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Nicola Lamberti: per far rinascere Borgarello

Nicola Lamberti

Affianco alla Certosa di Pavia, monumento meraviglioso che accoglie un milione di visitatori l’anno, potrebbe sorgere un enorme centro commerciale. Oppure potrebbe rimanere un’area verde, bella, ospitale, centro nevralgico e vitale del turismo nel pavese. Questo dipende dalle prossime elezioni comunali di Borgarello. Nicola Lamberti, candidato Sindaco con la lista “Progetto civico”, porta avanti una battaglia di civiltà. I cittadini che vogliono un’economia sostenibile, un territorio preservato e l’esercizio dell’etica nel governo della cosa pubblica, sono con lui.

Il 25 Aprile della Costituzione

di Vito Crimi

Vito Crimi

Ci siamo chiesti, dopo tutto quello che è accaduto in questi giorni quale sarebbe stato il modo migliore per festeggiare il 25 aprile 2013.
Un 25 aprile, festa della Liberazione, che avremmo voluto festeggiare con l’elezione a presidente della Repubblica di Stefano Rodotà.
Un uomo, il professor Rodotà, che sarebbe stato il Presidente di tutti. Un presidente della Costituzione.
Costituzione nata dalla lotta contro la dittatura nazifascista, perché come ricordò il costituente Piero Calamandrei:

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Un 25 aprile contro ogni totalitarismo, contro ogni violenza, contro ogni strategia della tensione, contro ogni sopruso.
Un 25 aprile per avere sempre più democrazia e libertà civili in questo Paese. Nel 2008 lo celebrammo in piazza raccogliendo firme per tre referendum sulla libera informazione, quest’anno i portavoce al Senato del M5S saranno nelle loro città e parteciperanno da semplici cittadini alle commemorazioni. Senza presenze “in prima fila” sui palchi o in posti privilegiati. Perchè il 25 aprile fu e deve essere festa di popolo.

L’idea è quella di dedicare ogni anno il 25 aprile ad alcuni articoli della nostra Costituzione.
Per farla conoscere meglio a tutti.
Quest’anno inizieremo da due articoli che parlano di lavoro e imprese.

Articolo 4

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Articolo 41

“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Scriveva Piero Calamandrei: “La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare”.
Facendo nostre le parole di Calamandrei seguendo il principio degli articoli 4 e 41, chiediamo con forza che, per via legislativa parlamentare e non tramite decreti legge governativi (siamo una repubblica parlamentare!) si avvii in Parlamento un percorso per portare ad una legge sul Reddito di Cittadinanza e a misure a favore delle nostre piccole e medie imprese che sono il cuore della società e della tenuta democratica.

Il PDmenoelle in crisi di astinenza da inciucio

21 aprile 2013 Cesare Del Frate 3 commenti

Da quando il M5S è entrato in Parlamento, PDL e PDmenoelle sono entrati in crisi di astinenza da inciucio. Dopo vent’anni trascorsi a braccetto a rovinare l’Italia, oggi non regge più il gioco delle parti, con il M5S lì per smascherare gli accordi sottobanco e i traffici politici.

Napolitano presidente dell'inciucio

Per questo per un mese e mezzo si sono astenuti dall’inciucio: Bersani gridava ai quattro venti che mai e poi mai avrebbe fatto l’accordo con Berlusconi, con tutto il PDmenoelle a implorarci piagnucolando di dargli i voti per varare il governo e tornare a farsi i cazzi loro. Quando, grazie al M5S, si è passati dai piagnucolii ai fatti, e abbiamo fatto il nome di Rodotà, il bluff del PDmenoelle è venuto allo scoperto. Non hanno mai voluto nessun cambiamento, ma solo un alibi per tornare fra le braccia di Berlusconi. E’ stato offerto un nome di altissimo livello, una persona integerrima, onorata e stimata dagli italiani e non solo. Ci hanno sputato sopra preferendo inciuciare prima su Marini e poi, definitivamente, con la rielezione di Napolitano, così trasformando la Repubblica italiana nella Monarchia delle Banane. La crisi di astinenza da inciucio sta per finire, presto arriverà la prossima dose: un governo Amato o tecnico del Presidente sostenuto dal PDL al PDmenoelle, per salvare la Patria e soprattutto le poltrone. Ciò che non hanno capito è che questa dose potrebbe essere l’ultima: questi partiti di poltronisti stanno per defungere per overdose di inciucio.

Oggi le risate e gli abbracci di Berlusconi, Bersani, Monti e Casini sono state uno spettacolo grottesco, un insulto ai cittadini che fuori da Montecitorio invocavano un cambiamento acclamando il nome di Rodotà. Quest’ennesimo accordo per spartirsi l’Italia è qualcosa di disgustoso e osceno.

Per questi motivi, i cittadini e simpatizzanti 5 Stelle saranno Domenica 21 in Piazza della Vittoria, dalle 18 in poi, per chiedere il cambiamento e denunciare l’ennesimo, e ormai (per loro) fatale, inciucio.

Riunione venerdì 15

Siamo al rush finale della campagna elettorale, a pochi giorni dall’arrivo di Beppe Grillo a Pavia!

Il M5S di Pavia si riunirà venerdì 15 alle 21 presso il Bar Al Cantunin, via Mascheroni 52.

Vi aspettiamo!

per info: pavia5stelle@gmail.com

Dario Fo e il M5S

Dario Fo: “Quelli del MoVimento 5 Stelle sono quelli che rompono le uova nel paniere. Certi giornali che hanno tradizione di stile hanno proprio sbracato. Hanno pisciato fuori dal vaso, come si dice in Lombardia. Noi abbiamo una classe politica che ogni giorno ci capovolge come un papocchio. Arriva e ci dà degli esempi dell’ignavia, della meschinità, della furfanteria. Truffardi. A grappolo. Questi che urlano sulla mancanza di democrazia, e parlano di antipolitica quando ormai tutti lo capiscono e lo ripetono: l’antipolitica è nei partiti. Sono i partiti che dimostrano una mancanza assoluta di democrazia, e di serietà politica”.

PS: Stasera Luis Alberto Orellana, candidato M5S al Senato, Iolanda NanniCesare Del Frate, candidati consiglieri in Regione Lombardia, saranno felici di incontrare i cittadini di Torre De’ Negri presso il BAR NUOVO! C’è chi la campagna elettorale la fa in TV e sui giornali e chi preferisce stare in mezzo ai suoi simili, i comuni cittadini, di cui ci impegniamo a diventare portavoce nelle Istituzioni! Largo alla politica dal basso!!!

Chi ha incendiato la mia casa

dalla Provincia Pavese di oggi 5_1_13:
PAVIA Chi ha incendiato la mia casa

«Il fumo avvolgeva le case, saliva su e spariva. A intervalli sempre più brevi le avvolgeva, saliva su e spariva. Il fuoco dovevano averlo spento in fretta. Forse avevano già lasciato il luogo dell’incendio. Probabilmente un esperto stava rimuovendo le macerie. Cercava degli indizi. Incendio doloso». Il passo è ripreso da “Accusata” (Effigie, 2008) romanzo della scrittrice svizzera Mariella Mehr di cui sono l’editore italiano. La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012 uno o più piromani hanno dato fuoco a casa mia. Se le fiamme si fossero via via propagate all’intero seminterrato, non saremmo qui a lamentare danni in fin dei conti contenuti (qualche centinaio di libri andati in fumo e poco più). E tra i libri sul bancale andato in cenere, singolarmente c’era anche “Accusata”. Un “ladro” mi aveva già fatto visita un paio di settimane prima: aveva aperto i cassetti e gli armadi in tutte le stanze per poi andarsene senza rubare niente. Un avvertimento: quasi a dire «non sentirti al sicuro nemmeno in casa tua». O forse cercavano documenti, e non trovandoli sono poi tornati intenzionati a risolvere quel loro “problema” in altro modo. A meno di non credere a una precoce visita della befana, sembra scontato il nesso con alcune delle battaglie sulla criminalità urbanistica condivise con Franco Maurici e Walter Veltri, anche loro colpiti da atti intimidatori. Ma già il 16 febbraio 2012, le vetrine di Insieme per Pavia erano state distrutte a picconate; anche in questo caso non era la prima volta. Il 17 maggio al blog Direfarebaciare è stato inoltrato questo anonimo commento: «Stanotte è morto un mio amico. Siate più buoni. Non fate che qualcuno desideri danzare sulle vostre tombe». L’incendio di una abitazione civile non ha precedenti in città. Le fantomatiche mafie? No, si direbbe una reazione emotiva: voi danneggiate noi e noi danneggiamo voi, distruggendo vetrine, bruciando case e auto. «Nella fattoria di Huber – scrive Mariella Mehr sempre in “Accusata”, che è la storia di una piromane – sono bruciate le mucche nella stalla. Sono bruciati il cavallo e un paio di maiali, i gattini appena nati nel fienile. Soltanto i polli sono riusciti a salvarsi. Sono scappati in tutte le direzioni, varcando il recinto». Nel villaggio «c’erano i furbi e gli ingenui , che si lamentavano disperati. Eppure anche nei loro occhi brillava una scintilla sospetta».Dopo il rogo di casa mia la solidarietà di molti – il sindaco e l’ex vicesindaco tra i primi – è stata ben gradita. Ma ancora più gradito sarebbe stato l’abbozzo di una riflessione autocritica da parte di chi – a destra così come a sinistra – per decenni omertosamente ha taciuto le illecite istanze corruttive, favorendo così la rassegnazione (quando non l’assuefazione), di fronte ad una truffaldina deroga alle regole capace di minare la coesione civica: quel laissez-faire popolare alla progressiva irrisione delle norme civili – a partire dalle più elementari – che, contaminando il senso comune, inavvertitamente fa da brodo di coltura per ogni successivo violento arbitrio. Giovanni Giovannetti

Oggi su Il Punto

Oggi in prima pagine sul quotidiano locale Il Punto intervista a Iolanda Nanni e Cesare Del Frate, M5S Pavia, sulla politica di città e Provincia. Qui potete scaricare l’articolo: http://www.listacivica5stellepavia.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/06/IL-PUNTO-Articolo-integrale-25-6-12.pdf

Pavia: festa delle diversità 2012

di Cesare Del Frate

Ieri si è svolta a Pavia, in Piazza del Duomo, la Festa delle diversità promossa da Arcigay e organizzata dalle Associazioni del Tavolo Anti-discriminazioni del Comune di Pavia. Abbiamo ascoltato le voci dei migranti che lavorano in Italia, dei diversamente abili e delle loro famiglie, delle donne che lottano contro la violenza di genere e le discriminazioni, della comunità lgbt che a Pavia sta costruendo un percorso di uguaglianza e solidarietà.

E’ stata una grande festa democratica e per l’uguaglianza. Le Associazioni che lavorano sul territorio, ogni giorno, per costruire un’uguaglianza reale e concreta per le donne, i diversamente abili, i migranti e le minoranze sessuali hanno mostrato tutta la loro forza, fondata sulla consapevolezza dei diritti sanciti dalla Costituzione. Una Costituzione meravigliosa, come è stata definita, e ancora, in parte, da attuare, anche con l’impegno indefesso e coraggioso dei tanti volontari dell’associazionismo.

Piccolo neo della Festa: l’assenza delle autorità. Presente la Provincia, colpevolmente assente il Comune. Cristina Niutta, Assessore alle pari opportunità, non è intervenuta, e nemmeno il Sindaco Alessandro Cattaneo, presente e sorridente alla concomitante manifestazione Pavia Wine a sorseggiare vino locale. Supportare l’agricoltura locale è sicuramente un merito, assentarsi dalla Festa delle diversità è un altrettanto evidente demerito: ricordiamo a Cattaneo che è il Sindaco di tutti i pavesi, anche dei diversamente abili, delle donne, dei migranti e della comunità lgbt.

Le Associazioni di liberi cittadini, sia a Pavia che a livello nazionale, stanno facendo un percorso di partecipazione, inclusione e attivismo in cui la società civile ritorna protagonista. Guardiamo a loro come al sale di una cittadinanza attiva e consapevole, e ricordiamoci sempre dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica, che recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Festival delle diversità

Domenica 3 Giugno si terrà a Pavia la Festa delle Diversità, in Piazza della Vittoria dalle 15 in poi. Partecipiamo in tanti, facciamo sentire la vicinanza dei cittadini a quelle Associazioni del settore sociale e dei diritti civili che ogni giorno lavorano sul territorio per l’inclusione e l’uguaglianza! Sarà una grande festa democratica!

Dalla pagina Facebook dell’evento:

“L’INIZIATIVA è STATA RICONOSCIUTA DALL’UNAR cioè dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d’interesse nazionale nella lotta alle discriminazioni. GRANDE RISULTATO!

La FESTA DELLE DIVERSITA’, si terrà DOMENICA 3 GIUGNO a partire dalle ORE 15 in PIAZZA DELLA VITTORIA a PAVIA.

Alla Festa delle Diversità aderiscono: Universigay, Antigone, Coordinamento Pavia Handy, UILDM Pavia, Cartaspina, ANFFAS, Babele, FILDIS, Con-Tatto, Liberamente, ELSE4motion, Amnesty International e Ci Siamo Anche Noi.

Vi saranno ospiti importanti e internazionali, tra questi:

FRANCO BOMPREZZI, giornalista e attivista per i diritti delle persone con disabilità;
KAHA ADEN, scrittrice somala;
PAOLO PATANE’, presidente nazione di Arcigay.

Ci sarà poi un momento di danza a cura delle associazioni ELSE4motion e UILDM Pavia, e della ballerina dello Sri Lanka Manjula Bandare di Con-Tatto insieme al gruppo etnico Bana Congo.

A partire dalle ore 18 si svolgerà poi il concerto dei gruppi KOOYANIS e LA ROSA BIANCA.

Ogni associazione allestirà degli stand in cui esporrà il proprio materiale informativo e in cui potrà rispondere alle domande di chi vorrà scoprire più da vicino il mondo e il grande lavoro delle associazioni che operano sul territorio pavese!

La Festa delle Diversità ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pavia.

Il Comune di Pavia, invece, non lo ha concesso”.

BOOM 5 STELLE!!!

Da Pavia abbiamo seguito con interesse e trepidazione la campagna elettorale delle Liste 5 Stelle sia in Lombardia che nel resto d’Italia. E oggi festeggiamo il grande risultato! Qui trovate i risultati per i comuni lombardi:

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2012/05/risultati-elettorali-lombardia.html

A un giorno dal voto già si sprecano i commenti di diversi politici-fossili: Per l’UDC Cesa siamo NEFASTI: l’UDC fonderà un “nuovo soggetto politico, una forza di buon senso capace di attrarre tutti gli italiani che non cercano scorciatoie impossibili e nefaste come quella dell’antipolitica”. Napolitano non vede nessun “boom 5 stelle”. Amato ha detto che non siamo “un partito di governo”: chi può governare non lo decidono gli italiani ma Berlusconi e Bersani, autocertificati partiti di governo per grazia divina e concessione di Re Napolitano. Non hanno capito nulla, ma tanto ormai non ce ne stupiamo neanche più.

Noi andiamo avanti con il lavoro sul territorio. In settimana faremo un’assemblea 5 stelle a cui inviteremo tutti coloro che sono interessati all’attivismo civico, a breve comunicheremo data e luogo. Stay tuned!

Caso Punta Est: Moro e Bugatti ufficialmente indagati

3 aprile 2012 redazione Nessun commento

Oggi hanno appreso di essere sul registro degli indagati circa il caso Punta Est il dirigente comunale all’Urbanistica Angelo Moro e il direttore del dipartimento di Ingegneria edile e del territorio Angelo Bugatti. L’ipotesi di reato è di abuso d’ufficio per Moro e di falso in atto pubblico per Bugatti. Cogliamo l’occasione per ripubblicare un articolo del giornalista e blogger Giovanni Giovannetti che ricostruisce analiticamente le tappe del caso Punta Est:

Giovanni Giovannetti

Ora il sindaco Cattaneo “scopre” che all’assessorato all’Urbanistica qualcosa non quadra. L’imberbe vuole ravvederci chiaro, ciò vuol dire che fino a ieri ne era (stato tenuto) all’oscuro. Sindaco, makekazzo stai a ddì.
“Punta Est” è solo la parte visibile della metastasi politico-affaristica volta a privilegiare questo o quel referente (economico?) di questo o quel sedicente capobastone incistato al Mezzabarba, l’apparente “stanza dei bottoni”. Il tumore irreversibile lorsignori lo vorrebbero derubricare a raffreddore, curabile con la corroborante tisana dell’“indagine interna”.
Continuano a fare finta di essere sani. Come se il male fosse “Puta Est” invece del Sistema. In tempi di progressivo decremento demografico, nonostante tremila appartamenti sfitti e mille invenduti, nonostante l’elevato numero di aree industriali dismesse, nonostante l’enorme fabbisogno di case e di posti letto dal costo contenuto per famiglie e studenti universitari, a Pavia la pianificazione urbanistica insiste nel privilegiare l’irresponsabile consumo di terreno vergine destinandolo a residenze di lusso. Particolarmente appetibili paiono le aree verdi a margine del Parco della Vernavola come appunto quella di “Punta Est” in via Vallone.
Si costruisce e si consuma inutilmente suolo poiché il mattone rappresenta ancora una valida garanzia per banche e sistema creditizio. Ma nel mattone investono anche le mafie, così che diventa più semplice riciclare i proventi in nero dal narcotraffico e altro denaro sporco.
Già che se ne continua a parlare riteniamo allora utile tratteggiare questa breve cronologia su “Punta Est”, luogo in cui ai fatti si sovrappongono i tanti misfatti.

Anni Settanta Gli anni del Piano di sviluppo universitario di Giancarlo De Carlo. Fu una grande occasione mancata; prevedeva fra l’altro cinque poli universitari periferici con mense, biblioteche, sale riunione ecc. a disposizione anche di cittadini e lavoratori.

19 ottobre 2007 La Società Cooperativa Atena (costituita il 2 ottobre 2007, solo due settimane prima) formalizza la sua richiesta al Comune; una proposta peraltro in linea con il Piano regolatore generale (Prg). La pratica acclude una relazione tecnica in cui Atena precisa che «l’intervento prevede la realizzazione di un unico complesso edilizio a corte chiusa, nel rispetto dell’ambiente in cui la struttura va a inserirsi»; che le residenze saranno destinate «agli studenti, ai docenti e agli operatori universitari», insieme a servizi mensa, biblioteca, archivi ed uffici, palestra e una sala per le riunioni. Per la gestione la società ipotizza una convenzione con l’Isu (ora Edisu) – l’ente per il diritto allo studio. Per la precisione leggiamo che «Dal punto di vista gestionale verrà successivamente stipulato un accordo convenzionale con l’I.S.U. Di Pavia, con il quale sono già intercorsi contatti preliminari». E con questa garanzia il permesso viene infine rilasciato il 15 giugno 2010.

5 luglio 2010 Gli stessi terreni sono venduti alla Punta Est (società con capitale sociale di soli 20.000 euro) al prezzo di 2.026.586 euro. Alla richiesta di voltura dal vecchio al nuovo proprietario è allegata una inedita relazione tecnica che descrive il nuovo intervento: non più residenze per studenti ma 78 appartamenti di varie metrature, da rivendere «sul libero mercato in assenza di limitazioni alla vendita o godimento delle unità immobiliari».

8 marzo 2011 Chiamato ad esprimere un parere, il comunale “Sportello unico per l’Edilizia” conferma che, stando così le cose, quelle unità immobiliari sarebbero «liberamente alienabili e concedibili in godimento a qualsivoglia titolo in favore di qualsiasi soggetto, persona o ente, pubblico o privato in assenza di vincolo alcuno» e in palese contrasto con le destinazioni d’uso ammesse in zona dal Prg, già che la trasformazione «liberalizzerebbe le unità rendendole di fatto residenziali a tutti gli effetti». È a firma di Elisa Brendolise

31 marzo 2011 A nome del Dipartimento di Ingegneria edile e del Territorio, Angelo Bugatti sottoscrive con “Punta Est” una «convenzione» con la quale «la società si impegna a mettere a disposizione del Dipartimento una unità immobiliare nel complesso, ad uso del laboratorio di ricerca» oltre a 64.000 euro: 10.000 una tantum al Dipartimento e il rimanente «a titolo di finanziamento di tre assegni di ricerca o borse di studio dell’importo ciascuna pari a euro 18.000 sulla innovazione tecnologica e sulla relazione tra artificio e natura nell’ambito ambientale». Insomma, aria fritta. Quanto alla «convenzione», in realtà è un contratto tra privati per la fornitura di servizi spacciato per «convenzione con l’Università» che un dipartimento non può sottoscrivere, già che le convenzioni sono a firma del Rettore, subordinate al parere favorevole del Consiglio di amministrazione. La millantata convenzione con l’Edisu è dunque accantonata e ne viene sottoscritta un’altra con Angelo Bugatti, ovvero con l’estensore del Piano di Governo del Territorio in preparazione.

6 e 8 aprile 2011
L’avvocato Giuseppe Franco Ferrari ricorda al Comune la «destinazione comunque non abitativa» e invita la pubblica amministrazione a valutare l’opportunità di specificare ulteriormente l’impegno del privato «a non modificare le destinazioni d’uso».

18 aprile 2011 All’avvocato Ferrari e allo “Sportello” comunale risponde la proprietà. Nell’Atto unilaterale d’obbligo, sottoscritto dalla società “Punta Est” presso il notaio Galotti, si parla di unità immobiliari «alienabili e concedibili in godimento a qualsivoglia titolo in favore di qualsiasi soggetto, persona o ente, pubblico o privato», ovvero vendibili a chiunque sul libero mercato, in attesa della «eventuale variazione della disciplina di zona del piano urbanistico»: detto altrimenti, in attesa di sanare tutto quanto entro il nuovo Pgt di Bugatti &c.

19 maggio 2011 Poche ore dopo la seconda “diffida” da parte dello “Sportello”, lo stesso giorno il dirigente all’Urbanistica Angelo Moro, vista la «convenzione tra il richiedente e il Dipartimento di Ingegneria Edile del Territorio» e i relativi «impegni assunti con l’Università»; visti i contenuti del nuovo «atto unilaterale d’obbligo», nonostante il parere negativo dello “Sportello” e dell’avvocato Ferrari, rilascia il permesso a costruire.

7 luglio 2011 Nel corso del consiglio comunale, Istant question su Punta Est da alcuni consiglieri di minoranza. Dunque, da luglio in poi, il sindaco non può fingere di non sapere.

19 luglio 2011 Nel corso della Commissione Territorio, i commissari di minoranza sollevano il problema. La discussione su Punta Est prosegue nella seduta dell’11 ottobre 2011.

5 dicembre 2011 I consiglieri comunali Antonio Sacchi (Lista Albergati) e Fabio Castagna (Pd) formalizzano la richiesta di chiarimenti, chiedendo l’accesso alla documentazione.

10 dicembre 2011 Insieme per Pavia inoltra alla locale Procura la documentazione su “Punta Est”.

20 dicembre 2011 Poco dopo la sua convocazione in Procura, il dirigente Angelo Moro sospende «in autotutela» il permesso a costruire, segnalando che la cosiddetta “convenzione” «con l’Università di Pavia non sembra sufficiente ad integrare la destinazione urbanistica di “Aree per servizi”- Università». A quanto sembra, l’acuto dirigente – 96 mila euro di stipendio annuale in pubblico denaro – se ne avvede solo ora.

23 dicembre 2011 La Polizia Giudiziaria è in assessorato. Se ne va portando con sé la documentazione su “Punta Est”.

8 marzo 2012 Cedendo nuovamente alle pressioni “politiche”, Moro ritira la sua “sospensione in autotutela”. Secondo il dirigente, le case possono dunque essere vendute sul libero mercato. Contrario il funzionario Fabio Panighi, «per motivi giuridici e morali».

23 marzo 2012 Reparti dei Carabinieri pongono sotto sequestro il cantiere in via Vallone. Indagati per violazione delle norme edilizie e della legge “Galasso” la proprietaria Eleonora Maestri e il direttore dei lavori Marco Bianchi, suo marito; curiosamente tra gli indagati figura anche Ciro Manna, titolare dell’impresa che ha in appalto i lavori.
 Carabinieri mattinieri anche negli uffici di Angelo Bugatti al dipartimento di Ingegneria edile al Cravino, negli uffici de La Cortazza in viale Cremona (di Maestri) e presso l’abitazione del dirigente comunale all’Urbanistica Angelo Moro a cui è stato sequestrato il computer, così come sotto sequestro sono i computer del funzionario comunale Fabio Panighi e del professor Bugatti. Si cercano tracce sui mandanti politici delle tante discutibili iniziative di Moro.

Politica e Amministrazione: i due livelli non coincidono nel caso Punta Est

27 marzo 2012 redazione Nessun commento

In una serata calda e dai toni “stranamente” pacati si è svolto in consiglio comunale il dibattito sul  nuovo caso che riguarda il già flagellato territorio pavese e anticipato dai quotidiani locali: l’attenzione dei cittadini della nostra provincia, il cui respiro è stato già contaminato dalle fantastiche-meravigliose esalazioni di amianto fino a terminare con i voluttuosi fumi dell’inceneritore di Corteolona (tanto da far avere a qualcuno forti allucinazioni sulle  surreali curve di un’ipotetica Broni-Mortara) è stata catapultata in città, zona-quartiere Punta Est.

Non riassumo la vicenda,già ampiamente approfondita nell’articolo precedente di Cesare sul nostro blog,ma ne pongo un’altra, più ampia, che è emersa dalla discussione: il rapporto tra politica e amministrazione.

La “pacata” opposizione (nelle persone di Sacchi, Castagna, Ferloni e Vigna) chiede che la Politica (quella della Giunta) riprenda il suo ruolo di attore principale non sfuggendo alle responsabilità che nascono dal mancato controllo delle autorizzazioni procedurali in merito a una variazione di destinazione d’uso non prevista dal vecchio piano regolatore, corredata di pareri negativi tecnici e legali e “forse sanabile” a posteriori con il PGT ; che della cosa se ne parli in commissione garanzia; che si inizi a pensare a un tipo di edilizia contrattata che favorisca il progresso della città e non la mera soddisfazione di un profitto privato; che l’assessore si dimetta.

Di contro l’altrettanto “pacata”maggioranza (Mognaschi, Adenti, Bobbio Pallavicini P., Fracassi e Cattaneo), dopo aver ringraziato per i toni moderati del confronto, risponde con fermezza che la questione non può essere affrontata in sede di consiglio comunale,al massimo in sede di commissione di garanzia, in quanto è una vicenda ancora in fieri, che è compito della magistratura indagare sulla correttezza e legalità dell’operato tecnico-amministrativo, campo che risulta indipendente da quello politico.

Quest’ultimo punto è stato ribadito con fermezza sia dall’assessore Fracassi che dal sindaco Cattaneo: entrambi si prenderanno la responsabilità politica del caso, ma oltre non possono andare, in quanto non è compito della politica “invadere”un campo come quello tecnico, demandato con fiducia al dirigente di turno, perché la legge non permette di ordinare a un dirigente di fare questo o quello,  e che l’unico difetto che può essere rimproverato a questa amministrazione comunale è quello di aver “delegato troppo”, in virtù di quel principio di trasparenza che risulta (a loro dire ovviamente) l’elemento cardine che caratterizza l’operato dell’amministrazione stessa.

Ed è sempre con tono pacato che il Sindaco stigmatizza l’operare di alcuni consiglieri comunali di cui non gli piace “la politica della carte portate in procura”, rivolgendo il suo (non pacato) sguardo verso quel consigliere comunale (che potrebbe essere suo padre) che essendo un “cittadino in comune”, venuto “dal basso” ha forse ancora l’idea (utopica?) che la politica non sia nient’altro che quello che dicevano gli antichi antenati greci: politichè techne ovvero l’arte di amministrare la città.

Giorgia Lomartire-Movimento 5 stelle Pavia

Il caso Punta Est

Fa molto discutere da mesi il caso di Punta Est, zona di Pavia dove sta sorgendo un complesso residenziale. Il PRG destina l’area a servizi universitari. Cosa c’è di servizio universitario in alloggi venduti sul mercato? E’ a partire da questi dubbi che Paolo Ferloni, per la lista civica Insieme per Pavia, ha presentato un esposto in procura. Sabato la polizia ha prelevato carte e documenti sia in Comune sia in Università, nonché presso la ditta del costruttore.

Il Comune si è sempre “difeso” giustificando l’operazione con due motivazioni: grazie ad una convenzione stipulata dall’Università, che prevede il vincolo, per i proprietari di Punta Est, di affittare le case a studenti o ricercatori universitari (se non lo sono loro stessi). Basta questo per definire la zona “a servizio universitario”, come vuole il piano regolatore vigente? Ai lettori il giudizio.  La seconda motivazione riguarda futuri studi universitari sull’area. Avete capito bene: l’Assessore all’urbanistica Fracassi sostiene che dato che l’area sarà studiata dall’Università è rispettata la destinazione d’uso a servizio universitario.

Chi studierà l’area? Quale disciplina? Chi eseguirà i monitoraggi? Le parole dell’Assessore hanno un che di surreale, ma probabilmente siamo noi che non capiamo e lo studio di Punta Est consentirà avanzamenti nella conoscenza e nella scienza di cui beneficerà l’intera umanità. Intanto proseguono le indagini aperte dalla Procura di Pavia. Stay Tuned (di seguito riportiamo articolo della Provincia Pavese sulla vicenda. C.D.F.).

Ad avvisare il dirigente dell’Urbanistica che l’operazione Punta Est era a rischio non vi furono solo i due pareri dei suoi funzionari. Anche il legale interpellato sulla questione espresse profonde perplessità. Lo si ricava, prima di tutto, dalle dichiarazioni rese, come persona informata sui fatti, dall’ex direttore generale del Comune, Maria Laura Bianchi. Nei suoi verbali, l’ex dirigente del Mezzabarba spiega che, dopo avere sottoposto alcuni quesiti al professor Giuseppe Franco Ferrari, l’avvocato concluse per la sostanziale illegittimità dell’atto e consigliò il ritiro in autotutela del permesso. Tale parere non compare tra quelli che sono stati forniti ai componenti della commissione territorio. Ve n’è, invece, un altro, che porta la data del 6 aprile 2011, e nel quale il consulente richiama più volte al rispetto delle destinazioni d’uso previste dal piano regolatore. Decisamente più espliciti i pareri espressi dallo Sportello unico per l’edilizia: qui si parla di «non conformità del progetto alla normativa urbanistico edilizia vigente». Insomma, i “sintomi” di un’operazione che avrebbe potuto prestarsi a contestazioni c’erano tutti. Sarà anche sulla base di questi atti che l’opposizione chiederà chiarimenti nel Consiglio comunale di domani sera. E il sindaco, Alessandro Cattaneo, ieri ha fatto sapere: «L’assessore all’Urbanistica, Fabrizio Fracassi, in apertura di seduta farà una nota sugli avvenimenti delle ultime ore, anche se ciò non sarebbe tecnicamente possibile. Inoltre l’assessore risponderà nell’ambito delle instant question». Il sequestro del cantiere di Punta Est, le perquisizioni in Comune, nella sede dell’immobiliare e al Dipartimento di ingeneria edile e del territorio hanno sollevato una accesa discussione e alcune perplessità. Tra i punti da chiarire (e i magistrati se ne stanno occupando) vi è la natura dell’accordo tra Università e società Punta Est, sulla cui base venne rilasciato il permesso di costruire. Il documento, presentato come “convenzione”, tale non sarebbe, in quanto non discusso o approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Università. Sul punto, il rettore, Angiolino Stella, dichiara: «L’Università in quanto tale, nè come rettore nè come organi direttivi, non ha stipulato alcun accordo. Spetterà alla commissione di garanzia decidere di che natura sia questo documento e se sia stato rispettato il nostro regolamento». Al di là della veste giuridica dell’atto, non sono chiare nemmeno le attività di ricerca che si sarebbero dovute svolgere a Punta Est. Lo spiega il consigliere comunale del Pd, Matteo Pezza: «Inizialmente il dirigente disse che la ricerca avrebbe riguardato le tecnologie all’avanguardia nella costruzione delle palazzine. Ma in tal caso, la ricerca si sarebbe conclusa con la fine lavori. Poi si disse che la ricerca avrebbe dovuto riguardare la qualità della vita degli abitanti insediati in queste palazzine. In un documen to si fa riferimento anche a un locale da destinare a laboratorio. Ma l’oggetto della ricerca non è ancora chiaro».

articolo di Fabrizio Merli, da La Provincia Pavese, 25 Marzo 2012.

Costruendo Libera a Pavia

Costruendo Libera a Pavia

Alla presentazione di giovedì 27 di “Costruendo Libera” abbiamo visto tanto entusiasmo e soprattutto la determinazione di persone oneste che vogliono svegliare la sonnolenta Pavia sulla questione antimafia. Costruendo Libera è l’associazione che sta lavorando per costruire un presidio pavese di Libera, la rete di associazioni per una cultura antimafia. Fra loro molti studenti universitari che ci hanno raccontato la loro esperienza come volontari nei campi di Libera: l’associazione prende in gestione beni e terreni confiscati alla mafia per farli rinascere e renderli nuovamente disponibili alla collettività. Trasformano case comprate coi soldi della droga e del traffico di esseri umani in agriturismi, lavorano i campi confiscati per far ripartire l’agricoltura del Sud.

Molti campi di Libera esistono anche al Nord (dopo l’introduzione della legge sulla confisca dei beni mafiosi, il primo bene confiscato in Italia fu a Vigevano). Il lavoro dei ragazzi e delle ragazze di Libera crea un’economia sana e partecipata contro la soffocante gabbia dell’economia illegale di stampo mafioso.

Lorenzo Frigerio, referente regionale di Libera Lombardia, ci ha raccontato come i soldi rapinati dalle mafie nel Sud vengano reinvestiti al Nord, soprattutto in Lombardia, dove la criminalità organizzata ha infiltrato ormai da tempo l’edilizia, la gestione dei rifiuti, il settore degli appalti a cooperative, il gioco d’azzardo. Ricordiamo che proprio il mercato ortofrutticolo di Milano, secondo la Direzione Investigativa Antimafia, è uno degli epicentri della criminalità organizzata!

Lorenzo Frigerio

Davide Mattiello, dell’Ufficio nazionale di Libera, ci ha messi in guardia contro i “carciofi” (in dialetto siciliano, “cosca” significa “carciofo”), cioè contro la mentalità clientelare che non è la stessa cosa della mafia ma piuttosto il retroterra che consente l’infiltrazione mafiosa stessa. Il “familismo amorale” italiano tende a creare reti clientelari dominate dalla logica protezione in cambio di ubbidienza, dove ognuno per farsi strada deve agganciarsi a una cordata e riconoscersi in un gruppo di appartenenza, sia questo di tipo religioso, politico, ideologico o di qualsiasi altra natura. La mentalità clientelare non solo tarpa le ali alla meritocrazia, ma distorce anche la tutela e promozione del soggetto/individuo sancita dalla Costituzione. E inoltre favorisce l’infiltrazione mafiosa nella società, che segue esattamente la medesima logica.

Combattere le mafie è allora un impegno etico e al contempo un progetto di rinnovamento culturale.

Salutiamo gli amici di Costruendo Libera con un caloroso augurio di buon lavoro!

Cesare Del Frate, Anna Venturini

MoVimento 5 Stelle Pavia

Pavia capitale dei divieti!!!!

26 aprile 2011 redazione Nessun commento

Niente topless, panni stesi, piedi nudi lungo il Ticino, il nuovo regolamento milledivieti del Comune è un impietoso e imperterrito elenco di NO NO NO.
“Non vogliamo trasformare Pavia nella città dei divieti. Non abbiamo nessuna volontà persecutoria”, dichiara Cattaneo, classico caso di excusatio non petita, accusatio manifesta. E ci inserisce pure il divieto di ammaestrare animali per strada: i mille circensi che affollano piazza vittoria con giraffe, elefanti e scimmie dovranno sloggiare, tolleranza zero!
Il termine più abusato da sindaco e maggioranza è “decoro”. Il decoro è etimologicamente ciò che si addice. Ridurre il decoro alla regolamentazione capillare di comportamenti e usanze ha un che di ossessivo, e come tutte le manie ossessive ha a che fare con una paura di perdere il controllo. Il decoro inteso in questo senso ricorda la doppia morale vittoriana, fatta di esteriorità perbenista e bacchettona e retroscena libertino: il salotto familiare in cui ricevere i conoscenti e case chiuse per le “naturali esigenze” maschili. Il decoro andrebbe declinato in ben altro modo, pensando a una cultura dell’inclusività e dell’uguaglianza, nonché della solidarietà. E dire che la maggioranza attuale non è inerte su questo profilo, il lavoro dell’assessorato alla cultura e di quello alle pari opportunità è encomiabile. Purtroppo queste buone azioni stridono con altre, come questo regolamento o come l’atteggiamento nei confronti dei migranti.

Leggi l’articolo di Repubblica: qui.

Cesare Del Frate