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Archivio per giugno 2012

Formigoni go home: tutti a Milano sabato 7!

II MoVimento 5 Stelle della Lombardia si fa portavoce della richiesta di dimissioni immediate di Formigoni, per questa ragione organizza una manifestazione pubblica per il giorno 7 luglio 2012, dalle ore 17.00 a Milano in Largo Cairoli / Piazza Castello. Le recenti notizie relative alle indagini a carico di Formigoni, a cui si aggiungono quelle a carico di  consiglieri e dirigenti regionali riportano gli attivisti del MoVimento 5 Stelle in piazza per rinnovare una richiesta già avanzata due anni fa.

Le ragioni della nostra richiesta

1. Formigoni risulta indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in relazione ai rapporti equivoci con Daccò, accusato della bancarotta del San Raffaele e di aver sottratto oltre 70 milioni di euro alla fondazione Maugeri. Sulla barca di Daccò Formigoni ha trascorso le sue vacanze, prima negando con forza, poi tentennando e infine confermando (dopo aver consultato la sua agenda).

2. Formigoni è a capo del Consiglio Regionale più indagato della storia,12 su 80 consiglieri dei quali 2 ancora agli arresti, 4 facenti parte dell’ufficio di Presidenza e tanti funzionari e dirigenti. I reati più gettonati truffa ecorruzioneUn Consiglio Regionale da commissariare.

3. Formigoni  era incandidabile in quanto al suo quarto mandato consecutivo, ottenuto anche grazie al complice silenzio del PDmenoELLE. Ricordiamo che la L. 165/2004 vieta più di due mandati consecutivi e che un giudice ha definito questa situazione “un’inquietante anomalia”.

4. Anche il Consiglio di Stato ha giudicando la Giunta lombarda illegittima per il mancato rispetto dell’equilibrio tra i generi, in aperta violazione dello Statuto Regionale. Ciò evidenzia ancora una volta l’arroganza di chi si sente al di sopra della legge.

5. La candidatura di Formigoni è stata sostenuta da firme irregolari, salvate dall’intervento del decreto salvaliste. Il presidente della Provincia di Milano, insieme ad altri 15 funzionari, è accusato di aver certificato oltre 1000 firme false, quindi, sulle elezioni regionali del 2010 pesa un gravissimo dubbio, anzi una certezza, di illegittimità.

6. Sanità e scuola, un’eccellenza secondo Formigoni, secondo noi rappresentano la copertura di un flusso continuo di soldi pubblici da far transitare al privato, dopando il sistema e creando quelle aberrazioni che hanno portato a vari scandali tra i quali  San Raffaele e Fondazione Maugeri.

Formigoni tra l’altro non risulterebbe possedere neanche una casa: da una verifica del  2010 all’anagrafe del comune di Milano è risultato che il suo domicilio fosse un’abitazione in costruzione, disabitata, ma ben sorvegliata da guardie armate.

È il momento di dire basta! I cittadini lombardi non meritano questo, un ventennio di governo in cui Formigoni ha trattato la Lombardia come il suo feudo personale, piazzando i suoi uomini nelle posizioni chiave della sanità e negli altri luoghi di potere. Un ventennio che ha visto incancrenirsi rapporti equivoci con personaggi di dubbia fama.

Il 7 luglio a Milano tra Piazza Castello e Largo Cairoli dalle ore 17.00, insieme a noi, la società civile, tanti ospiti e interventi. Informazioni dettagliate, volantini e le motivazioni per cui chiediamo le dimissioni di Formigoni sono reperibili sul sito  www.lombardia5stelle.org

Per info: tel. 3494201349 mail pavia5stelle@gmail.com

Banchetto sabato

Sabato 30 Giugno banchetto del M5S Pavia, in Piazza della Vittoria, dalle 15 alle 18. Porteremo materiale sull’autostrada Broni-Pavia-Mortara, sul gassificatore di Belgioioso, sugli scandali parlamentari, sui progetti 5 stelle per Pavia.

Per informazioni: pavia5stelle@gmail.com

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Inceneritore di Casei Gerola – Parola ai comitati

Il Comitato vuole sottolineare l’abisso che esiste tra la proposta di riconversione dell’Ex-Zuccherificio di Casei Gerola e invece la riconversione dell’Ex-Zuccherificio di Bondeno.
A Bondeno è stata approvata la creazione di un “pastificio” nell’area dell’ Ex-Zuccherificio invece a Casei Gerola un “inceneritore” che occuperà altri terreni. Non dimentichiamo che anche il precedente accordo di Bondeno prevedeva la realizzazione di una centrale a biomasse.
L’aspetto occupazionale è quello che più balza agli occhi: solo 25 posti di lavoro a Casei Gerola contro i 250 posti di lavoro di Bondeno.
Il 2 aprile u.s. la Conferenza dei Servizi di Ferrara ha approvato il piano particolareggiato che attiene a quest’area così importante e vicina al centro di Bondeno proprio come l’inceneritore sarà così vicino al centro di Casei Gerola.
A Bondeno si può certo parlare di un’opportunità per il territorio, garantendo l’occupazione e anche la bonifica dell’area: fatti non scontati visto quello che succederà invece in Provincia di Pavia.
Le parole di Finbieticola per Bondeno sono “Meglio perdere qualche mese di tempo, per trovare una strada che avesse una concezione e uno sguardo per i cittadini meno impattante, più vicina anche alla vocazione agricola del territorio”. A Casei Gerola invece sembra che ci sia molta fretta per approvare il futuro inceneritore.
Per il pastificio gli investitori prevedono che il nuovo impianto possa acquisire materie prime dalle filiere agricole locali e dare lavoro a circa 300 persone. Si tratta dunque di una iniziativa di grande valore perché oltre a rioccupare i dipendenti dell’Ex-Zuccherificio creerà nuova occupazione per giovani ed adulti, ed offrirà nuove possibilità di sbocco alle produzioni agricole del territorio.
A Casei Gerola invece c’è un silenzio assordante e un non senso, che emerge in ogni aspetto si voglia analizzare riguardo all’inceneritore in fase di approvazione.
Un grosso rammarico trapela anche nel sapere che il Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, rifiuta un incontro chiesto e sottoscritto da nove Sindaci.
Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi originario di Molino dei Torti, è stato anche lui interpellato ma considerando la direzione dei venti non farà nulla.
Ora è tutto in mano alla Conferenza dei Servizi e al Presidente della Provincia, che peraltro si era già espresso a favore.
Possibile che davanti a dei grandi risultati come quelli che in alcune parti d’Italia si riescono a raggiungere con Finbieticola, il presidente della Provincia e la Sua Giunta non si facciano qualche domanda?
Possibile che un solo investitore privato, anche con i fondi degli ex-bieticoltori, possa imporre a delle pubbliche amministrazioni il suo progetto o meglio inceneritore, senza considerare le reali problematiche del territorio?
Perché la provincia di Pavia non mostra un po’ più di autonomia, una maggiore lungimiranza e attenzione per lo sviluppo sostenibile del territorio? Forse perché la direzione dei venti porterà il marcio solo in Piemonte e non in Lombardia?
Castelnuovo Scrivia, 22 giugno 2012
Per il Comitato “Futuro Sostenibile tra Scrivia e Curone”
Stella Giovanna

Vigevano: nuove case e consumo di suolo

A Vigevano è stata approvato dal Consiglio Comunale un piano di lottizzazione nell’area della Cascina Barbavara per 110.000 metri quadri. A Vigevano ci sono ben 2.500 nuovi alloggi invenduti e c’è carenza di case popolari rispetto alle richieste, non si capisce quale razionalità stia dietro a queste scelte. Il consumo di suolo nella nostra Provincia aumenta aggressivamente ogni anno senza alcuna relazione con gli andamenti demografici. Il territorio viene così svenduto e il rischio è quello di gonfiare una bolla immobiliare, quando ciò di cui si ha estrema necessità non è una colata di cemento ma l’investire sullo sviluppo sostenibile, sulle energie rinnovabili, sull’agricoltura, sul turismo agro-alimentare e sull’innovazione tecnologica. Già ieri denunciavamo le scelte non lungimiranti della politica locale e l’assenza di un progetto di sviluppo (leggi qui). Oggi non possiamo che confermare questo giudizio. Di seguito l’articolo della Provincia Pavese che descrive il piano di lottizzazione [Cesare Del Frate].

di Filiberto Mayda

VIGEVANO. Altro che crisi del mattone. Ieri mattina la giunta Sala ha adottato un piano di lottizzazione nella zona di Cascina Barbavara che prevede interventi su un territorio di circa 110mila metri quadrati, con la realizzazione di case e villette mono e bi-familiari su 12mila metri quadrati. In buona sostanza, almeno 100-200 appartamenti per un valore che potrebbe aggirarsi su 50-60 milioni di euro (molto dipenderà dalle tipologie costruttive).

Le opere, da quello che è stato possibile sapere in prima battuta, saranno solo in parte a carico dei singoli proprietari terrieri che hanno partecipato alla lottizzazione. Sarà infatti una società che, dopo aver acquisito parte dei terreni, ad occuparsi anche del resto degli interventi edificatori che riguardano i comparti commerciale e artigianale. Corposa, anche, la voce delle opere a scomputo (ossia a carico degli operatori, ma che saranno alla fine cedute al Comune): poco meno di 2 milioni di euro, con la costruzione di una grande rotatoria (40 metri) e di tutta la serie di urbanizzazioni, dalla posa della fibra ottica alle fognature.

Il piano di lottizzazione, denominato “Compart One”, comprende tre ambiti di trasformazione: Strada Cascina Barbavara, via Acqui-corso Aldo Moro, via Alessandria. Secondo i progettisti (gli architetti Basile, Bruggi, Tognoli e Mezza), i cantieri potrebbero già aprirsi nella primavera del prossimo anno. Sotto il profilo formale, infatti, entro quindici giorni potranno essere presentate le osservazioni. Poi l’intero piano dovrà tornare in consiglio comunale per l’approvazione definitiva della convenzione. Pur trattandosi, in realtà, di un vecchio progetto del quale non si era più parlato a Vigevano – ma che a quanto pare ha seguito il suo iter autorizzativo senza particolari problemi – le opposizioni sono state colte di sorpresa, anche perché questa fase autorizzativa è di competenza dirigenziale e di giunta. «Dobbiamo leggere con attenzione il progetto – dice il consigliere comunale del Partito democratico, Barbara Verza – ma ad un primo sguardo mi pare che di opere per la comunità non ne siano previste. E questo non va bene». In effetti, nella convenzione non sono indicati interventi “sociali” (scuole, asili, parchi gioco, ecc.) ma opere che, per quanto cedute al Comune, saranno di interesse solo per i residenti e per gli acquirenti del costruito, come spesso accade in situazioni del genere. Ma in Consiglio la convenzione potrebbe essere modificata.

Oggi su Il Punto

Oggi in prima pagine sul quotidiano locale Il Punto intervista a Iolanda Nanni e Cesare Del Frate, M5S Pavia, sulla politica di città e Provincia. Qui potete scaricare l’articolo: http://www.listacivica5stellepavia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/06/IL-PUNTO-Articolo-integrale-25-6-12.pdf

M5S Pavia: prossime attività

Ciao a tutti di seguito le prossime attività del M5S Pavia:

Mercoledì 27 Giugno: Riunione M5S Pavia, alle 21.15 presso Bar Al Cantunin, Via Mascheroni 52

Ordine del giorno della riunione: organizzazione banchetti, organizzazione Welcome Day M5S Pavia, iniziative istituzionali (rapporti col Comune), utilizzo piattaforma We Du per la segnalazione di criticità nel decoro urbano.

Sabato 30 Giugno: Banchetto informativo, dalle 15 alle 18 (il luogo sarà comunicato venerdì quando avremo il permesso, o al Demetrio o all’Allea).

Sabato 7 Luglio: Formigoni go home! Manifestazione a Milano dove convergeranno tutti i gruppi 5 stelle lombardi per chiedere le dimissioni di Formigoni!

Stay Tuned!

Per info pavia5stelle [@] gmail.com

tel: 3494201349

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Formigoni go home!

Il celeste Formigoni è sempre più extra-vergine e, dicono i giornali (lui ovviamente smentisce) indagato. Apprendiamo oggi dalle pagine del Fatto Quotidiano (articolo riportato sotto) che Formigoni sarebbe indagato nell’affaire Maugeri: è questo il “modello” della sanità lombarda. Che il celeste extra-vergine fosse governatore abusivo, al quarto mandato quando la legge prevede un tetto di 2, lo sosteniamo da anni anche in tribunale, ed ora è arrivata anche la sentenza del Consiglio di Stato (leggi qui). Regione Lombardia non ha ancora recepito la legge nazionale sul limite di due mandati, povera Regione proprio non recepisce e non capisce, in compenso recepisce l’orda di indagati nel Consiglio regionale, ormai abbiamo perso il conto. Formigoni farebbe bene a dimettersi e a ad andare in Procura a raccontare ciò che sa sulla Maugeri e i mille scandali regionali: per questo il 7 Luglio, a Milano, il M5S manifesterà contro il Presidente extra-vergine e inconsapevole (qui l’evento facebook) (Cesare Del Frate).

Di seguito riportiamo l’articolo del Fatto Quotidiano

di Redazione Il Fatto Quotidiano

Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni è indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanità Fondazione Maugeri ha pagato negli anni al consulente-mediatore Pierangelo Daccò. La notizia è stata pubblicata sul Corriere della Sera. Le ipotesi di reato, riporta il quotidiano, sarebbero due: corruzione per la somma dei benefit ricevuti da Daccò e finanziamento illecito per oltre mezzo milione di euro relativi alle elezioni regionali 2010.Al momento Formigoni ribatte così: “Non ne so nulla”. E’ l’unica risposta, al momento, affidata all’Ansa. Questa mattina è prevista, nella sede della Regione, una conferenza stampa di Formigoni convocata già da ieri sera.

Il finanziamento elettorale illecito, sottolinea il Corriere, sarebbe provenuto da un’azienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le Regionali lombarde. L’ipotesi di reato di corruzione farebbe invece riferimento ai molteplici benefit di ingente valore patrimoniale – vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting di Rimini, termini della vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoni nella comunità laicale deiMemores Domini – messi a disposizione del governatore dal mediatore Daccò. Le ipotesi di reato di corruzione e finanziamento illecito sono del tutto inedite, come evidenzia il Corriere della Sera. Sono spuntate nell’ultimo giro di interrogatori alcuni dei quali sono stati secretati. Tra questi quelli di Daccò. In ogni caso, per quanto se ne sa, né il “mediatore” né Simone avrebbero fatto ammissioni.

Sospetti anche sulle delibere di giunta. Ci sono anche alcune delibere varate dalla Giunta regionale nel corso degli anni “nell’interesse” della Fondazione Maugeri alla base delle accuse mosse dalla Procura al presidente Formigoni. In particolare, secondo quanto scrive l’Ansa, i pm milanesi sono arrivati ad ipotizzare nei confronti del governatore la corruzione anche analizzando una serie di provvedimenti “complessi” che hanno ritoccato al rialzo i cosiddetti “drg”, acronimo che sta per “Raggruppamenti omogenei di diagnosi” con il quale si indica il sistema di retribuzione degli ospedali per l’attività di cura, introdotto in Italia nel 1995. Tra i beneficiari di questi rialzi, tra varie strutture sanitarie, rientrava proprio la Fondazione Maugeri. Per gli inquirenti, questa è l’ipotesi, tali delibere di giunta sulla maggiorazione dei rimborsi sarebbero state la contropartita dei benefit di lusso, come i viaggi esotici e le vacanze su mega yacht, e di “altre utilità” pagate da Daccò, come da lui stesso a messo a verbale, a Formigoni e al suo entourage.

Questi provvedimenti approvati dalla giunta Formigoni hanno cominciato ad essere affrontati negli ultimi interrogatori e, in particolare, da quanto si è saputo, in quelli resi da Costantino Passerino, l’ex direttore amministrativo della Fondazione arrestato lo scorso 13 aprile assieme, tra gli altri, all’ex assessore regionale Antonio Simone, amico personale del governatore come Daccò.

Le parole di Daccò. Chiaro che proprio le parole di Daccò abbiano avuto un peso specifico particolare, come rileva il Corriere: Daccò aveva parlato di “aprire le porte in Regione Lombardia”, aveva detto di sfruttare “la mia conoscenza personale con Formigoni per accreditarmi presso i miei clienti”, di muovere «nell’ente pubblico le leve della discrezionalità» cruciali per il riconoscimento agli ospedali delle «funzioni non coperte da tariffe predefinite», cioè del capitolo (pari al 7% del bilancio della sanità per quasi 1 miliardo l’anno) parametrato su attività d’eccellenza e di ricerca in aggiunta ai normali rimborsi delle prestazioni erogate ai pazienti.

Durante l’inchiesta, nata come costola del crac dell’istituto San Raffaele, sono state arrestate finora 7 persone per accuse di vario tipo: associazione a delinquere aggravata dal carattere transazionale e finalizzata al riciclaggio, appropriazioni indebite pluriaggravate, frode fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Tra le persone finite in carcere due persone ritenute molto vicine al presidente della Regione Lombardia: uno è, per l’appunto Daccò, in cella da novembre, legame tanto stretto che i due hanno passato insieme molti periodi di vacanza; l’altro è Antonio Simone, in carcere dalla scorsa primavera, ex assessore regionale della Dc nei primi anni Novanta, coinvolto nella prima fase di Tangentopoli e infine riemerso come imprenditore immobiliare e consulente del settore della sanità. Simone, peraltro, è un compagno della prima ora di Formigoni, visto che entrambi sono tra i fondatori di quel Movimento popolare, “braccio politico” tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta di Comunione e Liberazione.

La lunga difesa di Formigoni. Il presidente Formigoni ha più volte respinto qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nelle vicende giudiziarie che hanno travolto la sanità della Lombardia e in particolare due colossi come l’Istituto San Raffaele e la Fondazione Maugeri. L’ultima volta il governatore lombardo ha ribadito che tutte le inchieste riguardavano rapporti tra privati, che nessuna figura pubblica (politica o tecnica) era coinvolta e che Daccò non ha avuto vantaggi dalla Regione per il solo fatto di essere suo amico.

All’inizio di questa vicenda Formigoni aveva spiegato anche di aver solo fatto con Daccò «vacanze di gruppo» ai Caraibi, dove ogni componente della comitiva pagava qualcosa. Ha fatto il giro di giornali online e tv la conferenza stampa in cui Formigoni diceva di dover controllare le sue agende o le ricevute (salvo poi non trovare verifica) per i rimborsi. Successivamente Formigoni aveva precisato che «non c’era stato bisogno di alcun conguaglio» con Daccò. Infine la vicenda della villa in Sardegna. Il presidente della Lombardia ha spiegato che ha “potuto accumulare risparmi per un milione di euro che ho prestato a un amico» (cioè Alberto Perego) per comprare la villa venduta per 3 milioni a Perego da Daccò due settimane prima del suo arresto. In Regione non è indagato nemmeno un usciere, aveva ripetuto Formigoni. Ma dopo l’ex dirigente alla Programmazione sanitaria Alessandra Massei, la scorsa settimana è finito sotto inchiesta (e perquisito) anche il direttore generale dell’assessorato alla sanità, Carlo Lucchina.

Giuseppe Polizzi scrive a Beppe Grillo

19 giugno 2012 Cesare Del Frate 2 commenti

Giuseppe Polizzi, socio fondatore di Arcigay Pavia, ha scritto una lettera aperta a Beppe Grillo, in cui parla dei diritti delle persone lgbt e delle discriminazioni a cui sono sottoposte in Italia. Questa lettera offre un importante tema di riflessione ed elaborazione politica all’interno del M5S, per cui volentieri la pubblichiamo sul nostro blog. Il tema delle pari opportunità e dei diritti è già presente nell’operare quotidiano degli eletti e attivisti 5stelle (un esempio? Il progetto piemontese Equal). E aggiungo, a livello personale, che sono favorevole alle rivendicazioni della comunità lgbt, e quindi al matrimonio omosessuale e a una legge di tutela contro l’omo/trans-fobia, e mi farò promotore di queste battaglie all’interno del M5S [Cesare Del Frate].

Caro Beppe, aggiungi una stella al programma del movimento: i diritti civili per le persone omosessuali.

Caro Beppe Grillo, ho letto con molto interesse il tuo programma 5 stella. Ormai il tuo movimento nei sondaggi risulta la seconda forza politica in Italia e non dubito che, andando avanti così, in poco tempo diventerà la prima forza del Paese.

Ma dimentichi qualcosa: i diritti civili delle persone omosessuali.

Lo sai che in Italia ci sono centinaia di migliaia di bambini nati o cresciuti in coppie dello stesso sesso che non hanno diritti e che possono essere financo allontanati dal genitore non biologico nel caso della morte di quest’ultimo? Lo sai che ci sono coppie dello stesso sesso che vivono insieme da tantissimi anni che non hanno diritti ereditari, la possibilità di assistenza reciproca in caso di malattia, e in caso di morte di uno dei due componenti non hanno il diritto alla pensione di reversibilità?

In altre parole, lo sai che le coppie dello stesso sesso non hanno il diritto di sposarsi?

Noi vogliamo poterci unire in matrimonio perché solo attraverso il matrimonio avremo un pieno riconoscimento pubblico del nostro amore. Così vollero i coniugi Loving quando agli inizi degli anni ’60 intrapresero una battaglia legale per abbattere il divieto di matrimonio interrazziale così, ogni giorno, il movimento gay –la società civile di cui tu tanto giustamente parli- si batte per avere il matrimonio.

Lo sai, inoltre, che non esiste una disposizione dedicata ai crimini d’odio contro le persone omo-transessuali e che questi stanno aumentando negli ultimi anni?

La stessa partitocrazia che impedisce di realizzare le 5 stelle del programma del movimento da te fondato impedisce a noi persone omosessuali di essere felici.

Allora ti chiedo, noi che siamo quella parte di “società civile” schiacciata dall’arroganza dei partiti che se ne fregano delle nostre vite, di aggiungere una stella al tuo movimento: i diritti civili delle persone omosessuali.

Siamo l’ultimo tabù in fatto di discriminazioni e siccome tu ne hai rotti tanti, rompi anche questo.

Grazie,

Giuseppe Polizzi
Pavia

SOS Cremona: il caso Arvedi

“CRIMINALI”!!!
Così il presidente dell’Arpa di Cremona Paolo (sonni) Beati ha definito i cittadini dei Comitati di Spinadesco e Cavatigozzi (Cremona) preoccupati per le emissioni dell’acciaieria Arvedi. Sia quelle rumorose che quelle inquinanti, in particolare la diossina. Per (sonni) Beati “parlare di diossina è criminale”. Ma i “criminali”vogliono parlarne invece e vogliono vederci chiaro!
E non si accontentano delle tonnellate di valium diffuse da politici e parlamentari locali del Pd e del Pdl, a braccetto nella difesa di Arvedi. Una nobile gara a chi regge meglio le code del Cavaliere dell’acciaio iniziata nel 2008 quando la Regione Lombardia (l’Illegittimo Forminchioni) graziosamente esentò con un decreto ad hoc il (più che) raddoppio dell’acciaieria dalla Valutazione di impatto ambientale. Un’acciaieria che, è bene ricordarlo, si è ampliata fino ad invadere (letteralmente) il cortile di alcune case di Spinadesco. La Provincia(giunta Giuseppe Torchio, PDmenoELLE), invece di ricorrere al Tar e opporsi al decreto regionale, si è opposta ai cittadini che il ricorso l’hanno fatto (vincendolo).
Nel frattempo aree agricole con un tratto di penna sono diventate industriali e al posto dei campi è sorta anche una zincheria, sempre senza alcuna VIA. Il Tar ha poi dato ragione ai cittadini, la Regione allora ha emanato un decreto-fotocopia del primo e la Provincia ha cucito intorno ad Arvedi una Autorizzazione integrata ambientale su misura con la quale il (più che) raddoppio è stato portato a termine. Ora i cittadini aspettano che il Consiglio di Stato si pronunci su questo secondo decreto regionale (che il Tar ha “promosso”). Colpito da tanta sollecitudine, il re dell’acciaio cremonese ha donato nel novembre 2007 300mila euro all’allora Forza Italia e all’Espresso (13 marzo 2008) annunciava: “Ho appena versato altri 300mila euro al Partito democratico per essere equidistante”. E infatti sono entrambi equidistanti dai cittadini i quali sono preoccupati.
Scottati forse dal fatto che Enti locali e Acciaieria hanno barato sulle promesse mitigazioni ambientali (bosco-filtro per finta, pannelli anti-rumore inutili, strumenti di monitoraggio non funzionanti o affidati allo stesso Arvedi), che le vantate soluzioni viabilistiche in grado di mitigare il disagio dovuto al transito di centinaia di camion al giorno sono rimaste sulla carta, i cittadini di Cavatigozzi e Spinadesco e Cremona ora hanno appreso che le rilevazioni di diossina presso l’Acciaieria Arvedi NON le effettua l’Arpa od un ente terzo ma la stessaARVEDI in regime di autocontrollo. Curiosamente, secondo l’Arpa, le uniche rilevazioni affidate ad una società esterna (quelle del 2009) sono le uniche che evidenziano quantità significative di diossina(0,16 ng/nm3). Le rilevazioni di diossina non avvengono in continuo ma due volte all’anno. E gli altri 363 giorni? Le rilevazioni di diossina avvengono solo sulle emissioni aeree (ma, scrive l’Arpa “l’azienda ha dichiarato difficoltà di carattere tecnico derivanti dalle dimensione dei camini dei forni e dalle portate degli effluenti gassosi…”) e non nel terreno.
L’Unione europea ha stabilito, da maggio 2011, limiti di emissioni più stringenti per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, rispetto a quelli adottati da Regione Lombardia!
Se l’Acciaieria Arvedi già ora, come afferma, rispetta già tali nuovi limiti perchè i Comuni e la Provincia non chiedono che vengano applicati da subito, modificando l’AIA? E perchè i sindacati invece di attaccare i comitati di cittadini non si uniscono a tale richiesta che tranquillizzerebbe lavoratori e cittadini?  L’unica rilevazione condotta (con fatica) dall’Arpa riguarda il rumore e l’Agenzia certifica con la relazione del 15 marzo 2012 lo sforamento notturno dei limiti di legge. Ma istituzioni ed enti locali tacciono.
Il M5S non lascerà soli questi Comitati di cittadini ed abbraccia con loro questa battaglia per la salvaguardia della salute umana, sicurezza sul lavoro, ma soprattutto per un ambiente sano dove i nostri figli possano crescere ed avere un futuro! Qui non si molla!
Mercoledì 20 giugno 2012 a Spinadesco (Cremona) ore 20.45
Si terrà un’importante conferenza
che avrà per relatori due GURU della DIOSSINA:
- Ing. Paolo Rabitti (Autore del libro: “Diossina, la verità nascosta” e uno fra i più importanti consulenti tecnici in Italia, coinvolto nei maggiori processi su disastri ambientali ed inquinamento; e la
- Dott. Patrizia Gentilini (oncologa ed ematologa, nonché Presidente della Sezione di Forlì dell’ISDE, nota per la sua battaglia sulla nocività degli inceneritori)
Entrambi porteranno la loro testimonianza in un territorio sul quale le Istituzioni paiono voler far calare il silenzio.

Pavia: Il PD si “rinnova” (come no!)

Dopo la svolta di Bersanetor, che lancia l’alleanza larga con l’UDC (sempre che Casini se lo pigli) anche nella nostra Provincia iniziano le grandi manovre di avvicinamento, già viste a Mortara alle recenti amministrative. Il PD si rinnova, annuncia il segretario provinciale Alan Ferrari, vediamo come (qui il comunicato).

Leggiamo allora le parole di Ferrari, che così esordisce:

Il segretario nazionale lancia la grande sfida del Pd: l’apertura a tutti gli italiani, laici e cattolici, dalle storie diverse ma uniti dal desiderio di ricostruire il Paese.

Appello ai cittadini laici e cattolici? Come gli fa notare un commentatore su facebook: “Le persone possono essere cattoliche o meno, i cittadini non possono che essere laici”. Eh già, guarda un po’! Il PD è rimasto ai tempi di Peppone e Don Camillo, i cittadini etichettati come laici o cattolici! I cittadini sono cittadini e basta, privatamente cattolici o meno, politicamente laici, ma tant’è, Peppone e Don Camillo sono più divertenti e il PD va in bianco e nero.

Proseguiamo: “dobbiamo giocarcela in mare aperto questa sfida al profondo rinnovamento dell’Italia partendo anche da Pavia”. Ok nel concreto? Per Ferrari gli italiani chiedono al PD “di affidare i ruoli pubblici e amministrativi a persone perbene” ah davvero? Se ne sono accorti ora che ci vogliono persone oneste? La SVOLTA e il RINNOVAMENTO sono questi? Non l’avevano capito da soli e prima l’importanza di avere “gente per bene”? Perbacco!

Poi Ferrari afferma che i padri costituenti hanno architettato la Repubblica in modo da “promuovere un’ESPLOSIONE collettiva!”.

Ok, va bene l’esplosione, ma in chi dovrebbero porre fiducia i cittadini pavesi? Ferrari fa l’elenco: il “Presidente Bosone”, “tutte le persone presenti alla direzione [di partito] l’altra sera”, “la segreteria [di partito] provinciale”. Dirigenti, il Presidente, la direzione, la segreteria di partito: ci salveranno loro! Meno male! Non c’è traccia, nemmeno l’ombra o l’accenno, della partecipazione della società civile, ma d’altronde ci sono già loro, i dirigenti di partito, e tanto basta.

Ok, ci sono i dirigenti che faranno esplodere tutto, ma che idee hanno? Quale progetto per la Provincia e per l’Italia?

Ma è chiaro, cito:

È arrivato il momento, l’urgenza direi, di salvare l’Italia cercando una via originale per uscire dalla doppia crisi che stiamo vivendo: quella del modello capitalista-finanziario-globale liberista e menefreghista da un lato e, dall’altro, quella del modello italiano-europeo dell’indebitamento collettivo a sostegno del welfare che, nonostante il principio giusto, nei fatti ha portato purtroppo a vivere un livello di vita al di sopra delle possibilità.

Questi dirigenti di partito sono i salvatori della Patria, la loro mission impossibile è “salvare l’Italia” dal “modello capitalista-finanziario-globale”, e fin qui ci siamo ma non basta, bisogna anche salvare l’Italia dal “modello italiano-europeo dell’indebitamento collettivo a sostegno del welfare”. Ah sì? Il problema è il welfare, bisogna salvare l’Italia dallo Stato sociale?

E pensare che i cittadini erano convinti che il welfare lo pagassero le tasse, le tanto onerose tasse, i dirigenti PD invece ci spiegano che il debito, come ci insegna la Corte dei Conti, non è il frutto dell’evasione fiscale (120 miliardi l’anno), della corruzione (60 miliardi l’anno), dei costi stratosferici della politica (rimborsi elettorali, auto-blu etc.), delle spese militari pazzerelle (F-35), no, tutti questi sprechi, corruzioni varie ed evasioni non c’entrano nulla, il debito è colpa del welfare. Bisogna tagliare lo stato sociale, cioè scuole, università, ospedali, polizia, sostegno ai disabili. Meno male che ci sono i dirigenti del PD a salvare l’Italia!

Il PD pavese si rinnova, cioè, si rinnova da Pdmenoelle a PDL! Ormai sono indistinguibili…

Banchetto e riunione Pavia 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle Pavia terrà un banchetto informativo su autostrada Broni-Pavia-Mortara e sulle nostre attivitàsabato 9 dalle 15 alle 18 in Strada Nuova all’altezza del Demetrio.
Prossima riunione: giovedì 14 alle 21.15 al bar Villa Glori (via villa glori, traversa di corso garibaldi). Parleremo dei progetti in corso (Casa dell’acqua, mutui sulle case, informazione dal basso) e delle prospettive del MoVimento anche in vista delle elezioni nazionali
Per info: cesare.delfrate [@] gmail.com
Cesare Del Frate
portavoce M5S Pavia
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Pavia: festa delle diversità 2012

di Cesare Del Frate

Ieri si è svolta a Pavia, in Piazza del Duomo, la Festa delle diversità promossa da Arcigay e organizzata dalle Associazioni del Tavolo Anti-discriminazioni del Comune di Pavia. Abbiamo ascoltato le voci dei migranti che lavorano in Italia, dei diversamente abili e delle loro famiglie, delle donne che lottano contro la violenza di genere e le discriminazioni, della comunità lgbt che a Pavia sta costruendo un percorso di uguaglianza e solidarietà.

E’ stata una grande festa democratica e per l’uguaglianza. Le Associazioni che lavorano sul territorio, ogni giorno, per costruire un’uguaglianza reale e concreta per le donne, i diversamente abili, i migranti e le minoranze sessuali hanno mostrato tutta la loro forza, fondata sulla consapevolezza dei diritti sanciti dalla Costituzione. Una Costituzione meravigliosa, come è stata definita, e ancora, in parte, da attuare, anche con l’impegno indefesso e coraggioso dei tanti volontari dell’associazionismo.

Piccolo neo della Festa: l’assenza delle autorità. Presente la Provincia, colpevolmente assente il Comune. Cristina Niutta, Assessore alle pari opportunità, non è intervenuta, e nemmeno il Sindaco Alessandro Cattaneo, presente e sorridente alla concomitante manifestazione Pavia Wine a sorseggiare vino locale. Supportare l’agricoltura locale è sicuramente un merito, assentarsi dalla Festa delle diversità è un altrettanto evidente demerito: ricordiamo a Cattaneo che è il Sindaco di tutti i pavesi, anche dei diversamente abili, delle donne, dei migranti e della comunità lgbt.

Le Associazioni di liberi cittadini, sia a Pavia che a livello nazionale, stanno facendo un percorso di partecipazione, inclusione e attivismo in cui la società civile ritorna protagonista. Guardiamo a loro come al sale di una cittadinanza attiva e consapevole, e ricordiamoci sempre dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica, che recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.