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Rifiuti, tangenti e inceneritori: ancora guai per la Riso Scotti

Dario Scotti e la Riso Scotti

Da “La Provincia Pavese” online del 7 Giugno 2011

PAVIA. Arresto per Dario Scotti. Questa mattina quattro ordinanze di custodia sono state notificate all’amministrativo della Riso Scotti (e vicepresidente di Scotti Energia), al suo commercialista milanese e a tre funzionari del Gse, il gestore dell’energia nazionale.

L’ordinanza di arresti domiciliari, che riguarda Scotti e le altre person, è stata emessa dal gip di Milano Stefania Donadeo

La guardia forestale, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha anche sequestrato somme di denaro dai conti correnti degli indagati. Otto milioni di euro sono stati congelati alla società e altri sette dal conto personale di Dario Scotti.

Tra le altre tre persone finite agli arresti domiciliari, assieme ad Angelo Dario Scotti, ci sono un
funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma, Andrea Raffaelli, un consulente esterno di Assoelettrica, Elio Nicola Ostellino, e Nicola Farina, commercialista di fiducia del Gruppo Scotti. In carcere invece è finito Franco Centili, funzionario del Gestore dei Servizi Energetici di Roma.

Sono accusati tutti, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio, per fatti commessi tra il 2005 e il 2010.

Si tratta di uno sviluppo dell’inchiesta ‘Dirty energy’, cioè energia sporca, che lo scorso novembre aveva portato a Pavia al sequestro dell’impianto della Riso Scotti Energia spa, un’azienda del gruppo Riso Scotti creata per produrre energia pulita dagli scarti di produzione del riso e da fonti rinnovabili, ma dove in realtà – secondo le risultanze dell’inchiesta – venivano bruciati anche rifiuti come legno, plastiche, imballaggi e pure fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali con livelli troppo alti di concentrazione di metalli pesanti, fra cui cadmio, piombo, mercurio e nichel.

Erano state in tutto 12 le persone indagate, sette (incluso il presidente dell’azienda Giorgio Radice, il direttore tecnico e il responsabile dell’impianto Massimo Magnani e Giorgio Francescone) quelle finite agli arresti domiciliari, 60 le perquisizioni effettuate e 46 i mezzi sequestrati.

Le indagine coordinate dalla Procura di Pavia – sviluppate dal Corpo Forestale di Pavia in collaborazione con la Polizia scientifica – avevano preso il via nel 2007 da una  segnalazione della Procura di Grosseto. Quello che è stato appurato è che nessuno dei carichi che arrivavano da impianti di trattamento dei rifiuti di Puglia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana (circa 40mila tonnellate) è mai stato respinto anche se non conforme alle norme. Anzi, l’accusa era che i certificati di analisi fossero stati falsificati grazie a laboratori compiacenti, e che alla Riso Scotti Energy alla lolla (cioè la parte del riso che racchiude i chicchi) venivano mischiati anche questi rifiuti e le scorie di combustione.

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