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Archivio per febbraio 2011

Affittopoli a Milano c’è anche Abelli

28 febbraio 2011 redazione 1 commento

abelli chiriaco

Dalle liste del Trivulzio spunta il nome di Giancarlo Abelli. Per il fedelissimo di Berlusconi un canone mensile di 260 euro in pieno centro. Spunta anche il nome di Pietro Cerullo nel cda di Aler ed ex dirigente del Pat. Il marito di sua figlia ha un affitto Pat in via Santa Marta

Dopo il Pio Albergo Trivulzio, la casa per anziani Redaelli, quindi l’Aler. E così, tra scambi di favori e di case, il cortocircuito è servito. Ecco cosa succede quando un consigliere del Cda dell’Azienda regionale che si occupa delle case popolari in Lombardia vive in un appartamento della fondazione Golgi-Redaelli. Non solo, ma vista la sua carriera da ex dirigente della Baggina milanese può permettersi di parcheggiare il marito della figlia in una casa del Pat in via Santa Marta 15/17. Un gioiellino da 85 metri quadrati nel pieno centro di Milano che il Trivulzio affitta a poco più di 9mila euro l’anno. La vicenda di Pietro Cerullo, appartamento in via Piatti 8 (185metri quadri per 26mila euro l’anno), allarga così lo scenario e promette nuovi scandali. Non a caso la prossima settimana la finiana Barbara Ciabò, presidente della commissione Casa e Demenio sentirà il presidente di Aler, Loris Zafra. “Anche a lui – anticipa la Ciabò – chiederemo di rendere pubbliche le liste delle case”.

Insomma, tra affitti stracciati, immobili svenduti e liste fitte di nomi noti, Milano vive un’atmosfera singolare e già vista. Siamo solo al prologo di uno scandalo che ricorda molto da vicino quello di Tangentopoli. Monetine comprese. Come quelle che venerdì un gruppo di cittadini milanesi ha lanciato contro l’ingresso di palazzo Marino. Cento persone, non molte di più, ma tantissime arance verso il portone e molti cartelli con strampalati sillogismi aristotelici del tipo “Berlusconi uguale Moratti uguale ladri, cacciamoli”. A parte la logica zoppicante, il significato (politico) è chiaro.

In quel momento dentro le stanze del Comune stava andando in scena l’ennesima audizione della commissione. Con relativo sfoglio di lista. All’ordine del giorno il Redaelli. E anche qui le sorprese non sono mancate. Tra i nomi noti è saltato fuori quello della giornalista Natalia Aspesi. Rispetto al Pio Albergo Trivulzio, qui i prezzi sono ben diversi anche perché dal 2000 le unità (in tutto 76, di cui 26 appartamenti) in centro sono assegnate con asta pubblica e aggiudicazione al miglior offerente. Questa la regola. Dopodiché, come capitato, se l’asta va deserta i prezzi si abbassano. La Aspesi, ad esempio, per un appartamento di 228 metri quadrati in via Olmetto paga 45.497 euro. Fra i personaggi famosi figura Michele Battiato (fratello del cantante ed ex consigliere comunale repubblicano). Lui in via Olmetto ha una casa di 124 metri quadri per cui paga 20.359 euro l’anno, iva e spese escluse. Dall’elenco, poi, spuntano i nomi di Fabio Zanchi (ex giornalista di Repubblica ora capo ufficio stampa di Expo) e del giornalista del Corriere Edoardo Segantini.

Tra gli inquilini del Redaelli, come detto, c’è anche Pietro Cerullo, il quale, in curriculum, mette un passaggio nel cda del Pat che nel 2000 fu commissariato dopo la verifica amministrativa ordinata dall’allora sindaco Gabriele Albertini, e un incarico da dirigente al patrimonio durante l’ultima amministrazione Trabucchi. Il nome di Cerullo è decisivo perché aggancia la nuova partita Aler. E qui, in attesa che l’elenco venga reso pubblico, emerge il nome del presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro. Il magistrato vive in una villetta storica di via del Sarto con una superficie totale di 175 metri quadri pagando un canone annuo di 35mila euro. Di più: Aler stessa ha pagato 700mila euro di ristrutturazione. Cifra inizialmente versata da Infrastrutture lombarde e successivamente liquidata da Aler. La holding della Regione, infatti, ha stipulato con l’Agenzia delle case popolari una “convenzione – si legge nel documento della Regione – avente ad oggetto la realizzazione e ottimizzazione di un progetto di valorizzazione del complesso residenziale costituito da otto villette di proprietà Aler”. Tutte distribuite “nel comparto delimitato da via Andrea, via Tiepolo e piazza Ferravilla”. Questo accade il 16 marzo 2009. Sei giorni dopo un’altra convenzione, che comprende anche Regione Lombardia, prevede “la ristrutturazione di tre unità” e assieme l’impegno di Aler a vendere altre case “site sempre nel medesimo comparto”. L’obiettivo, spiega Infrastrutture Lombarde, è quello di destinare questi immobili a “personalità pubbliche anche in vista di Expo 2015″.

In attesa di ulteriori sviluppi, la partita della Baggina milanese si è avviata verso la strada del commissariamento con la nomina, venerdì, di Emilio Triaca, scelto da una lista di 95 nomi. Le sorprese però non finiscono. Affittopoli, infatti, prosegue e squaderna nomi nuovi come quello di Giancarlo Abelli, pezzo da Novanta del Pdl. Il deputato azzurro, ascoltatissimo da Berlusconi, per tre anni (dal 1999 al 2002) ha vissuto in una casa del Trivulzio. Esattamente in via Santa Marta 15/17 con un affitto mensile di 260 euro. Poco più in là, in piazza Mirabello 5, invece, vive Agostino Sacchi (circa 10mila euro l’anno dal 1999), ex dirigente del Pat, mentre suo fratello, Massimo Sacchi, ex responsabile al patrimonio del Pat vive in via Previati 2 con un canone mensile da 692 euro.

Sul tavolo, dunque, gli argomenti diventano molti. Tanto da stuzzicare la procura di Milano che ancora non ha aperto un fascicolo. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo punta l’attenzione soprattutto sulle compravendite del Pio Albergo Trivulzio. Questa resta ancora la questione con più ombre. Ci sono, infatti, appartamenti che il Pat dice di aver “alienato” (cioé venduto) senza però rendere noto il nome dell’acquirente. Staremo a vedere. Anche se il vero atto finale per dare fuoco alle poveri di una Mani Pulite bis è legato agli appalti. Ma qui il tavolo degli invitati si allarga a personaggi inquietanti legati alla criminalità organizzata calabrese e alla politica nazionale.

Fonte: Il Fatto quotidiano

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MoVimento 5 stelle Pavia con il popolo Libico

28 febbraio 2011 redazione 1 commento

Il MoVimento 5 Stelle Pavia guarda con apprensione e ammirazione alla lotta per la libertà del popolo libico, e in sintonia con le tante voci che si sono levate nella comunità internazionale condanna con risoluzione la follia omicida del dittatore che rivolta l’esercito contro i suoi stessi concittadini.
La Libia ha conosciuto periodi di estrema povertà, ma in seguito alla scoperta dei giacimenti petroliferi nel 1959, e anche grazie alla laboriosità delle sue genti, ha conosciuto un grande sviluppo economico che l’ha portata ad essere lo Stato africano con il più alto reddito pro capite, espandendosi nei settori dell’industria leggera e dell’agricoltura avanzata. La Libia è anche un Paese di grande tradizione culturale, sono celebri le sontuose moschee di Tripoli, nonché i meravigliosi resti archeologici di Leptis Magna e Cirene. In questo Paese si fondono più culture, dai tuareg ai berberi fino agli arabi, la Libia è sempre stata un crocevia di tradizioni ed etnie. In un passato oscuro l’Italia ha invaso e sfruttato questo Paese: il MoVimento 5 Stelle Pavia ricorda in modo critico il periodo coloniale da cui la Libia riuscì a liberarsi in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Questo non ha posto fine allo sfruttamento: diversi governi italiani hanno supportato in diversi modi, economici e militari, la dittatura di Gheddafi, tramite un rapporto commerciale privilegiato, la vendita di armi e l’addestramento delle sue legioni. Anche a queste vicende dettate da un mal concepito realismo politico guardiamo con occhio critico. Consideriamo la Libia uno Stato fratello nella comunità del Mediterraneo: e auspichiamo superi questi giorni tragici verso un futuro di libertà e democrazia. È il futuro che si merita questo popolo coraggioso, laborioso e di grande tradizione culturale.
Stiamo seguendo l’evolversi della situazione anche dalle vive voci dei protagonisti, grazie ad Internet: il Lybian Youth Movement ha scritto su Twitter: “Siamo tutti stanchi, non riusciamo più a concentrarci in ciò che facciamo. Non ci aspettavamo sarebbe rimasto aggrappato al potere così a lungo. Ma presto sarà sconfitto, inshala (se Dio vuole)”. Giovedì scorso, dopo giorni di lotta per la vita, i giovani partigiani erano stanchi, ma non si sono arresi; un altro loro messaggio: “I giovani a Tripoli non si arrenderanno. Gli sparano addosso ma sono pronti a tornare ad affrontare le strade. Oggi Tripoli è la Libia e la Libia sarà libera”. In questi giorni drammatici di distruzione e necessaria ricostruzione, Il MoVimento 5 Stelle Pavia esprime la sua vicinanza al popolo libico e alla sua rivendicazione di libertà e democrazia.
Potete trovare a questo link come i ragazzi libici cercano di informarci su quello che stanno passando

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DISINFORMIAMOCI……

28 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Il giorno 25 Febbraio esce sulla Provincia Pavese questo articolo a dir poco vergognoso sulla situazione della tratta Genova Milano che lo stesso giornale definisce l’unica virtuosa in provincia. Vi spieghiamo perchè non è così…….

Ritardi, Milano-Genova unica virtuosa in provincia

PAVIA. La linea ferroviaria sulla quale si estenderà la rete suburbana milanese è la migliore di quelle che attraversano la provincia di Pavia. Anzi, è l’unica che raggiunge i parametri di affidabilità che la Regione tiene in considerazione per riconoscere ai pendolari i bonus in caso di eccessivi ritrdi. A leggere i dati regionali, la Milano-Genova è l’unica delle 8 linee della provincia di Pavia che superano l’esame. In tutta la Regione 25 linee su 31 sono state sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili, e dunque la maggioranza degli abbonati lombardi avrà diritto al bonus. Il dato lombardo relativo alle 29 linee Trenitalia, escluse le linee delle Ferrovie Nord, è il peggiore da tre anni a questa parte: nel dicembre 2009 le linee critiche erano 11 e nello stesso mese del 2008 erano state 15. La linea peggiore in assuluto è la Alessandria-Mortara-Luino con un indice di affidabilità pari a 23 quando la soglia per i rimborsi è a 5. Segue la Pavia-Codogno e al terzo posto tra le peggiopri la Alessandria-Pavia. In fondo alla classifica altre tre linee “pavesi”: la Voghera-Broni-Piacenza, la Milano-Mortara-Alessandria e la Milano- Pavia-Stradella. «Di fronte ai dati ufficiali – attacca il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani – non possiamo non rilevare che contrastano fortemente con l’aumento delle tariffe del 12 per cento appena scattato, a cui si aggiungerà il successivo aumento di maggio, che alla fine dovrebbe portare a un più 25 per cento per colmare i mancati trasferimenti del governo. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha assicurato che gli aumenti di maggio saranno applicati solo se ci sarà un miglioramento del servizio, ma se queste sono le premesse forse dovremmo attenderci una riduzione. Nel mirino anche l’impossibilità di avere i rimborsi del 20 per cento per i pendolari che fanno l’abbonamento su Internet: «E’ un controsenso – conclude Villani – e abbiamo già depositato un’interrogazione in Regione per sollecitare un cambio». (s. ro.)

Con riferimento al vostro articolo pubblicato oggi 25 febbraio 2011 e dal titolo: “Ritardi, Milano-Genova unica virtuosa in provincia” intendiamo rettificare quanto da voi erroneamente esposto.
La linea Milano-Genova non è affatto la linea più virtuosa del nostro territorio pavese, il fatto che i rimborsi (bonus) vengano assegnati alle altre 7 tratte (su 8) e non alla Milano-Genova è dovuto infatti, non ai virtuosismi della linea (che nel suo complesso non raggiunge affatto gli standards di servizio previsti) ma ad un altro motivo che di seguito esponiamo: questa linea è percorsa al 90% da treni di competenza della Regione Piemonte e della Regione Liguria, pertanto i ritardi e le soppressioni (che sono numerosi e quotidiani) di questi treni non vengono calcolati dalla Regione Lombardia nel conteggio finale degli standards per l’ottenimento del bonus sulla tratta in quanto “non rientranti” nel contratto di servizio.
Ciò non significa affatto dedurne che sia una linea “virtuosa”, ma al contrario trattasi di linea drammaticamente sciagurata e di assoluta SERIE B poichè non solo sussistono su di essa le stesse criticità delle altre 7 direttrici del territorio pavese, ma non le vengono riconosciuti (a differenza delle altre) i bonus poichè i disservizi “non riguardano treni di competenza della Regione Lombardia” e troviamo ciò lesivo del principio di uguaglianza poichè a parità di disservizio tutte le linee ricevono bonus, tranne la Milano-Pavia, quindi i pendolari pavesi di questa linea, sono trattati come pendolari di serie B.

Delle due l’una: o si stipula un contratto regionale di servizio che preveda anche i rimborsi per disservizi causati da treni di competenza interregionale, oppure si muniscono le linee lombarde di treni lombardi cosicchè tutti i pendolari, a parità di condizioni, possano godere del medesimo trattamento. Troppo comodo infatti per la Regione Lombardia e Trenitalia percepire le migliaia e migliaia di euro per gli abbonamenti dei pendolari della Voghera-Pavia-Milano e non riconoscere ad essi alcun tipo di bonus, con la scusa che i treni non sono di loro competenza. Di questo scarica-barile siamo stufi e desideriamo che venga fatta chiarezza all’utenza pavese.

Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi
www.coordinamentopendolari.it

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Vendola se ci sei batti un colpo…….

26 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Oggi è successa una cosa divertente, e spero molto interessante per il futuro del Movimento ed in generale per un nuovo modo di fare politica.
LA7 ci ha chiesto un nostro intervento registrato, in cui fare a Vendola una domanda relativa agli inceneritori in Puglia. Dopo l’intervento di Grillo ad Annozero la scorsa settimana, e l’immediata risposta in studio di Vendola, sulla questione acqua ed inceneritori, era evidente che i temi sollevati erano rimasti aperti.
Le risposte di Vendola infatti, non avevano contribuito a risolvere del tutto i dubbi che Grillo aveva sollevato in merito alla pubblicizzazione dell’acquedotto pugliese ed alla costruzione di Inceneritori da parte del gruppo Marcegaglia in Puglia.
A mio avviso, era proprio lo strumento televisivo che non consentiva un reale approfondimento, per cui il fatto che Vendola avesse avuto l’ultima parola in diretta, mi aveva lasciato la sensazione che quella interessante discussione non fosse finita. o almeno non poteva finire in quel modo.
Infatti abbiamo deciso di approfondire in rete i due temi trattati, lanciando prima su Twitter il tag #chimente, e poi rilanciando i diversi contenuti che circolavano in rete, su facebook in particolare.
Cercando di attingere alle informazioni provenienti dai gruppi che si battono per l’acqua pubblica in Puglia, e recuperando informazioni sugli inceneritori.
Alcuni di questi documenti li trovate su:

http://behacqua.behchenepensi.net/ e

http://behinceneritori.behchenepensi.net/

Insomma, La7 chiedeva a noi di Milano di continuare quella discussione interrotta ad Annozero.
Ci siamo prestati al gioco, ma abbiamo messo una condizione.
Mi sono presentato in studio munito di I-pad, ed ho fatto un breve intervento in cui ho detto che fargli una domanda registrata ed ottenere una risposta in TV, era un meccanismo che non si prestava ad un reale approfondimento su un tema complesso. E poichè per il Movimento l’uso della rete è centrale nel rapporto con i cittadini da parte della politica, ho inviato a Vendola la mia domanda tramite Twitter, utilizzando un due tag: #bvg (beh Vendola Grillo) ed #inonda (il nome della trasmissione)
il post lo potete leggere su Twitter, il testo completo è questo:
“#bvg #inonda quale posizione ha sugli inceneritori? Perchè la Puglia è al 15% di raccolta differenziata?”
Ed ho chiesto allo stesso Vendola di volerci rispondere, a noi e ad altre persone che vorranno fargli altre domande, sempre su Twitter (usando gli stessi tag #bvg #inonda) e sui social network. Usando la rete come canale realmente bidirezionale, di confronto ed approfondimento.
Domani sera alle 20.30 su La7 vedremo quale sarà la risposta di Vendola.
Nel caso vorrà effettivamente partecipare ad una discussione pubblica credo che avremo dimostrato che è possibile usare i strumenti per una nuova politica di trasparenza.
Nel caso in cui decida di non rispondere in rete, credo che, come mi diceva il giornalista in studio, sarebbe comunque una notizia.

Invito tutti a partecipare a questa discussione, inviando domande.documentazione sugli inceneritori dopo avere visto la trasmissione. ed a diffondere questo esperimento tra quante più persone ritenete interessate alla materia.
Potrebbe essere una sorpresa per tutti…!

Renato Platì
MoVimento 5 Stelle Milano

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MO-BI-LI-TIA-MO-CI per il PASSANTE FERROVIARIO MILANO-PAVIA

26 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Pubblichiamo l’appello rivolto dal Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi a tutti i Sindaci della tratta Voghera-Pavia-Milano e ai comitati pendolari di zona affinchè si uniscano a questo gruppo di 4 Sindaci che dal 1° marzo inizieranno azioni flash-mob presso le stazioni, indossando la fascia tricolore, affinchè la Regione si affretti ad approvare la realizzazione del passante ferroviario.
Diamo una svegliata al nostro territorio da troppo abbandonato!

Cari Sindaci e cari Comitati Pendolari della tratta Voghera-Milano-Pavia,

come promesso, ora si inizia a fare seriamente, Istituzioni locali e società civile uniti senza bandiere per un solo obiettivo comune: la realizzazione del PASSANTE FERROVIARIO sulla nostra linea.
Stante l’immobilismo delle due Province, Pavia e Milano, questo Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi supporterà tutte le azioni coordinate e congiunte che verranno effettuate dalle Istituzioni sul nostro territorio per rendere più incisiva e non derogabile la nostra richiesta del passante alla Regione Lombardia.

Pertanto, dopo il primo incontro con i 4 Sindaci virtuosi (Locate, Pieve, Siziano, Lacchiarella) avvenuto il 12 gennaio scorso, abbiamo avviato una vasta operazione di sensibilizzazione rivolta in special modo a voi, Sindaci della linea ferroviaria Voghera-PV-Milano, affinchè vi uniate alla voce di questi quattro Sindaci virtuosi che, per primi, si sono uniti per reclamare la realizzazione di un’opera infrastrutturale indispensabile allo sviluppo del nostro territorio ma anche a garantirci standard di vita dignitosi: il passante ferroviario.

Allego il CS dei 4 Sindaci che hanno già calendarizzato i primi due flash-mob congiunti presso le rispettive 4 stazioni nelle seguenti date:
- 1 MARZO 2011 dalle h. 6.45 alle ore 8.00 (STAZIONE DI LOCATE TRIULZI)
- 4 MARZO 2011 dalle ore 6.30 alle ore 8.00 (STAZIONE DI VILLAMAGGIORE)
in cui i Sindaci distribuiranno, presso le stazioni, volantini a tutti i pendolari per ribadire la richiesta e per sollecitare l’apertura di un tavolo con l’assessore regionale per stabilire i tempi di attivazione della Linea Suburbana “S”.

Invito in particolare il Sindaco di Cava Manara, appena incontrato da noi, il Sindaco di Voghera (pure incontrato per il tramite dell’assessore Tura a dicembre scorso), il Sindaco di Pavia (che si dice favorevole al passante ferroviario), Bressana Bottarone, Broni, Stradella, Pinarolo e tutta l’area interessata a coordinarsi con noi per calendarizzare prossime azioni simili presso le vostre rispettive stazioni.
L’ideale sarebbe un Sindaco con fascia tricolore per ogni stazione! Oppure più Sindaci a turno in varie stazioni.

FACCIAMO SENTIRE ALLA REGIONE CHE NOI NON MOLLIAMO!

E, da cittadini e pendolari, sarà una ragione di più per supportare i nostri rappresentanti istituzionali che si mostrano sensibili all’importante tema della MOBILITA’ PENDOLARE.

Il Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi metterà a disposizione il proprio blog e le proprie forze (con i pendolari iscritti) per aiutare i sindaci nel volantinaggio presso le Stazioni.

Rendiamo noto che il 9 marzo si terrà presso la Regione Lombardia un importante tavolo tecnico aperto alle Istituzioni interessate dalla realizzazione del passante ferroviario. Inutile dire a Voi, cari Sindaci, quanto sarà importante la Vostra partecipazione agguerrita!

Un caro saluto a tutti.
Iolanda Nanni
Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi
www.coordinamentopendolari.it

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Vivi ogni momento, il destino non aspetta 3

24 febbraio 2011 redazione 3 commenti

Ragazzi bentornati!
Mettiamoci alle spalle i festini di villa San Martino, la campagna acquisti di deputati e senatori, Sanremo e il televoto, Sarah, Yara ma anche Alessia e Livia non facciamo nostre tragedie che non ci appartengono, rispettiamo noi per primi il dolore altrui ignorando le “perette” mediatiche.
Riappropiamoci del nostro quotidiano, quindi veniamo a noi;
Finalmente dopo 7 mesi mi è arrivato il furgone allestito per la guida in carrozzina. Essendo tetraplegico ho problemi di trasferimento, il passaggio al posto guida, per me non è possibile utilizzare un autovettura. Il problema del caricamento della carrozzina rappresenta l’impedimento minore, tanto per cambiare è solo una questione di denaro. Esistono principalmente due soluzioni, entrambe automatiche, il caricamento dietro il sedile di guida oppure l’alloggiamento su un apposito vano posto sul tetto/portabagagli.
Prima di iniziare un paio di informazioni, ai più possono sembrare superflue ma vanno comunque citate. Ovviamente occorre aver seguito la trafila della commissione medica provinciale (presso l’ASL), delle guide e conseguente esame di pratica per la conversione della patente in speciale. Le guide e l’esame dovrà essere fatto con gli ausili prescritti sul documento rilasciato durante la visita di idoneità. Siccome ho letto in più occasioni di amici disabili (e di parenti) preoccupati della possibilità che l’idoneità alla guida possa comportare una rivalutazione della % di invalidità (leggi perdere l’accompagnamento o ridimensionare la pensione) posso assicurarvi, dall’alto del mio 100%, che non correte alcun rischio.
Senza annoiarvi troppo nel raccontarvi dei mesi trascorsi a cercare la miglior soluzione al minor prezzo, oppure dei pagliacci che via via si sono smascherati, vado alle mie conclusioni e considerazioni. Per il mio caso esistono 3 soluzioni denominate “SALI E GUIDA“
Guida in carrozzina elettricaGuida con carrozzina meccanica (la tua) con modifiche di allestimento operate sul pianale (abbassamento) per poter garantire l’altezza al posto guida (anche come grado d’incidenza in proiezione della visibilità)
Guida in carrozzina meccanica (la tua) con modifiche di allestimento operate all’interno del tetto (fodera e imbottitura) sempre necessarie per garantire gli aspetti già riportati sopra.
Declino subito in partenza la prima ipotesi, dal momento che la fortuna mi ha concesso di conservare una discreta manualità e forza sufficienti per utilizzare la carrozzina tradizionale meccanica (a spinta).
La seconda soluzione, che ho visto di persona, rappresenta forse la soluzione più “elegante” in cui è possibile rendere guidabile in carrozzina anche un SUV. E’ un lavoraccio poiché si abbassa di quasi 15 cm il pianale rendendo necessario uno smembramento dell’intero veicolo appena acquistato. Personalmente sono rimasto colpito dal costo (ca. 26.000€ solo di modifiche, veicolo a parte) e dal fatto che l’accesso nell’abitacolo del veicolo era per mezzo di una scivolo, anziché una pedana automatica. Lo scivolo per un tetraplegico, già di per se, non è il massimo se poi devi utilizzarlo con la pioggia …. è finita.
CONCENTRIAMOCI ALLORA SULLA TERZA SOLUZIONE;
per chi, da seduto, è sotto il metro e 32cm circa deve ritenersi fortunato perché ha un ventaglio di scelta del veicolo molto più ampia rispetto a chi, come il sottoscritto, supera l’1,40.
Pensavo infatti che tutto si potesse facilmente risolvere con una piccola spesa in più. Acquistare un furgone con il tetto medio, o alto, rispetto allo standard, dai disegni disponibili sembrava essere sufficiente.

Invece molti mezzi come ad esempio il Ducato, il Master, il Transit, il Trafic sono, si molto grandi e alti ma nascondono 2 “insidie” uno scalino (ca. 10 cm) che divide la zona passeggeri dal vano guida e la presenza ad altezza fissa della roll-bar, la barra anti-ribaltamento (posizionata +/- dietro al poggiatesta del sedile guida).
Prima di proseguire ricapitoliamo quelle che sono le mie necessità;
evitare passaggi, accedere in autonomia, guidare con la propria carrozzina.
Consultati vari allestitori e concessionarie, ho trovato solo una soluzione (abbordabile economicamente). Il Transporter Kombi della VW; altrimenti ci sono un paio di versioni della gamma Mercedes.
Tornando al Transporter, ha un fondo in piano, senza alcun dosso, e la barra antiribaltamento segue l’altezza del tetto. Scegliendo un tetto medio, con l’intervento dell’allestitore all’interno si può ottenere sino ad una H minima di 150cm.
Per di più questo furgone offre la possibilità di avere il cambio automatico, l’apertura elettrica del portellone laterale oppure in caso di salita posteriore questo mezzo offre l’apertura del portellone ad unico battente, più comodo e meno costoso da automatizzare rispetto quello a due(vedi Ducato).

Il consiglio che però mi sento prima di dare è di non essere precipitosi sia nello scegliere il momento dell’acquisto (ricordiamoci che il recupero è un percorso medio lungo) che l’acquisto stesso del veicolo stesso.
A due anni dalle dimissioni dall’ospedale ho goduto ancora di un discreto recupero … è possibile quindi che anche le condizioni e le necessità per la guida migliorino. Non essere precipitosi nel scegliere l’allestitore, lo dico perché è un mondo di falchi, avvoltoi ma anche di incompetenti. Sempre per un fattore di portafoglio dedicate tempo e pazienza. Appoggiatevi ad una media-grossa concessionaria vicino casa, solitamente hanno un loro allestitore di fiducia.
Nei prossimi interventi parleremo delle agevolazioni quindi e relazioni con l’ASL – Regione e INPS.
Per adesso mi fermo qui.

Roberto Lentino

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NUCLEARE SANTO!!!!

24 febbraio 2011 redazione Nessun commento

E’ un libretto smilzo quello con cui la Chiesa vuole entrare nelle case degli italiani per parlare di un argomento non proprio canonico. Il libretto ha una copertina e quarta di copertina dall’accattivante colore verde. Un bambino sta in piedi su una sedia e traccia con il gesso sulla lavagna una scritta: “Energia per il futuro”. I bambini sono il futuro, la loro energia è il nostro futuro. Ma, si sa, ci vuole anche dell’altra energia senza la quale il bimbo non può liberare la sua. Di quale energia ci vorrà parlare allora il libretto verde della chiesa? Di un’energia verde, evidentemente, dell’energia del futuro, un’energia pulita e innocente come un bambino.
Infatti a far da contraltare all’immagine rassicurante (e ormai sconveniente per il vaticano….) del bambino che scrive il proprio futuro, ecco in quarta di copertina le parole del Cardinale Renato Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: “Assicurata la sicurezza degli impianti e dei depositi, regolati in maniera severa la produzione, distribuzione e commercio di energia nucleare, mi sembra che ci siano i presupposti per una politica energetica “integrata” che contempli quindi, accanto a forme di energia pulita, anche il nucleare”. Un capolavoro. Innanzitutto si intuisce appena che, prima di argomentare, il libretto intende rassicurare, anche in barba all’italiano: “Assicurata la sicurezza”. (ma forse è l’abitudine a pensare in latino che conduce alla ridondanza)…e poi secondo voi il libretto parla di energia o di energia NUCLEARE?
L’amore della chiesa per il nucleare era già esploso l’anno scorso, primi fortunati ad essere catechizzati i lettori del quotidiano trentino “l’Adige”, che si sono trovati davanti uno strano annuncio a pagamento: “La Chiesa e il nucleare”. Il testo riportava le dichiarazioni del mitico (San) Martino, che predicava: “L’energia nucleare non va guardata con gli occhi del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell’intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza, accompagnate dall’esercizio sapiente della prudenza, nella prospettiva di realizzare uno sviluppo integrale e solidale dell’uomo e dei popoli”. Seguirono quest’ardita sortita in avanscoperta altre iniziative, tra cui l’apprezzamento del quotidiano dei vescovi per la centrale francese di Flammanville (“un modello per l’Italia”) e il nostro libretto. Tornando al “libretto verde”, dentro il suo tenero e acerbo involucro, si trovano 47 pagine in cui vengono poste dieci domande e fornite altrettante risposte, argomentate seguendo il metodo galileano, cioè il nucleare è cosa buona e giusta.
Un verbo che emana una luce così potente il vaticano non poteva affidarlo a mani inesperte. Allora si scopre (il fatto quotidiano, 16 giugno 2010), notizia bomba, che la campagna è nelle mani di Mab.q, grande agenzia pubblicitaria che cura anche la comunicazione di……..ENEL!!!!!!!!! E infatti da piazza San Pietro a Radio Vaticana è un fiorire di pubblicità per ENEL. Quasi una fusione.
Il nostro bell’opuscolo è stato distribuito in allegato a tutti i giornali diocesani, a scaglioni, durante gli scorsi mesi, e continuerà il suo cammino. Serve uno sforzo di tutti per contrastare l’imponente cartello nuclearista. A Pavia sta nascendo un Comitato per il fermare il nucleare al referendum che si farà forse a Giugno. Contattaci su info@listacivica5stellepavia.it

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Quando facciamo comodo…DISINFORMIAMOCI…!!!

21 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Questo articolo è apparso sulla Provincia Pavese di ieri. Guarda caso quando fa comodo ci citano peccato impropriamente…..

PAVIA. Il senatore contro il professore: Daniele Bosone, sostenuto dal Pd, il 20 marzo, sfiderà alle primarie il candidato di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Osculati. Per il centrosinistra, ora, ci sono tre mesi di tempo per recuperare un distacco di 31 punti percentuali e trovare i 64mila voti che alle regionali di un anno fa dividevano Pd e S…el (poco più di 42mila voti) dall’asse Lega-Pdl (oltre 106mila voti): parte da questi numeri la sfida di Daniele Bosone che ieri si è presentato ufficialmente come candidato del centrosinistra alle provinciali di maggio. Non il candidato del Pd (che comunque esprime e appoggia Bosone), ma candidato di una coalizione che guarda all’Italia dei Valori (quasi il 6 per cento e più di 10mila voti alle regioanali), e poi a Grillini, Verdi, Rifondazione e Pensionati che, insieme, lo scorso marzo hanno superato il 6 per cento dei voti. «La mia è una candidatura che guarda alla società civile prima che ai partiti – spiega Bosone – Da marzo gli scenari sono cambiati e il nostro compito è dare risposte ai delusi, a chi aveva smesso di andare a votare». Parte da qui la rincorsa al centrodestra che si sta dilaniando dopo che la Lega ha bocciato la ricandidatura del presidente uscende Pdl Vittorio Poma; una rincorsa che inizierà sul campo dopo il 20 marzo quando sarà ufficiale anche il risultato delle primarie di coalizione: per il momento l’unico sfidante di Bosone è Franco Osculati, candidato da Sinistra Ecologia e Libertà. «Aspettavamo la candidatura di Bosone – commenta Alberto Ferrari di Sel -, ma aspettiamo anche le linee guida per le primarie. C’è tempo fino a domani e speriamo di riuscire a parlarci». Per candidarsi alle primarie di coalizione c’è tempo fino a domani e non è detto che spunti qualche altro sfidante anche se nel Pd gli altri candidati hanno fatto un passo indietro dopo il lavoro ai fianchi del segretario Alan Ferrari, del consigliere regionale Giuseppe Villani e del parlamentre Angelo Zucchi. Al programma di Daniele Bosone, dunque: «Le parole chiave sono quattro – spiega il senatore -. Innovazione, cultura, ambiente e solidarietà. La campagna elettorale si giocherà sui temi dello sviluppo e del lavoro: temi che devono essere gestiti e non lasciati al caso. Il risultato del disimpegno che abbiamo visto con l’amministrazione provinciale uscente è lo sbarco del centro commerciale di Borgarello che non porta sviluppo e porta pochi posti di lavoro per niente qualificati». Quindi? «Quindi ripartiamo dal governo del territorio e delle situazioni – risponde Bosone -. Pavia è città di cultura che deve esprimere un forte distretto biotecnologico appoggiato sull’università e sul polo sanitario; in Oltrepo deve essere rilanciato il distretto agricolo poggiato sul vino e le eccellenze, la Lomellina ha il doppio ruolo di distretto del riso e distretto meccano-calzaturiero».

Vorremmo ribadire una cosa una volta per tutte…….

La Provincia Pavese fa presto, tirano fuori i grillini dal secchio quando gli fa comodo e neanche chiamandoli con il nostro nome MoVimento 5 stelle Pavia, ci vergognamo a vedere il nostro nome accanto alla candidatura del PD, non parteciperemo alle provinciali perchè, come ben noto, siamo per l’abolizione delle Province e la Provincia di Pavia è un tipico esempio di mala amministrazione nell’incapacità totale di proporre un nuovo modello di sviluppo al nostro territorio che lo valorizzi che premi innanzitutto il servizio pubblico e che sappia dare il giusto risalto alle competenze esistenti e pronte a consegnare i propri progetti per trasformare (anche culturalmente) questo territorio in coma profondo. Ciò detto, saranno fatte le debite eccezioni per chi, all’interno di questa Provincia, ha saputo lavorare con convinzione, coerenza, chiarezza senza mai scendere a compromessi dando un ottimo esempio di buona politica. Il M5S inviterà i propri simpatizzanti a riflettere sui danni generati dalla cattiva politica pavese ma anche sulle buone iniziative proposte da chi la politica la intende davvero come “servizio civile”. Per coerenza con i nostri principi sull’abolizione di un ente assolutamente inutile, non ci presenteremo ma ciò non vuol dire che non parteciperemo attivamente alla campagna elettorale facendo del nostro cavallo di battaglia, come sempre, la buona controinformazione che, certo, non arriverà mai da giornali come la Provincia Pavese.

MoVimento 5 stelle Pavia

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Wikileaks, gli Usa: “Berlusconi danneggia l’Italia”

18 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Nei nuovi dispacci diplomatici di Wikileaks pubblicati in anteprima da L’espresso emerge come gli americani vedono il nostro paese: “Grazie a B. il paese è in declino. Dobbiamo usare il premier italiano”

“Berlusconi danneggia l’Italia”. Parole che non sono dell’opposizione, ma della diplomazia statunitense. Questa e moltissime altre rivelazioni sono contenute negli oltre quattromila cables di Wikileaks in parte anticipati da L’espresso. Inutile dire che Silvio Berlusconi ne esce a pezzi.

Per esempio secondo l’ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli, il presidente del Consiglio è l’immagine perfetta di un paese in declino: “La sua leadership manca spesso di una visione strategica a lungo termine”. Ma c’è anche di peggio. Secondo il diplomatico, l’abitudine di B. ad anteporre gli interessi personali a quelli del proprio paese e le clamorose gaffes nei consessi internazionali hanno “danneggiato la reputazione dell’Italia in Europa”.

La politica internazionale del premier è velleitaria e spesso viene fatta con degli annunci estemporanei. “Come quando – prosegue Spogli – pensa di poter impegnarsi con Hezbollah e Hamas, o mediare con la Russia e l’Occidente, stabilire nuovi canali con l’Iran, oppure espandere l’agenda del G8 al di là di ogni riconoscimento”.

Dai cablogrammi emerge anche la realpolitik a stelle e strisce. E’ vero che l’immagine di B, fra scandali, gaffes e manifesta incapacità, sta trascinando l’Italia verso il baratro, ma è altrettanto vero che gli Usa hanno tutto da guadagnare dal loro screditato alleato. In cambio del sostegno al governo di centrodestra gli States chiedono importanti contropartite sul fronte militare. Una collaborazione che ottengono sempre e spesso senza avere nulla in cambio. Ecco cosa scrive Spogli al dipartimento di Stato: “L’Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent’anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan e, infine, il territorio nazionale sarà strategico per l’Africom”. E il comando statunitense per gli affari africani è strategico per la politica estera a stelle e strisce. Il quartier generale è basato a Stoccarda, ma i caccia bombardieri sono di stanza a Vicenza, nella celebre base militare Dal Molin che gli americani vorrebbero raddoppiare e che ha scatenato le proteste degli abitanti della città veneta.

Non solo la vicentina Camp Ederle è al centro degli interessi Usa. Gli americani chiedono e ottengono importanti concessioni su molte altre basi militari: da Sigonella, ad Aviano fino ad Aversa. Un’altra voce importante riguarda l’impegno militare italiano a Kabul: dall’aumento delle truppe alla modifica delle regole d’ingaggio. Grazie alla disponibilità del ministro della Difesa Ignazio La Russa, Roma decide di mandare ad Herat altri 1200 uomini (e gli americani non si aspettavano più di 500) e soprattutto a cambiare i caveat, le regole nazionali che limitano l’uso della forza nei contesti bellici e di peacekeeping.

Insomma un premier facilmente manipolabile. Scrive David Thorne, il capo della diplomazia americana a Roma succeduto a Spogli con l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca: “Dobbiamo assecondare la convinzione di Berlusconi di essere uno statista esperto”.

Come era già emerso in passato, l’unico elemento di preoccupazione per gli americani è il rapporto fra B e Vladimir Putin. Una relazione fra i due leader che aveva fatto chiedere al segretario di Stato Hillart Clinton se esistessero investimenti personali fra i due in grado di orientare la politica energetica dei due paesi.

Al di là della partita energetica, unica fonte di incomprensione fra Roma e Washington, il fatto che gli States facciano il tifo per il Cavaliere perché più facilmente assecondabile agli interessi americani, emerge chiaramente in un cablogramma datato aprile 2008: “Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente. Se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente”.

Il fatto quotidiano

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MIILLUMINODIMENO 2011

18 febbraio 2011 redazione Nessun commento

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Processo a Trivi, Chiriaco non sarà in aula

18 febbraio 2011 redazione Nessun commento

La difesa: «Le sue condizioni non lo consentono». Resta in cella

PAVIA. Se a Pino Neri viene concesso di uscire dal carcere, la libertà continua a essere un miraggio per Carlo Chiriaco, ancora in cella a Torino. L’ex direttore sanitario dell’Asl, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si è visto rigettare finora, dal gip Andrea Ghinetti, tutte le richieste di revoca della misua cautelare. Richieste che erano state basate, dai suoi avvocati, sui motivi di salute, ma che il gip Andrea Ghinetti (lo stesso che ha deciso di dare i domiciliari a Pino Neri) aveva ritenuto non fondate. «Sono però quelle stesse condizioni di salute – dicono i legali Oliviero Mazza e Nico D’Ascola – che non gli consentiranno di essere presente al processo». Il 9 marzo, dunque, Chiriaco non sarà in aula. Ai suoi avvocati avrebbe detto: «Non me la sento di farmi vedere così». L’ex direttore sanitario dell’Asl si riferisce ai cambiamenti dovuti alla detenzione. Il carcere, secondo la relazione fatta da consulenti di parte, avrebbe influito non solo sul fisico (Chiriaco ha patologie che richiedono una stretta osservazione), ma anche sullo stato mentale. L’ex direttore sanitario dell’Asl soffrirebbe di una grave forma di depressione. Una sindrome che ha spinto i vertici del carcere a tenere il detenuto costantemente sotto controllo e piantonato, per evitare gesti autolesionistici. Chiriaco è quasi sempre sedato, e «questo – dice l’avvocato Mazza – non aiuta a preparare la sua difesa in vista del processo». Il 9 marzo, quindi, in aula ci saranno solo i legali e i giudici del collegio, con il presidente Cesare Beretta. In questo processo, che si farà a Pavia, l’ex direttore sanitario dell’Asl deve difendersi da accuse collaterali a quella principale: corruzione elettorale, in concorso con l’ex assessore Pietro Trivi, e turbativa d’asta, contestazione legata al caso della gara truccata di Borgarello. L’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, invece, sarà sostenuta dalla procura milanese nell’ambito del maxi-processo già fissato per l’11 maggio. In quella data si presenteranno in Tribunale anche gli altri indagati (erano state arrestate 174 persone in Lombardia) che non hanno optato per riti alternativi come l’abbreviato. (m. fio.)

La Provincia pavese

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’Ndrangheta, scarcerato Neri

18 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Concessi gli arresti domiciliari. Il gip: «Motivi di salute»

PAVIA. «Le sue condizioni di salute non sono più compatibili con il carcere». E’ la motivazione con cui il gip Andrea Ghinetti ha deciso di scarcerare, dopo 6 mesi di cella, l’avvocato Pino Neri, accusato di associazione mafiosa. A Neri sono stati assegnati gli arresti domiciliari. E’ il primo e unico provvedimento di libertà concesso dal giudice a un indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia, coordinata dal magistrato della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini e culminata negli arresti del 13 luglio. Neri, che è accusato di essere un esponente di spicco della ’ndrangheta, l’uomo-ponte tra le cosche calabresi e l’organizzazione al nord, è stato scarcerato dopo che, nei mesi scorsi, tutte le istanze per la libertà erano state rigettate. Cosa è cambiato nel frattempo? Il gip, nelle motivazioni, sembra accogliere le ragioni dell’avvocato della difesa Luca Rallo di Como, che aveva sollevato la faccenda dell’incompatibilità delle condizioni di salute di Pino Neri – trapiantato e costretto a dialisi due volte a settimana – con il regime carcerario. Ma ci sarebbe anche una ragione meno ufficiale. E cioè che Neri avrebbe collaborato con i magistrati, chiarendo la sua posizione e fornendo qualche altro elemento utile ai magistrati. Che cosa, però, Neri abbia riferito è top secret. Come la stessa notizia della sua scarcerazione, che è trapelata con ritardo. L’avvocato tributarista con studio in piazza Vittoria sarebbe uscito infatti uscito dal carcere di Opera, dove è rimasto rinchiuso in questi mesi, due giorni fa, ma il provvedimento è stato tenuto riservato. L’avvocato Rallo conferma solo la notizia della scarcerazione, limitandosi a poche parole di commento: «Era ora, mi sembra una buona cosa». E riguardo alle motivazioni, il legale insiste sulle ragioni di salute: «Il mio cliente non poteva semplicemente più restare in cella». L’avvocato smentisce, dunque, le voci secondo cui Neri avrebbe “parlato”. Ieri pomeriggio al citofono della villetta in via Cavalier Maggi a San Martino, al numero 8, non rispondeva nessuno. Imposte chiuse e un silenzio quasi irreale. I vicini dicono di non avere visto particolari movimenti in questi giorni. Non è da escludere che Neri, che non potrebbe comunque comunicare con l’esterno (la villa peraltro è sotto sequestro), si trovi in cura in un ospedale della Regione. L’impiegata dello studio di Piazza Vittoria, intestato alla moglie dell’avvocato, Graziella Aloi, conferma che «la famiglia è via da qualche giorno». La situazione resta sospesa anche in relazione al processo. Per Neri, che deve rispondere di associazione mafiosa, è stato disposto il giudizio immediato, ma la difesa sostiene di non avere ancora deciso se optare per il rito ordinario (come farà invece Carlo Chiriaco) o per l’abbreviato. «La strategia difensiva – dice Rallo – deve ancora essere messa a punto».

MARIA FIORE La Provincia pavese

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Supervendola, sprematurata a sinistra..!!!

17 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Io non ho nulla contro Vendola, semplicemente non mi va di essere stato preso in giro (non sarà purtroppo l’ultima volta…). Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del MoVimento 5 Stelle (che non si presentava in Puglia) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull’acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell’acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco, talvolta supercazzolaro, Nichi nega per ammettere e ammette per negare.Se Prodi si addormentava con il suo bisbiglio che si trasformava in rantolo, Nichi ti culla, ti ipnotizza con la soavità del nulla. Può dire qualunque cosa e uscirne vivo come una salamandra: “Berlusconi è un individuo geniale… ha veramente dei tratti strabilianti, un self made man che riesce a costruire un’intera epopea della vita culturale nazionale… È un prototipo di uomo nuovo che si è saputo imporre sulla scena italiana. Noi abbiamo fatto un errore tragico: demonizzare il personaggio e intenderne poco il meccanismo culturale di riproduzione del consenso”. Può fare inceneritori insieme alla Marcegaglia, oggi tre, domani cinque e dopodomani chissà. Può paragonare la sua Regione alla virtuosa California mentre la percentuale di RACCOLTA DIFFERENZIATA in Puglia a tutto il 2010 è del 15,3%, in Campania a livello regionale, per fare un esempio è oltre il 25% con 160 Comuni che riciclano oltre il 50%. Può destinare 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele Mediterraneo che vede socio Don Luigi Maria Verzé, padre spirituale di Berlusconi. Ci sono tre tipi di persone. Chi fa i fatti e non lo dice. Chi fa i fatti e lo dice. Chi dice e si fa i fatti suoi. Vendola appartiene alla terza categoria. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

CITTADINI PAVESI AD ALTO TASSO DI INDIGNAZIONE

12 febbraio 2011 redazione Nessun commento

Vi ricordiamo che il MoVimento 5 Stelle PAVIA sarà presente alla manifestazione di
DOMENICA ORE 15.30 P.ZZA VITTORIA A PAVIA per manifestare il nostro dissenso a questo insopportabile BERLUSKIFO!
Venite numerosi: abbiamo in serbo tante novità per tutti voi. E, a seguire, ore 19.30 tutti insieme all’aperitivo presso il bar Sottovento dove inaugureremo la prima serata di PAVIALEAKS… solo per stomaci forti!

MoVimento 5 Stelle Pavia

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NO AL CENTRO COMMERCIALE DI BORGARELLO…BASTA CEMENTO!!

11 febbraio 2011 redazione Nessun commento

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