sulla credibilità delle scelte di questa giunta di centrodestra. Data la delicatezza dei passaggi che attendono la nostra Asm, vogliamo affidarne la dirigenza a tecnici indagati per la mancata bonifica di un’area? Chiediamo che in nome della trasparenza l’ingegner Tedesi renda pubblici tutti i propri incarichi privati e professionali legati agli ambiti in cui opera Asm. E chiediamo al Cda di Asm che ne valuti la posizione nella prospettiva di revocare il suo incarico».
Ipotesi, quella di una revoca dell’incarico, che il presidente di Asm Giampaolo Chirichelli non prende nemmeno in considerazione.
«L’indagine che coinvolge Tedesi non riguarda l’attività di Asm – ribatte al consigliere del Pd -. Di conseguenza non c’è motivo di ipotizzare la revoca dell’incarico. Quanto alla scelta di Tedesi per la direzione generale, è evidente che ne ho parlato con il sindaco che rappresenta l’azionista di maggioranza di Asm. Perchè Tedesi a Pavia e Vigevano? Lo sanno anche i sassi che il doppio incarico va nella direzione di una sinergia tra le Asm in vista dell’azienda provinciale unica».

L’unico con le palle!!!!

21 luglio 2010 redazione Nessun commento

Ecco una parte dell’intervento del Prof. Ferloni della Lista Civica Insieme per Pavia, l’unico Consigliere Comunale a chiedere anche a nostro nome, le dimissioni del Sindaco Alessandro Cattaneo e dell’intera Giunta cittadina durante il Consiglio Comunale straordinario tenutosi appena dopo i fatti di ‘ndrangheta successi a Pavia. Quella sera siamo rimasti basiti dal fatto che sia stato l’UNICO di tutta l’opposizione a chiedere le dimissioni. Grazie Professore!
Loro non si stancano? Noi neppure!

Le fragole sono mature, ripetiamo, le fragole sono mature……!!!!!

Labate si dimette dalla Commissione

21 luglio 2010 redazione Nessun commento

Ci aspettavamo anche le dimissioni da Consigliere Comunale, sono arrivate solo quelle dalla Commissione. Avanti un altro…la lista delle persone che devono dare le proprie dimissioni è ancora lunga, sia dentro il Comune che nelle società controllate. Chiediamo a Ida Boccassini di non fermarsi nel suo lavoro , e al Sindaco Cattaneo di rassegnare le proprie dimissioni e ripresentarsi ai cittadini con persone al di sopra di ogni sospetto.
Voi non vi stancate? Noi neppure!

Il consigliere comunale Dante Labate rassegna le proprie dimensioni dalla Commissione Territorio del Comune di Pavia, della quale era Presidente e membro. Di seguito, la lettera di Dante Labate con la quale annuncia le proprie dimissioni. “Dopo attenta e meditata riflessione – sono le parole del consigliere comunale Dante Labate -, valutate le condizioni politiche venutesi a creare nella città di Pavia, tenuto conto della prevedibile strumentalizzazione mediatica e politica indirizzata verso soggetti appartenenti alle forze politiche che governano questa città.”

“Ritenuto necessario che l’ente Comune svolga i suoi compiti nel miglior modo possibile ed in maniera tale che Pavia possa raggiungere i traguardi che le spettano, nonostante abbia svolto in commissione territorio insieme a tutti i componenti della stessa un lavoro trasparente e valido che rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che dovrebbe portare ad una migliore qualità urbanistica della città, poiché il mio nome è stato oggetto di illazioni avanzate da qualcuno nonostante io non risulti indagato, ritengo necessario, soltanto per motivi di opportunità politica e correttezza nei confronti dell’ente, lasciare il mio ruolo di presidente della Commissione Territorio e dimettermi anche da membro della stessa”.

fonte: ilticino.net

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Il sistemone pigliatutto. Lorsignori: se li conosci li eviti

Ecco qua il sistemone pigliatutto che descrive le relazioni pericolose fra sospetti ndranghetisti, amministratori pubblici e politici pavesi, per come sembra emerge dalle intercettazioni pubblicate sulla stampa, in cui si cinguetta di appalti, bustarelle, voti comprati, poltrone, estorsioni. Gnamm!!

Il processo farà il suo corso, e non sta a noi accusare nessuno. Di sospetti politici, invece, ne parliamo eccome, e facciamo nomi e cognomi. Intanto Carlo Chiriaco, direttore di ASL per meriti sul campo (ex indagato per estorsioni e truffe sanitarie, che gli sono valse a mo’ di titoli onorifici nella scalata al potere), nonché uomo di spicco del PDL locale. Amico un po’ di tutti, anche se oggi lo evitano come la peste, è agli arresti con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: come si vede nella mappa, lui è il vero collante del sistemone pigliatutto. È assiduamente in contatto sia con Pino Neri, accusato di essere nientemeno che il boss dei boss, il vertice del cupolone della ’ndrangheta lombarda, e sostiene di fare da tramite fra Neri ed esponenti della giunta, nonché, ci arriveremo, il Faraone: la cupola incontra la piramide.

“Uomini di Neri”, così li definiscono i PM, sono Francesco Del Prete, candidato in “Rinnovare Pavia”, e Salvatore Ilacqua, candidato in “Rinnovare Vigevano” (entrambi partiti della famiglia Filippi). Allora, la questione è questa: Pino Neri e le famiglie a lui collegate da tempo fanno affari in provincia, e ora vogliono fare il salto, mettere i loro uomini direttamente nei consigli comunali. Si rivolgono allora ad Ettore e Luca Filippi, che accettano le candidature, ma poi arriva il cattivo Centinaio (oggi vicesindaco di Pavia), che dice di no, qualche sospetto gli è venuto. Ecco che Chiriaco allora chiama in soccorso l’angelo custode Angelo Ciocca (allora assessore provinciale e oggi consigliere regionale leghista), e magicamente la cosa si sblocca: Del Prete viene candidato ma, mannaggia, non viene eletto. Oggi Ettore Filippi lo difende sostenendo che era il candidato dell’oratorio di S. Carlo Borromeo, d’altronde quanti uomini d’onore sono stati trovati in bunker ripieni di santini e acqua benedetta?

In seguito alla delusione elettorale, Chiriaco torna alla carica e chiede per Del Prete una poltrona ad ASM, Luca Filippi gli risponde picche, la poltrona è già prenotata per lui: “come cazzo fai perchè papà, scusami facciamo noi!” (4/12/09). Contentino: Del Prete si aggiudicherà una consulenza ad ASM, pare di 12.000 euro lordi l’anno, da cui si è dimesso dopo le inchieste.

Arrivano le regionali, e si cerca di ricucire lo strappo fra le famiglie delle cosche e i Filippi. Tocca sempre a Chiriaco far da tramite, poraccio. Neri vuole puntare su Abelli (prima scometteva sulla moglie, ma poi è arrivato er gabbio), ne parla al telefono con un compare:

“noi conosciamo FILIPPI, lei (riferito ad ABELLI) lo conosce meglio di noi, per carità, è un ottima persona, non ho dubbi … non intendiamo però farci sminuire da lui…(inc)… noi non chiediamo niente…(la radio ed i rumori sovrastano la voce di NERI)…Carlo ci tiene che dico questa parola qua, anche perché tramite Carlo (CHIRIACO) …(inc)…è bene che lei (inteso ABELLI) sappia che il nostro gruppo l’appoggia…non le chiediamo niente e facciamo capo a Carlo (CHIRIACO), che noi lavoriamo per lei (sempre ABELLI), e che manifestiamo un impegno maggiore, perchè se qui… se possiamo valere dieci in città…in provincia… molto di più!!…  abbiamo queste capacità…. sta di fatto che noi non votavamo lì!… e quindi, già noi… i nostri nuclei famigliari…”

Chiriaco manda pure Del Prete a promettere il loro sostegno da Abelli, Abelli lo riceve, e Del Prete se ne torna contento da Pino Neri, e gli racconta:

“gli ho detto sono un amico del Dott. CHIRIACO, l’avvocato NERI, amico del Dott. CHIRIACO, gli aveva chiesto di presentarmi…di cercare un candidato….loro…. ma loro invece conoscendomi …hanno deciso di puntare ….di darmi una mano..come per dire….sono stati bravi… però non è che si è… mi ha detto…me lo dovevi dire 15 giorni fà …guardi che io non sono venuto per chiederle……

N: no no

D: …io volevo solo dirle che saremmo contenti di darle una mano e se poi c’è la possibilità di fare un percorso all’interno del PDL….

N: lui ha il compito di coordinare…non è che può pensare…(inc.)

D: no no..per carità….credo di aver fatto una buona impressione..

N: penso di si…”.

Si è presentato come amico di un sospetto boss ’ndranghetista e di un trafficone, e gli ha fatto buona impressione, meno male! Abelli spera di prendere 12.000 preferenze, Neri punta a 18.000: alla fine ne prenderà metà di quelle che si auspicava, un terzo delle speranze ’ndranghetiste, e se ne rimarrà a Roma, nonostante la minaccia “sono tornato” con cui, tramite cartelli elettorali neri, ha tormentato i pavesi per tutta la campagna elettorale. E chi cazzo gliel’aveva chiesto di tornare?!?!

Oggi Abelli difende l’indifendibile sostenendo che se il suo nome è nelle bocche di sospetti ’ndranghetisti è solo perché lui è “persona nota”. Infatti da 15 anni il suo nome è sulla bocca di tantengisti, di corrotti e, pare, di ndranghetisti, ma lui non c’entra nulla, è che a loro piace pronunciare il suo nome, ci fanno i gargarismi e lo canticchiano sotto la doccia. È una questione di stile, una licenza poetica (il suo nome emerge in tantissime carte processuali, anche se lui non è mai stato condannato). A Scajola gli compravano casa a sua insaputa, ad Abelli procacciavano i voti, ma lui era ignaro di tutto. Chiriaco ci mette l’anima, e il Faraone neanche un grazie:

giuro che farei la campagna elettorale per lui come fosse la prima volta… con la pistola in bocca… perché chi non lo vota gli sparo”.

abelli chiriaco

E la giunta? Beh, il solito Chiriaco è pizzicato in imbarazzanti conversazioni con Dante Labate, Pietro Trivi ed Ettore e Luca Filippi (per i quali “ammorbidisce” i controlli dell’ASM sui loro locali, dopo che Luca al telefono gli intima “…mi hai rotto i coglioni !… tutti i giorni mi mandi l’ASL nei locali…”, al che lui chiama un tal Gigi “ascolta… oggi quelli devono andare li’ no…gli dici di andare con …. molta benevolenza…. il problema e’ anche di carattere politico … nei limiti della… decenza”). Nelle intercettazioni spunta fuori pure una mega speculazione a Piazzale Europa, la costruzione di un Motel, un’operazione fognaria per la quale cercano di ottenere più soldi, e in una delle speculazioni promettono di riservare una quota del 20% a Dante Labate, il quale viene giudicato da Neri e Chiriaco alquanto esoso (conversazione avvenuta l’1/7/09):

Chiriaco:  Dante ( ndr. Labate Dante) è fuori di testa completo”

NERI: “ma completamente,  anche… ,  io dico ma chissà cosa fa, lui si sta rovinando con le proprie mani “

CHIRIACO: “perchè ABELLI come dire è perplesso, dice ma che cazzo di comportamenti sono questi”

NERI: “ma no, ma non…guarda che …”.

CHIRIACO: “guarda CON QUELLO CHE MI COSTA LUI  IO PAGO TUTTI GLI  ALTRI e lui ….inc…  se ne fotte,  questo mi ha detto”

NERI:”ma si..  “

CHIRIACO: “vuole SAN MATTEO per lui, poi vuole che si tiene l’ALER “

NERI: “Si tiene l’ALER pure ..cazzo ….. inc..  ma è pazzo “

CHIRIACO: “sì …poi vuole alla SP vuole “

NERI: “a MUSOLINO”.

CHIRIACO: “Musolino… e qualche altra cosa “.

Molti di questi favori e speculazioni pare siano rimasti solo promesse: mentre le telefonate erano in corso, sono arrivati i carabinieri. Ciò che comunque emerge dalle intercettazioni è la spregiudicatezza con cui politici locali si interfacciavano con un uomo, Chiriaco, dietro il quale l’ombra di Pino Neri era ben visibile. I quattro moschettieri Labate, Trivi e i Filippi telefonano, telefonano, spendono intere ricariche discutendo di tutto tranne che del bene pubblico o degli interessi della città: son già troppo affaccendati nei loro, di interessi.

Intanto uno di loro è indagato, Pietro Trivi, per corruzione elettorale. Cattaneo si è affrettato ad esprimergli “solidarietà politica”. L’aveva già fatto con la Gariboldi: il giorno dopo sono arrivati i carabinieri alle 4 del mattino e l’hanno portata a S. Vittore. Trivi, per ora, si è solo dimesso.

C’è o non c’è un sistema clientelare e nepotistico di spartizione della cosa pubblica? Gli appalti, le consulenze, il PGT vengono decisi con i criteri della trasparenza e del bene comune oppure con quelli degli amichetti del quartierino? A queste domande la maggioranza non ha ancora risposto: eppure, se prendiamo anche solo le nomine nelle società partecipate, troviamo mogli di, figli di, tesserati di partito. Il PD chiede la sua parte di poltrone, e il PDL si aggiudica la fetta più grosse. E i cittadini onesti, che non sono amici di Tizio o figli di Caio, e che non hanno la tessera del PDL o del PDmenoelle?

A furia di ragionare con una mentalità clientelare e privatistica, può capitare di imbattersi in personaggi come Pino Neri. E a volte, in questo monopoli di lottizzazioni, si pesca la carta “andate in prigione senza passare dal via”, come è successo a Carlo Chiriaco e Rosanna Gariboldi.

Per ora non c’è stata risposta né reazione: il sindaco ha dichiarato che “Pavia si è dimostrata impermeabile alle infiltrazioni mafiose”, e nulla ha detto sul sistema clientelare tratteggiato dalle intercettazioni. Il PD si è ben guardato dal chiederne le dimissioni, in quanto responsabile di cotanta maggioranza. Solo le formazioni di sinistra e i 5 stelle denunciano questo tragico degrado.

In compenso, durante la manifestazione antimafia di venerdì scorso, Dante Labate ha deriso i cittadini che chiedevano legalità porgendo il dorso delle mani, ad imitazione di un famigerato gesto mafioso, mentre Luca Filippi li provocava fino a quando non è intervenuta la polizia a farlo desistere.

Pavia merita una maggioranza al di sopra, e non al di sotto, di ogni sospetto. Il Sindaco e la giunta si dimettano immediatamente!!

MoVimento 5 Stelle Pavia

p.s.1: scarica e diffondi la mappa del sistemone pigliatutto, qui!

p.s2.: abbiamo qui ricostruito a grandi linee solo la parte di intercettazioni uscite sulla stampa che riguardano i politici, ma le indagini contengono moltissimo di più, lo vedremo nei prossimi mesi!

Per non dimenticare mai….Grazie eroe!!!

18 luglio 2010 redazione Nessun commento

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Mobilitazione contro il trasferimento di Francesco Rubiconto del Movimento Voghera 5 Stelle!

16 luglio 2010 redazione 3 commenti

Un chiaro avvertimento ai cittadini a non alzare la testa e a sottomettersi ai padroni (o padrini?) della politica: un avviso di trasferimento di sede per il nostro consigliere comunale incapace di assistere ai mali della politica stando in silenzio.
Francesco Rubiconto, apprezzato Preside della scuola media Plana di Voghera, è stato il candidato Sindaco per il Movimento Voghera 5 Stelle (www.voghera5stelle.com) alle ultime elezioni comunali, ottendendo un sorprendente 9,87% e cosi la carica di consigliere comunale.
Dopo 3 mesi di accese battaglie a favore dei cittadini sull’acqua pubblica, il consumo del territorio e contro la partitocrazia, Francesco Rubiconto, il 15 luglio riceve una comunicazione, a nome del Direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, che gli annuncia un imprevisto e immotivato mutamento di sede.
Questo provvedimento avviene stranamente e senza alcuna motivazione dopo la querela del consigliere Rubiconto ad esponenti della Lega Nord. Quanto avrà influito il fatto che la nomina a Direttore Generale di Calosio sia di matrice politica?
E quanto ha influito il fatto che il Consigliere Rubiconto sia sempre stato fuori dai giochi della politica e non abbia mai abbassato la testa per accettare dei compromessi?
Questa richiesta di trasferimento ci fa capire che abbiamo davvero dato fastidio a qualcuno. Che stiamo rovinando i loro piani. E perciò che stiamo andando nella giusta direzione.
Ma non vogliamo e non possiamo cedere! Per questo vi chiediamo un aiuto per impedire che il Consigliere del Movimento 5 Stelle, Francesco Rubiconto, venga trasferito!
Potete farlo diffondendo questo messaggio e scrivendo all’ufficio preposto (http://www.istruzione.lombardia.it/organigramma/uffici/ufficio-vii-dirigenti)

Movimento Voghera 5 Stelle e
Amici di Beppe Grillo di Voghera
www.voghera5stelle.com
info@voghera5stelle.com

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BREAKING NEWS: Pietro Trivi si dimette da assessore

16 luglio 2010 redazione Nessun commento

Notizia tratta da: Il Ticino

Tre giorni dopo essere stato indagato per corruzione elettorale, con una lettera fatta pervenire nel primo pomeriggio di oggi al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, l’assessore comunale Pietro Trivi rassegna le proprie dimissioni dalla giunta. Di seguito, la lettera di dimissioni di Pietro Trivi.
“In seguito alle recenti indagini giudiziarie che mi coinvolgono in quanto amministratore pubblico – scrive Trivi -, ho maturato la decisione di dimettermi dalla Giunta comunale. E’ una decisione sofferta a cui sono giunto per almeno tre motivi.”

“Principalmente ho maturato questa decisione in quanto intendo impegnarmi con tutte le mie forze per dimostrare la mia totale estraneità all’accusa di corruzione elettorale e ad ogni coinvolgimento in attività riferibili ad associazioni di tipo criminale, tutelando la dignità della mia persona e quella della mia famiglia. La fiducia di tutti coloro che mi hanno eletto è per me un valore prezioso e irrinunciabile che ha motivato il mio crescente impegno politico. Proprio il rispetto di questa fiducia e di tutti i cittadini è il secondo motivo che mi porta a rassegnare le dimissioni poiché, nonostante la mia assoluta tranquillità sulla condotta amministrativa, desidero che la Giunta comunale possa continuare a svolgere serenamente la propria attività senza prestare il fianco a possibili strumentalizzazioni legate alla vicenda giudiziaria che ha investito me e la nostra città.
Il terzo è un motivo personale e professionale: ho massima fiducia nell’operato della magistratura e sono certo, come uomo e come avvocato, che verrà fatta piena luce su tutto.
Ringrazio il sindaco, la giunta e i colleghi consiglieri che in questi giorni terribili non hanno mancato, insieme a tanti comuni cittadini, di farmi sentire la loro vicinanza ed affetto in un momento drammatico della mia vita. Confido – conclude Pietro Trivi – di poter chiarire quanto prima la mia posizione processuale poiché intendo riacquistare la mia dignità umana, politica e professionale che oggi dolorosamente sento compromesse in seguito all’accostamento del mio nome a quello di persone indagate per gravissimi reati rispetto ai quali manifesto con fermezza la mia totale estraneità”.

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‘NDRANGHETA A PAVIA

16 luglio 2010 redazione Nessun commento

Prestate orecchio agli ultimi 15 secondi del filmato. Grazie!

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Intervista ad Abelli

16 luglio 2010 redazione Nessun commento

Leggiamo e riportiamo. Fonte: Il Giornale.it

Piccolo pensiero: Io non c’ero e se c’ero dormivo!

Giancarlo Abelli ha il telefono occupato, anzi occupatissimo. Nell’ordinanza della maxi operazione della Dda di Milano contro la ’ndrangheta, si legge che Pino Nieri, arrestato ieri, avrebbe convogliato voti sul deputato del Pdl, su indicazione di Antonio Chiriaco, direttore della Asl di Pavia, anche lui arrestato.
Abelli risulta estraneo ai fatti e non è indagato. Non è la prima volta che viene associato a vicende giudiziarie in cui non è accusato di nulla. Per l’inchiesta su Montecity Santa Giulia, che ha portato all’arresto della moglie Rosanna Gariboldi, è accaduto qualcosa di simile.
Il suo telefono è ancora occupato e nel frattempo l’agenzia di stampa Ansa manda un lancio in cui il deputato del Pdl precisa: «Io non ho mai chiesto niente. Se uno nel far campagna elettorale chiede di votare per qualcuno, cosa c’entro io? Io non ho mai chiesto niente». Quando finalmente il suo cellulare suona libero, l’ex consigliere regionale lombardo risponde con un tono quasi rassegnato.
Come commenta la parte dell’inchiesta in cui si fa il suo nome?
«E che ne so, che cosa devo dire, vedo che mi fanno passare come un boss della sanità lombarda».
Onorevole Abelli, ma lei ha chiesto voti alla ’ndrangheta?
«Mi pare che si dica chiaramente che non c’entro un accidenti. Che rilevanza ha se un tizio chiama e dice: votate questo o quest’altro? Però tutte le volte che c’è un’inchiesta tirano fuori il mio nome, o direttamente o indirettamente. Devo dire che sono un po’ stufo, mi sembra una persecuzione. E poi scusi, posso fare un’osservazione sulla ’ndrangheta?».
Quale osservazione?
«Se la ’ndrangheta investiva su di me, doveva essere un investimento che doveva rendere qualcosa. Ma io mi sono dimesso subito dopo essere stato eletto! Se avessi fatto un accordo con la ’ndrangheta, mi troverei in un fosso o in un pilastro incementato. Sarei un temerario a mettermi d’accordo con questi e poi a dimettermi. La verità è che non ho chiesto a nessuno il permesso di candidarmi né di dimettermi. Oltretutto, quei voti lì credo di non averli presi».
Come fa a dire che non ha preso quei voti?
«Guardi, rispetto al risultato del 2005 ho avuto un decremento notevole di voti. Quindi o questi non contano un accidente o non hanno votato per me. Oppure sono vere tutte e due le cose. Conosco Chiriaco, ma non ho mai fatto contratti per i voti. Pino Neri non l’ho mai visto né conosciuto».
Conosce bene Antonio Chiriaco, il direttore dell’Asl di Pavia arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione?
«Antonio Chiriaco si è autosospeso e se le cose di cui è accusato sono vere, non è messo bene. Lo conosco da tempo, da quando era appena specializzato e voleva fare carriera nella direzione sanitaria: adesso è una posizione ambita, ma allora nessuno voleva fare il direttore sanitario. Dicono che è stato da me? Ma quante volte negli anni è stato da me?».
Non sapeva nient’altro di lui?
«Lo conosco come medico, non come esponente della criminalità organizzata. Quel che so e che posso dire io è che ha fatto carriera nella Asl di Pavia secondo un percorso professionale, non grazie alla ’ndrangheta».
E perché Chiriaco chiedeva a Pino Neri di votare per lei?
«Chiriaco lo conosco come medico, so che poi si è dato alla politica, quel che fa nella vita privata non sono affari miei».

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19 luglio: un regalo anticipato per te Paolo….

14 luglio 2010 redazione Nessun commento

Il 19 Luglio, tra pochi giorni, è l’anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino. Dopo i fatti accaduti a Pavia in questi giorni con l’arresto del direttore dell’ASL Pavia Chiriaco, braccio destro e factotum di Abelli nella sanità pavese e non solo, con l’accusa di essere parte attiva della ‘ndrangheta come scritto dalla Provincia Pavese ieri. L’indagine in corso riguarda anche Pietro Trivi Assessore in Comune e avvocato della famiglia Abelli per corruzione elettorale.Ci chiediamo perchè il Sindaco Cattaneo, i Capigruppo della maggioranza in particolare Sandro Bruni che da decenni siede su quelle poltone ed è pergiunta Presidente della Commissione Antimafia locale , non si siano ancora dissociati e allontanati da suddetti personaggi. Il MoVimento 5 Stelle Pavia loda e ringrazia a gran voce l’operato della Magistratura e delle forze dell’ordine che ogni giorno si battono per sconfiggere il più grosso cancro che l’Italia tutta debba sopportare: la mafia.

Venerdì ci sarà un Consiglio Comunale sulla vicenda. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare.

La città deve reagire, noi cittadini dobbiamo reagire. Riempiamo il Comune all’inverosimile venerdì sera! Noi ci saremo con le nostre telecamere e la nostra indignazione.

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