PENDOLARI, il primo confronto
Questa sera in Comune. «Serve un nuovo accordo con la Regione»
All’anno si spendono 1200 euro per abbonamenti e supplementi e anche per salire sugli intercity
di Marianna Bruschi - “La Provincia Pavese” del 1 ottobre 2009 (pag. 11 cronaca)
PAVIA. Stasera alle sette, treni permettendo, ci sarà l’incontro tra il comitato dei pendolari pavesi e l’assessore alla mobilità, Antonio Bobbio Pallavicini.
In Comune sarà ricevuta una delegazione che esporrà un documento che punto per punto elenca i principali problemi che ogni giorno i pendolari devono affrontare, soprattutto sulla linea Pavia-Milano. L’obiettivo? Riuscire a creare un tavolo permanente per portare le rimostranze e le proposte pavesi in Regione. Perché tra i punti da discutere c’è proprio un recente accordo tra Trenitalia e Regione Lombardia.
I pendolari lombardi hanno a disposizione la Carta regionale dei trasporti: con 999 euro all’anno possono prendere tutti i treni regionali. Ma anche gli intercity. «Era così fino al dicembre 2008 – sottolinea Iolanda Nanni, portavoce del comitato (e membro della Lista Civica 5 Stelle per Pavia, n.d.r.) – adesso i costi sono aumentati». Mentre prima con i 999 euro si poteva viaggiare tra regionali e treni veloci, oppure si poteva accede agli intercity aggiungendo 95 euro annui al tradizionale abbonamento, oggi non è più così. I 95 euro sono diventati 200. Per cui se si vuole viaggiare con almeno la possibilità di prendere treni più comodi e solitamente più puntuali dei regionali, i pendolari arrivano a pagare fino a mille e duecento euro all’anno.
«Ma chiediamo anche più flessibilità – spiegano dal comitato – come hanno fatto in altre regioni». Iolanda Nanni porta l’esempio della Regione Liguria. «Hanno firmato un contratto con Trenitalia che tocca anche il problema della flessibilità – spiega – Se un pendolare è sul binario e non riesce a prendere il treno, perché in ritardo o soppresso, può prenderne un altro qualsiasi senza dover pagare nessun supplemento».
Ma il comitato non ha dimenticato altre questioni che ogni giorno chi viaggia deve affrontare. «I tempi di percorrenza da una stazione all’altra sono gonfiati – spiegano - ciò fornisce un’errata percezione dell’indice di affidabilità di Trenitalia con conseguente impossibilità di essere risarciti per ritardi effettivi». E poi ci sono le carrozze insufficienti rispetto al numero di pendolari. I treni più affollati? Il numero 2514 delle 8.01 Pavia-Rogoredo e il 2647 delle 18.31 Rogoredo-Pavia. «Hanno solo quattro o cinque carrozze - dice il comitato – e questo costringe a viaggiare in piedi tutti i giorni». Perché sono proprio gli orari di punta.
Non vanno dimenticati anche i disagi legati alla pulizia dei vagoni: sedili danneggiati, le tendine per ripararsi dal sole spesso strappate e quindi inutilizzabili, porte guaste o bloccate, gabinetti sporchi, riscaldamento non sempre funzionante.
LE RICHIESTE
Più parcheggi e una stazione migliore
PAVIA. I pendolari elencheranno anche i problemi della stazione di Pavia. Chiedono uno sportello dedicato a chi deve rinnovare l’abbonamento, una sala d’attesa. «E mancano i posacenere ai binari e i cestini per la raccolta differenziata che invece nelle altre stazioni ci sono - precisano dal comitato – E poi c’è il problema dei monitor». Dentro al bar non ci sono, nemmeno vicino all’edicola, e quelli nuovi ancora non funzionano. Persino quelli ai binari non sempre sono attivi. Sui collegamenti verso la stazione il criterio è quello della mobilità sostenibile. I pendolari chiederanno all’assessore alla mobilità un bus navetta tra centro e stazione nelle fasce orarie dei pendolari, parcheggi appositi, più rastrelliere per le biciclette, «ma anche un sistema di video sorveglianza per disincentivare i furti o le manomissioni». E un servizio di car sharing in cui il Comune mette a disposizione delle auto da lasciare in stazione.
Articolo di Marianna Bruschi (La Provincia Pavese, 1 ottobre 2009)
* un ringraziamento al Comitato Pendolari di San Zenone al Lambro per la fotografia in copertina



Commenti recenti