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Stop alle navette, i pendolari si ribellano

Da lunedì sospese le corse gratuite da viale Indipendenza alla stazione, raccolta di firme per ripristinarle da settembre

«Si avvisa la gentile clientela che da lunedì 4 luglio il servizio navetta park sarà sospeso»: due righe asciutte asciutte per spiegare ai pendolari che l’esperimento dei bus gratuiti dal posteggio dell’Asl in viale Indipendenza alla stazione va in archivio dopo appena nove mesi. Troppo costoso, spiegano il Comune e la Line che gestisce i bus urbani, e troppo poco utilizzato. Ma i pendolari non ci stanno: ribattono che se le navette sono poco utilizzate è perché gli orari sono organizzati male, e in due giorni appena hanno già raccolto 60 firme per chiedere al Comune di tornare sui suoi passi. La sopressione del servizio era nell’aria: «Abbiamo monitorato un’utenza media da un minimo di 6 passeggeri ad un massimo di 29 al giorno – spiega l’assessore alla mobilità Antonio Bobbio Pallavicini –. Siamo fieri di aver provato ad offrire un servizio come questo, per giunta gratuito, ai pendolari di Pavia, ma i numeri sono un dato di fatto». Per i bus navetta il Comune aveva messo a bilancio 59mila euro. «Utilizzeremo questa cifra sempre per i trasporti pubblici – aggiunge l’assessore –. Servirà a potenziare le corse ordinarie negli orari di punta». Pochi o tanti, i pendolari sulle navette comunque ci sono sempre stati. «Se sono stati pochi il motivo va ricercato nell’organizzazione sbagliata del servizio – taglia corto Iolanda Nanni del coordinamento pendolari di Pavia –. Ci sono bastati un paio di giorni sui bus per raccogliere 60 firme su una petizione che, quando sarà completata, consegneremo in Comune chiedendo di riprendere la sperimentazione delle navette da settembre». Insieme alla petizione, i pendolari consegneranno al Comune un dossier con i consigli per far funzionare davvero il servizio navette. «Il problema principale sono gli orari – spiega Iolanda Nanni –. La maggior affluenza è sulle quattro corse tra le 7 e le 8 di mattina. Nel pomeriggio, per il rientro, non ha senso far iniziare il servizio alle 17.30: per arrivare a Pavia a quell’ora i pendolari dovrebbero uscire dall’ufficio di Milano almeno alle quattro e non uno scenario credibile. E c’è anche il problema dei ritardi cronici dei treni: se alla partenza, di mattina, si possono far coincidere gli orari dei bus con quelli dei treni, al ritorno del pomeriggio la navetta non può partire ad orari prefissati perché il treno, di solito, arriva quando arriva e non quando dovrebbe effettivamente arrivare». Soluzione? Far funzionare le navette come vere navette – propone il coordinamento pendolari –. Il pomeriggio i bus aspettano i pendolari e partono quando gli utenti sono scesi dal treno, non all’ora prefissata. Solo così si possono evitare le corse a vuoto».

di Stefano Romano
Fonte: www.laprovinciapavese.it

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