A seguito dell’articolo uscito ieri sulla Provincia Pavese, dal titolo “Pavia: picchia il vigile che lo multa” riteniamo opportuno dare voce ad un’altra versione dei fatti pubblicando una lettera ricevuta dal M5S di Pavia da parte di un cittadino pavese, testimone oculare di questa vicenda, che ci ha scritto il 30 agosto per segnalarci l’accaduto – lui per primo incredulo – e informandoci di averne inviato comunicazione anche al Sindaco di Pavia che, pertanto, già dal 30 agosto 2011 era in possesso di questa testimonianza. Se è vero quanto affermato, nella nostra città sta succedendo qualcosa di preoccupante che, potrebbe capitare ad ognuno di noi.
Chiediamo al Sindaco ed alle Autorità preposta di accertare al più presto le responsabilità dei vigili in questa vicenda e l’attendibilità delle loro dichiarazioni alla stampa.
Ecco la lettera del testimone di questa angustiosa vicenda:
Caro Sindaco, sono un cittadino pavese e ieri sono stato testimone di un episodio “stravagante”.Alle 19.30 circa del 29 agosto, di ritorno da lavoro, parcheggio l’auto in corso Manzoni. Salgo in casa, verso le 20.15 e un mio amico mi chiama e mi dice che i vigili mi stanno facendo una multa.Strano – penso – ho parcheggiato la macchina correttamente sulle strisce. Scendo e vedo che nel luogo in cui avevo parcheggiato sono stati apposti dei nastri rossi e bianchi, anzi noto che in tutta la via Manzoni ci sono i nastri. Quando ho parcheggiato la macchina i nastri, però, non c’erano!La macchina dei vigili è dietro la mia, mi avvicino e chiedo, all’agente dentro la macchina, cosa stia succedendo. Mi risponde che l’auto è in sosta vietata in quanto devono essere rifatte le linee blu. Chiedo allora dove sia l’indicazione, mi indicano un cartello a più di 60 metri di distanza.Mi guardo intorno e vedo che le altre segnaletiche permanenti ben più vicine alla mia auto non sono oscurate né integrate da segnaletiche provvisorie.Da cittadino, protesto in maniera garbata sostenendo che il cartello non si vede e chiedo se sia possibile annullare la sanzione in corso. Mi dicono di no perché l’auto è stata già segnalata alla centrale. Inoltre mi viene detto che sono fortunato sto risparmiando più di 100 euro di rimozione.Mi sento frustrato, ma come parcheggio la macchina sotto casa, e mi ritrovo una multa per un divieto temporaneo illeggibile e sono pure fortunato?
Prendo i miei 39 euro di multa, sposto la macchina in viale della Libertà e torno a casa.Verso le 21:00 sento dalla finestra del balcone delle urla che provengono dalla strada. Mosso da curiosità, mi affaccio su corso Manzoni per vedere cosa accade. Vedo la macchina dei vigili, la stessa che mi ha fatto la multa e un gruppetto di persone, due ragazzi e 4 vigili in divisa. Sembra esserci una contestazione su una sanzione fatta dai vigili ai ragazzi che potevano avere sui 20 anni per un divieto di sosta. E così – fra me e me – penso: “ecco qua, altri beffati come me”.La discussione è molto animata, uno dei due ragazzi quello più alto, alza la voce con arroganza e un vigile gli risponde di ripetere, con tono borioso, nuovamente le parole dette tenendo in mano il telefonino come fosse un registratore.Il gruppetto va avanti e indietro per strada continuando a discutere animatamente e, ad un certo punto, il ragazzo più alto si avvicina ad un vigile opponendo il suo corpo a quello del tutore della legge. Il gesto è simile a quello che fanno i calciatori quando discutono tra di loro. Un gesto scortese, ma senza alcuna aggressione fisica.Il vigile, che era sulla strada, appena dopo il contatto, va verso il marciapiede e si sdraia per terra. Attenzione (!) non cade, non sviene e non si abbatte per terra, come avrebbe fatto un calciatore, ma semplicemente di sdraia e rimane con la testa in giù appoggiata su un braccio come se stesse prendendo il sole.I suoi colleghi a quel punto dicono di chiamare il 118 perché il loro collega che è a terra. Nessuno si avvicina per vedere come sta, reazione che sarebbe dovuta essere stata istintiva per i suoi colleghi, per sincerarsi se si fosse fatto male veramente. Nessuno gli presta soccorso. Gli stanno ben lontani. Sembra una recita. Il ragazzo a questo punto capisce che la scena sta assumendo connotati preoccupanti e sente di aver fatto una cavolata, ed anche grossa, e sembra spaventato.Si avvicina al vigile sdraiato e gli dice di rialzarsi che non si era fatto niente, ma quello niente rimane a terra come se fosse svenuto, come se avesse veramente perso i sensi.Io guardo la scena incredulo, da un lato vedo il ragazzo impulsivo e senza riguardo per la divisa, che si accorge di aver fatto la cavolata. Dall’altro vedo 4 vigili che usano la divisa come se fossero gli sceriffi della città e incuranti di chi hanno davanti che fanno uso del loro potere con indifferenza. Da cittadino e testimone dell’episodio decido di scendere in strada e di dare i miei riferimenti nel caso fosse necessario.Mi avvicino e dico che ho visto tutto e che sono pronto a testimoniare dicendo quello che avevo visto.I tre vigili allora mi chiedono di fare una dichiarazione giurata. Mi rifiuto, non mi fido degli uomini del Comune dopo quello che ho visto. Loro insistono e io nuovamente mi rifiuto.Arriva la polizia, che mi chiede la mia versione dei fatti, che è quella che ho appena esposto. Mi fanno fare allora una dichiarazione che si interrompe a metà, anche loro dicono che dovrei farla dai vigili. Ma io non mi fido. Nel frattempo il vigile che era a terra si rialza e dice che si è sentito mancare per lo spavento.Arriva l’ambulanza e il vigile in piedi viene caricato sul mezzo del 118 e con un collare ortopedico al collo se ne va.Rimaniamo lì io ed il Capitano dei vigili che dice che i ragazzi di oggi non hanno più rispetto per la divisa.Io gli rispondo che è vero che è un peccato, ma che così facendo si rovina la vita ad un ragazzo e che quel ragazzo potrebbe essere suo figlio. Do il mio numero di telefono al ragazzo e gli dico di chiamarmi se avesse bisogno. Lui, il ragazzo ha sbagliato a comportarsi così, ma dentro di me sento che non è giusto che paghi per una cosa che, secondo me, non ha commesso.Io ho visto che non lo ha colpito, si è solo avvicinato al vigile con fare minaccioso.Caro Sindaco, ieri mi sono sentito in un posto sporco dove la gente se ne frega degli altri, dove il proprio interesse viene prima di tutto. Il potere deve essere gestito con delicatezza e deve essere di esempio, non essere usato come una frusta. Spero che lei possa fare luce su questa vicenda e spingere il vigile a non denunciare il ragazzo, non è successo niente solo una ragazzata e una vigilata.
Lettera firmata.
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