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Archivio per luglio 2012

Cava Manara: progetto discarica cemento-amianto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa della Rete ambientalista pavese (che riunisce 36 Associazioni e comitati di tutta la Provincia) relativo al progetto di discarica di cemento-amianto di Cava Manara. Di seguito il testo del comunicato stampa:

A breve si terrà la prima conferenza dei servizi riguardante il nuovo progetto presentato in Regione per un deposito controllato di cemento amianto nel Comune di Cava Manara. La Rete Associazioni e Comitati per Ambiente, Salute e Sviluppo sostenibile Provincia di Pavia, che riunisce 36 tra associazioni e comitati, ribadisce la sua posizione di contrarietà al progetto di Cava Manara, come a quello di Ferrera e a quello di Gambolò. Ogni progetto presenta specifiche criticità ambientali e, come già fatto notare da Coldiretti, quello di Cava Manara si insedia in un contesto di risicoltura, coltivazioni biologiche, recupero di specie arboree, incompatibile con una discarica di cemento amianto.

La discarica progettata con una capienza di 550.000 metri cubi è una delle più grandi discariche di cemento amianto fra quelle in discussione in Lombardia. Per lo smaltimento del cemento amianto manca ancora un progetto regionale dettagliato che tenga adeguatamente in considerazione la sicurezza sanitaria e i rischi ambientali di questi impianti. Per questo motivo la Rete ambientalista pavese ha chiesto una moratoria su questi progetti: la questione amianto non può essere affrontata se non entro i limiti e le regole di un piano regionale scientificamente strutturato e in accordo con le esigenze dei territori.

Ricordiamo che i rischi sanitari del cemento amianto riguardano anche la dispersione di microfibre durante la movimentazione su camion del materiale. Non va quindi sottovalutato il rischio di incidenti stradali con la conseguente necessità di un piano di mobilità corrispondente nonché la dispersione delle microfibre nelle falde acquifere per via del percolato.

Per questi motivi è necessario ribadire i principi di prevenzione e di precauzione (art. 174, 176 CE) alla base della politica comunitaria in materia ambientale che dovrebbero ispirare e guidare le politiche pubbliche in merito alla salute dei cittadini.

Ribadiamo quindi il nostro no al progetto di discarica di cemento amianto di Cava Villa, e chiediamo che al più presto la Regione Lombardia stili un programma di smaltimento dell’amianto scientificamente rigoroso e non gestisca più un problema così serio affidandosi all’estemporaneità dell’iniziativa privata.

Pavia, 19 luglio 2012

La Rete Associazioni e Comitati

per Ambiente, Salute e Sviluppo sostenibile Provincia di Pavia

http://reteambientepavia.wordpress.com/

retesaluteambienteprovinciapv@gmail.com

Comuni del pavese: il dividi et impera non passerà

19 luglio 2012 Cesare Del Frate 2 commenti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta di Cristina Barzaghi, capogruppo di minoranza del Comune di Inverno Monteleone eletta con una Lista civica, a commento delle manovre politiche a cui stiamo assistendo fra i Comuni del basso pavese.

Abbiamo già parlato del progetto di gassificatore a Belgioioso (qui), e avevamo già commentato le uscite del Sindaco di Belgioioso su un fantomatico impianto di incenerimento plastica sul territorio (qui): a questo punto sorge spontaneo chiedersi chi tuteli realmente gli interessi e i diritti del territorio e dei cittadini. Un altro fronte caldo è quello del progetto di centro commerciale a Borgarello (leggi qui) per non parlare dell’ampliamento dell’inceneritore di Corteolona. Come vedete sono tanti i progetti impattanti vuoi sul consumo di suolo, vuoi sull’inquinamento dell’aria che interessano il territorio del pavese.

Di fronte a tutto questo la Convenzione ambientale guidata dal Sindaco Berneri di Monticelli ha sempre tenuto una saggia linea di rigore e di tutela della salute e dell’ambiente, promuovendo anche una diversa logica improntata allo sviluppo sostenibile: a S. Cristina, Comune membro della convenzione, è in discussione con l’impresa Vedelago un impianto di riciclaggio e trattamento a freddo dei rifiuti di cui potenzialmente beneficerebbero tutti i Comuni della Convenzione e forse anche Pavia. Dipende da come si muoveranno i Sindaci.

Benissimo, ieri, come riporta la lettera di Cristina Barzaghi, il fronte della Convenzione ambientale è stato incrinato da un’iniziativa estemporanea di alcuni Sindaci fra cui Fabio Zucca di Belgioioso. E’ chiaro ed evidente a tutti quale sia la ratio di progetti quali gassificatori, inceneritori, centri commerciali, come è chiaro ed evidente quale sia la ratio ben diversa di un centro di riciclaggio rifiuti o di una linea politica ambientalista determinata e saggia come quella del Sindaco Berneri e della Convenzione ambientale. Perché incrinare questo fronte?

Già abbiamo assistito al rischio di una crisi di giunta a Borgarello che rischia di riaprire i giochi per il Centro commerciale, ora assistiamo a questa iniziativa dove coinvolta è ancora una volta una giunta targata PD. Che cosa ha da dire su tutto questo il Partito Democratico, e i suoi segretari provinciale Alan Ferrari e cittadino (di Pavia) Antonio Ricci?

La Convenzione ambientale guidata da Berneri si è dimostrata una realtà forte capace di interloquire sia col territorio sia con gli enti sopraordinati (Provincia e Regione) in modo autorevole e promuovendo gli interessi dei cittadini, della salute, del territorio. Questa realtà non va compromessa, va anzi promossa e supportata.

Cesare Del Frate – Portavoce M5S Pavia

di seguito la lettera di Cristina Barbieri, capogruppo di minoranza Comune di Inverno Monteleone

La Convenzione Ambientale del Basso Pavese nacque dall’intento dei Comuni di condividere modelli di sviluppo sostenibile consci che le singole scelte operate in materia ambientale, creano inevitabili ricadute anche nei territori limitrofi. Condividendo tali obiettivi anche il Comune d’Inverno e Monteleone ha di recente deliberato l’adesione alla convenzione.

Per il nostro territorio ci sono scelte dirimenti, in cui i Comuni sono chiamati a schierarsi dalla parte della tutela della salute dei cittadini e di uno sviluppo sostenibile, o, altrimenti, dalla parte dei profitti di pochi. Nelle ultime settimane è acceso il dibattito sul progetto di un possibile centro di riciclo dei rifiuti, sviluppato sul modello di Vedelago, nel Comune di S. Cristina. Impianto ad impatto zero e visto con favore dall’amministrazione provinciale e dai Comitati e Associazioni ambientaliste.

Contemporaneamente, sono in discussione altri due progetti: l’ampliamento dell’inceneritore di Corteolona, che brucia i rifiuti con relative emissioni inquinanti, e il gassificatore di Belgioioso. Questi progetti, come appare chiaro a tutti, sottendono visioni molto diverse circa la sostenibilità ambientale, la tutela della salute e lo sviluppo economico, ma soprattutto, questi progetti riguardano Comuni membri della Convenzione Ambientale del Basso Pavese presieduta da Enrico Berneri che ha saputo distinguersi per correttezza e preparazione, agendo con trasparenza e onestà intellettuale, sempre disponibile per tutti i Comitati e Associazioni del territorio.

Per alcuni membri della Convenzione l’impegno profuso da Berneri non è stato sufficiente.

Tenendo bene a mente questo dibattito aperto sul territorio, va letta la riunione auto-convocata nei giorni scorsi da alcuni Comuni per la “sostituzione” dell’attuale Presidente il cui mandato era in scadenza.

Divide et impera…

Durante quest’incontro al quale diversi membri della Convenzione non hanno partecipato e al quale era assente lo stesso Berneri, è stato eletto un nuovo Presidente. Ora, quanto sia legittima la nuova nomina sarà valutato nelle sedi appropriate e non spetta a me dirlo, quello che è certo è che lo statuto della Convenzione, approvato dai rispettivi Consigli Comunali quale atto amministrativo e politico vincolante, prevede le modalità di convocazione delle assemblee. Quale significato attribuire a questa mossa? I Sindaci che hanno ritenuto di non riconfermare Berneri alla Presidenza si pongono quindi in antagonismo con le scelte e i modelli adottati in precedenza dalla Convenzione? Intendono ridiscutere le posizioni in tema di rifiuti ed energie rinnovabili? E quale posizione hanno in merito all’inceneritore di Corteolona, al gassificatore di Belgioioso, al centro riciclo di Santa Cristina, al consumo di suolo, allo spargimento dei fanghi, allo smaltimento dell’amianto o in merito al fantomatico impianto per bruciare la plastica che qualche scellerato e non meglio identificato comune vorrebbe fare? E’ necessario porre simili domande se vogliamo capire alcune delle ragioni di un tale strappo istituzionale rispetto ad una Convenzione, vanto del territorio, che avrebbe dovuto garantire la leale collaborazione fra Comuni ai fini della tutela ambientale e della salute dei cittadini

Divide et impera… sarò ingenua, ma ai Sindaci io dico viribus unitis… l’unione fa la forza.

Cristina Barzaghi

Capogruppo di minoranza Inverno e Monteleone

Fabio Zucca e il gassificatore di Belgioioso

10 luglio 2012 Cesare Del Frate 4 commenti

Davvero il gassificatore progettato a Belgioioso, se verrà realizzato, sarà ad impatto zero sull’ambiente? E’ quanto afferma il Sindaco di Belgioioso Fabio Zucca in un’intervista pubblicata ieri su Il Punto: la potete leggere qui.

Del progetto avevamo già parlato nel post: “Gassificatore di Belgioioso: il diavolo sta nei dettagli!“, e avevamo già commentato l’utilizzo del logo e del programma del M5S da parte del Comune di Belgioioso sul suo sito istituzionale.

Su questa intricata vicenda, che vede come protagonisti da un lato un progetto per la comunità locale inutile, in quanto la nostra Provincia ha già impianti energetici installati capaci non solo di coprire il nostro fabbisogno ma persino di esportare energia in altri territori, e dall’altro lato un neonato comitato di cittadini che si oppongono al progetto con serie argomentazioni tecniche.

Ma veniamo all’intervista: Fabio Zucca dichiara:

Sono state prese dai nostri oppositori alcune posizioni che non esito a definire personalistiche e strumentali

Quali sarebbero le posizioni “personalistiche e strumentali” di chi si oppone al progetto? L’intervista non lo riporta. Rimane solo l’accusa di strumentalizzazione, un classico per stornare critiche e per esimersi dal dovere di argomentare, un tipo di risposta a cui siamo da tempo abituati.

Cos’altro afferma Zucca? Dice:

Il cogeneratore di Belgioioso è assolutamente ad impatto zero per l’ambiente.

Impatto zero? Quest’affermazione del Sindaco Zucca è alquanto spericolata, basta prendere in considerazione il trasporto del cippato di pioppo che alimenterà l’impianto, e le relative emissioni di PM10 e diossine (sì, il trasporto su camion che vanno a diesel produce diossine) per comprendere che è impossibile avere un impatto ambientale pari a zero per un simile progetto.

A tal proposito bisogna anche riflettere su cosa sia realmente la filiera corta: secondo il rapporto UNECEFE-FAO del 2008 l’Italia nel mondo è la maggiore importatrice, subito dopo il Giappone, di biomasse legnose (legna da ardere e cippato) per la produzione energetica. Utilizzare il legno per la produzione energetica significa utilizzare tecnologie obsolete e non sostenibili, a ciò si aggiunga che importare simili quantità di biomasse legnose (1.o99.255 metri cubi solo nel 2006) costituisce quel tipo di filiera lunga, con relative emissioni inquinanti, che è oggi non sostenibile. Il progetto di Belgioioso prevede la filiera corta e, secondo le dichiarazioni del Sindaco Zucca, il cippato proverrà da 23.000 pertiche di terreni coltivati a pioppi della nostra Provincia. La quantità di terreni destinati alla produzione energetica, 23.000 pertiche, è molto grande. Le posizioni del movimento ambientalista internazionale sostengono al contrario che gli impianti a biomasse siano sostenibili unicamente quando alimentati da scarti e residui di produzione agricola/forestale. In altre parole, destinare terreni alla produzione di biomasse per l’energia non è sostenibile ambientalmente, mentre ha senso unicamente l’utilizzo di biomasse residuali o di scarto per la produzione energetica.

Siamo qui di fronte a un problema di sovranità alimentare: sempre la FAO ci ricorda che nei prossimi decenni diverrà drammatico il problema del sostentamento alimentare di una popolazione mondiale in costante aumento. Per questo motivo l’Italia e il nostro territorio a vocazione agricola non dovrebbe distogliere l’agricoltura e la silvicoltura dal loro scopo primario: l’alimentazione umana, la sovranità alimentare, la salvaguardia della biodiversità. L’utilizzo dei terreni per la produzione energetica NON è sostenibile sia da un’ottica ambientale che etica.

Veniamo alle ultime dichiarazioni del Sindaco Zucca, in cui contrappone il supposto impatto zero del gassificatore di Belgioioso ad altri ipotetici impianti inquinanti:

In altre realtà vicine territorialmente alla nostra si parla della realizzazione di un impianto che dovrebbe bruciare 200.000 tonnellate di plastica all’anno con tutto ciò che questa pratica comporta in termini di produzione di diossina e sostanze dannose per l’atmosfera

Questa è una dichiarazione molto pesante, e stupisce che Zucca non specifichi di quale impianto e di quale Comune stia parlando.

A noi non è noto nessun progetto di impianto per la bruciatura della plastica per 200.000 tonnellate l’anno, l’unica trattativa di cui siamo a conoscenza è quella fra il Comune di Santa Cristina e la società Vedelago per un impianto di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti: questo sì un impianto assolutamente sostenibile, economicamente vantaggioso, utile al territorio, ai cittadini e all’ambiente, capace di creare posti di lavoro qualificati. Se il Sindaco di Belgioioso è a conoscenza di altri progetti potenzialmente inquinanti sarebbe importante che comunicasse a quali si riferisce e quali Comuni siano interessati, altrimenti è inutile e controproducente uscire con simili allusioni sulla stampa locale.

Concludo ricordando che esistono esempi virtuosi di Comuni che installano impianti energetici sostenibili: penso a Cassinetta di Lugagnano,  che ha installato un impianto solare sui tetti della scuola materna rivendendo i surplus energetici a beneficio del bilancio dell’Ente (leggi qui).  Gli impianti a biomasse ricevono ingenti incentivazioni pubbliche tramite il meccanismo dei CIP6, ma non sono una scelta saggia per il territorio e i cittadini (a meno che non siano alimentati da scarti e residui della agricoltura/silvicoltura).  Le alternative, a Cassinetta di Lugagnano così come nel nostro territorio, esistono e sono conrete: bisogna però avere la volontà di perseguirle e realizzarle.

Cesare Del Frate

Formigoni go Home: la delegazione pavese!

Abbiamo pubblicato sul profilo Facebook del M5S Paviale foto della delegazione pavese all’evento Formigoni go Home:

li potete vedere a questo link:  http://www.facebook.com/media/set/?set=a.201567986638475.42710.190985284363412&type=1

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Formigoni go home: ospiti e interventi

Formigoni,  licenziamolo noi!

7 LUGLIO 2012, ore 17.00, Milano, L.go Cairoli (partenza da Pavia ore 16 in stazione)

Interverranno:

Lorenzo Lipparini  (autore del libro “Formigoni, biografia non autorizzata”)
Enrico De Alessandri  (autore del libro “Comunione e Liberazione, assalto al potere in Lombardia”)
Giulio Cavalli  (Consigliere regionale delle Lombardia)
Mattia Calise (consigliere comunale a Milano del MoVimento 5 Stelle)
Vito Crimi  (candidato Presidente alle elezioni regionali del 2010 per il MoVimento 5 Stelle)
e in collegamento video Beppe Grillo

Diretta video dell’evento suwww.lombardia5stelle.org

II MoVimento 5 Stelle della Lombardia si fa portavoce della richiesta di dimissioni immediate di Formigoni, per questa ragione organizza una manifestazione pubblica per il giorno 7 luglio 2012, dalle ore 17.00 a Milano in Largo Cairoli / Piazza Castello. Le recenti notizie relative alle indagini a carico di Formigoni, a cui si aggiungono quelle a carico di  consiglieri e dirigenti regionali riportano gli attivisti del MoVimento 5 Stelle in piazza per rinnovare una richiesta già avanzata due anni fa.

Le ragioni della nostra richiesta

1. Formigoni risulta indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, in relazione ai rapporti equivoci con Daccò, accusato della bancarotta del San Raffaele e di aver sottratto oltre 70 milioni di euro alla fondazione Maugeri. Sulla barca di Daccò Formigoni ha trascorso le sue vacanze, prima negando con forza, poi tentennando e infine confermando (dopo aver consultato la sua agenda).

2. Formigoni è a capo del Consiglio Regionale più indagato della storia,12 su 80 consiglieri dei quali 2 ancora agli arresti, 4 facenti parte dell’ufficio di Presidenza e tanti funzionari e dirigenti. I reati più gettonati truffa ecorruzioneUn Consiglio Regionale da commissariare.

3. Formigoni  era incandidabile in quanto al suo quarto mandato consecutivo, ottenuto anche grazie al complice silenzio del PDmenoELLE. Ricordiamo che la L. 165/2004 vieta più di due mandati consecutivi e che un giudice ha definito questa situazione “un’inquietante anomalia”.

4. Anche il Consiglio di Stato ha giudicando la Giunta lombarda illegittima per il mancato rispetto dell’equilibrio tra i generi, in aperta violazione dello Statuto Regionale. Ciò evidenzia ancora una volta l’arroganza di chi si sente al di sopra della legge.

5. La candidatura di Formigoni è stata sostenuta da firme irregolari, salvate dall’intervento del decreto salvaliste. Il presidente della Provincia di Milano, insieme ad altri 15 funzionari, è accusato di aver certificato oltre 1000 firme false, quindi, sulle elezioni regionali del 2010 pesa un gravissimo dubbio, anzi una certezza, di illegittimità.

6. Sanità e scuola, un’eccellenza secondo Formigoni, secondo noi rappresentano la copertura di un flusso continuo di soldi pubblici da far transitare al privato, dopando il sistema e creando quelle aberrazioni che hanno portato a vari scandali tra i quali  San Raffaele e Fondazione Maugeri.

Formigoni tra l’altro non risulterebbe possedere neanche una casa: da una verifica del  2010 all’anagrafe del comune di Milano è risultato che il suo domicilio fosse un’abitazione in costruzione, disabitata, ma ben sorvegliata da guardie armate.

È il momento di dire basta! I cittadini lombardi non meritano questo, un ventennio di governo in cui Formigoni ha trattato la Lombardia come il suo feudo personale, piazzando i suoi uomini nelle posizioni chiave della sanità e negli altri luoghi di potere. Un ventennio che ha visto incancrenirsi rapporti equivoci con personaggi di dubbia fama.

Il 7 luglio a Milano tra Piazza Castello e Largo Cairoli dalle ore 17.00, insieme a noi, la società civile, tanti ospiti e interventi. Informazioni dettagliate, volantini e le motivazioni per cui chiediamo le dimissioni di Formigoni sono reperibili sul sito  www.lombardia5stelle.org

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Formigoni Go Home: Train-Sharing

Per la manifestazione Formigoni Go Home, si parte tutti in treno con l’S13 delle 16.09. L’appuntamento è in Stazione già muniti di biglietto alle 16.

Nella Regione delle eccellenze spunta un record, il primato di Regione più indagata nella storia d’Italia.I reati sono vari, ma truffa e corruzione i preferiti. Tra gli indagati ci sono 4 componenti su 5 dell’Ufficio di Presidenza, quindi non insignificanti consiglieri ma personalità di spicco, personalità che hanno ottenuto quel ruolo in quanto esponenti importanti dei partiti che rappresentano.Tra questi 2 sono tuttora agli arresti, e si tratta di Franco Nicoli Cristiani (PDL) e Massimo Ponzoni (PDL).Poi, sempre dell’ufficio di Presidenza sono indagati Davide Boni (Lega) e Filippo Penati (PD), il tutto nella logica bipartisan.
A questi si aggregano numerosi consiglieri e assessori, alcuni si sono dimessi dal loro incarico (ma rimanendo in Consiglio regionale), qualcuno si è dimesso dal proprio gruppo consiliare (Penati) passando al gruppo misto, ma sempre attaccato alla poltrona di consigliere, e una sfilza di dirigenti regionali.Formigoni dovrebbe fare i bagagli, con tutta la sua truppa, perchè due sono le ipotesi:1) è al corrente di tutto ciò che accade sotto di lui, e allora sarebbe colluso;2) non e al corrente di ciò che fanno i suoi uomini, e allora dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità di gestire i suoi uomini.

FORMIGONI DIMETTITI… SE NON SEI CAPACE DI SCEGLIERE I TUOI UOMINI!Di seguito caso per caso, tutti gli indagati della Regione Lombardia (tratto da Il Fatto Quotidiano)
Daniele Belotti (Lega Nord) è indagato per una vicenda di tifo violento verificatasi a Bergamo l’8 febbraio 2011. E’ ritenuto l’anello di congiunzione tra le istituzioni e la tifoseria; deve rispondere di concorso in associazione per delinquere.

Monca Rizzi (Lega Nord), indagata a Brescia per presunti dossieraggi nei confronti di avversari all’interno del Carroccio, si è dimesso il 16 aprile 2012.

Davide Boni (Lega Nord) il 6 marzo 2012 il presidente del consiglio regionale lombardo viene indagato per corruzione per un totale di circa un milione di euro, soldi che potrebbero essere finiti nelle casse del partito di Umberto Bossi. L’indagine si concentra su presunte tangenti in campo urbanistico.

Renzo Bossi (Lega Nord) indagato a Milano per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta sui fondi della Lega, con il padre Umberto e il fratello Riccardo il 16 maggio 2012.

Nicole Minetti (Pdl) il consigliere regionale è indagata insieme a Lele Mora ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione nella vicenda di Ruby. L’iscrizione nel registro avviene il 15 gennaio 2010.

Gianluca Rinaldin (Pdl) il 16 aprile 201o viene iscritto nel registro degli indagati per corruzione, truffa aggravata, finanziamento illecito ai partiti e falso. L’inchiesta riguarda presunte tangenti nel settore turistico del lago di Como. L’indagine era stata ribattezza la “Tangentopoli lariana”.

Massimo Ponzoni (Pdl) il 19 settembre 2011 l’ex assessore regionale all’Ambiente é indagato per bancarotta e poi per corruzione, nonché coinvolto nella maxi-operazione Infinito contro la ‘ndrangheta. Arrestato.

Franco Nicoli Cristiani (Pdl), ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro. Le indagini hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo. Le manette scattano il 30 novembre 2011.

Angelo Giammario (Pdl) il 14 marzo 2012 riceve la visita dei carabinieri che indagano il consigliere per l’ipotesi di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. La vicenda in questione è legata agli appalti per il verde pubblico, soprattutto tra Milano e la Brianza.

Romano La Russa (Pdl)l’assessore alla sicurezza della regione Lombardia e fratello dell’ex ministro alla Difesa viene indagato il 19 marzo 2012 per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Aler.Filippo Penati (Pd) è indagato dal 20 luglio 2011, per presunte tangenti per gli appalti dell’area Falck, si è dimesso dalla sua carica nel Consiglio regionale della Lombardia, dove era vicepresidente, mai da consigliere.

Alessandra Massei ex dirigente alla Programmazione sanitaria è indagata il 7 giugno 2012 per la vicenda giudiziaria che ruota intorno alla fondazione Maugeri.

Carlo Lucchina il direttore generale dell’assessorato alla Sanità compare il 14 giugno 2012 come indagato, perché accusato di turbativa d’asta su finanziamenti regionali, stanziati e in alcuni casi già erogati dalla Regione Lombardia, nell’ambito degli accordi stipulati tra aziende private.
FORMIGONI DIMETTITI… SE NON SEI CAPACE DI SCEGLIERE I TUOI UOMINI!

M5S Viadana (Mantova): serata informativa sulla diossina

Riceviamo dagli amici di Mantova e volentieri diffondiamo:

Presentazione del libro : “DIOSSINA : LA VERITA’ NASCOSTA” dell’ Ing.Paolo Rabitti.

Giovedi 5 Luglio 2012 alle ore 21,00 la piazza Manzoni di Viadana ospiterà una serata informativa sulla Diossina organizzata dal Movimento 5 stelle Viadana e dai Nonsoloverdi Viadana.

L’autore Ing.Paolo Rabitti, esperto e guru sul tema degli inceneritori e diossina, presenterà il suo ultimo libro “DIOSSINA:LA VERITA’ NASCOSTA”.
Paolo Rabitti è stato consulente tecnico delle Procure in alcuni dei casi più delicati di inquinamento ambientale del Paese, dai rifiuti in Campania (suo anche il saggio Ecoballe) al petrolchimico di Marghera (Cronache dalla chimica).
Nella sua ultima opera l’autore indaga sul problema Diossina e sulle verità mai denunciate tra Mantova e Seveso (e ritorno), facendosi largo tra “un’economia di rapina pronta a tutto” e “il muro di gomma delle istituzioni”. Quali parole migliori per definire questo saggio se non quelle di Salvatore Settis, prefatore del volume, che definisce il libro come “un romanzo di formazione, il reportage di un’indagine minuziosa, la denuncia di un delitto, un manifesto di legalità e passione civile”.
Pagine che regalano brividi fin dalla prima pagina, ovvero dalla dichiarazione di un anziano operaio ad un comizio a Mantova nel 2002, «Caro sindaco, prima di morire devo dirlo a qualcuno: nell’inceneritore abbiamo smaltito la roba di Seveso».
Il resto è il susseguirsi di verità sulla diossina fino ad oggi nascoste.
Gli obiettivi della serata sono quelli di sensibilizzare i cittadini sul problema diossina e dare un seguito anche alla presentazione pubblica dell’ indagine ambientale–epidemiologica Viadana Fase II° del 24 Maggio 2012, in cui l’ASL di Mantova e l’Università di Verona hanno dimostrato una relazione di causalità tra esposizione agli inquinanti emessi dalle aziende del pannello truciolare ed effetti negativi sulla salute della popolazione pediatrica che vive in prossimità degli impianti.
Durante la serata, oltre al tema diossina, si discuterà anche dei risultati emersi da queste indagini e si aprirà un dibattito in cui saranno protagonisti i cittadini che potranno approfondire o conoscere quali sono i rischi per la salute dei nostri bambini e di tutti cittadini, e soprattutto ascoltare e proporre misure da adottare per gestire e abbattere l’inquinamento viadanese.
Il Movimento 5 Stelle e i NonsoloVerdi  invitano a partecipare tutta la cittadinanza , il Sindaco (massima autorità sanitaria) e gli assessori (che potranno cosi aggiornare i viadanesi sulle iniziative intraprese per dare un seguito alle indagini epidemiologiche), i consiglieri comunali, la stampa locale e in particolare i genitori dei bambini.
MoVimento 5 Stelle Viadana
www.viadana5stelle.blogspot.com

Borgarello: il Sindaco si dimette e si riaprono i giochi del Centro Commerciale

Centro Commerciale di Borgarello

Giovedì si è dimesso il Sindaco di Borgarello, Nicola Lamberti, eletto poco più di un anno fa grazie al suo impegno contro il progetto di Centro Commerciale. Noi del M5S Pavia fummo fra gli oppositori del progetto e aiutammo l’Associazione Parco Visconteo a raccogliere le firme dei cittadini contrari: quest’opera, che come si vede dalla cartina occuperebbe un’area di poco inferiore a quel del paese stesso, avrebbe un fortissimo impatto ambientale a partire dal consumo di suolo, e rappresenta un modello obsoleto di sviluppo fondato sul cemento, l’accentramento distributivo, la creazione di oligopoli. Grazie a D’Antona e ai borgarellesi che lo hanno sostenuto questo scenario sembrava scongiurato… fino all’altro ieri. Ora i giochi sono riaperti. Tre consiglieri di maggioranza tesserati PD hanno votato contro il bilancio comunale portando così alle dimissioni del Sindaco. Bizantinismi di una politica sempre più lontana dai cittadini. Uno di loro, Roberto Baduto (gli altri 2 sono Giuseppe D’Antona e Giuseppe Penocchio), alle domande dei giornalisti ha risposto: “Sono stanco e provato, preferirei restare tranquillo”. Coloro che invece non potranno restare tranquilli sono proprio i borgarellesi le cui speranze sono state tradite. Antonio Ricci, segretario del PD di Pavia, commenta: “Ha vinto il centro commerciale di Borgarello a cui il sindaco era contrario e questo pone dei forti dubbi sull’insieme dell’operazione “affossiamo il sindaco”, dubbi che vanno chiariti al più presto”. E si chiede: “mi chiedo come possano appartenere al mio partito i consiglieri che hanno causato le dimissioni del Sindaco”. Ricci è stupito che consiglieri tesserati PD siano i protagonisti di una simile operazione. Noi invece ci stupiamo che se ne stupisca! Continua così la sagra delle ambiguità a cui il PD pavese ci ha abituati su tanti progetti per la nostra Provincia. Siamo preoccupati per il futuro del Centro Commerciale: Borgarello non si merita questa classe dirigente e ha bisogno di politici trasparenti e realmente dalla parte dei cittadini! [Cesare Del Frate, M5S Pavia]

Qui trovate il commento dei cittadini che curano il blog Vivi Borgarello.

Di seguito riportiamo l’articolo della provincia pavese che ha riportato la notizia:

Borgarello, il sindaco si dimette

Lamberti ha lasciato la guida del Comune dopo il consiglio di ieri. Bocciato il bilancio di previsione

di Anna Ghezzi e Gabriele Conta

BORGARELLO

Nicola Lamberti non è più il sindaco di Borgarello. L’ex primo cittadino ha lasciato dopo il consiglio comunale di ieri dopo soltanto un anno alla guida del Comune. «Ho cercato di fare politica, combattendo la malapolitica, ma mi è stato impedito», ha detto nel lasciare il Consiglio Comunale. Poi ha staccato il telefono. Impossibile mettersi in contatto con lui.

Con i voti contrari dei tre consiglieri di “Intesa democratica” – il suo stesso vice sindaco Giuseppe D’Antona, l’ex assessore al bilancio dimessosi il primo giugno Roberto Baduto e il consigliere Giuseppe Penocchio – oltre che dei due consiglieri di minoranza, è bocciato il bilancio di previsione, sesto punto all’ordine del giorno.

D’Antona preferisce non commentare.

E Baduto, contattato dice: «Sono stanco e provato, preferirei restare tranquillo».

C’era la folla delle grandi occasioni ieri sera nella sala messa a disposizione dall’Auser per il Consiglio, e c’era anche l’ex sindaco Antonio Vitolo, con cui i consiglieri di Intesa democratica hanno scambiato più di una parola.

C’era anche una piccola delegazione del Partito democratico di Paviacomposta da Ottavio Rizzo, Massimo De Paoli e Matteo Rizzi, venuti a dare manforte al sindaco Lamberti, già messo in difficoltà nelle scorse settimane dai tre consiglieri dissidenti: la segreteria provinciale del Pd aveva ribadito l’appoggio al sindaco, stigmatizzando il comportamento dei consiglieri.

Baduto, assessore al bilancio fino a qualche settimana fa e dimessosi in aperta polemica con il sindaco, ha tenuto banco criticando il bilancio tanto da suscitare la reazione stizzita del consigliere di minoranza di “Borgarello Siamo Noi”, Maria Teresa Guarino, che ha fatto notare come fosse proprio lui l’assessore alla partita fino a meno di un mese fa.

Echi di critica anche dagli altri due consiglieri d’opposizione, Rovelli e Poma. Se fino a ieri non si sapeva che cosa avrebbero votato i tre consiglieri dissidenti, è tutto stato chiaro quando sono state lette da un foglietto le dichiarazioni di voto e i tre dissidenti hanno votato contro come Poma e Rovelli. Hanno votato a favore Laura Baronchelli, Mauro Torti e Federico Pellicanò oltre a Lamberti. Astenuta Maria Teresa Guarino. Rumore e disappunto nell’aula del Consiglio e in tanti hanno pensato subito al centro commerciale, osteggiato in tutti i modi dal sindaco uscente. «E’ stato un consiglio comunale molto animato, e il bilancio era molto squilibrato – racconta il consigliere di minoranza Donato Rovelli –. Alla fine hanno prevalso i contrasti insanabili tra due concezioni diverse su come concepire la politica, e in particolare quella amministrativa». Eppure in giunta il bilancio era stato approvato. «In giunta Baduto e D’Antona si erano astenuti – racconta ancora Rovelli – ma poi in consiglio hanno votato contro, come me e Poma».

Ma cosa potrebbe succedere ora? In Comune arriverà un nuovo commissario, dopo quello che si era insediato dopo le dimissioni dell’ex sindaco Valdes. Poi ci saranno nuove elezioni: a ottobre se il voto a livello nazionale sarà anticipato, se no in primavera.