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Per il Dosso Verde 30mila euro

Stanziati dal Comune di Pavia, appello dei genitori agli altri paesi

PAVIA. Trentamila euro per il Dosso Verde. La giunta del Mezzabarba li ha ritagliati dalle pieghe del suo bilancio. «Uno sforzo notevole che facciamo consapevoli dell’importanza che ha questa struttura per moltissime famiglie – dice l’assessore ai Servizi Sociali di Pavia Sandro Assanelli -. Ma sono 55 i Comuni da cui provengono i bambini del Dosso. Invitiamo tutti, nel limite delle diverse possibilità, a fare altrettanto». San Martino, Cava Manara, Belgioioso, Stradella, Broni, ma anche la Lomellina.
Trentamila euro sono la metà del debito accumulato per i servizi in più erogati nel 2010. Che si ripresenta anche quest’anno perché i bambini inseriti in terapia non possono essere lasciati a casa. Le suore di Maria Bambina, che gestiscono il Dosso Verde, si sono accollate l’impegno a ripianare la somma pregressa (60mila). Ma siamo già a marzo e il Dosso sta erogando servizi sapendo che solo in parte verranno rimborsati dalla Regione.
«Con i 30mila euro del Comune di Pavia – dice Katia Verzica, rappresentante dell’associazione genitori Dosso Verde – possiamo coprire almeno metà anno. Ma chiediamo anche agli altri comuni, che sono più di 50, di non abbandonarci proprio adesso».
Per venerdì alle 18 è convocata l’assemblea dei genitori. Un incontro allargato anche alle 70 famiglie in lista di attesa. «Ogni giorno, ogni mese che passa è tempo perduto per il recupero – dice Katia Verzica -. Conosciamo bene il dramma di chi aspetta di essere inserito nel programa assistenziale e deve rimanere a casa, aspettando che si liberi un posto». Non c’è solo l’autismo. «Ci sono bambini anche piccoli che soffrono di anoressia – dice la mamma – Non perché imitano le modelle ma perché vivono un disagio e lo manifestano con il rifiuto del cibo. Se non vengono presi in tempo, finiscono in ospedale, ricoverati in extremis. E ancora bambini dislessici che iniziano la scuola, a volte non compresi da insegnanti e compagni di classe. Finiscono per chiudersi in se stessi. Anche in questi casi la tempestività dell’intervento è fondamentale». Hanno un progetto: andare nelle scuole a sensibilizzare gli altri genitori che vivono lo stesso problema ma non lo riconoscono.
Per sostenere il Dosso Verde i genitori hanno lavorato moltissimo. Sono riusciti a raccogliere 4mila firme in pochi giorni. Poi la doccia fredda dall’Asl. Al direttore sociale Asl Giorgio Scivoletto l’assessore Assanelli ha chiesto man forte. «Dobbiamo andare in Regione e chiedere all’assessore Bresciani se esistono margini nel bilancio della Sabità, che è dieci volte più grande di quello del Sociale, per aiutare la struttura. E’ l’unico centro di riferimento per tutta la provincia». «Anche se amiamo a dismisura i nostri figli non abbiamo e competenze per aiutarli nel modo adeguato – spiega ancora la rappresentante dei genitori -. Ringraziamo il Comune di Pavia e chiediamo ad altri comuni di unirsi a noi». (m.g.p.)

Fonte: La Provincia Pavese

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