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Archivio per giugno 2011

Stop alle navette, i pendolari si ribellano

30 giugno 2011 redazione Nessun commento

Da lunedì sospese le corse gratuite da viale Indipendenza alla stazione, raccolta di firme per ripristinarle da settembre

«Si avvisa la gentile clientela che da lunedì 4 luglio il servizio navetta park sarà sospeso»: due righe asciutte asciutte per spiegare ai pendolari che l’esperimento dei bus gratuiti dal posteggio dell’Asl in viale Indipendenza alla stazione va in archivio dopo appena nove mesi. Troppo costoso, spiegano il Comune e la Line che gestisce i bus urbani, e troppo poco utilizzato. Ma i pendolari non ci stanno: ribattono che se le navette sono poco utilizzate è perché gli orari sono organizzati male, e in due giorni appena hanno già raccolto 60 firme per chiedere al Comune di tornare sui suoi passi. La sopressione del servizio era nell’aria: «Abbiamo monitorato un’utenza media da un minimo di 6 passeggeri ad un massimo di 29 al giorno – spiega l’assessore alla mobilità Antonio Bobbio Pallavicini –. Siamo fieri di aver provato ad offrire un servizio come questo, per giunta gratuito, ai pendolari di Pavia, ma i numeri sono un dato di fatto». Per i bus navetta il Comune aveva messo a bilancio 59mila euro. «Utilizzeremo questa cifra sempre per i trasporti pubblici – aggiunge l’assessore –. Servirà a potenziare le corse ordinarie negli orari di punta». Pochi o tanti, i pendolari sulle navette comunque ci sono sempre stati. «Se sono stati pochi il motivo va ricercato nell’organizzazione sbagliata del servizio – taglia corto Iolanda Nanni del coordinamento pendolari di Pavia –. Ci sono bastati un paio di giorni sui bus per raccogliere 60 firme su una petizione che, quando sarà completata, consegneremo in Comune chiedendo di riprendere la sperimentazione delle navette da settembre». Insieme alla petizione, i pendolari consegneranno al Comune un dossier con i consigli per far funzionare davvero il servizio navette. «Il problema principale sono gli orari – spiega Iolanda Nanni –. La maggior affluenza è sulle quattro corse tra le 7 e le 8 di mattina. Nel pomeriggio, per il rientro, non ha senso far iniziare il servizio alle 17.30: per arrivare a Pavia a quell’ora i pendolari dovrebbero uscire dall’ufficio di Milano almeno alle quattro e non uno scenario credibile. E c’è anche il problema dei ritardi cronici dei treni: se alla partenza, di mattina, si possono far coincidere gli orari dei bus con quelli dei treni, al ritorno del pomeriggio la navetta non può partire ad orari prefissati perché il treno, di solito, arriva quando arriva e non quando dovrebbe effettivamente arrivare». Soluzione? Far funzionare le navette come vere navette – propone il coordinamento pendolari –. Il pomeriggio i bus aspettano i pendolari e partono quando gli utenti sono scesi dal treno, non all’ora prefissata. Solo così si possono evitare le corse a vuoto».

di Stefano Romano
Fonte: www.laprovinciapavese.it

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HANNO SFONDATO…..

27 giugno 2011 redazione Nessun commento

Lo Stato italiano con migliaia di poliziotti in assetto da guerra, hanno sfondato le barricate del popolo NOTAV. Da Pavia mandiamo a tutte le associazioni, a tutti i ragazzi e a tutte le persone della Val di Susa la nostra più grande e sincera solidarietà. Vi abbiamo sempre seguito. Un presidio del MoVimento 5 Stelle è stato sempre sul territoprio e continueremo insieme la battaglia per far sapere e informare dello scempio che stanno facendo.Loro non si stancano? Noi neppure…ma gli conviene?

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ZEROPRIVILEGI, VIENI A FIRMARE ANCHE TU !!!!!!

22 giugno 2011 redazione Nessun commento

Per chi ancora non fosse passato a firmare, non preoccupatevi, siete ancora in tempo. Questo week end saremo sia sabato che domenica in P.za Vittoria.

Ecco gli orari: sabato 25 giugno dalle 11 alle 13 in piazza Vittoria. Domenica 26 giugno dalle 16 alle 19.30 in piazza Vittoria

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Cominciamo a vedere cos’è «l’Italia peggiore»

20 giugno 2011 redazione Nessun commento

Caro Severgnini,
qualche giorno fa il ministro della Pubblica amministrazione, durante un dibattito, ha definito i precari «l’Italia peggiore». Noi, come precari del San Matteo di Pavia, ci siamo sentiti offesi, molto offesi e vorremmo che il ministro sapesse cosa vuole dire essere l’Italia peggiore. Ebbene, cominciamo a vedere cos’è «l’Italia peggiore».
L’Italia peggiore ha uno stipendio medio (al San Matteo) di circa 1.500 euro lordi al mese.
Senza tredicesima, straordinari, contributi (o versandone una minima parte a proprio carico) e Tfr. In compenso deve garantire turni e reperibilità. L’Italia peggiore ha diritto, per maternità, solo a cinque mesi – non retribuiti – di sospensione del lavoro, ma non ha diritto né alla gravidanza a rischio né all’allattamento. L’Italia peggiore è in gran parte laureata con specialità o dottorato (se non entrambi). L’Italia peggiore non ha riconosciuti malattia e infortunio, e per un’assenza superiore ai 30 giorni rischia che gli sia chiuso il contratto. L’Italia peggiore ha in media 30 anni, ma quasi un terzo supera i 35, e se deve fare un mutuo deve chiedere a mamma e papà. L’Italia peggiore vive nell’impossibilità di fare progetti per il futuro, ma solo nella speranza che il proprio contratto venga rinnovato anche per l’anno successivo. Nonostante tutto questo, l’Italia peggiore garantisce al San Matteo di Pavia di essere uno dei migliori enti di ricerca in Italia e nel mondo.
Bene, signor ministro, noi francamente ci siamo scocciati di essere l’Italia peggiore, e vorremmo che finalmente qualcuno, invece di trincerarsi dietro alla propria posizione, scendesse dal piedistallo e affrontasse i nostri problemi. Magari incominciando a dire cosa ha fatto per risolvere il problema «dell’Italia peggiore» visto che sta in quella posizione da ormai tre anni, all’interno di una parte politica che è rimasta al governo di questo Paese per otto degli ultimi dieci anni. Invece di cercare inutili scuse per un’infelice uscita, ci dia risposte.
Michele Zorzetto, michelezorzetto@yahoo.it

Fonte: corriere.it

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ZEROPRIVILEGI AL TG….!!!!!

18 giugno 2011 redazione Nessun commento

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Revocati gli arresti domiciliari a Dario Scotti

17 giugno 2011 redazione Nessun commento

PAVIA. È stata disposta la revoca del fermo domiciliare al dottor Dario Scotti, arrestato dieci giorni fa nell’ambito di un’ inchiesta per presunte tangenti legate allo smaltimento dei rifiuti dell’inceneritore situato a Pavia e di proprietà della Riso Scotti Energia. Il manager è già rientrato in azienda. «Ho chiarito la mia posizione davanti alla dottoressa Stefania Donadeo, gip del Tribunale di Milano – ha dichiarato Dario Scotti – e ho atteso fiducioso il risultato di oggi. Se potrà essere utile al prosieguo della indagini, sono a completa disposizione della Magistratura; oggi stesso per• rientro in Azienda: lo devo ai miei collaboratori, alla mia Azienda, alla mia famiglia e anche a me stesso»

Fonte : laprovinciapavese.it

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Conferenza stampa ZEROPRIVILEGI

17 giugno 2011 redazione Nessun commento

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FIRMA PER ZEROPRIVILEGI !!!

17 giugno 2011 redazione Nessun commento

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Il debito è democratico

15 giugno 2011 paolocatona 4 commenti

Il Governatore della Banca d’Italia anche questo mese ci ha dato la lieta notizia, il debito italiano è aumentato e ha toccato un nuovo record sulla bilancia. È passato da una taglia  66 a una 68. 
Il debito e’ arrivato a quota 1′890′622′000′000 Euro, pari a circa 1.2 volte il PIL.
Se dividiamo tale importo per la popolazione italiana arriviamo a un debito procapite di 31′184.78 Euro.
 
Questo ammontare che grava sulle nostre teste e che prima o poi dovremo pagare, aumenta ogni giorno.
 
Dal 31.12.10  senza neanche saperlo siamo passati infatti da 30′399.52   a 31′184.78,  ciascuno di noi ha aumentato il propria posizione debitoria di 785 EURO (5 di questi sono dovuti al mancato accorpamento dei referendum alle amministrative)
 
Parliamo di 6.5 euro al giorno di aumento per ciascuno di noi .
 Debito Italiano 2011

In Italia la famiglia media è composta da 2,6 individui, questo significa che ogni famiglia ha un debito pari a piü di 81.000 euro.
Si dice che le famiglie italiane sono delle formichine e che risparmino molto,  ma dubito che ce ne siano molte  che possano vantare un conto in banca superiore a 81.000 euro. 
 
C’è da aggiungere un aspetto positivo,  il debito infatti e’ molto democratico,  e’ spalmato su tutti: donne, uomini, giovani, vecchi e bambini. Non ha razza ne’ religione. A lui non interessa se sei etero o gay. se sei abile o disabile, sei bianco, giallo o nero. Se sei bello o brutto, di destra o di sinistra. Lui cresce e noi prima o poi dovremo pagarlo ….. tutti.

 L’unico modo che hai per liberartene e’ non essere piu’ italiano oppure….. lasciarlo in ereditä.

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L’Italia s’è desta…!!!!!

13 giugno 2011 redazione Nessun commento

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DOMENICA E LUNEDI’ TUTTI A VOTARE

10 giugno 2011 redazione Nessun commento

Finalmente il giorno si avvicina. Domenica e lunedì abbiamo la possibilità di decidere del nostro futuro. Non lasciamo nelle mani di questi politici incompetenti il nostro futuro.

Andando a votare ricordatevi di:

- Portare un documento di identità e la tessera elettorale. (se non la avete andate nel vostro comune a ritirarla)
- Non sovrapponete le schede al momento del voto, i segni lasciati potrebbero annullare le schede.
- Votate con coscienza, ne va del nostro futuro e dei nostri bambini!!!

Da telepaviaweb il flash-mod di Pavia!!!

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LE PALLOTTOLE SPUNTATE DEL PD

7 giugno 2011 redazione 5 commenti

Leggiamo e pubblichiamo volentieri questo articolo preso dal sito www.notav.info

Se pensavamo di esserci abituati al punto più basso di questo partito ecco che i prodi democratici ci stupiscono ancora una volta sulla vicenda Valsusa.
Mentre il popolo notav difende il territorio alla Maddalena (giorno 13 della libera Repubblica della Maddalena e 37 maggio per l’architetto Virano), il Pd Torinese dopo aver chiesto insieme ad alcune fazioni degli industriali piemontesi l’avvio del cantiere con ogni mezzo necessario, oggi chiede a gran voce l’invio dell’esercito in Valle di Susa.
Usando a pretesto l’invio di una lettera con alcuni proiettili ali parlamentari Esposito e Merlo, tifosi del Tav a livelli esagerati, e dandone la paternità al movimento notav senza alcun dubbio, ecco che il Pd sabaudo sale in cattedra e da lezioni di determinazione al governo: “Ora tocca al governo rendere evidente che c’è un indirizzo chiaro per dare serenità a coloro che sono chiamati ad agire in prima linea per garantire la realizzazione dell’opera e se sarà necessario istituire un sito di interesse strategico nazionale per garantire l’avvio dei lavori quella decisione avrà il sostegno del Pd”. Ovvero prendete con la forza l’area della Maddalena e metteteci i militari a presidiarla, i valsusini hanno oltrepassato il limite e vanno schiacciati!.Morgando, segretario regionale del partito (o comunità come si sono definiti in conferenza stampa) continua dicendo: «Questo intervento non rientra certo in una strategia di militarizzazione della Valle che invece è stata iniziata da altri: con le pietre, le barricate e dichiarazioni che evocano i fantasmi di violenze di nazioni lontane come i paesi baschi». E aggiunge: «E’ in gioco la credibilità e il ruolo dello Stato».
Aggiunge Bragantini, segretario provinciale: «Questi metodi di intimidazione non sono accettabili, sono i medesimi adottati dalla malavita e non è pensabile che un movimento che sostiene di farsi interprete dei sentimenti popolari, faccia ricorso a metodi simili a quelli della malavita».
E allora visto che «noi abbiamo fatto il nostro dovere e abbiamo esaurito le parole», adesso – attacca Saitta – «tocca al ministro Maroni, che appartiene a una forza politica che non sempre ha assunto posizioni chiare, prendersi fino in fondo la propria responsabilità: questa è una questione di ordine pubblico».
Le pallottole spuntate del Pd non fanno paura a nessuno in valle di susa, come l’invio di lettere minatorie nei confronti di chi non vale neanche il prezzo del francobollo. Ma sta di fatto che la gravità della strategia democratica è un qualcosa che pone dei dubbi che vanno sciolti, come ad esempio ma perché sta tanto a cuore la torino lione al partito democratico? Quali interessi ha in merito? Quanti posti di lavoro ha assicurato a chi di dovere)
La strategia ancora una volta puzza di bruciato, e siccome non sono ancora contenti, anche questa scelta sarà la caporetto di un progetto politico perdente dalla nascita. Una classe politica del genere nulla a che vedere con un movimento popolare e una vera comunità in lotta che potrebbe dare lezioni a chiunque di partecipazione politica e di costruzione di una progettualità capace di tenere vent’anni e rilanciare nei momenti che contano. La politica reale contro un accozzaglia virtuale…con le pallottole spuntate.

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Traffico illecito di rifiuti e tangenti,a Pavia, arrestato Dario Scotti!

7 giugno 2011 redazione Nessun commento

Secondo l’accusa, nella centrale venivano bruciati rifiuti, anche pericolosi, al posto di biomasse

MILANO – È stato arrestato, su richiesta della Dda di Milano, Angelo Dario Scotti, figlio del «patron» Ferdinando, vicepresidente del Cda di Riso Scotti Energia e ad di Riso Scotti Spa, nell’ambito dell’inchiesta su un traffico illecito di rifiuti. Secondo l’accusa, nella centrale venivano bruciati rifiuti, anche pericolosi, al posto di biomasse. Con Scotti sono stati posti ai domiciliari un funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma, Andrea Raffaelli, un consulente esterno di Assoelettrica, Elio Nicola Ostellino, e Nicola Farina, commercialista di fiducia del Gruppo Scotti. In carcere invece è finito Franco Centili, funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma. Sono accusati tutti, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio, per fatti commessi tra il 2005 e il 2010.
IL SEQUESTRO - La centrale a biomasse Riso Scotti Energia di Pavia era stata messa sotto sequestro nel novembre scorso, durante l’operazione «dirty energy», coordinata dalla procura della Repubblica di Pavia – diretta dal procuratore capo Gustavo Adolfo Cioppa – e condotte dai sostituti Roberto Valli, Luisa Rossi e Paolo Mazza. Sette persone erano finite agli arresti domiciliari, tra cui il presidente della società, Giorgio Radice e il direttore dell’impianto, Massimo Magnani. Gli indagati nel complesso sono 12. Inoltre, sono stati sequestrati 40 mezzi ed eseguite 60 perquisizioni in tutta Italia.
LE ACCUSE - Secondo le indagini condotte dal Corpo forestale, nell’impianto, insieme alla lolla, si bruciavano anche rifiuti di varia natura (tra cui legno, plastiche, imballaggi e fanghi di depurazione di acque reflue) con concentrazioni di inquinanti (soprattutto metalli pesanti) superiori ai limiti consentiti dalla legge. Un traffico di 40.000 tonnellate di rifiuti urbani e industriali non regolarmente trattati, provenienti da impianti di smaltimento in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. Tutto ciò era possibile grazie ai falsi certificati rilasciati da laboratori di analisi chimiche compiacenti, per un giro d’affari di almeno 28 milioni di euro, grazie anche agli incentivi statali che questo genere di impianti riceve.
TANGENTI - Stando agli sviluppi dell’inchiesta, per evitare di restituire allo Stato 7 milioni di euro percepiti indebitamente attraverso la fasulla produzione di energia pulita, la società Riso Scotti Energia avrebbe pagato mazzette a funzionari compiacenti del Gestore dei Servizi Energetici di Roma. Angelo Dario Scotti sarebbe stato a conoscenza delle tangenti pagate. Giorgio Radice, presidente del Cda di Riso Scotti Energia, arrestato a novembre, interrogato dagli inquirenti, avrebbe ammesso di aver pagato tangenti con il pieno avallo e sostegno di Angelo Dario Scotti. In particolare, ha raccontato, da quanto si è saputo, di avere pagato complessivamente 115 mila euro (100 mila a Franco Centili e 15 mila a Andrea Raffaelli, due funzionari del G.S.E. arrestati), spiegando anche al momento del suo arresto restava da pagare a Centili l’ultima tranche di 15 mila euro. Nell’ambito delle indagini, sono stati sequestrati 17 milioni di euro riconducibili agli indagati.

Redazione online corriere.it
07 giugno 2011

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Rifiuti, tangenti e inceneritori: ancora guai per la Riso Scotti

7 giugno 2011 redazione Nessun commento

Dario Scotti e la Riso Scotti

Da “La Provincia Pavese” online del 7 Giugno 2011

PAVIA. Arresto per Dario Scotti. Questa mattina quattro ordinanze di custodia sono state notificate all’amministrativo della Riso Scotti (e vicepresidente di Scotti Energia), al suo commercialista milanese e a tre funzionari del Gse, il gestore dell’energia nazionale.

L’ordinanza di arresti domiciliari, che riguarda Scotti e le altre person, è stata emessa dal gip di Milano Stefania Donadeo

La guardia forestale, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha anche sequestrato somme di denaro dai conti correnti degli indagati. Otto milioni di euro sono stati congelati alla società e altri sette dal conto personale di Dario Scotti.

Tra le altre tre persone finite agli arresti domiciliari, assieme ad Angelo Dario Scotti, ci sono un
funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma, Andrea Raffaelli, un consulente esterno di Assoelettrica, Elio Nicola Ostellino, e Nicola Farina, commercialista di fiducia del Gruppo Scotti. In carcere invece è finito Franco Centili, funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma.

Sono accusati tutti, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio, per fatti commessi tra il 2005 e il 2010.

Si tratta di uno sviluppo dell’inchiesta ‘Dirty energy’, cioè energia sporca, che lo scorso novembre aveva portato a Pavia al sequestro dell’impianto della Riso Scotti Energia spa, un’azienda del gruppo Riso Scotti creata per produrre energia pulita dagli scarti di produzione del riso e da fonti rinnovabili, ma dove in realtà – secondo le risultanze dell’inchiesta – venivano bruciati anche rifiuti come legno, plastiche, imballaggi e pure fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali con livelli troppo alti di concentrazione di metalli pesanti, fra cui cadmio, piombo, mercurio e nichel.

Erano state in tutto 12 le persone indagate, sette (incluso il presidente dell’azienda Giorgio Radice, il direttore tecnico e il responsabile dell’impianto Massimo Magnani e Giorgio Francescone) quelle finite agli arresti domiciliari, 60 le perquisizioni effettuate e 46 i mezzi sequestrati.

Le indagine coordinate dalla Procura di Pavia – sviluppate dal Corpo Forestale di Pavia in collaborazione con la Polizia scientifica – avevano preso il via nel 2007 da una  segnalazione della Procura di Grosseto. Quello che è stato appurato è che nessuno dei carichi che arrivavano da impianti di trattamento dei rifiuti di Puglia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana (circa 40mila tonnellate) è mai stato respinto anche se non conforme alle norme. Anzi, l’accusa era che i certificati di analisi fossero stati falsificati grazie a laboratori compiacenti, e che alla Riso Scotti Energy alla lolla (cioè la parte del riso che racchiude i chicchi) venivano mischiati anche questi rifiuti e le scorie di combustione.

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zeroprivilegi…firma anche tu..!!!!!

4 giugno 2011 redazione Nessun commento

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