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Cava Manara: progetto discarica cemento-amianto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa della Rete ambientalista pavese (che riunisce 36 Associazioni e comitati di tutta la Provincia) relativo al progetto di discarica di cemento-amianto di Cava Manara. Di seguito il testo del comunicato stampa:

A breve si terrà la prima conferenza dei servizi riguardante il nuovo progetto presentato in Regione per un deposito controllato di cemento amianto nel Comune di Cava Manara. La Rete Associazioni e Comitati per Ambiente, Salute e Sviluppo sostenibile Provincia di Pavia, che riunisce 36 tra associazioni e comitati, ribadisce la sua posizione di contrarietà al progetto di Cava Manara, come a quello di Ferrera e a quello di Gambolò. Ogni progetto presenta specifiche criticità ambientali e, come già fatto notare da Coldiretti, quello di Cava Manara si insedia in un contesto di risicoltura, coltivazioni biologiche, recupero di specie arboree, incompatibile con una discarica di cemento amianto.

La discarica progettata con una capienza di 550.000 metri cubi è una delle più grandi discariche di cemento amianto fra quelle in discussione in Lombardia. Per lo smaltimento del cemento amianto manca ancora un progetto regionale dettagliato che tenga adeguatamente in considerazione la sicurezza sanitaria e i rischi ambientali di questi impianti. Per questo motivo la Rete ambientalista pavese ha chiesto una moratoria su questi progetti: la questione amianto non può essere affrontata se non entro i limiti e le regole di un piano regionale scientificamente strutturato e in accordo con le esigenze dei territori.

Ricordiamo che i rischi sanitari del cemento amianto riguardano anche la dispersione di microfibre durante la movimentazione su camion del materiale. Non va quindi sottovalutato il rischio di incidenti stradali con la conseguente necessità di un piano di mobilità corrispondente nonché la dispersione delle microfibre nelle falde acquifere per via del percolato.

Per questi motivi è necessario ribadire i principi di prevenzione e di precauzione (art. 174, 176 CE) alla base della politica comunitaria in materia ambientale che dovrebbero ispirare e guidare le politiche pubbliche in merito alla salute dei cittadini.

Ribadiamo quindi il nostro no al progetto di discarica di cemento amianto di Cava Villa, e chiediamo che al più presto la Regione Lombardia stili un programma di smaltimento dell’amianto scientificamente rigoroso e non gestisca più un problema così serio affidandosi all’estemporaneità dell’iniziativa privata.

Pavia, 19 luglio 2012

La Rete Associazioni e Comitati

per Ambiente, Salute e Sviluppo sostenibile Provincia di Pavia

http://reteambientepavia.wordpress.com/

retesaluteambienteprovinciapv@gmail.com

Comuni del pavese: il dividi et impera non passerà

19 luglio 2012 Cesare Del Frate 2 commenti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta di Cristina Barzaghi, capogruppo di minoranza del Comune di Inverno Monteleone eletta con una Lista civica, a commento delle manovre politiche a cui stiamo assistendo fra i Comuni del basso pavese.

Abbiamo già parlato del progetto di gassificatore a Belgioioso (qui), e avevamo già commentato le uscite del Sindaco di Belgioioso su un fantomatico impianto di incenerimento plastica sul territorio (qui): a questo punto sorge spontaneo chiedersi chi tuteli realmente gli interessi e i diritti del territorio e dei cittadini. Un altro fronte caldo è quello del progetto di centro commerciale a Borgarello (leggi qui) per non parlare dell’ampliamento dell’inceneritore di Corteolona. Come vedete sono tanti i progetti impattanti vuoi sul consumo di suolo, vuoi sull’inquinamento dell’aria che interessano il territorio del pavese.

Di fronte a tutto questo la Convenzione ambientale guidata dal Sindaco Berneri di Monticelli ha sempre tenuto una saggia linea di rigore e di tutela della salute e dell’ambiente, promuovendo anche una diversa logica improntata allo sviluppo sostenibile: a S. Cristina, Comune membro della convenzione, è in discussione con l’impresa Vedelago un impianto di riciclaggio e trattamento a freddo dei rifiuti di cui potenzialmente beneficerebbero tutti i Comuni della Convenzione e forse anche Pavia. Dipende da come si muoveranno i Sindaci.

Benissimo, ieri, come riporta la lettera di Cristina Barzaghi, il fronte della Convenzione ambientale è stato incrinato da un’iniziativa estemporanea di alcuni Sindaci fra cui Fabio Zucca di Belgioioso. E’ chiaro ed evidente a tutti quale sia la ratio di progetti quali gassificatori, inceneritori, centri commerciali, come è chiaro ed evidente quale sia la ratio ben diversa di un centro di riciclaggio rifiuti o di una linea politica ambientalista determinata e saggia come quella del Sindaco Berneri e della Convenzione ambientale. Perché incrinare questo fronte?

Già abbiamo assistito al rischio di una crisi di giunta a Borgarello che rischia di riaprire i giochi per il Centro commerciale, ora assistiamo a questa iniziativa dove coinvolta è ancora una volta una giunta targata PD. Che cosa ha da dire su tutto questo il Partito Democratico, e i suoi segretari provinciale Alan Ferrari e cittadino (di Pavia) Antonio Ricci?

La Convenzione ambientale guidata da Berneri si è dimostrata una realtà forte capace di interloquire sia col territorio sia con gli enti sopraordinati (Provincia e Regione) in modo autorevole e promuovendo gli interessi dei cittadini, della salute, del territorio. Questa realtà non va compromessa, va anzi promossa e supportata.

Cesare Del Frate – Portavoce M5S Pavia

di seguito la lettera di Cristina Barbieri, capogruppo di minoranza Comune di Inverno Monteleone

La Convenzione Ambientale del Basso Pavese nacque dall’intento dei Comuni di condividere modelli di sviluppo sostenibile consci che le singole scelte operate in materia ambientale, creano inevitabili ricadute anche nei territori limitrofi. Condividendo tali obiettivi anche il Comune d’Inverno e Monteleone ha di recente deliberato l’adesione alla convenzione.

Per il nostro territorio ci sono scelte dirimenti, in cui i Comuni sono chiamati a schierarsi dalla parte della tutela della salute dei cittadini e di uno sviluppo sostenibile, o, altrimenti, dalla parte dei profitti di pochi. Nelle ultime settimane è acceso il dibattito sul progetto di un possibile centro di riciclo dei rifiuti, sviluppato sul modello di Vedelago, nel Comune di S. Cristina. Impianto ad impatto zero e visto con favore dall’amministrazione provinciale e dai Comitati e Associazioni ambientaliste.

Contemporaneamente, sono in discussione altri due progetti: l’ampliamento dell’inceneritore di Corteolona, che brucia i rifiuti con relative emissioni inquinanti, e il gassificatore di Belgioioso. Questi progetti, come appare chiaro a tutti, sottendono visioni molto diverse circa la sostenibilità ambientale, la tutela della salute e lo sviluppo economico, ma soprattutto, questi progetti riguardano Comuni membri della Convenzione Ambientale del Basso Pavese presieduta da Enrico Berneri che ha saputo distinguersi per correttezza e preparazione, agendo con trasparenza e onestà intellettuale, sempre disponibile per tutti i Comitati e Associazioni del territorio.

Per alcuni membri della Convenzione l’impegno profuso da Berneri non è stato sufficiente.

Tenendo bene a mente questo dibattito aperto sul territorio, va letta la riunione auto-convocata nei giorni scorsi da alcuni Comuni per la “sostituzione” dell’attuale Presidente il cui mandato era in scadenza.

Divide et impera…

Durante quest’incontro al quale diversi membri della Convenzione non hanno partecipato e al quale era assente lo stesso Berneri, è stato eletto un nuovo Presidente. Ora, quanto sia legittima la nuova nomina sarà valutato nelle sedi appropriate e non spetta a me dirlo, quello che è certo è che lo statuto della Convenzione, approvato dai rispettivi Consigli Comunali quale atto amministrativo e politico vincolante, prevede le modalità di convocazione delle assemblee. Quale significato attribuire a questa mossa? I Sindaci che hanno ritenuto di non riconfermare Berneri alla Presidenza si pongono quindi in antagonismo con le scelte e i modelli adottati in precedenza dalla Convenzione? Intendono ridiscutere le posizioni in tema di rifiuti ed energie rinnovabili? E quale posizione hanno in merito all’inceneritore di Corteolona, al gassificatore di Belgioioso, al centro riciclo di Santa Cristina, al consumo di suolo, allo spargimento dei fanghi, allo smaltimento dell’amianto o in merito al fantomatico impianto per bruciare la plastica che qualche scellerato e non meglio identificato comune vorrebbe fare? E’ necessario porre simili domande se vogliamo capire alcune delle ragioni di un tale strappo istituzionale rispetto ad una Convenzione, vanto del territorio, che avrebbe dovuto garantire la leale collaborazione fra Comuni ai fini della tutela ambientale e della salute dei cittadini

Divide et impera… sarò ingenua, ma ai Sindaci io dico viribus unitis… l’unione fa la forza.

Cristina Barzaghi

Capogruppo di minoranza Inverno e Monteleone

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Pavia Bosone per una mobilitazione contro l’autostrada e a difesa del territorio, dell’agricoltura e della salute.

Sulla Provincia Pavese di oggi è pubblicata la lettera del Coordinamento No all’autostrada Broni-Mortara e della Rete ambientalista pavese. La pubblichiamo sul blog: il progetto dell’autostrada è al fotofinish: chi si oppone deve informare i cittadini e chiedere che le Istituzioni adottino scelte responsabili (C.D.F.)

Lunedì 27 Febbraio la Provincia di Pavia ha incontrato il Coordinamento di Comitati e Associazioni contro l’autostrada Broni-Mortara e la Rete dei Comitati e delle Associazioni per Salute, Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Pavia. All’evento hanno partecipato anche numerosi imprenditori agricoli, il settore economico maggiormente minacciato da un progetto che prevede una colata di cemento su oltre sei milioni di mq. di pregiato terreno agricolo.

Secondo i proponenti, sull’autostrada viaggerà una media di 45.000 veicoli al giorno, di cui circa il 30% saranno camion, con il conseguente impatto ambientale in termini di emissioni di polveri sottili e diossine. Gran parte dei veicoli arriveranno dal traffico della zona Sud della Provincia di Milano. Il costo complessivo dell’opera supera il miliardo di euro e sarà ripagato dai pedaggi, 35 km. sulla Broni Mortara costeranno 4 euro a fronte ad esempio di 2,2 sull’A7, per un ricavo complessivo previsto di 2.657 milioni di euro……

I costi economici e l’impatto ambientale dell’autostrada sono imponenti, a fronte di benefici quasi nulli, le esigenze della mobilità in provincia di Pavia vanno da sud a nord e non da est a ovest come l’autostrada Broni-Mortara (in realtà Redavalle-Castello d’Agogna) e vanno quindi risolti diversamente. Per questo motivo siamo assolutamente contrari al progetto, e con questa lettera aperta invitiamo il Presidente Bosone la Giunta e il Consiglio Provinciale ad affiancare, alle osservazioni tecniche in corso di elaborazione, una presa di posizione politica forte che ribadisca il parere negativo espresso lunedì nell’incontro con i Comitati e le Associazioni evidenziando le criticità ai Comuni e alla Regione.

Invitiamo inoltre la Provincia a farsi promotrice di un’opera pervasiva e partecipata di informazione e sensibilizzazione nei confronti sia degli Enti locali sia – è cruciale – della cittadinanza.

I cittadini della Provincia hanno il diritto di conoscere gli effetti ambientali, gli impatti sull’agricoltura e i rischi per la salute di quest’opera faraonica di cui sfugge il senso e l’utilità.

E’ inoltre opportuno che la  Provincia prenda contatto con le altre Province lombarde interessate da progetti autostradali simili per denunciare queste politiche infrastrutturali che incidono pesantemente sul debito pubblico, sull’ambiente e sulla salute ignorando al contempo le ragioni della mobilità sostenibile (adeguamento della viabilità esistente, trasporto merci su ferro, mobilità personale tramite trasporti pubblici e soluzioni innovative).

Abbiamo bisogno di una grande mobilitazione dal basso e chiediamo che la Provincia continui ad essere disponibile per difendere il territorio, l’ambiente e la salute.

Nicola Ghisilieri

Portavoce Coordinamento di Comitati e Associazioni

contro l’autostrada Broni-Pavia-Mortara

Alda La Rosa e Cesare Del Frate

Referenti Rete dei Comitati e delle Associazioni

per l’Ambiente, lo Sviluppo Sostenibile e la Salute

LA RETE AMBIENTALISTA INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BOSONE

6 novembre 2011 redazione 1 commento

i rappresentanti dei comitati e delle associazioni all'incontro con l'amministrazione provinciale

Nella ex sala consiglio della Provincia di Pavia, in piazza Italia, sabato è andato in scena il secondo incontro tra la Rete Ambientalista (costituita da 33 associazioni ambientaliste e comitati del territorio provinciale pavese) e l’amministrazione provinciale di Pavia in persona del Presidente Bosone, l’assessore ai trasporti e alla programmazione del territorio Bozzano e l’assessore all’ambiente Lasagna.

In apertura, il Presidente Bosone ha focalizzato l’attenzione sull’Oltrepò, sottolineando l’emergenza di porre rimedio al profondo dissesto idro-geologico occorrente su questa parte del territorio pavese, anche mediante fondi stanziati da Regione Lombardia e dal Ministero dell’Ambiente. Ha poi evidenziato la necessità di rivolgere le attività ad un incremento della vocazione agro-turistica dell’Oltrepo, che non sia solo a pannaggio di turisti della domenica, ma nell’ottica di consentire una più ampia fruizione di queste terre, mediante valorizzazione del paesaggio, itinerari turistici e piste ciclabili (cenno alla Greenway, pista ciclopedonale da creare nel tratto da Salice Terme a Varzi).

Il Presidente ha poi rivolto l’attenzione sulla Lomellina, per la quale prevede una diversa idea di sviluppo; non più legato ad un’idea di costruzione di impianti a biomasse, inceneritori, nuovi tracciati autostradali, centri commerciali, gigantesche discariche di amianto e così via, ma si punterà anche qui sul piano turistico (creando percorsi a tema), sul piano agricolo (appoggiare Coldiretti e promuovere cooperative agricole gestite da giovani), puntando sulle peculiarità del territorio e su uno sviluppo più sostenibile.

Alda La Rosa (Futuro Sostenibile) si rivolge a Bosone a nome della Rete

Confermando la sua contrarietà al progetto della Broni-Mortara, progetto privo di un’utilità e al contempo portatore di danni ambientali sicuri, ha tuttavia informato i presenti che al progetto è stato dato il via (notizia – dichiara – di cui è venuto a conoscenza solo ieri).

della provincia si chiede fondamentalmente di collaborare in maniera forte e decisa con tutti i comitati, i cittadini e le associazioni; di adottare misure per far primeggiare il territorio e di agire in tempi brevi; lavorare fianco a fianco su tematiche delicate e importanti come amianto, aria, acque, smaltimento e recupero dei rifiuti.

La parola è poi passata ad Alda la Rosa in qualità di portavoce della Rete Ambientalista (nonchè presidentessa di Futuro Sostenibile) la quale ha letto un comunicato della Rete in cui chiede alla Provincia se è disponibile a collaborare in maniera forte e decisa con la Rete Ambientalista e con quali modalità, nonchè richiede alla Giunta di adottare con urgenza tutte le misure necessarie affinchè la provincia di Pavia, ora fanalino di coda della Lombardia (ultima per raccolta differenziata ed oppressa dalla presenza di impianti altamente inquinanti, centri logistici e commerciali, viabilità in stato di degrado, etc), diventi invece la prima in Lombardia per Virtuosità.
Dopo gli interventi di alcuni rappresentanti di associazioni che hanno esposto le loro problematiche, l’amministrazione provinciale si dice pronta ad attuare con la Rete Ambientalista una collaborazione ad ampio raggio, formando delle aree di lavoro su temi specifici (come già fatto con l’osservatorio sulla mobilità), in modo da essere più vicini al territorio e più concreti a lungo termine.
Grazie al sollecito intervento della Rete, e alla serietà e competenza del suo lavoro, il Presidente ha accettato di istituire tavoli permanenti di confronto: questa è una grande novità per la Provincia e potrebbe costituire un punto di svolta per riscattare un territorio da tempo abbandonato alle speculazioni e alla cementificazione selvaggia. Vedremo col passare del tempo se queste saranno le solite promesse da marinai o se finalmente le istituzioni si uniranno ai cittadini per affrontare insieme temi fondamentali per la vita di tutti: noi rimarremo come sempre col fiato sul collo!
Riccardo Carini

Poma, Invernizzi e la salute dei cittadini

23 aprile 2011 Cesare Del Frate 1 commento

“Ecco pertanto la raccolta differenziata, inteso come processo in grado di alimentare questo circolo virtuoso di avvio a riutilizzo dei nostri scarti, consentendo il recupero di materia prima preziosa e riducendo le necessità di smaltimento finale, che inevitabilmente comportano impatti sull’ambiente”. Firmato Vittorio Poma (ex-presidente provinciale) e Ruggero Invernizzi, ex-assessore alla TUTELA ambientale, oggi entrambi candidati Presidente (dal Rapporto gestione rifiuti 2008). Ricordiamoci queste facce e queste firme, siamo la Provincia maglia nera in Lombardia per la raccolta differenziata (maggiori info sul MeetUp). In compenso, per tasso di tumori, siamo i primi in Lombardia e fra i primi al mondo, ce la giochiamo con Shangai. Gli inceneritori non ci mancano, e nemmeno le uova alla diossina. Sono curioso di sapere che argomenti useranno Poma e Invernizzi in campagna elettorale, spero proprio non abbiano il coraggio di parlare di differenziata o di salute dei cittadini!

Cesare Del Frate

IL DENARO PESA PIU’ DELL’ACQUA. LE PAROLE DI ALEX ZANOTELLI

12 novembre 2009 annaventurini 1 commento

di Alex Zanotelli

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua. Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;
b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.
Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Prosegui la lettura…

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La Lista Civica 5 Stelle per Pavia incontra l’assessore alla mobilità Bobbio Pallavicini

17 luglio 2009 redazione 3 commenti

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Paolo Venturini

Come preannunciato dal nostro articolo pubblicato il 1 luglio scorso sul tema della mobilità ciclistica a Pavia, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con l’assessore alla mobilità Bobbio Pallavicini. Incontro interessante, avuto ieri pomeriggio (16/7/09, n.d.r.). Un’ora abbondante grazie alla quale abbiamo avuto più informazioni e anticipazioni di quelle che ci saremmo aspettati. L’argomento sul tavolo, la mobilità ciclistica, pare stia a cuore all’assessore, il quale ci ha confermato di aver ricevuto un’offerta per un progetto di bike-sharing da avviare a Pavia. L’idea, facente parte del nostro programma, ha il nostro pieno appoggio, avendo già dimostrato la propria bontà in altre realtà italiane ed europee. Abbiamo comunque fatto presente che l’utilizzo della bicicletta, propria o a noleggio, deve essere preceduto da un’adeguata politica di messa in sicurezza delle strade pavesi.

Prosegui la lettura…

FOTOVOLTAICO OBBLIGATORIO PER I NUOVI EDIFICI……ERA ORA!!!!!!

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Il 10 Giugno 2009 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 132 il DPR n° 59 del 2 Aprile 2009 sull’attuazione della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.

 

Installazione obbligatoria di impianti fotovoltaici negli edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, e di ristrutturazioni di edifici conformemente all’art. 3 comma 2 lettera a) del DL 192/2005. Per gli edifici di nuova costruzione non esistono limiti di superficie e/o volume, mentre per gli edifici in ristrutturazione l’applicazione della norma sarà disciplinata in modo diverso a seconda se si tratti di ricostruzione integrale degli elementi edilizi per una superficie superiore a 1000 metri quadri ed in caso di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti per una superficie superiore a 1000 metri quadri.

Il decreto rende esecutiva una norma prevista fin dalla Finanziaria 2008. Nella propria analisi, il GIFI giudica il decreto come un importante intervento normativo a favore dell’installazione dei pannelli solari fotovoltaici e, più in generale, del mercato fotovoltaico nell’edilizia italiana. L’obbligatorietà delle installazioni fotovoltaiche favorirà la standardizzazione negli impianti fotovoltaici, nei sistemi d’integrazione architettonica e nella scelta dei materiali.

Viareggio, Pavia e la logi(sti)ca del disastro

pollutionAd oggi, 19 vittime della bomba al GPL alla stazione di Viareggio. E tristi interrogativi: stiamo perdendo il significato di termini come “sicurezza”, “mobilità”, “sviluppo”.

Una tragedia annunciata, dopo 4 incidenti ferroviari in Toscana, solo negli ultimi 20 giorni. Lo stato delle nostre ferrovie è sotto gli occhi di tutti. Meno noti i tagli indiscriminati al personale, e quindi alla sicurezza, operati da Trenitalia (qui). Proprio mentre si investono somme faraoniche per un’alta velocità che non vuole nessuno.

Cinque miliardi di euro solo per la tratta ligure-lombarda, passa anche da noi, che congiungerà Genova a Rotterdam (corridoio tav 24): un affare colossale dove la parte del leone la fa, guarda caso, l’Impregilo. Quella dell’ospedale dell’Aquila, della Salerno-Reggio Calabria, dello scandalo campano dei rifiuti, del ponte sullo stretto e di tante altre nefandezze. Per non parlare del lucroso cementificio della Broni-Pavia-Mortara.

Come ci fanno notare i Grilli Versiliesi, che stanno cercando di informare sui fatti di Viareggio (qui), ricordiamoci che il trasporto merci in Italia è “progettato” secondo la logi(sti)ca delirante del petrolio-cemento: facciamo viaggiare merci e materie prime su gomma o su rotaia, in ogni caso tramite fonti di energia non rinnovabili, creando pericolo, inquinamento, prezzi alle stelle, consumo di territorio. Il tutto per far arrivare una bistecca da Buenos Aires a Lugano passando per Genova e Pavia!

Non solo è un sistema inefficiente e autolesionista (per l’ambiente e per gli uomini), ma è anche estremamente pericoloso. Come nota l’urbanista-filosofo Virilio, il turbocapitalismo del petrolio incorpora come logica interna quella della catastrofe. E’ una questione statistica: se fai circolare 10.000 tir, preventivi già che uno o due faranno una strage. Se intasi le autostrade con milioni di automobili perchè non dai alternative a chi deve spostarsi, preventivi migliaia di morti e ancor più feriti, come avviene ogni anno in Italia, dove gli incidenti stradali sono la prima causa di morte. Lo fai scientemente: è la logi(sti)ca del disastro. Cioè la logica dello “sviluppo” senza futuro unita alla logistica della mobilità alle polveri sottili, due facce della stessa medaglia.

Ecco perché ripensare non solo la mobilità, ma il nostro stesso modello economico, è una priorità non più eludibile. Partendo dal locale: Pavia deve essere all’altezza di questa sfida. Dovrà dire dei no: alla Broni-Pavia-Mortara, alla cementificazione del territorio, alle ecomafie. E dovrà dire dei si: alla mobilità intelligente, alla filiera corta, al risparmio energetico e alle energie rinnovabili. Dovrà, soprattutto, saper riflettere sulla crisi attuale per elaborare un’alternativa sostenibile e vincente.

Lista Civica a 5 Stelle