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Fabio Zucca e il gassificatore di Belgioioso

10 luglio 2012 Cesare Del Frate 4 commenti

Davvero il gassificatore progettato a Belgioioso, se verrà realizzato, sarà ad impatto zero sull’ambiente? E’ quanto afferma il Sindaco di Belgioioso Fabio Zucca in un’intervista pubblicata ieri su Il Punto: la potete leggere qui.

Del progetto avevamo già parlato nel post: “Gassificatore di Belgioioso: il diavolo sta nei dettagli!“, e avevamo già commentato l’utilizzo del logo e del programma del M5S da parte del Comune di Belgioioso sul suo sito istituzionale.

Su questa intricata vicenda, che vede come protagonisti da un lato un progetto per la comunità locale inutile, in quanto la nostra Provincia ha già impianti energetici installati capaci non solo di coprire il nostro fabbisogno ma persino di esportare energia in altri territori, e dall’altro lato un neonato comitato di cittadini che si oppongono al progetto con serie argomentazioni tecniche.

Ma veniamo all’intervista: Fabio Zucca dichiara:

Sono state prese dai nostri oppositori alcune posizioni che non esito a definire personalistiche e strumentali

Quali sarebbero le posizioni “personalistiche e strumentali” di chi si oppone al progetto? L’intervista non lo riporta. Rimane solo l’accusa di strumentalizzazione, un classico per stornare critiche e per esimersi dal dovere di argomentare, un tipo di risposta a cui siamo da tempo abituati.

Cos’altro afferma Zucca? Dice:

Il cogeneratore di Belgioioso è assolutamente ad impatto zero per l’ambiente.

Impatto zero? Quest’affermazione del Sindaco Zucca è alquanto spericolata, basta prendere in considerazione il trasporto del cippato di pioppo che alimenterà l’impianto, e le relative emissioni di PM10 e diossine (sì, il trasporto su camion che vanno a diesel produce diossine) per comprendere che è impossibile avere un impatto ambientale pari a zero per un simile progetto.

A tal proposito bisogna anche riflettere su cosa sia realmente la filiera corta: secondo il rapporto UNECEFE-FAO del 2008 l’Italia nel mondo è la maggiore importatrice, subito dopo il Giappone, di biomasse legnose (legna da ardere e cippato) per la produzione energetica. Utilizzare il legno per la produzione energetica significa utilizzare tecnologie obsolete e non sostenibili, a ciò si aggiunga che importare simili quantità di biomasse legnose (1.o99.255 metri cubi solo nel 2006) costituisce quel tipo di filiera lunga, con relative emissioni inquinanti, che è oggi non sostenibile. Il progetto di Belgioioso prevede la filiera corta e, secondo le dichiarazioni del Sindaco Zucca, il cippato proverrà da 23.000 pertiche di terreni coltivati a pioppi della nostra Provincia. La quantità di terreni destinati alla produzione energetica, 23.000 pertiche, è molto grande. Le posizioni del movimento ambientalista internazionale sostengono al contrario che gli impianti a biomasse siano sostenibili unicamente quando alimentati da scarti e residui di produzione agricola/forestale. In altre parole, destinare terreni alla produzione di biomasse per l’energia non è sostenibile ambientalmente, mentre ha senso unicamente l’utilizzo di biomasse residuali o di scarto per la produzione energetica.

Siamo qui di fronte a un problema di sovranità alimentare: sempre la FAO ci ricorda che nei prossimi decenni diverrà drammatico il problema del sostentamento alimentare di una popolazione mondiale in costante aumento. Per questo motivo l’Italia e il nostro territorio a vocazione agricola non dovrebbe distogliere l’agricoltura e la silvicoltura dal loro scopo primario: l’alimentazione umana, la sovranità alimentare, la salvaguardia della biodiversità. L’utilizzo dei terreni per la produzione energetica NON è sostenibile sia da un’ottica ambientale che etica.

Veniamo alle ultime dichiarazioni del Sindaco Zucca, in cui contrappone il supposto impatto zero del gassificatore di Belgioioso ad altri ipotetici impianti inquinanti:

In altre realtà vicine territorialmente alla nostra si parla della realizzazione di un impianto che dovrebbe bruciare 200.000 tonnellate di plastica all’anno con tutto ciò che questa pratica comporta in termini di produzione di diossina e sostanze dannose per l’atmosfera

Questa è una dichiarazione molto pesante, e stupisce che Zucca non specifichi di quale impianto e di quale Comune stia parlando.

A noi non è noto nessun progetto di impianto per la bruciatura della plastica per 200.000 tonnellate l’anno, l’unica trattativa di cui siamo a conoscenza è quella fra il Comune di Santa Cristina e la società Vedelago per un impianto di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti: questo sì un impianto assolutamente sostenibile, economicamente vantaggioso, utile al territorio, ai cittadini e all’ambiente, capace di creare posti di lavoro qualificati. Se il Sindaco di Belgioioso è a conoscenza di altri progetti potenzialmente inquinanti sarebbe importante che comunicasse a quali si riferisce e quali Comuni siano interessati, altrimenti è inutile e controproducente uscire con simili allusioni sulla stampa locale.

Concludo ricordando che esistono esempi virtuosi di Comuni che installano impianti energetici sostenibili: penso a Cassinetta di Lugagnano,  che ha installato un impianto solare sui tetti della scuola materna rivendendo i surplus energetici a beneficio del bilancio dell’Ente (leggi qui).  Gli impianti a biomasse ricevono ingenti incentivazioni pubbliche tramite il meccanismo dei CIP6, ma non sono una scelta saggia per il territorio e i cittadini (a meno che non siano alimentati da scarti e residui della agricoltura/silvicoltura).  Le alternative, a Cassinetta di Lugagnano così come nel nostro territorio, esistono e sono conrete: bisogna però avere la volontà di perseguirle e realizzarle.

Cesare Del Frate

Gassificatore di Belgioioso: il diavolo sta nei dettagli!

28 maggio 2012 Cesare Del Frate 4 commenti

di Cesare Del Frate

Se le biomasse sono una fonte energetica rinnovabile, allora tutti gli impianti a biomasse sono eco-compatibili, cioè sostenibili? No, la parola bio non deve sviare, attenzione perché il diavolo sta nei dettagli e molti impianti a biomasse non sono sostenibili da un punto di vista ambientale e di tutela della salute. Vediamo quindi cosa sta succedendo nel Comune di Belgioioso circa l’ipotesi di un impianto a bio-masse legnose.

I cittadini del Comune di Belgioioso da tempo discutono sull’opportunità di questo impianto, e per aiutarli nella valutazione il Comune ha messo a disposizione un estratto del Programma nazionale del MoVimento 5 Stelle sul sito web del Comune stesso, adottando quindi la strada di una comunicazione ufficiale e istituzionale: http://www.comune.belgioioso.pv.it/news/news_action.php?ACTION=due&cod_archivio=380&HOME=1

Ci fa piacere che il Comune presti attenzione al nostro programma sulle energie rinnovabili. Ricordiamo però che il MoVimento 5 Stelle distingue fra energie rinnovabili sostenibili e NON sostenibili. L’impianto prospettato per Belgioso è o meno sostenibile?

Non possiamo saperlo, dato che il progetto non è stato reso pubblico.

Intanto allora ragioniamo sugli impianti a biomasse legnose. Questi impianti, quando non alimentati dagli scarti della silvicoltura, richiedono coltivazioni ad hoc, e quindi sottrazione di terreno fertile alla produzione di cibo. Il meccanismo perverso dei CIP6, come sappiamo, incentiva gli agricoltori a convertire i campi a produzione di biomasse a scopo energetico, il che non ha senso visti i trend demografici globali e i fabbisogni alimentari degli italiani. Eppure grazie ai CIP6 molti impianti che sarebbero fuori mercato godono di prezzi di favore sostenuti dalle nostre bollette energetiche, e nella nostra Provincia proliferano progetti per nuovi insediamenti produttivi, nonostante le centrali già esistenti producano una quantità di energia superiore ai consumi effettivi (esportiamo energia verso altre Provincie). Quindi questi impianti non rispondono a esigenze delle comunità locali ma a logiche di profitto.

Se poi andiamo a vedere l’EROEI (il ritorno energetico sull’investimento energetico) vediamo che gli impianti a biomasse si collocano molto in basso nella classifica, vale a dire: l’energia che producono è di poco superiore alla quantità di energia che consumano per funzionare.

Guardiamo infine alla tutela della salute. Tutti i processi di bruciatura fanno peggiorare la qualità dell’aria tramite l’emissione di polveri sottili.

Gli impianti a biomasse sono sostenibili quando alimentati dagli scarti della produzione agricola o della silvicoltura, e quando le loro ridotte dimensioni garantiscano scarse emissioni di inquinanti. Infine, la sostenibilità ambientale è legata agli effettivi fabbisogni energetici delle comunità locali. Questi argomenti vengono portati avanti dal neonato Comitato cittadino che sta sollevando non pochi dubbi e perplessità circa questo progetto, riportate dal blog civico Noi Belgioioso.

Il Comune di Belgioioso dovrebbe chiarire questi aspetti ai cittadini, ed è auspicabile che il progetto sia reso al più presto pubblico e visionabile da chiunque, solo così i cittadini potranno formulare un giudizio informato, ricordandosi il detto secondo cui “il diavolo sta nei dettagli!”.