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Posts Tagged ‘fiato sul collo’

Il patto

25 febbraio 2010 redazione 1 commento

Il Coordinamento Provinciale dei Pendolari, costituito a settembre 2009 da una rete di pendolari attivi, rappresenta la voce dei 12mila pendolari del nostro territorio che viaggiano per lavoro o per studio, in treno o in pullman, dall’Oltrepo, dalla Lomellina o dall’area pavese alla volta di Milano ed altre città con mille disagi, disservizi e ritardi inaccettabili. In questi anni le nostre condizioni di viaggio non hanno registrato miglioramenti significativi, con disservizi quotidiani che negano la dignità delle persone e costituiscono da troppo tempo un’autentica emergenza! Stufi delle solite chiacchiere ed esasperati dalle false promesse, pretendiamo che le istituzioni locali e i politici eletti dai cittadini, si attivino immediatamente per la tutela dei nostri diritti e il miglioramento dei nostri standards.

Per questi motivi, all’incontro con Vittorio Poma, Pres. della Provincia, che si terrà lunedì 1° marzo 2010, il Coordinamento proporrà ai vertici della Provincia di sottoscrivere il “PATTO CON I PENDOLARI. Se questo Patto sarà firmato, segnerà una svolta concreta nel modo di fare politica in campo di mobilità pendolare. Se non fosse firmato, sarebbe un gravissimo segnale da tenere in considerazione al momento in cui ciascuno di noi sarà chiamato al voto! Perchè – ricordate sempre – i politici sono nostri dipendenti, pagati da noi cittadini ed al nostro servizio!
Loro non si arrenderanno? NOI NEPPURE!

Iolanda Nanni
Coordinamento Provinciale dei Pendolari
di Pavia e Provincia

e
candidato consigliere regionale del
Movimento Lombardia 5 Stelle

L’acqua è un bene comune: DICIAMO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE!

12 novembre 2009 redazione Nessun commento

NO privatizzazioneCOMUNICATO STAMPA congiunto del 12 novembre 2009 di:

MeetUP Amici di Beppe Grillo di Voghera

MeetUp Amici di Beppe Grillo di Vigevano

Lista Civica a 5 Stelle per Pavia

L’acqua è un bene comune, e tale deve restare. La decisione sconsiderata con cui i sindaci della Provincia di Pavia hanno deciso di aprire alla privatizzazione della gestione del servizio idrico, decisione resa possibile ed incoraggiata da una normativa regionale scriteriata, è un atto grave ed un attentato al bene comune. Per questo chiediamo che i 190 sindaci della Provincia ritornino sui loro passi, e garantiscano la gestione pubblica del servizio idrico.

Si possono citare, tra i casi più eclatanti di privatizzazione inefficiente e costosa per le bollette dei cittadini, quelli di Latina, Arezzo e Aprilia, mentre in positivo Milano e due esempi piemontesi e il Consorzio del Monferrato come gestioni pubbliche efficienti ed oculate. Sono solo alcuni degli esempi che confermano come solo una proprietà pubblica ed un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. Prosegui la lettura…

IL DIALOGO DELLA POLITICA

22 luglio 2009 paolocatona 2 commenti

Paolo Catona

La politica è quello spazio in cui si definiscono le linee di indirizzo per lo sviluppo della società. Per sviluppo della società si intende quel processo il cui scopo è migliorare le condizioni degli individui che ne fanno parte. Tale miglioramento è declinabile in più dimensioni: economica, sociale, familiare, ambientale, lavorativa, culturale, etc. Ogni dimensione è importante e deve essere considerata insieme alle altre per evitare che si operi su una a scapito di un’altra. Il ruolo dei rappresentati dei cittadini e quindi della politica, è quello di amministrare le risorse pubbliche per innescare questo processo.

La teoria è ai più nota, ma come viene applicata nella pratica? Come nascono le linee di indirizzo? Come gli amministratori determinano ciò che è necessario fare per migliorare la vita dei cittadini? Prosegui la lettura…

LINEE D’INDIRIZZO POLITICO (1): QUANDO L’ACQUA E’ SOLO UN DETTAGLIO…

Anna Venturini

Questo è il primo post dedicato al dibattito che ha avuto luogo lunedì 20 e martedì 21 luglio in Consiglio Comunale, dedicato alla presentazione degli Ordini del Giorno per la definizione del documento programmatico del Sindaco Cattaneo. Anticipo che la discussione non si è ancora conclusa e che dunque si attende una nuova data di convocazione.

 Uno dei temi più rilevanti è stato dibattuto ieri sera in ora tarda (anzi tardissima….) grazie alla presentazione di due OdG da parte dei consiglieri Ferloni (Insieme Per Pavia) e Albergati (PD).

Entrambi chiedono di mantenere in ambito pubblico i processi di gestione ed erogazione dell’acqua a Pavia. Albergati ricorda che il Comune ha la facoltà di scegliere se proseguire la gestione pubblica dell’acqua oppure se indire una gara di erogazione: in tal caso rischieremmo di togliere ad ASM il mandato di erogazione per consegnarlo ad un potenziale soggetto privato. Prosegui la lettura…

Marzullo, mazze e tirapugni

18 luglio 2009 Cesare Del Frate 3 commenti

Lista Civica a 5 Stelle per Pavia

Il pezzo forte del consiglio comunale di ieri è arrivato subito: l’interpellanza del consigliere Vigna (IDV) al Sindaco riguardo la supposta contiguità ideologica di Centinaio con movimenti di estrema destra. Vigna spende una parola anche su Salvini il quale, nonostante i suoi coretti, impallidirebbe di fronte alle esternazioni di Centinaio. L’interpellanza riprende le tre domande poste dalla Lista Civica a 5 Stelle, e ne fa anche altre.

Finalmente, dopo tre settimane di silenzio assordante, il Vicesindaco Centinaio risponde… o quasi, visto che nella sostanza la risposta non c’è, e men che meno i chiarimenti che i cittadini si aspettavano. Il tutto con tono alquanto alterato, saran stati il caldo o le zanzare… Inizia lamentadosi: è da quando è in politica che gli si rimproverano supposte contiguità ideologiche con movimenti neofascisti. Naturalmente, per il Vicesindaco, il problema non è che ripetutamente si espone a simili critiche, ma che ci sia qualcuno che lo riprende e gli chiede conto di parole ed azioni imbarazzanti, per usare un eufemismo. Prosegui la lettura…

Al consiglio con la schiscetta

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Cesare Del Frate

 

Dopo ore di seduta torrenziale, il consigliere Fraschini non ce la fa più. Il Presidente del Consiglio comunale Sgotto non ha ancora dichiarato l’intervallo “per motivi fisiologici”, e lui ha fame. Il più giovane fra i consiglieri, se non anagraficamente sicuramente di spirito, tira fuori la schiscetta. Attento, beninteso, a nasconderla sotto il banco, che se l’intransigente Sgotto se ne accorge gli appioppa una nota sul diario: e poi mamma chi la sente? Alla chetichella comincia a scartare l’incartato, e scric e scrac uno strano fruscio echeggia nell’aula, preannunciando un delizioso seppur imbarazzante profumo di panino. Ma Fraschini non fa tempo ad azzannarlo, perché gli invidiosi compagni di banco della maggioranza gli intimano di mangiarselo fuori, il panino. Spioni! Se ne esce mesto, una qualche parvenza di serietà il Consiglio dovrà pur mantenerla.

Se ne passa così l’unica nota divertente, dopo ore spese da maggioranza ed opposizione a discutere se la Commissione delle Nomine abbia o meno facoltà di discutere le linee di indirizzo prima di discutere le nomine… Il Consiglio dei Paradossi ostinatamente ignora il regolamento, finché il consigliere Pezza si avvede che basterebbe leggerlo senza forzature per dirimere all’istante la questione. Problema, a scanso di equivoci, non di poco conto: si tratta nientemeno della commissione che fornirà al Sindaco indirizzi (non vincolanti) per le nomine in tutte le società, enti e fondazioni partecipate dal Comune. Ma il punto, per i consiglieri, è un altro, e lo chiarisce Brendolise (PD): la minoranza vuole dei posti nei consigli d’amministrazione della partecipate, per garantire la trasparenza. Al solito Vigna, IDV, tocca di ricordare che la trasparenza non la si garantisce reclamando poltrone, perché la vigilanza sui consiglieri d’amministrazione di nomina comunale spetta al Consiglio stesso. Se il Consiglio fa il suo dovere, non c’è bisogno che l’opposizione reclami la sua parte di lottizzazione. O meglio, di bisogni ce ne sono, ma certo non vengono esplicitati. Leggeri cadono i paraventi, senza quasi rumore.

Comunque, sarà il Sindaco a dirigere l’orchestra: le voci di corridoio ci informano che i nomi sono quelli dei soliti noti. I cda delle partecipate non verranno costituiti in base alle competenze, ma alle tessere di partito. Illuminante il caso S. Matteo, dove il trio Filippi-Caltagirone-Pomicino (gli ultimi due sono dei pregiudicati) si appresta a diventare la sacra trimurti di quel merito che il Sindaco invoca ad illuminare ogni suo passo.

Se dobbiam dar credito a ciò che in questi giorni si legge sulla stampa, con racconti su file di aspiranti consiglieri nei cda davanti alle porte di Abelli, possiamo facilmente immaginare cosa porteranno nella schiscetta i politici o amici di partito che presto saranno chiamati in società strategiche: tanta fedeltà, la sapida incompetenza ravvivata dal pepe dell’idologia.

Aria nuova al Mezzabarba, e tolleranza zero

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Lucia Scotton

Sin dalla prima seduta del Consiglio comunale si respira aria nuova. Molti giovani, pochissime donne, tanti genitori e amici tra i cittadini accorsi ad assistere alla “prima”. La coalizione di centro-destra, finalmente cambia posto e mette subito in chiaro che d’ora in avanti le cose cambieranno. Intanto, l’incompatibilità  di due consiglieri dell’opposizione titolari di altre cariche… I giovani della maggioranza seguono diligentemente le istruzioni, incoraggiati dai genitori: “alzate bene le mani!”.

In un aula consiliare affollatissima, il neo-eletto Presidente del Consiglio Raffaele Sgotto chiarisce a consiglieri e “pubblico” che durante la seduta sarà rispettato il regolamento punto per punto e gli applausi non saranno tollerati, pena l’allontanamento. Poco dopo, innervosito dal malfunzionamento del nuovo impianto acustico che non gli permette di spegnere il microfono del consigliere Brendolise, Sgotto si esibisce in una performance degna di un corso allievi della Folgore, intimandogli il silenzio, la voce ad un volume imbarazzante. Dopo di lui la voce del Sindaco che legge il suo discorso di insediamento, sembra la poesia imparata a memoria per la festa del papà, recitata velocemente per l’emozione che tradisce inesperienza ma anche soggezione verso i “saggi” e la paura di deluderli.

In una sede istituzionale democratica certi toni autoritari colpiscono – un cittadino presente evocava, spaventato, i tempi del Duce – e colpisce quella sensazione di potere a porte chiuse, dove i cittadini ridotti al rango di “pubblico” assistono a “brani scelti” del teatrino della politica senza poter nemmeno esprimere entusiasmo o disappunto.

Durante la campagna elettorale Cattaneo parlava di “novità”, di “cambiamento”, slogans ormai desueti che aspettavamo comunque di decifrare. Da ieri cominciamo a capire di cosa si tratta e la sensazione di déjà-vu si avverte molto forte. Anzitutto, le regole. Giustissimo, ma che siano quelle che scandiscono la gestione democratica e partecipativa della cosa pubblica. Le donne? A proposito di regole, per fortuna lo statuto impone la presenza di almeno 1 donna nella giunta: tutta la nostra solidarietà e un in bocca la lupo a Cristina Niutta! Poi le facce pulite dei giovani. Purché non siano solo le maschere dietro cui decidono senza pudore i soliti noti.  Infine il programma: Pavia non può competere con Milano, ne siamo consapevoli. Ma evitiamo di trasformarla in un magnifico residence pulito e senza buche, protetto da cani da guardia e ronde incazzate. E tutto il mondo fuori. 

 

Royal Entomological Society

Cesare Del Fratemnsfshn3

 

Nella torrenziale prima seduta del Consiglio Comunale, tanti i presenti. Amici e parenti dei consiglieri, la festa della Cresima Comunale: una folla ha riempito l’aula mandando alle stelle il tasso di umidità. Per chi ha resistito lo spettacolo non è mancato: la seduta è stata inaugurata dal peggior bizantinismo politico, con reciproche accuse di incompatibilità di ruoli per alcuni consiglieri. Due ore perse così, con urla a tratti beluine: temevo qualcuno avrebbe sputato un polmone sui banchi. I vigili c’erano, la crocerossa no. Si è eccepito anche sul Sindaco, presidente del Fraschini. A un certo punto Vigna, IDV, ha fatto brillare un barlume di buon senso dicendo che era inutile ed assurdo cercare di “far fuori” il Sindaco con un cavillo mal interpretato.

Faticosamente si è arrivati alla presentazione della Giunta al Consiglio. Quando il capogruppo PD Brendolise ha cercato di prendere la parola per commentare le nomine degli assessori, è stato zittito. Altre urla inumane: il Presidente, poco dimestichezza con le diaboliche tecnologie dell’aula, non riusciva a spegnere il microfono di Brendolise. Ha quindi optato per sovrastarlo con la voce. I bei lampadari hanno tremato. Piccola nota: il Presidente del Consiglio Comunale ha anche detto che farà scrupolosamente osservare il regolamento. Il diritto alla ripresa delle sedute e la loro messa in onda on line? Vedremo.

Nel frattempo, guardavo il Consiglio e la giunta e ho fatto un tuffo nel passato: le donne talmente poche che quasi scomparivano in un mare di baffi, cravatte, volti accigliati ed espressioni gigione. Sembrava un club per soli uomini della Londra dell’800, la Royal Entomological Society: ci mancavano solo profumati sigari, un pò di ghette e un paio di sputacchiere. Dietro gli scranni, due vigili donna osservavano perplesse. Cristina Niutta, unica donna fra gli assessori, con delega alle pari opportunità, avrà un bel lavoro da fare: auguri!  

Di contenuti politici, invece, nessuno ha parlato, almeno fino al discorso programmatico del Sindaco. Che, nel suo stile, e lo apprezziamo, è stato alquanto ecumenico e dialogante. Ha esordito citando Paolo VI ed il suo invito a vedere la politica come espressione di carità (sic), per poi rivendicare il riconoscimento dell’importanza sociale degli oratori. Per un attimo ho pensato che fosse il programma del GREST. Ha proseguito toccando quasi tutti i punti dell’azione di governo della città, dal rilancio turistico al tema del lavoro, dal decoro urbano alla viabilità. Difficile esprimere un giudizio, dato che si è trattato di un discorso che per forza di cose non ha approfondito punti specifici. Solo un’osservazione: Cattaneo ha molto insistito sul principio di sussidiarietà, recententemente introdotto nella Costituzione.

La sussidiarietà è una cosa molto bella, o almeno dipende da come la si intende. Può voler dire dar spazio all’associazionismo e, soprattutto, all’attivismo civico: ce lo auguriamo. Ma anche esternalizzare, cioè “appaltare” a privati servizi o prerogative pubbliche, il che è sempre rischioso visto il piano inclinato dell’inciucio e del favoritismo. Che il principio di sussidiarietà stia al cuore del programma della giunta è una novità importante, attenzione però a come lo si intende e declina.

E questo è quanto. Buon lavoro alla Giunta e al Consiglio!

Noi ci saremo, per proporre, vigilare, informare. Fiato sul collo! Stay tuned!

 

 

p.s.: Grazie a Riccardo Monferrato per la diretta streaming! Del caso Centinaio non si è parlato, forse alla prossima seduta? Noi abbiamo volantinato a tutti le nostre domande al vicesindaco (post precedente): avremo presto modo di riparlarne. Intanto la Provincia Pavese di oggi ha ripreso i nostri interrogativi.