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Viareggio, Pavia e la logi(sti)ca del disastro

pollutionAd oggi, 19 vittime della bomba al GPL alla stazione di Viareggio. E tristi interrogativi: stiamo perdendo il significato di termini come “sicurezza”, “mobilità”, “sviluppo”.

Una tragedia annunciata, dopo 4 incidenti ferroviari in Toscana, solo negli ultimi 20 giorni. Lo stato delle nostre ferrovie è sotto gli occhi di tutti. Meno noti i tagli indiscriminati al personale, e quindi alla sicurezza, operati da Trenitalia (qui). Proprio mentre si investono somme faraoniche per un’alta velocità che non vuole nessuno.

Cinque miliardi di euro solo per la tratta ligure-lombarda, passa anche da noi, che congiungerà Genova a Rotterdam (corridoio tav 24): un affare colossale dove la parte del leone la fa, guarda caso, l’Impregilo. Quella dell’ospedale dell’Aquila, della Salerno-Reggio Calabria, dello scandalo campano dei rifiuti, del ponte sullo stretto e di tante altre nefandezze. Per non parlare del lucroso cementificio della Broni-Pavia-Mortara.

Come ci fanno notare i Grilli Versiliesi, che stanno cercando di informare sui fatti di Viareggio (qui), ricordiamoci che il trasporto merci in Italia è “progettato” secondo la logi(sti)ca delirante del petrolio-cemento: facciamo viaggiare merci e materie prime su gomma o su rotaia, in ogni caso tramite fonti di energia non rinnovabili, creando pericolo, inquinamento, prezzi alle stelle, consumo di territorio. Il tutto per far arrivare una bistecca da Buenos Aires a Lugano passando per Genova e Pavia!

Non solo è un sistema inefficiente e autolesionista (per l’ambiente e per gli uomini), ma è anche estremamente pericoloso. Come nota l’urbanista-filosofo Virilio, il turbocapitalismo del petrolio incorpora come logica interna quella della catastrofe. E’ una questione statistica: se fai circolare 10.000 tir, preventivi già che uno o due faranno una strage. Se intasi le autostrade con milioni di automobili perchè non dai alternative a chi deve spostarsi, preventivi migliaia di morti e ancor più feriti, come avviene ogni anno in Italia, dove gli incidenti stradali sono la prima causa di morte. Lo fai scientemente: è la logi(sti)ca del disastro. Cioè la logica dello “sviluppo” senza futuro unita alla logistica della mobilità alle polveri sottili, due facce della stessa medaglia.

Ecco perché ripensare non solo la mobilità, ma il nostro stesso modello economico, è una priorità non più eludibile. Partendo dal locale: Pavia deve essere all’altezza di questa sfida. Dovrà dire dei no: alla Broni-Pavia-Mortara, alla cementificazione del territorio, alle ecomafie. E dovrà dire dei si: alla mobilità intelligente, alla filiera corta, al risparmio energetico e alle energie rinnovabili. Dovrà, soprattutto, saper riflettere sulla crisi attuale per elaborare un’alternativa sostenibile e vincente.

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