Dalla Provincia Pavese
No Tav, ciclabili, i grillini badano al sodo
dall inviato
CESENA. Sono arrivati con tutti i mezzi, molti con i treni o in camper, altri in auto o addirittura in bicicletta. E’ un popolo incredibilmente così diverso eppure così stretto a un’idea nata dal web. E ora il Movimento conta 100mila adesioni. Tante. I grillini hanno il morale alto. Arrivano da tutte le regioni d’Italia, alcuni organizzati in gruppi, la maggior parte alla spicciolata, molte sono le coppie. Tra le tante bandiere, “No Tav” è una delle più visibili, spunta davanti al palco, ma anche nelle retrovie, sulla collinetta del parco dell’ippodromo. Una coppia arriva proprio dalla Val di Susa, dove dovrebbe passare la linea ferroviaria contestatissima. Sono molto determinati: «Grillo? E’ l’unico che ci ha appoggiato da subito, che ci ha dato sostegno in questa battaglia, e noi lo seguiamo. Questa è la prima manifestazione di questo genere che fa il Movimento – aggiunge Davide Rizzo – ma siamo molto curiosi e contenti di tanta partecipazione. Alle elezioni comunali siamo riusciti a far eleggere un nostro rappresentante anche se da una lista civica, ma che era stata fatta da noi del Movimento». C’è attenzione. L’impressione è che sui temi portanti del 5 Stelle(acqua, nucleare, fonti alternative, differenziata, etc…) siano tutti molto informati. A Pescara sono stati tra i primi a sposare le idee e il progetto che viaggiava sul web del comico genovese. «Siamo stati tra i primi dodici comuni in Italia a presentare candidati alle elezioni comunali a Pescara» dice Piero Campili, che è insieme con altri tre amici e il rappresentante di Campli (Teramo): «Non siamo riusciti a entrare in consiglio comunale ma visto come stanno andando le cose siamo molto fiduciosi per il futuro» dicono. «A Pescara ci stiamo dando da fare e in questo momento siamo impegnati a contrastare un progetto di una filovia che deturperebbe la pista ciclabile in centro. E non si capisce neanche quale importanza abbia per la collettività questa opera». Sono così, i grillini, guardano al sodo, ai problemi concreti. Questo gli ha insegnato, o comunque suggerito, Grillo. Qui nessuno vuole commentare la vicenda della casa di Montecarlo che sta scuotendo il governo («Ma che ce ne frega» è la risposta più gettonata). Da Reggio Emilia sono arrivati in tanti. La partecipazione dell’Emilia Romagna al raduno (seppur giocando “in casa”) fa capire i motivi di un certo radicamento già dalle Regionali scorse. «Sì, noi siamo una cinquantina, in più è stato organizzato un pullman» dicono Claudio e Simona. «E’ stato tutto organizzato molto bene siamo contenti, e fiduciosi perché credo che ormai siamo l’unica vera forza di opposizione». Beh, un po’ di esaltazione non manca, ma sempre con toni sobri: «Dispiace che a sinistra il Pd pensi solo che noi rubiamo loro i voti, ma noi d’altronde seguiamo le nostre idee, abbiamo i nostri argomenti». E anche i loro rappresentanti, un consigliere comunale a Reggio e due consiglieri regionali a Bologna. E Fini, Berlusconi? (p.ca.)
Marino (Pd): ascoltiamoli perché chiedono legalità e trasparenza
ROMA. «Il Pd deve ascoltare le persone riunite a Cesena per la Woodstock 5stelle», dice il senatore Ignazio Marino, già candidato alla segreteria dei democratici. «Chi ha un ruolo politico come me – spiega Marino – deve dare attenzione e ascolto a quella parte degli italiani che, anche attraverso la Rete e in particolare i blog, chiede trasparenza, legalità e più merito in Italia. E credo che il Pd debba ascoltare queste persone, così come il Popolo Viola e tutti i mondi sociali e intellettuali che chiedono un’Italia diversa». Molto scettico Beppe Fioroni, ex popolare, veltroniano convinto: «Credo che finire la partita con lo schema Pd-Di Pietro-Vendola e magari con la tentazione che arrivi pure il nipote di Grillo, sia un orizzonte angusto». Grillo? «Ho sentito toni un po’ bossiani», taglia corto Giuseppe Civati, uno dei giovani emergenti nel Pd.
Tre domande sulla ’ndrangheta Mercoledì incontro all’università
PAVIA. «Il silenzio è ’ndrangheta»: con questo titolo simbolico un arcipelago di sigle che riunisce partiti e associazioni, volontariato e movimenti, organizza per mercoledì sera un incontro nell’aula magna dell’università con Giulio Cavalli, autore ed attore teatrale.
Come sono organizzate le mafie a Pavia? Chi sono i referenti politici? Cosa dobbiamo chiedere alla politica? Attorno a queste tre domande ruoterà l’incontro che mercoledì sera si svolgerà a partire dalle 21 nell’aula magna dell’università (ingresso da piazza Leonardo).
Le tre domande saranno rivolte a Giulio Cavalli, autore ed attore teatrale che nel 2009 insieme a Gianni Barbacetto ha scritto “A cento passi dal Duomo”, lavoro pensato e realizzato per svelare in qualche modo la presenza della mafia e della ’ndrangheta in particolare in una Lombardia che in qualche caso ancora si crede immune dal pericolo di infiltrazioni della malavita organizzata.
Giulio Cavalli per il suo lavoro ha ricevuto minacce mafiose ed è costretto a vivere sotto scorta: una condizione ricordata esplicitamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha rivolto pubblicamente la solidarietà aperta del capo dello Stato.
Civati (Pd) ad Affari: “Grillo figlio di Obama e del Labour. E il suo popolo è lo stesso del Pd”
Lunedí 27.09.2010 17:30
Grillo, dai vaffa alle elezioni
I musicisti emergenti? Tutti alla Woodstock di Grillo. I VIDEO
Vittorio Sgarbi ha dato mandato al proprio legale, Giampaolo Cicconi, di denunciare Beppe Grillo per furto e plagio. Ne ha dato notizia un comunicato. “Grillo e’ un ladro”, ha affermato Vittorio Sgarbi, “non posso accettare che la mia formula politica, coniata oltre 15anni fa a Segrate – ‘noi non siamo ne’ a sinistra, ne’ a destra, ma in alto’ – venga usata da questo bulletto di periferia che peraltro in Porsche, mentre io facevo politica, tentava di corteggiare mia sorella”. “Siamo di fronte alla penosa falsificazione di un falsario provinciale che continua a ripetere senza citarne la fonte il motto del mio movimento politico”, ha insistito. Sgarbi ora
chiede 10milioni di euro di danni che verranno usati per creare il movimento 7STELLE e indica come testimoni i collaboratori del tempo fra cui Giorgio Grasso e Cinzia Viola.
“Noi non siamo né di destra, né di sinistra, ma sopra. La frase pronunciata da Beppe Grillo a Cesena fu già usata da Umberto Bossi. Un coincidenza impressionante. Ma il rischio è di non trovarsi da nessuna parte e di fare un danno al Paese”. Giuseppe Civati, filosofo, consigliere regionale lombardo del Pd e voce critica dei democratici, presente alla Woodstock italiana del comico genovese, sceglie Affaritaliani.it per analizzare il pensiero del movimento a 5 stelle. “A Cesena ho visto delle persone simili a quelle che frequentano il Pd, che hanno le stesse aspirazioni di cambiamento. Ma a nulla serve portare 20 ragazzi in Parlamento e poi avere al governo il Centrodestra”. Grillo come la nuova destra francese di Alain de Benoist? “No. E’ un fenomeno anglo-italiano. Penso più ai fratelli Miliband e a Obama”.
L’intervista
Che impressione le ha fatto il discorso del comico genovese a Cesena?
“Premetto che il clima era imponente, a tratti adolescenziale vista l’età dei partecipanti. Si respirava un’esigenza di cambiamento, un voler uscire dall’incubo degli ultimi anni della politica italiana”.
Grillo ha detto: “Noi non siamo né di destra, né di sinistra, ma sopra”.
“La frase fu già usata da Umberto Bossi. Quasi una citazione inconsapevole o consapevole. Un coincidenza abbastanza impressionante. Il movimento di Grillo è fuori dalla politica istituzionale e ripercorre una strada già intrapresa da altri. Il rischio è di non trovarsi da nessuna parte. In un sistema moderno, dalla rivoluzione francese in poi questo vuole dire non avere un posto né volerselo prendere”.
E quindi?
“Il rischio è che Grillo faccia un grande risultato anche meglio delle aspettative e che poi non ottenga nulla. E paradossalmente rafforzi le forze conservatrici. E’ un chiamarsi fuori, a meno di non avere l’ambizione di avere il 50% più uno. Più volte ho chiesto ai grillini una collocazione. Di avere degli interlocutori. E’ così che si fa in politica. Non volere le alleanze di partito va benissimo ma in un Paese come il nostro, bloccato dall’informazione, forse sulla banda larga degli alleati si possono anche trovare all’infuori di chi governa in questo momento il Paese. Così come sulle politiche ambientali. Ci sono grandi opportunità in questo senso”.
Grillo si chiama fuori dal sistema ma fa delle proposte concrete.
“Ma come fanno ad avere la maggioranza? Potrà anche raggiungere il 10%, esagerando, e dopo? Fa l’opposizione magari a chi non vuole cambiare proprio nulla? Rinvia il disegno riformatore a data da destinarsi. E così facendo provoca un danno al Paese”.
Ma con i suoi 20 deputati in Parlamento…
“Le sue proposte saranno comunque di minoranza”.
Beppe Grillo
In Piemonte però il voto dei grillini è andato a scapito della Bresso…
“Non sono d’accordo. Non hanno fatto perdere la Bresso. Non hanno fatto vincere invece le loro idee. Consiglio loro di evitare di fare una battaglia di testimonianza che magari ora è molto popolare ma che tra cinque anni avrà un senso diverso”.
Beppe Grillo non rappresenta un pericolo per il Pd?
“No. Grillo è un pericolo per il Paese. Dice che le cinque stelle sono dedicate all’ambiente, al lavoro, all’economia, alle imprese. Mettiamo che queste proposte io e tanti del Pd le condividiamo, che cosa facciamo? Auspichiamo di fare un’opposizione tenace in Parlamento? Credo che il Paese ora abbia bisogno di un nuovo governo che tenga conto anche di tante delle proposte di Grillo e dei grillini”.
Ovvero?
“Segnalo a Grillo che in Italia c’è il nucleare. Dice che la televisione è finita. Ma a Cesena un ragazzo del pubblico ha risposto: “Magari!”. Uno può anche fare le sue battaglie ideali. E non tanto far perdere la Bresso ma far vincere Cota. Non tanto far perdere il Pd ma far vincere ancora Berlusconi”.
Beppe Grillo rischia quindi di essere un boomerang?
“Sì, per se stesso prima che per noi. Parla di casa ecologica, banda larga, ambiente, wi-fi… ma al governo c’è Berlusconi. Io dico di non sprecare le energie. Insieme alle 5 stelle di Grillo serve tutto il firmamento per cambiare questo Paese. Serve un approccio rivoluzionario, e su questo sono d’accordo con lui. Ma tutte queste stelle vanno messe in fila e devono essere maggioritarie”.
Quindi è d’accordo con Grillo?
“A Cesena ho visto delle persone simili a quelle che frequentano il Pd, che hanno le stesse aspirazioni di cambiamento, di democrazia, di cittadinanza. Ma a nulla serve portare 20 ragazzi in Parlamento, chiedere il ricambio, una riforma della legge elettorale e poi avere al governo il Centrodestra. Sarebbe più interessante se su questi temi ci fossero delle convergenze sul piano politico e culturale. Se il Pd fa sue le cinque stelle di Grillo, che motivo ha di non collaborare con noi?”.
Lo scrittore francese Alain de Benoist è il fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra). Vede delle similitudini con il movimento di Grillo?
“No. Grillo è un fenomeno anglo-italiano. Penso ai fratelli Miliband e a Obama. E’ un movimento partecipativo che è molto anglosassone. Non a caso le sue parole d’ordine sono ispirate al populismo. Nel Paese di Bossi e Di Pietro c’è poco da essere raffinati… Vedo delle basi nella riflessione ecologista e nel rapporto dei cittadini con il potere, che è antichissima, ma non c’è una formalizzazione nel pensiero contemporaneo. E’ un fenomeno determinato dal fatto che la politica ha fatto dei passi indietro lasciando ampi spazi vuoti”.
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