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NO al nucleare, SI alle rinnovabili !!!!!
Pino Neri chiede gli arresti domiciliari
Vi proponiamo un articolo uscito oggi sulla Provincia Pavese e una lettera dello stesso Pino Neri. Tra le righe potete leggere un messaggio molto subliminale….”O mi fate andare agli arresti domiciliari, o svuoto il sacco sui rapporti tra politica pavese e ‘ndrangheta”. Noi del MoVimento 5 Stelle di Pavia chiediamo alla Dott.ssa Boccassini di lasciare in carcere questo personaggio fino a quando non deciderà di parlare e di fare i nomi dei politici locali collusi con ‘ndrangheta come lo stesso Pino Neri dichiara di sapere. Forza Dott.ssa Boccassini, ormai non possiamo contare più sulla politica italiana, ci dia la forza di credere in quella magistratura che vuole ancora bene a questo paese. Siamo tutti con lei.
Accusato di ’ndrangheta: «Spiegherò dove si annida il malaffare pavese»
PAVIA. Associazione mafiosa. Di quanto sia accusato Pino Neri, finito in cella a luglio nell’ambito dell’inchiesta sulla’ndrangheta in Lombardia, se ne rende ben conto. E’ lui stesso a scrivere dal carcere che è «indagato per un grave reato». Un’accusa che secondo lui però non può negargli il «diritto alla vita e alla salute». Così in una lettera giunta ieri in redazione annuncia di aver smesso da nove giorni di assumere i medicinali salvavita, indispensabili per un trapiantato come lui. L’avvocato con studio in piazza della Vittoria si dice anche pronto ad «arrivare anche al rifiuto della dialisi». Non solo: avanza dubbi sulla correttezza della perizia medica che considera la detenzione in carcere compatibile con le sue condizioni di salute, annuncia che intende «difendersi nel processo anche se quello mediatico mi ha già giudicato e condannato». In più l’avvocato che risiede in una villetta a San Martino, manifesta l’intenzione di voler affrontare il tema dei rapporti con i politici locali «che molto hanno occupato e ancora occupano le cronache, anche quelle nazionali», dicendosi disposto «una volta ritrovata la necessaria serenità, a offrire un contributo valido per capire dove effettivamente si annida il centro del malaffare pavese».
La detenzione in carcere. Recluso ad Opera, Pino Neri è in carcere da 168 giorni. «Nell’istanza che abbiamo presentato – spiega il difensore, Luca Rallo – il Tribunale del Riesame ha chiesto al carcere di attenersi ale prescrizioni indicate dai periti. Cioè un isolamento tale che eviti la promiscuità con malati infettivi, visto che è un immunodepresso, una dieta particolare e una vigilianza che monitori costantemente le sue condizioni Tutto ciò non può essere assicurato in carcere, forse neppure in un ospedale. Sarebbe necessario concedere gli arresti domiciliari». Proprio per ottenere ciò, il legale ha presentato una nuova richiesta al Gip: «Se otterremo risposta negativa, ci rivolgeremo di nuovo al tribunale del Riesame»
Le condizioni di salute. «La situazione è drammatica – dice ancora l’avvocato Rallo – Per lui basta un semplice virus, per essere spacciato. Pesa 40 chili, in carcere ne ha persi 4. Ha già avuto un ricovero per una broncopolmonite virale, i giudici prima o poi capiranno che il regime carcerario per lui equivale alla pena di morte».
Le accuse della procura. Pino Neri è accusato di essere un boss dell’ndrangheta. In una riunione a Paderno Dugnano, ripresa dalle telecamere nascoste degli inquirenti, pronuncia un discorso su chi avrebbe dovuto diventare il nuovo capo della ’ndrangheta in Lombardia, dopo l’uccisione di Carmelo Novella. La procura non solo lo accusa di avere un ruolo di primo piano nella malavita calabrese radicata nella nostra regione, ma anche di essersi mosso da boss a Pavia. «Neri avrà la possibilità di chiarire tutto – dice ancora il suo legale – Vorrei solo dire che Neri non è un calabrese che si è trasferito a Pavia, bensì una studente che si è fermato a Pavia, che qui vive e svolge una professione. E’ un cittadino di Pavia da quasi 30 anni e se qualcuno l’ha fotografato mentre incontrava qualcuno è un fatto del tutto irrilevante. Non prova nulla».
LINDA LUCINI La Provincia Pavese
Questa la lettera di Pino Neri
Gentile direttore,
dal 19 dicembre sto rifiutando la terapia farmacologica per porre l’attenzione sulle condizioni in cui sono costretto a stare. (Arriverò, anche, al rifiuto della dialisi). Nonostante le attestate gravi condizioni di salute in cui verso (cardiotrapiantato, in emodialisi, affetto da coronaropatia trivasale ed inserito in lista attiva per un nuovo trapianto di cuore unitamenta a quello renale) vengo tenuto recluso in luoghi inadeguati dal punto di vista igienico-sanitario. Il mio stato di immuno-soppresso (assumo la ciclosporina e il cortisone, i farmaci antirigetto) mi espone ad elevati rischi infettivologici tant’è vero che, dal giorno del mio arresto, ho contratto diverse infezioni alcune importanti come la broncopolmonite batterica diagnosticata dal Policlinico di Milano il 3 novembre di questo 2010. Il rischio di infezioni, che possono essere fatali, si rivela ancora più elevato se si considera che sono collocato in un reparto di infettivi (malati di Aids, tubercolosi, ecc.) ed in luoghi sporchi e maleodoranti. Tutto ciò è assurdo che accada in un centro clinico che, solo sulla carta, risulta essere il migliore d’Italia. Basterebbe solo mettere il naso dentro per rendersi conto dello stato di degrado in cui versa questo Centro Clinico e di come sono tenuti i detenuti qui collocati (quattro persone per ogni cella, poche celle singole, docce comuni). Io sono consapevole dei rischi elevati che corro rifiutando di assumere i farmaci salvavita, ma sono altrettanto certo che in questo stato, prima o poi, sarei destinato comunque a una brutta fine. Anch’io, credo, seppur indagato di un grave reato, ho il diritto alla tutela della salute e alla vita. Tenendomi in queste condizioni, invece, si rischia di infliggermi, ancor prima di un giusto processo, una pena non prevista dal codice e bandita dalla Costituzione. Per quanto riguarda le accuse che mi vengono rivolte mi difenderò nel processo anche se quello mediatico mi ha già giudicato e condannato. Quel che mi sta accadendo è forte e ingiusto. Ricordando Pascal, la giustizia deve essere forte ma prima di essere forte deve essere giusta. Una giustizia solo forte è un’opera monca. Se, invece, la giustizia è «giusta» è «forte». Quel che mi accade è solo forte ma non giusto; è fortemente ingiusto! Sui fatti da me denunciati fornirò fatti, circostanze e nomi. Io, i miei familiari e il mio avvocato abbiamo, finora, scelto la linea del silenzio ritenendo così di tutelare meglio le posizioni giuridiche. Oggi, senza aver consultato nè l’avvocato nè la famiglia, ho deciso di rendere pubbliche le mie denunce. Sarebbero tante le cose che vorrei dire e gli argomenti che vorrei affrontare, soprattutto quelli relativi ai rapporti con i politici locali che molto hanno occupato e ancora occupano le cronache, anche quelle nazionali. Forse, un giorno, con maggiore serenità, affronterò nel dettaglio ogni questione di cui il giornale da Lei diretto si è occupato per fare, finalmente, chiarezza su tutto. Se un giorno troverò la necessaria serenità potrò sicuramente offrire un contributo valido per capire dove effettivamente si annida il centro del malaffare pavese.
Pino Neri
Buon Natale da Beppe Grillo
“Il Natale è la festa più triste dell’anno. Chi è solo si sente più solo, chi è povero diventa uno straccione. Parenti che mai ti sogneresti di incontrare, di qualcuno di loro ti eri persino scordato l’esistenza, si presentano alla tua porta. Persone che incroci solo in due occasioni, il 25 dicembre e ai funerali, ti sorridono e ti baciano ripetutamente. Perché? Le case si trasformano in discariche dopo l’apertura dei regali la cui confezione costa più del contenuto. E’ sempre presente una zia o una nonna trasformata in addetto alla nettezza domestica con più sacchi della spazzatura, uno per la plastica, uno per il vetro, uno per la carta e i cartoni. Siamo tutti più buoni. I mendicanti, presenti ormai in forze nelle città, si distinguono a fatica dal comune passante. Ieri ho dato 20 centesimi a un impiegato di banca che frugava nel cestino e si è pure risentito. La bellezza del Natale è che copre tutto, come la neve, come Berlusconi. Ti dimentichi di essere precario, disoccupato, cassintegrato e Marchionne ti sembra uno dei tre Re Magi con la mirra svizzera. Il Made in China è travolgente, è il trionfo del “Merry China Christmas”, ogni oggetto sotto l’albero viene dal Lontano Oriente, ma prodotto però da aziende italiane. Esportiamo capitali per importare giocattoli. E’ la globalizzazione del Bambin Gesù. Immensi pini vengono innalzati nella piazza del Duomo di Milano e nella Città del Vaticano, tagliati alle radici, immolati, addobbati con festoni e lucine per feste ecosostenibili. Però Natale è sempre Natale e a qualcuno più che ad altri voglio fare quest’anno i miei auguri: ai papà. Ai padri che hanno paura di non farcela a dare una vita dignitosa ai loro bimbi, che vedono con gli occhi incollati alla vetrina di un negozio di giocattoli e si sentono delle nullità perché non possono permettersi un regalo. Ai papà soli, perché separati, il cui Natale è contenuto in una telefonata: “Ciao papà! Ora devo andare…”. A quelli che non si arrenderanno mai per i figli e accetteranno qualunque attività, qualunque umiliazione per loro. Quanti sono questi eroi moderni che lavorano sottopagati, che accettano lavori a rischio e qualche volta muoiono per portare a casa uno stipendio? Che abbassano la testa e rinunciano a ogni orgoglio? Loro sono i veri Babbi Natale anche se il sacco è qualche volta vuoto. La luce che hanno negli occhi quando ti guardano, e penso anche a mio padre, è un regalo che non troverai più quando la perderai.” Buon Natale da Beppe Grillo
Dal MoVimento 5 stelle Pavia un felice Natale a tutti
Comunione e fatturazione
Vi consigliamo di ascoltare e vedere questo video fatto dai ragazzi di Qui lecco libera, trovate il loro sito qui.
Naturalmente vengono fatti i nomi di Abelli, Chiriaco e Caltagirone , Passando da Formigoni e Bertoglio!!!
Natale in cella per Chiriaco, nessuna decisione sulla perizia
PAVIA. Carlo Chiriaco si prepara a passare il Natale in carcere a Torino. Il Riesame non ha ancora preso una decisione sulla compatibilità tra le condizioni di salute dell’ex direttore sanitario dell’Asl e il regime carcerario. Ci si prepara comunque a un rifiuto, a meno di colpi di scena: se l’esito del Riesame fosse stato positivo, infatti, sarebbe stato già depositato, trattandosi proprio di ragioni di salute. La perizia medico-legale per valutare lo stato psico-fisico di Chiriaco, su cui gli avvocati Oliviero Mazza e Nico D’Ascola avevano chiesto attenzione, era stata concessa dal gip Andrea Ghinetti. Le istanze per la libertà di Carlo Chiriaco fino a questo momento sono state tutte respinte. Gli avvocati avevano contestato la sussistenza delle esigenze cautelari a partire dal fatto che Chiriaco si era dimesso subito dopo l’arresto, e quindi non avrebbe potuto reiterare il reato. Solo in un momento successivo, i legali difensori avevano sollevato il problema delle condizioni di salute, che si sarebbero aggravate durante la detenzione. L’ex direttore sanitario appare molto provato a coloro che vanno a visitarlo in carcere. Ma per ora queto non è bastato a farlo uscire. (m. fio.)
Valdes e Trivi, il processo a maggio a Pavia
Inchiesta sulla ’ndrangheta. L’ex sindaco di Borgarello sceglie il giudizio immediato
Il bancario di Binasco vuole l’abbreviato Così i costruttori
PAVIA. Processo per Pietro Trivi, l’ex assessore di Pavia, e Giovanni Valdes, l’ex sindaco di Borgarello. Il gip Andrea Ghinetti ha disposto anche per loro il giudizio immediato come chiesto dalla procura Antimafia di Milano. In provincia di Pavia sono nove, in tutto, gli imputati per i quali è stato fissato il processo a maggio.
PAVIA. Processo per nove. Nel decreto del gip Andrea Ghinetti, che ha accolto la richiesta dell’Antimafia di giudizio immediato, ci sono anche i nomi dell’ex sindaco di Borgarello Giovani Valdes e dell’ex assessore di Pavia Pietro Trivi.
Tutti a processo, dunque. Oltre all’avvocato tributarista di San Martino Pino Neri, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, e all’ex direttore sanitario dell’Asl Carlo Chiriaco, accusato di concorso esterno, vanno a giudizio a maggio anche coloro che ricevettero, il 13 luglio, nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia del magistrato Ilda Boccassini, avvisi di garanzia per reati diversi dall’associazione mafiosa. E’ il caso dell’ex assessore al commercio di Pavia Pietro Trivi, che deve rispondere di corruzione elettorale insieme al sindacalista Mimmo Galeppi (che sostiene di non avere ricevuto ancora, a conclusione dell’inchiesta, alcun avviso di garanzia) per avere – come sostiene l’Antimafia nel capo di imputazione – in concorso con Carlo Chiriaco, pagato «2mila euro per ottenere 150 voti nel corso delle elezioni amministrative del 2009 a Pavia».
A processo vanno anche Giovanni Valdes, l’ex sindaco di Borgarello (si era dimesso pochi giorni dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare) arrestato il 21 ottobre per turbativa d’asta insieme all’ex bancario di Binasco Alfredo Introini e all’imprenditore di Tortona Salvatore Paolillo (l’unico a cui erano stati concessi, dopo qualche settimana, gli arresti domiciliari). Valdes, Paolillo e Introini, devono rispondere, in particolare, di avere truccato la gara per l’aggiudicazione del terreno di via Di Vittorio a Borgarello, che fu assegnato tramite asta pubblica alla società Pfp, intestata a Paolillo ma riconducibile, sempre secondo i magistrati, a Introini e a Chiriaco.
E ancora, il decreto di giudizio immediato riguarda i costruttori edili della provincia di Pavia: Francesco Bertucca di Borgarello, accusato di associazione mafiosa e ancora in carcere a Marassi, e gli imprenditori, indagati ma liberi, Rodolfo Morabito di Borgarello e Antonio Dieni di Sant’Alessio, che devono rispondere dello stesso reato associativo.
Il processo, che di fatto sancisce la chiusura delle indagini preliminari, consentirà da un lato agli indagati di difendersi, dall’altro permetterà di conoscere nei prossimi giorni, quando il decreto sarà notificato ai difensori, i risultati dell’inchiesta. Si saprà anche se in provincia di Pavia l’Antimafia ha, nel frattempo, messo sotto indagine altre persone tra i politici, gli imprenditori e i professionisti che erano stati solo sfiorati dalla bufera giudiziaria culminata con gli arresti di luglio, ma che non avevano ricevuto alcun avviso di garanzia.
I processi per gli imputati pavesi non saranno celebrati tutti a Milano. Trivi e Valdes, ad esempio, saranno giudicati dal tribunale di Pavia. E il discorso vale per tutti coloro che devono rispondere di reati che non riguardano l’associazione mafiosa. Il fascicolo resterà a Milano, però, nel caso in cui gli imputati chiederanno di essere processati con rito abbreviato. In questo caso sarà competente il gip di Milano
Mortara, il mistero dei controlli nei terreni
Rilievi per l’autostrada Broni-Mortara. Agricoltori infuriati: «Nessuno ci ha avvisati»
La società si difende: “Ingressi abusivi? Falso, abbiamo eseguito le misurazioni solo dove eravamo autorizzati”
Un proprietario ha inseguito e cacciato i tecnici dai campi
MORTARA. «Nessun carotaggi dove non c’è stata rilasciata l’autorizzazione»: la Sina, società che si occupa della progettazione della Broni Mortara su incarico della concessionaria Sabrom, risponde tramite l’ingegner Enrico Ghislandi a chi la accusa di aver rilievi definiti “abusivi”.
In sostanza, i tecnici hanno operato solo dove gli è stato concesso. Questa la versione dell’azienda, che non collima con quella di chi ha visto arrivare degli sconosciuti sui propri terreni, senza preavviso. «Doveva esserci un incontro coi comuni per spiegare il progetto, organizzato dalla Regione, ma è saltato per motivi politici – aggiunge Ghislandi – A gennaio ci dovrebbe essere un’altro confronto, prima della presentazione del progetto».
Intanto la società dovrebbe avvisare i comuni, in vista di rilievi in cui verranno installate apparecchiature per il rilevamento del rumore su alcune abitazioni. Ma come si è mossa la Sina? «I tecnici sono venuti anche da me, ma li ho stoppati perché non ho concesso l’autorizzazione ad entrare nel mio fondo», afferma Arturo Brustia, imprenditore agricolo di Castel d’Agogna. Un altro episodio è avvenuto a Mortara, dove un agricoltore ha inseguito i tecnici per cacciarli dai suoi terreni, finendo poi in una risaia. A questo proposito, il sindaco di Mortara, Roberto Robecchi, sottolinea: «In Comune non abbiamo ricevuto comunicazioni. Comunque è una procedura a dir poco insolita: in mancanza degli espropri, non ci si può presentare a casa d’altri senza giustificazione».
Lo stesso episodio si era verificato qualche anno fa nell’azienda agricola di Olevano delle sorelle Cristiana e Alessandra Sartori. «Noi, proprietari dei fondi interessati dall’autostrada, finora non abbiamo ricevuto informazioni», sostiene Brustia, che aggiunge: «Mi sono opposta all’ingresso nel mio terreno. Se fanno buchi da 20-30 metri, rischiano di mettere in comunicazione le falde».
SIMONA MARCHETTI La Provincia Pavese
NO AL PROGETTO
Autostrada inutile distruggerà il territorio
Il famigerato progetto autostradale Broni-Mortara ha tutte le prerogative per rappresentare, tra l’altro, anche il rito funerario per il Parco Ticino. Oggi l’esistenza del Parco è usata dai palazzinari per rendere più appetibile il loro prodotto, mentre realtà come cascina Venara vengono messe in discussione. E’ proprio l’incontrollata espansione di molti comuni attorno a Pavia ad aver congestionato la viabilità; a fronte di ciò qualcuno vorrebbe nuovo cemento e asfalto! Esattamente 51 Km a doppia corsia, ai quali si aggiungono 3 maxi raccordi. Il suo esorbitante costo sarebbe sostenuto da società private, oltre a non pochi soldi pubblici. Il privato, per pagarsela e sapendo che i pendolari non possono permettersi i pedaggi, è alla forsennata ricerca di traffico da convogliare sull’infrastruttura: spostamento di veicoli dagli assi To-Ve e Mi-Bo, adiacenti insediamenti di logistica, cave… insomma, sempre più traffico pesante.
Che essa sia vista dal Pirellone come sfogo per aree milanesi ormai ben oltre il limite del collasso ambientale è cosa abbastanza ovvia, meno ovvio è che i pavesi si rassegnino ad abitare un hinterland milanese con la fisionomia di Pieve Emanuele, Opera… Buccinasco.
Civiltà vuole che ci sia netta inversione di tendenza: limitazione dei residenti nei singoli comuni, sviluppo del trasporto pubblico specie su rotaia, recupero della redditività agricola e quindi delle aziende di eccellenza di cui la Lomellina è ricca, valorizzazione di ciò che è ancora sano evitando «abbuffate» immobiliari ed infrastrutturali a vantaggio di pochi e a danno di tutti.
Per salvare il ponte della Becca occorrono subito 2,5 milioni di euro che non basteranno, ma la cifra per mantenere in decenza la rete stradale provinciale è enormemente più grande. Ogni infrastruttura ha bisogno di manutenzione e quando i soldi scarseggiano non ha alcun senso pensare ad opere faraoniche che, per potersi pagare, debbono devastare aziende agricole, il Parco, l’aria che respiriamo.
Vincenzo Caprioli Presidente associazione T.a.b.u, San Martino
Per noi la politica deve essere fatta così…pensateci!!!!
MoVimento 5 stelle Pavia è con Assange
Pendolarismi infernali
Dal Coordinamento pendolari della provincia di Pavia
In questi giorni riceviamo numerose segnalazioni di pendolari di varie tratte del territorio pavese che ci segnalano episodi relativi a gravissimi disservizi ferroviari. Per esempio, ne pubblichiamo uno molto recente relativo ai disagi subiti ieri 15 dicembre dai pendolari della tratta MORTARA-MILANO. Reputiamo questi fatti inaccettabili e chiediamo conto alla Regione Lombardia e a Trenitalia di intervenire al più presto sulle tratte pendolari del nostro territorio. Che fine hanno fatto i BONUS? Leggetevi questo report e rabbrivite. I pendolari di questa tratta ci hanno poi comunicato che, dopo i ritardi di ieri mattina, il disastro di ieri sera, stamattina viaggiare è stata una nuova avventura: 40 minuti di ritardo all’arrivo a Milano, poi i problemi di M2, stasera arrivato in stazione a Vigevano (il treno aveva 3 carrozze con riscaldamento spento…) hanno trovato anche la Polizia Locale che stava controllando le presenze “sospette” in stazione.
Ciao,oggi è stata una giornata difficile sulla linea Milano Mortara.
Ho fatto delle segnalazioni sulla vostra piattaforma monitoraggi www.coordinamentopendolari.it/segnalazioni.php , ma sono quelle situazioni in cui è veramente difficile capire cosa segnalare o tradurre tutto, data la situazione di confusione generale presso le stazioni e sui treni e l’assenza di servizi informativi immediati ed aggiornati.
Stamani (15 dic 2010) il treno Vigevano-Milano delle 6.44 è arrivato a Milano p.ta genova con 20 minuti di ritardo.
Stasera il treno delle 18.40 per alessandria è arrivato ad Abbiategrasso in ritardo e li si è fermato. Senza più ripartire.
Già il treno precedente ha avuto ritadi ed è arrivato faticosamente a Vigevano.
Comunque il nostro treno si tramutato nel 10534 ed è ripartito per Milano.
Tutti i passeggeri sono rimasti in attesa di comunicazioni, o si sono fatti venire a prendere da parenti e amici.
Mentre gli autoparlanti davano comunicazioni contrastanti che parlavano di ritardi di 30 minuti e sospensione della tratta abbiategrasso – mortara sino ad annunciare ritardi di 60 minuti.
Hanno comunicato che ci sarebbero state delle navette per Mortara.
La sala d’aspetto di Abbiategrasso non è molto grande e le persone erano tante. Fuori la temperatura era sotto lo zero!
Intorno alle 20,15 è arrivato un secondo treno da Milano, riversando e aggiungendo pendolari a quelli di prima che oramai erano li da più di un’ora. Verso le 20,30 è arrivato un pulman/navetta che è stato assalito dai pendolari. 50 posti per almeno 200 persone che erano li. La situazione è stata difficile con momenti di tensione. Per 50 persone, la salita a bordo è stata difficile e rischiosa, tra spintoni e rischi di esser calpestati. Tensioni che hanno portato a liti e parole forti con l’autista che non sapeva nulla, e non voleva far salire più di 50 persone, tra donne spremute e palpate. Momenti di panico, tensione e dichiarazioni di attacchi di tachicardia e pattegiamento di posti a sedere per bambini e donne.
Dopo una decina di minuti è arrivato uno delle FS che ha detto che se volevamo potevamo anche scendere e prendere il treno che a questo punto aveva ripreso a viaggiare. Alcuni sono scesi.
Non so quando il treno è arrivato a Vigevano, io so che avendo preso il treno delle 18.40 e poi la navetta (ero fra i 50 fortunati) sono arrivata alla stazione di Vigevano ale 21, dalle 6.46 della mattina da cui ero partita.
Oltre alla stanchezza, il freddo anche i relativi disagi per i mancati appuntamenti o cose che avrei fatto nel tempo perso, dalla spesa alla cena.
Di bonus non se ne parla più?
nota simpatica (si fa per dire) l’autista della navetta non sapeva la strada e ha avuto indicazioni dagli stessi passeggeri.
Antonella
Anche il MoVimento 5 Stelle Pavia parteciperà alla fiaccolata antifascista
Come sapete a Pavia continuano a ripetersi atti vandalici di chiara matrice fascista.
Le aggressioni alle sedi PD in via Fasolo e per due volte alla sede del PDCI, di SEL e della lista civica Insieme per Pavia in via Ferrini. La distruzione del cippo commemorativo del partigiano Giovanni Cazzamali a Pavia Ovest e scritte inneggianti al nazifascismo sui muri del centro.
Da ultimo è stata distrutta la lapide di due partigiani tra cui… il partigiano Amati. Ogni 25 Aprile la sezione Anpi S.Pertini di S.Pietro in Verzolo si reca a depositare i fiori.
E’ necessaria una mobilitazione di tutti contro il fascismo e in difesa della nostra Democrazia e Costituzione fondate sull’antifascismo.
Lunedì 20.12.10 alle 18,00 presidio in piazza della Vittoria da cui partirà fiaccolata che passa dalla prefettura e si ferma davanti al comune dove si terrà il consiglio comunale.
Per onorare la memoria violata e vilipesa, chiede che il cippo in memoria del partigiano Cazzamali e la lapide in memoria dei partigiani fucilati in via Fasolo vengano immediatamente ripristinati dal Comune.
Asl, il direttore lo sceglie la Lega
Giochi aperti per l’Azienda ospedaliera, ma il successore di Sanfilippo lo prenota Cl
Ercole fa un passo indietro, il cremonese Compagnoni in pole
PAVIA. L’Asl alla Lega, l’Azienda ospedaliera al Pdl. Anzi, alla corrente del Pdl vicina a Comunione e liberazione. Queste sono le uniche certezze alla vigilia delle nomine dei nuovi vertici della sanità lombarda. Nomine politiche, che saranno formalizzate in Regione la sera del 23 dicembre, si dice, in modo che tutti gli scontenti abbiano a disposizione la vigilia e Natale per sbollire.
Nomine politiche: lo riconosce lo stesso assessore regionale alla sanità, il leghista Luciano Bresciani, che dovrà portare le sue proposte al governatore Roberto Formigoni. Che nomi porterà per l’Asl e l’Azienda ospedaliera di Pavia? «Magari potessi già saperlo – svicola Bresciani -. Sto ancora valutando tutti i curricula, poi sentirò i consiglieri regionali del territorio per capire meglio, alla fine porterò tutto al presidente Formigoni e sarà lui a decidere».
Tutti i consiglieri regionali? Angelo Ciocca della Lega, Vittorio Pesato del Pdl e anche Giuseppe Villani del Pd? «Tutti quanti, certo – risponde Bresciani – si tratta di nominare dei manager competenti, non di lottizzare qualche posto».
Resta il fatto che l’Asl deve andare alla Lega, l’Azienda ospedaliera ai Ciellini nel Pdl. I nomi, allora.
Per l’Asl, dopo il terremoto dell’arresto per n’drangheta del direttore sanitario Carlo Chiriaco, continua a circolare il nome di Cesare Eercole, ex sindaco leghista di Broni, oggi direttore generale dell’Asl di Treviglio. «Ma la Lega non manda i suoi manager sul territorio dove abitano – frena Ercole -. Aspetto le decisioni, ma mi sento fuori gioco per Pavia». E se non sarà Ercole il nuovo manager dell’Asl? In via Bellerio circola insistentemente il nome di Gilberto Compagnoni, medico neonatologo che è stato direttore generale dell’Asl 1 di Milano e oggi ha lo stesso incarico a Cremona. Molto più complesso stabilire che sarà l’uomo che il Pdl sceglierà per sostituire Luigi Sanfilippo al vertice dell’Azienda ospedaliera. Si dice che si sia fatto avanti l’attuale direttore sociale dell’Asl Giancarlo Iannello, ma pare che i vertici milanesi del partito preferiscano puntare su un manager di fede ciellina più provata, a costo di uscire dall’ambito dei medici. Chiusa la partita con l’Asl e l’Azienda ospedaliera, però, non si chiuderà il capitolo delle nomine sanitarie: per il vertice del San Matteo, l’anno prossimo, potrebbe tornare in gioco Cesare Ercole.
STEFANO ROMANO La Provincia Pavese








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