Cesare Del Frate
Nella torrenziale prima seduta del Consiglio Comunale, tanti i presenti. Amici e parenti dei consiglieri, la festa della Cresima Comunale: una folla ha riempito l’aula mandando alle stelle il tasso di umidità. Per chi ha resistito lo spettacolo non è mancato: la seduta è stata inaugurata dal peggior bizantinismo politico, con reciproche accuse di incompatibilità di ruoli per alcuni consiglieri. Due ore perse così, con urla a tratti beluine: temevo qualcuno avrebbe sputato un polmone sui banchi. I vigili c’erano, la crocerossa no. Si è eccepito anche sul Sindaco, presidente del Fraschini. A un certo punto Vigna, IDV, ha fatto brillare un barlume di buon senso dicendo che era inutile ed assurdo cercare di “far fuori” il Sindaco con un cavillo mal interpretato.
Faticosamente si è arrivati alla presentazione della Giunta al Consiglio. Quando il capogruppo PD Brendolise ha cercato di prendere la parola per commentare le nomine degli assessori, è stato zittito. Altre urla inumane: il Presidente, poco dimestichezza con le diaboliche tecnologie dell’aula, non riusciva a spegnere il microfono di Brendolise. Ha quindi optato per sovrastarlo con la voce. I bei lampadari hanno tremato. Piccola nota: il Presidente del Consiglio Comunale ha anche detto che farà scrupolosamente osservare il regolamento. Il diritto alla ripresa delle sedute e la loro messa in onda on line? Vedremo.
Nel frattempo, guardavo il Consiglio e la giunta e ho fatto un tuffo nel passato: le donne talmente poche che quasi scomparivano in un mare di baffi, cravatte, volti accigliati ed espressioni gigione. Sembrava un club per soli uomini della Londra dell’800, la Royal Entomological Society: ci mancavano solo profumati sigari, un pò di ghette e un paio di sputacchiere. Dietro gli scranni, due vigili donna osservavano perplesse. Cristina Niutta, unica donna fra gli assessori, con delega alle pari opportunità, avrà un bel lavoro da fare: auguri!
Di contenuti politici, invece, nessuno ha parlato, almeno fino al discorso programmatico del Sindaco. Che, nel suo stile, e lo apprezziamo, è stato alquanto ecumenico e dialogante. Ha esordito citando Paolo VI ed il suo invito a vedere la politica come espressione di carità (sic), per poi rivendicare il riconoscimento dell’importanza sociale degli oratori. Per un attimo ho pensato che fosse il programma del GREST. Ha proseguito toccando quasi tutti i punti dell’azione di governo della città, dal rilancio turistico al tema del lavoro, dal decoro urbano alla viabilità. Difficile esprimere un giudizio, dato che si è trattato di un discorso che per forza di cose non ha approfondito punti specifici. Solo un’osservazione: Cattaneo ha molto insistito sul principio di sussidiarietà, recententemente introdotto nella Costituzione.
La sussidiarietà è una cosa molto bella, o almeno dipende da come la si intende. Può voler dire dar spazio all’associazionismo e, soprattutto, all’attivismo civico: ce lo auguriamo. Ma anche esternalizzare, cioè “appaltare” a privati servizi o prerogative pubbliche, il che è sempre rischioso visto il piano inclinato dell’inciucio e del favoritismo. Che il principio di sussidiarietà stia al cuore del programma della giunta è una novità importante, attenzione però a come lo si intende e declina.
E questo è quanto. Buon lavoro alla Giunta e al Consiglio!
Noi ci saremo, per proporre, vigilare, informare. Fiato sul collo! Stay tuned!
p.s.: Grazie a Riccardo Monferrato per la diretta streaming! Del caso Centinaio non si è parlato, forse alla prossima seduta? Noi abbiamo volantinato a tutti le nostre domande al vicesindaco (post precedente): avremo presto modo di riparlarne. Intanto la Provincia Pavese di oggi ha ripreso i nostri interrogativi.
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