Archivio

Posts Tagged ‘alessandro cattaneo’

Oggi su Il Punto

Oggi in prima pagine sul quotidiano locale Il Punto intervista a Iolanda Nanni e Cesare Del Frate, M5S Pavia, sulla politica di città e Provincia. Qui potete scaricare l’articolo: http://www.listacivica5stellepavia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/06/IL-PUNTO-Articolo-integrale-25-6-12.pdf

Politica e Amministrazione: i due livelli non coincidono nel caso Punta Est

27 marzo 2012 redazione Nessun commento

In una serata calda e dai toni “stranamente” pacati si è svolto in consiglio comunale il dibattito sul  nuovo caso che riguarda il già flagellato territorio pavese e anticipato dai quotidiani locali: l’attenzione dei cittadini della nostra provincia, il cui respiro è stato già contaminato dalle fantastiche-meravigliose esalazioni di amianto fino a terminare con i voluttuosi fumi dell’inceneritore di Corteolona (tanto da far avere a qualcuno forti allucinazioni sulle  surreali curve di un’ipotetica Broni-Mortara) è stata catapultata in città, zona-quartiere Punta Est.

Non riassumo la vicenda,già ampiamente approfondita nell’articolo precedente di Cesare sul nostro blog,ma ne pongo un’altra, più ampia, che è emersa dalla discussione: il rapporto tra politica e amministrazione.

La “pacata” opposizione (nelle persone di Sacchi, Castagna, Ferloni e Vigna) chiede che la Politica (quella della Giunta) riprenda il suo ruolo di attore principale non sfuggendo alle responsabilità che nascono dal mancato controllo delle autorizzazioni procedurali in merito a una variazione di destinazione d’uso non prevista dal vecchio piano regolatore, corredata di pareri negativi tecnici e legali e “forse sanabile” a posteriori con il PGT ; che della cosa se ne parli in commissione garanzia; che si inizi a pensare a un tipo di edilizia contrattata che favorisca il progresso della città e non la mera soddisfazione di un profitto privato; che l’assessore si dimetta.

Di contro l’altrettanto “pacata”maggioranza (Mognaschi, Adenti, Bobbio Pallavicini P., Fracassi e Cattaneo), dopo aver ringraziato per i toni moderati del confronto, risponde con fermezza che la questione non può essere affrontata in sede di consiglio comunale,al massimo in sede di commissione di garanzia, in quanto è una vicenda ancora in fieri, che è compito della magistratura indagare sulla correttezza e legalità dell’operato tecnico-amministrativo, campo che risulta indipendente da quello politico.

Quest’ultimo punto è stato ribadito con fermezza sia dall’assessore Fracassi che dal sindaco Cattaneo: entrambi si prenderanno la responsabilità politica del caso, ma oltre non possono andare, in quanto non è compito della politica “invadere”un campo come quello tecnico, demandato con fiducia al dirigente di turno, perché la legge non permette di ordinare a un dirigente di fare questo o quello,  e che l’unico difetto che può essere rimproverato a questa amministrazione comunale è quello di aver “delegato troppo”, in virtù di quel principio di trasparenza che risulta (a loro dire ovviamente) l’elemento cardine che caratterizza l’operato dell’amministrazione stessa.

Ed è sempre con tono pacato che il Sindaco stigmatizza l’operare di alcuni consiglieri comunali di cui non gli piace “la politica della carte portate in procura”, rivolgendo il suo (non pacato) sguardo verso quel consigliere comunale (che potrebbe essere suo padre) che essendo un “cittadino in comune”, venuto “dal basso” ha forse ancora l’idea (utopica?) che la politica non sia nient’altro che quello che dicevano gli antichi antenati greci: politichè techne ovvero l’arte di amministrare la città.

Giorgia Lomartire-Movimento 5 stelle Pavia

Il caso Punta Est

Fa molto discutere da mesi il caso di Punta Est, zona di Pavia dove sta sorgendo un complesso residenziale. Il PRG destina l’area a servizi universitari. Cosa c’è di servizio universitario in alloggi venduti sul mercato? E’ a partire da questi dubbi che Paolo Ferloni, per la lista civica Insieme per Pavia, ha presentato un esposto in procura. Sabato la polizia ha prelevato carte e documenti sia in Comune sia in Università, nonché presso la ditta del costruttore.

Il Comune si è sempre “difeso” giustificando l’operazione con due motivazioni: grazie ad una convenzione stipulata dall’Università, che prevede il vincolo, per i proprietari di Punta Est, di affittare le case a studenti o ricercatori universitari (se non lo sono loro stessi). Basta questo per definire la zona “a servizio universitario”, come vuole il piano regolatore vigente? Ai lettori il giudizio.  La seconda motivazione riguarda futuri studi universitari sull’area. Avete capito bene: l’Assessore all’urbanistica Fracassi sostiene che dato che l’area sarà studiata dall’Università è rispettata la destinazione d’uso a servizio universitario.

Chi studierà l’area? Quale disciplina? Chi eseguirà i monitoraggi? Le parole dell’Assessore hanno un che di surreale, ma probabilmente siamo noi che non capiamo e lo studio di Punta Est consentirà avanzamenti nella conoscenza e nella scienza di cui beneficerà l’intera umanità. Intanto proseguono le indagini aperte dalla Procura di Pavia. Stay Tuned (di seguito riportiamo articolo della Provincia Pavese sulla vicenda. C.D.F.).

Ad avvisare il dirigente dell’Urbanistica che l’operazione Punta Est era a rischio non vi furono solo i due pareri dei suoi funzionari. Anche il legale interpellato sulla questione espresse profonde perplessità. Lo si ricava, prima di tutto, dalle dichiarazioni rese, come persona informata sui fatti, dall’ex direttore generale del Comune, Maria Laura Bianchi. Nei suoi verbali, l’ex dirigente del Mezzabarba spiega che, dopo avere sottoposto alcuni quesiti al professor Giuseppe Franco Ferrari, l’avvocato concluse per la sostanziale illegittimità dell’atto e consigliò il ritiro in autotutela del permesso. Tale parere non compare tra quelli che sono stati forniti ai componenti della commissione territorio. Ve n’è, invece, un altro, che porta la data del 6 aprile 2011, e nel quale il consulente richiama più volte al rispetto delle destinazioni d’uso previste dal piano regolatore. Decisamente più espliciti i pareri espressi dallo Sportello unico per l’edilizia: qui si parla di «non conformità del progetto alla normativa urbanistico edilizia vigente». Insomma, i “sintomi” di un’operazione che avrebbe potuto prestarsi a contestazioni c’erano tutti. Sarà anche sulla base di questi atti che l’opposizione chiederà chiarimenti nel Consiglio comunale di domani sera. E il sindaco, Alessandro Cattaneo, ieri ha fatto sapere: «L’assessore all’Urbanistica, Fabrizio Fracassi, in apertura di seduta farà una nota sugli avvenimenti delle ultime ore, anche se ciò non sarebbe tecnicamente possibile. Inoltre l’assessore risponderà nell’ambito delle instant question». Il sequestro del cantiere di Punta Est, le perquisizioni in Comune, nella sede dell’immobiliare e al Dipartimento di ingeneria edile e del territorio hanno sollevato una accesa discussione e alcune perplessità. Tra i punti da chiarire (e i magistrati se ne stanno occupando) vi è la natura dell’accordo tra Università e società Punta Est, sulla cui base venne rilasciato il permesso di costruire. Il documento, presentato come “convenzione”, tale non sarebbe, in quanto non discusso o approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Università. Sul punto, il rettore, Angiolino Stella, dichiara: «L’Università in quanto tale, nè come rettore nè come organi direttivi, non ha stipulato alcun accordo. Spetterà alla commissione di garanzia decidere di che natura sia questo documento e se sia stato rispettato il nostro regolamento». Al di là della veste giuridica dell’atto, non sono chiare nemmeno le attività di ricerca che si sarebbero dovute svolgere a Punta Est. Lo spiega il consigliere comunale del Pd, Matteo Pezza: «Inizialmente il dirigente disse che la ricerca avrebbe riguardato le tecnologie all’avanguardia nella costruzione delle palazzine. Ma in tal caso, la ricerca si sarebbe conclusa con la fine lavori. Poi si disse che la ricerca avrebbe dovuto riguardare la qualità della vita degli abitanti insediati in queste palazzine. In un documen to si fa riferimento anche a un locale da destinare a laboratorio. Ma l’oggetto della ricerca non è ancora chiaro».

articolo di Fabrizio Merli, da La Provincia Pavese, 25 Marzo 2012.

Pavia capitale dei divieti!!!!

26 aprile 2011 redazione Nessun commento

Niente topless, panni stesi, piedi nudi lungo il Ticino, il nuovo regolamento milledivieti del Comune è un impietoso e imperterrito elenco di NO NO NO.
“Non vogliamo trasformare Pavia nella città dei divieti. Non abbiamo nessuna volontà persecutoria”, dichiara Cattaneo, classico caso di excusatio non petita, accusatio manifesta. E ci inserisce pure il divieto di ammaestrare animali per strada: i mille circensi che affollano piazza vittoria con giraffe, elefanti e scimmie dovranno sloggiare, tolleranza zero!
Il termine più abusato da sindaco e maggioranza è “decoro”. Il decoro è etimologicamente ciò che si addice. Ridurre il decoro alla regolamentazione capillare di comportamenti e usanze ha un che di ossessivo, e come tutte le manie ossessive ha a che fare con una paura di perdere il controllo. Il decoro inteso in questo senso ricorda la doppia morale vittoriana, fatta di esteriorità perbenista e bacchettona e retroscena libertino: il salotto familiare in cui ricevere i conoscenti e case chiuse per le “naturali esigenze” maschili. Il decoro andrebbe declinato in ben altro modo, pensando a una cultura dell’inclusività e dell’uguaglianza, nonché della solidarietà. E dire che la maggioranza attuale non è inerte su questo profilo, il lavoro dell’assessorato alla cultura e di quello alle pari opportunità è encomiabile. Purtroppo queste buone azioni stridono con altre, come questo regolamento o come l’atteggiamento nei confronti dei migranti.

Leggi l’articolo di Repubblica: qui.

Cesare Del Frate

Senza peli sulla lingua, Cesare Del Frate , MoVimento 5 Stelle Pavia , parla chiaro sugli intrecci poco chiari fra politica e ‘ndrangheta. Da non perdere !!!

10 ottobre 2010 redazione Nessun commento

prima parte

seconda parte

terza parte

ultima parte

Il sistemone pigliatutto. Lorsignori: se li conosci li eviti

Ecco qua il sistemone pigliatutto che descrive le relazioni pericolose fra sospetti ndranghetisti, amministratori pubblici e politici pavesi, per come sembra emerge dalle intercettazioni pubblicate sulla stampa, in cui si cinguetta di appalti, bustarelle, voti comprati, poltrone, estorsioni. Gnamm!!

Il processo farà il suo corso, e non sta a noi accusare nessuno. Di sospetti politici, invece, ne parliamo eccome, e facciamo nomi e cognomi. Intanto Carlo Chiriaco, direttore di ASL per meriti sul campo (ex indagato per estorsioni e truffe sanitarie, che gli sono valse a mo’ di titoli onorifici nella scalata al potere), nonché uomo di spicco del PDL locale. Amico un po’ di tutti, anche se oggi lo evitano come la peste, è agli arresti con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: come si vede nella mappa, lui è il vero collante del sistemone pigliatutto. È assiduamente in contatto sia con Pino Neri, accusato di essere nientemeno che il boss dei boss, il vertice del cupolone della ’ndrangheta lombarda, e sostiene di fare da tramite fra Neri ed esponenti della giunta, nonché, ci arriveremo, il Faraone: la cupola incontra la piramide.

“Uomini di Neri”, così li definiscono i PM, sono Francesco Del Prete, candidato in “Rinnovare Pavia”, e Salvatore Ilacqua, candidato in “Rinnovare Vigevano” (entrambi partiti della famiglia Filippi). Allora, la questione è questa: Pino Neri e le famiglie a lui collegate da tempo fanno affari in provincia, e ora vogliono fare il salto, mettere i loro uomini direttamente nei consigli comunali. Si rivolgono allora ad Ettore e Luca Filippi, che accettano le candidature, ma poi arriva il cattivo Centinaio (oggi vicesindaco di Pavia), che dice di no, qualche sospetto gli è venuto. Ecco che Chiriaco allora chiama in soccorso l’angelo custode Angelo Ciocca (allora assessore provinciale e oggi consigliere regionale leghista), e magicamente la cosa si sblocca: Del Prete viene candidato ma, mannaggia, non viene eletto. Oggi Ettore Filippi lo difende sostenendo che era il candidato dell’oratorio di S. Carlo Borromeo, d’altronde quanti uomini d’onore sono stati trovati in bunker ripieni di santini e acqua benedetta?

In seguito alla delusione elettorale, Chiriaco torna alla carica e chiede per Del Prete una poltrona ad ASM, Luca Filippi gli risponde picche, la poltrona è già prenotata per lui: “come cazzo fai perchè papà, scusami facciamo noi!” (4/12/09). Contentino: Del Prete si aggiudicherà una consulenza ad ASM, pare di 12.000 euro lordi l’anno, da cui si è dimesso dopo le inchieste.

Arrivano le regionali, e si cerca di ricucire lo strappo fra le famiglie delle cosche e i Filippi. Tocca sempre a Chiriaco far da tramite, poraccio. Neri vuole puntare su Abelli (prima scometteva sulla moglie, ma poi è arrivato er gabbio), ne parla al telefono con un compare:

“noi conosciamo FILIPPI, lei (riferito ad ABELLI) lo conosce meglio di noi, per carità, è un ottima persona, non ho dubbi … non intendiamo però farci sminuire da lui…(inc)… noi non chiediamo niente…(la radio ed i rumori sovrastano la voce di NERI)…Carlo ci tiene che dico questa parola qua, anche perché tramite Carlo (CHIRIACO) …(inc)…è bene che lei (inteso ABELLI) sappia che il nostro gruppo l’appoggia…non le chiediamo niente e facciamo capo a Carlo (CHIRIACO), che noi lavoriamo per lei (sempre ABELLI), e che manifestiamo un impegno maggiore, perchè se qui… se possiamo valere dieci in città…in provincia… molto di più!!…  abbiamo queste capacità…. sta di fatto che noi non votavamo lì!… e quindi, già noi… i nostri nuclei famigliari…”

Chiriaco manda pure Del Prete a promettere il loro sostegno da Abelli, Abelli lo riceve, e Del Prete se ne torna contento da Pino Neri, e gli racconta:

“gli ho detto sono un amico del Dott. CHIRIACO, l’avvocato NERI, amico del Dott. CHIRIACO, gli aveva chiesto di presentarmi…di cercare un candidato….loro…. ma loro invece conoscendomi …hanno deciso di puntare ….di darmi una mano..come per dire….sono stati bravi… però non è che si è… mi ha detto…me lo dovevi dire 15 giorni fà …guardi che io non sono venuto per chiederle……

N: no no

D: …io volevo solo dirle che saremmo contenti di darle una mano e se poi c’è la possibilità di fare un percorso all’interno del PDL….

N: lui ha il compito di coordinare…non è che può pensare…(inc.)

D: no no..per carità….credo di aver fatto una buona impressione..

N: penso di si…”.

Si è presentato come amico di un sospetto boss ’ndranghetista e di un trafficone, e gli ha fatto buona impressione, meno male! Abelli spera di prendere 12.000 preferenze, Neri punta a 18.000: alla fine ne prenderà metà di quelle che si auspicava, un terzo delle speranze ’ndranghetiste, e se ne rimarrà a Roma, nonostante la minaccia “sono tornato” con cui, tramite cartelli elettorali neri, ha tormentato i pavesi per tutta la campagna elettorale. E chi cazzo gliel’aveva chiesto di tornare?!?!

Oggi Abelli difende l’indifendibile sostenendo che se il suo nome è nelle bocche di sospetti ’ndranghetisti è solo perché lui è “persona nota”. Infatti da 15 anni il suo nome è sulla bocca di tantengisti, di corrotti e, pare, di ndranghetisti, ma lui non c’entra nulla, è che a loro piace pronunciare il suo nome, ci fanno i gargarismi e lo canticchiano sotto la doccia. È una questione di stile, una licenza poetica (il suo nome emerge in tantissime carte processuali, anche se lui non è mai stato condannato). A Scajola gli compravano casa a sua insaputa, ad Abelli procacciavano i voti, ma lui era ignaro di tutto. Chiriaco ci mette l’anima, e il Faraone neanche un grazie:

giuro che farei la campagna elettorale per lui come fosse la prima volta… con la pistola in bocca… perché chi non lo vota gli sparo”.

abelli chiriaco

E la giunta? Beh, il solito Chiriaco è pizzicato in imbarazzanti conversazioni con Dante Labate, Pietro Trivi ed Ettore e Luca Filippi (per i quali “ammorbidisce” i controlli dell’ASM sui loro locali, dopo che Luca al telefono gli intima “…mi hai rotto i coglioni !… tutti i giorni mi mandi l’ASL nei locali…”, al che lui chiama un tal Gigi “ascolta… oggi quelli devono andare li’ no…gli dici di andare con …. molta benevolenza…. il problema e’ anche di carattere politico … nei limiti della… decenza”). Nelle intercettazioni spunta fuori pure una mega speculazione a Piazzale Europa, la costruzione di un Motel, un’operazione fognaria per la quale cercano di ottenere più soldi, e in una delle speculazioni promettono di riservare una quota del 20% a Dante Labate, il quale viene giudicato da Neri e Chiriaco alquanto esoso (conversazione avvenuta l’1/7/09):

Chiriaco:  Dante ( ndr. Labate Dante) è fuori di testa completo”

NERI: “ma completamente,  anche… ,  io dico ma chissà cosa fa, lui si sta rovinando con le proprie mani “

CHIRIACO: “perchè ABELLI come dire è perplesso, dice ma che cazzo di comportamenti sono questi”

NERI: “ma no, ma non…guarda che …”.

CHIRIACO: “guarda CON QUELLO CHE MI COSTA LUI  IO PAGO TUTTI GLI  ALTRI e lui ….inc…  se ne fotte,  questo mi ha detto”

NERI:”ma si..  “

CHIRIACO: “vuole SAN MATTEO per lui, poi vuole che si tiene l’ALER “

NERI: “Si tiene l’ALER pure ..cazzo ….. inc..  ma è pazzo “

CHIRIACO: “sì …poi vuole alla SP vuole “

NERI: “a MUSOLINO”.

CHIRIACO: “Musolino… e qualche altra cosa “.

Molti di questi favori e speculazioni pare siano rimasti solo promesse: mentre le telefonate erano in corso, sono arrivati i carabinieri. Ciò che comunque emerge dalle intercettazioni è la spregiudicatezza con cui politici locali si interfacciavano con un uomo, Chiriaco, dietro il quale l’ombra di Pino Neri era ben visibile. I quattro moschettieri Labate, Trivi e i Filippi telefonano, telefonano, spendono intere ricariche discutendo di tutto tranne che del bene pubblico o degli interessi della città: son già troppo affaccendati nei loro, di interessi.

Intanto uno di loro è indagato, Pietro Trivi, per corruzione elettorale. Cattaneo si è affrettato ad esprimergli “solidarietà politica”. L’aveva già fatto con la Gariboldi: il giorno dopo sono arrivati i carabinieri alle 4 del mattino e l’hanno portata a S. Vittore. Trivi, per ora, si è solo dimesso.

C’è o non c’è un sistema clientelare e nepotistico di spartizione della cosa pubblica? Gli appalti, le consulenze, il PGT vengono decisi con i criteri della trasparenza e del bene comune oppure con quelli degli amichetti del quartierino? A queste domande la maggioranza non ha ancora risposto: eppure, se prendiamo anche solo le nomine nelle società partecipate, troviamo mogli di, figli di, tesserati di partito. Il PD chiede la sua parte di poltrone, e il PDL si aggiudica la fetta più grosse. E i cittadini onesti, che non sono amici di Tizio o figli di Caio, e che non hanno la tessera del PDL o del PDmenoelle?

A furia di ragionare con una mentalità clientelare e privatistica, può capitare di imbattersi in personaggi come Pino Neri. E a volte, in questo monopoli di lottizzazioni, si pesca la carta “andate in prigione senza passare dal via”, come è successo a Carlo Chiriaco e Rosanna Gariboldi.

Per ora non c’è stata risposta né reazione: il sindaco ha dichiarato che “Pavia si è dimostrata impermeabile alle infiltrazioni mafiose”, e nulla ha detto sul sistema clientelare tratteggiato dalle intercettazioni. Il PD si è ben guardato dal chiederne le dimissioni, in quanto responsabile di cotanta maggioranza. Solo le formazioni di sinistra e i 5 stelle denunciano questo tragico degrado.

In compenso, durante la manifestazione antimafia di venerdì scorso, Dante Labate ha deriso i cittadini che chiedevano legalità porgendo il dorso delle mani, ad imitazione di un famigerato gesto mafioso, mentre Luca Filippi li provocava fino a quando non è intervenuta la polizia a farlo desistere.

Pavia merita una maggioranza al di sopra, e non al di sotto, di ogni sospetto. Il Sindaco e la giunta si dimettano immediatamente!!

MoVimento 5 Stelle Pavia

p.s.1: scarica e diffondi la mappa del sistemone pigliatutto, qui!

p.s2.: abbiamo qui ricostruito a grandi linee solo la parte di intercettazioni uscite sulla stampa che riguardano i politici, ma le indagini contengono moltissimo di più, lo vedremo nei prossimi mesi!