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Posts Tagged ‘pietro trivi’

Senza peli sulla lingua, Cesare Del Frate , MoVimento 5 Stelle Pavia , parla chiaro sugli intrecci poco chiari fra politica e ‘ndrangheta. Da non perdere !!!

10 ottobre 2010 redazione Nessun commento

prima parte

seconda parte

terza parte

ultima parte

La giunta risponda ai cittadini!

Su Facebook ho diffuso una nota ironica dal titolo “L’imene di Pietro Trivi è salva, alleluja!”, in cui commentavo l’audizione pubblica in cui l’ex assessore Trivi parlò davanti alla stampa riguardo le indagini a suo carico. Trivi stesso è intervenuto, e di seguito trovate la nota e lo scambio di opinioni fra me, Iolanda Nanni e Trivi stesso. Il Sindaco ha promesso un incontro con le associazioni e i cittadini per chiarire i sospetti rapporti fra clan e politica: l’incontro si faccia al più presto, e sia davvero pubblico. Basta con comizi coi cittadini imbavagliati: i cittadini hanno domande da porre, e vogliono farsi sentire.

NOTA FACEBOOK:

Oggi la commissione antimafia si è trasformata in una grande sala chirurgica in cui, a porte aperte, è stato ricostruito l’imene di Pietro Trivi, alleluja!
allora, intanto si è portato la claque, tutti eccitati e trepidanti di assistere al miracolo chirurgico.
Il Trivi, accusato di corruzione elettorale con intercettazioni relative al taglio delle banconote da mettere in busta, derubrica subito l’accusa a “campagna mediatica”, e annuncia che di questo non parlerà. E infatti nulla dice per fugare ombre e sospetti sulla corruzione elettorale. Chiriaco lo liquida in 5 secondi: erano amici da 12 anni, ma lui non sapeva niente.
Dalle intercettazioni emerge che Chiriaco era solito fare lo sbruffone con gli amici, confidando orgoglioso le sue sparatorie, le estorsioni, i suoi rapporti con ndranghetisti. C’è chi si vanta della macchina o della collezione di francobolli, lui invece faceva lo sborone così. Però con Trivi no, erano amici ma la vicinanza al sant’uomo lo rendeva mite, discreto, umile: a Trivi non ha mai fatto i racconti che l’hanno reso celebre nelle cerchie di conoscenti, e nemmeno la portinaia dell’ASL, che Chiriaco scherzosamente salutava ogni mattina col gesto della mitragliata, ecco, neanche lei, la portinaia, che aveva capito tutto, osò lacerare il velo di ignoranza di Trivi, velo dovuto non a ingenuità, ma alla purezza di cuore: per i giusti il male è inconcepibile, non riescono a immaginarlo.
Ma il meglio viene dopo: le prove dell’innocenza e della verginità. Il Trivi snocciola l’elenco delle delibere da lui promulgate quando assessore: dalla sagra della porchetta alla notte danzereccia. Va avanti per mezz’ora, sembra stia leggendo l’elenco del telefono, ogni delibera citata solo per il nome e niente più, ma in realtà stiamo assistendo a un discorso difensivo formidabile: non c’è una delibera, non una!, dal titolo “Favore da ricambiare alla ndrangheta”, “Accordo sottobanco col clan”, ecco, è innocente!
E’ talmente al di sopra di ogni sospetto che si permette pure d’ironizzare: una delle delibere riguarda un concerto di bossanova, mica “di boss e nove!”, esclama trivi ammiccante. C’è poi la delibera sulle bolle blu al ponte vecchio, quella sull’organo da riparare di s. Luca (“la mia parrocchia!” esclama Trivi commosso, con tanto di pausa scenica di contrizione riflessiva), per non parlare di quella sulla serata culturale “ti prego amami ancora”, le prove definitive e inoppugnabili che fugano ogni dubbio.
A quel punto si alza il presidente della commissione antimafia e gli chiede: “Signor Trivi, nel suo discorso risponde Roma per Toma. L’elenco del telefono delle delibere non ci dice nulla, perché nessuno ha messo in questione il suo operato di assessore. al contrario il suo silenzio sulla corruzione elettorale che le viene addebitata è inquietante, non chiarisce i dubbi e ne alimenta di ulteriori. La sua affermazione poi di non aver mai sospettato di Chiriaco, quando anche la lavandaia del borgo al solo nome di chiriaco si faceva il segno della croce, è incredibile e umiliante, per lei. Ha abusato della nostra pazienza e ha oltraggiato l’intelligenza nostra e dei cittadini, pronunciando un discorso autoassolutorio a favore della stampa, strumentalizzando la commissione antimafia per tenere un comizio ed evitando di render conto nel merito riguardo le ombre sulle sue azioni e sulle sue frequentazioni. Si vergogni, e restituisca dignità democratica alla commissione antimafia chiedendo scusa per questo teatrino indegno!”.
No ovviamente nessuno gli ha obiettato nulla e, finito il suo monologo, hanno sbaraccato baracca e burattini non consentendo né alla stampa né ai cittadini di porre neanche una domanda. L’imene è salva, Trivi riverginato, e più non dimandare.

Scambio fra Pietro Trivi, Iolanda Nanni e Cesare Del Frate:

PIETRO TRIVI: Adesso basta! La vicenda che mi ha coinvolto sta devastando me e i miei famigliari e lei non ha nessun diritto di speculare sul dolore altrui. Purtroppo le indagini in corso non mi permettono di affrontare un dibattito con lei ed i suoi amici sulla vicenda. cosa che farei immediatamente!  Lei [Iolanda Nanni, ndr.] saprà certamente che le esternazioni da parte degli indagati sui fatti oggetto di indagine potrebbero essere male interpretate dai magistrati che stanno indagando.
Per tale motivo, solo per questo, le garantisco che non posso invitare lei ed i suoi amici ad un confronto pubblico nel quale rispondere a tutte quelle domande che lei ed i suoi amici avreste voluto farmi.
Ovviamente sono disponibile a valutare ogni sua proposta alternativa che possa esaudire la sua curiosita’ compatibilmente con la mia posizione processuale.
Detto ciò la invito a voler essere più contenuta nei toni che utilizzerà quando si riferisce alla mia persona dal momento che non sono più disposto a tollerare pesanti attacchi personali che verranno perseguiti nelle opportune sedi giudiziarie.

CESARE DEL FRATE: Signor Trivi, ci rimprovera di farle “pesanti attacchi personali”, e poi minaccia delle querele! La prego, pensi a quello che dice e scrive, perché non siamo degli sciocchi. La rassicuro sul fatto che nessuno le fa attacchi personali, perch…é nemmeno la conosciamo e in ogni caso le critiche che le rivolgiamo sono solo ed esclusivamente politiche. Se poi lo facciamo con una certa ironia, non se ne abbia a male: un po’ d’ironia è proprio quello che ci vuole, soprattutto davanti a certe situazioni. Dice di non essere disponibile a un confronto pubblico per non pregiudicare la sua posizione nel processo: però non si è fatto scrupoli a strumentalizzare la commissione antimafia per tenere un monologo che assomigliava a un comizio. Senza che nessuno avesse la facoltà di rivolgerle una sola domanda.
Stia certo che teniamo ben separati e distinti i piani delle indagini da quello della politica: non abbiamo accuse da rivolgerle, chiediamo semplicemente che siano fugati dubbi e sospetti politici. Cosa che lei, nel suo monologo, si è ben guardato dal fare.
Infine, sappia che lei non è il primo a minacciarci di querela, e se pensa di intimorirci sbaglia bersaglio. Raccontare ed esaminare intercettazioni pubbliche uscite sui giornali non è reato. Chiedere a un politico che si assuma le sue responsabilità e sia trasparente non è reato. Un politico che non chiarisce dubbi e sospetti gravissimi e che minaccia querele, beh, non è reato, ma è qualcosa di poco decoroso.

IOLANDA NANNI: Gentile Sig. Trivi,
leggo con sorpresa il suo post sulla mia bacheca, nel quale Lei pubblicamente mi rivolge una sorta di intimidazione alla mia persona. Cesare, Le ha già dato una risposta a nome del MoVimento 5 Stelle di cui siamo entrambi… esponenti, ma ritengo importante un chiarimento anche da parte mia. Premesso che mai ho adottato alcuna espressione offensiva nei suoi confronti come persona, né è mia intenzione farlo, né mi interessa, ciò che ho legittimamente espresso a nome del MoVimento 5 Stelle (e lo sottolineo in quanto Lei ha più volte fatto riferimento “a me e i miei amici” eludendo la mia posizione politica), sono opinioni elaborate sulla base di fatti pubblicati da tutti i giornali e media locali che adombrano la nostra città e destano in noi cittadini legittimi dubbi, sospetti ed indignazione. D’altronde, basterebbe leggere l’eloquio delle intercettazioni che La riguardano, per essere turbati. Detto questo, sarà la magistratura ad accertare e giudicare, noi non abbiamo mai espresso una condanna alla Sua persona, né mai lo faremmo, essendo garantisti. Pensiamo che quando si decide di fare politica, si dovrebbe imparare a vivere in una casa di vetro dove ogni azione sia compiuta con trasparenza ed alla luce del sole ed assumendosene le responsabilità. Se Lei si è comportato come sopra, sicuramente non avrà nulla da temere dalla magistratura e dall’opinione pubblica. Per quel che ci riguarda, uno dei nostri compiti principali è informare i cittadini di quanto sta accadendo e lo facciamo coscienziosamente e basandoci su fatti documentati e pubblicati dai giornali, ma non tolleriamo strumentalizzazioni, né attacchi personali che hanno sapore intimidatorio. Noi non staremo in silenzio!

CESARE DEL FRATE: signor Trivi, ero tentato di farle due domande ma ho cancellato il commento relativo perché ritengo che lei non debba rispondere personalmente a me, o a chiunque altro, circa quelle che sono responsabilità politiche. Dovrebbe farlo davanti …ai cittadini in un dibattitto pubblico. il Sindaco ha annunciato che avrebbe incontrato i cittadini e le associazioni per chiarire: lo solleciti ad organizzare al più presto un incontro pubblico in cui sia data la parola anche ai cittadini, e al quale lei stesso potrà partecipare e rispondere, chiarire ed esporre le sue argomentazioni. Che sia però un dibattito realmente aperto, e che avvenga al più presto!

PIETRO TRIVI: Signor Del Frate, ho immediatamente inoltrato la Sua richiesta al Sindaco al quale ho chiesto di fissare il prima possibile l’incontro da Lei auspicato.
Parteciperò volentieri e risponderò a tutte le domande alle quali potro’ rispondere com…patibilmente con la mia posizione processuale.
Su questo aspetto mi consulterò domani stesso con il mio Avvocato.

CESARE DEL FRATE: bene, rimaniamo allora in attesa di news sull’incontro con i cittadini.

Il sistemone pigliatutto. Lorsignori: se li conosci li eviti

Ecco qua il sistemone pigliatutto che descrive le relazioni pericolose fra sospetti ndranghetisti, amministratori pubblici e politici pavesi, per come sembra emerge dalle intercettazioni pubblicate sulla stampa, in cui si cinguetta di appalti, bustarelle, voti comprati, poltrone, estorsioni. Gnamm!!

Il processo farà il suo corso, e non sta a noi accusare nessuno. Di sospetti politici, invece, ne parliamo eccome, e facciamo nomi e cognomi. Intanto Carlo Chiriaco, direttore di ASL per meriti sul campo (ex indagato per estorsioni e truffe sanitarie, che gli sono valse a mo’ di titoli onorifici nella scalata al potere), nonché uomo di spicco del PDL locale. Amico un po’ di tutti, anche se oggi lo evitano come la peste, è agli arresti con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: come si vede nella mappa, lui è il vero collante del sistemone pigliatutto. È assiduamente in contatto sia con Pino Neri, accusato di essere nientemeno che il boss dei boss, il vertice del cupolone della ’ndrangheta lombarda, e sostiene di fare da tramite fra Neri ed esponenti della giunta, nonché, ci arriveremo, il Faraone: la cupola incontra la piramide.

“Uomini di Neri”, così li definiscono i PM, sono Francesco Del Prete, candidato in “Rinnovare Pavia”, e Salvatore Ilacqua, candidato in “Rinnovare Vigevano” (entrambi partiti della famiglia Filippi). Allora, la questione è questa: Pino Neri e le famiglie a lui collegate da tempo fanno affari in provincia, e ora vogliono fare il salto, mettere i loro uomini direttamente nei consigli comunali. Si rivolgono allora ad Ettore e Luca Filippi, che accettano le candidature, ma poi arriva il cattivo Centinaio (oggi vicesindaco di Pavia), che dice di no, qualche sospetto gli è venuto. Ecco che Chiriaco allora chiama in soccorso l’angelo custode Angelo Ciocca (allora assessore provinciale e oggi consigliere regionale leghista), e magicamente la cosa si sblocca: Del Prete viene candidato ma, mannaggia, non viene eletto. Oggi Ettore Filippi lo difende sostenendo che era il candidato dell’oratorio di S. Carlo Borromeo, d’altronde quanti uomini d’onore sono stati trovati in bunker ripieni di santini e acqua benedetta?

In seguito alla delusione elettorale, Chiriaco torna alla carica e chiede per Del Prete una poltrona ad ASM, Luca Filippi gli risponde picche, la poltrona è già prenotata per lui: “come cazzo fai perchè papà, scusami facciamo noi!” (4/12/09). Contentino: Del Prete si aggiudicherà una consulenza ad ASM, pare di 12.000 euro lordi l’anno, da cui si è dimesso dopo le inchieste.

Arrivano le regionali, e si cerca di ricucire lo strappo fra le famiglie delle cosche e i Filippi. Tocca sempre a Chiriaco far da tramite, poraccio. Neri vuole puntare su Abelli (prima scometteva sulla moglie, ma poi è arrivato er gabbio), ne parla al telefono con un compare:

“noi conosciamo FILIPPI, lei (riferito ad ABELLI) lo conosce meglio di noi, per carità, è un ottima persona, non ho dubbi … non intendiamo però farci sminuire da lui…(inc)… noi non chiediamo niente…(la radio ed i rumori sovrastano la voce di NERI)…Carlo ci tiene che dico questa parola qua, anche perché tramite Carlo (CHIRIACO) …(inc)…è bene che lei (inteso ABELLI) sappia che il nostro gruppo l’appoggia…non le chiediamo niente e facciamo capo a Carlo (CHIRIACO), che noi lavoriamo per lei (sempre ABELLI), e che manifestiamo un impegno maggiore, perchè se qui… se possiamo valere dieci in città…in provincia… molto di più!!…  abbiamo queste capacità…. sta di fatto che noi non votavamo lì!… e quindi, già noi… i nostri nuclei famigliari…”

Chiriaco manda pure Del Prete a promettere il loro sostegno da Abelli, Abelli lo riceve, e Del Prete se ne torna contento da Pino Neri, e gli racconta:

“gli ho detto sono un amico del Dott. CHIRIACO, l’avvocato NERI, amico del Dott. CHIRIACO, gli aveva chiesto di presentarmi…di cercare un candidato….loro…. ma loro invece conoscendomi …hanno deciso di puntare ….di darmi una mano..come per dire….sono stati bravi… però non è che si è… mi ha detto…me lo dovevi dire 15 giorni fà …guardi che io non sono venuto per chiederle……

N: no no

D: …io volevo solo dirle che saremmo contenti di darle una mano e se poi c’è la possibilità di fare un percorso all’interno del PDL….

N: lui ha il compito di coordinare…non è che può pensare…(inc.)

D: no no..per carità….credo di aver fatto una buona impressione..

N: penso di si…”.

Si è presentato come amico di un sospetto boss ’ndranghetista e di un trafficone, e gli ha fatto buona impressione, meno male! Abelli spera di prendere 12.000 preferenze, Neri punta a 18.000: alla fine ne prenderà metà di quelle che si auspicava, un terzo delle speranze ’ndranghetiste, e se ne rimarrà a Roma, nonostante la minaccia “sono tornato” con cui, tramite cartelli elettorali neri, ha tormentato i pavesi per tutta la campagna elettorale. E chi cazzo gliel’aveva chiesto di tornare?!?!

Oggi Abelli difende l’indifendibile sostenendo che se il suo nome è nelle bocche di sospetti ’ndranghetisti è solo perché lui è “persona nota”. Infatti da 15 anni il suo nome è sulla bocca di tantengisti, di corrotti e, pare, di ndranghetisti, ma lui non c’entra nulla, è che a loro piace pronunciare il suo nome, ci fanno i gargarismi e lo canticchiano sotto la doccia. È una questione di stile, una licenza poetica (il suo nome emerge in tantissime carte processuali, anche se lui non è mai stato condannato). A Scajola gli compravano casa a sua insaputa, ad Abelli procacciavano i voti, ma lui era ignaro di tutto. Chiriaco ci mette l’anima, e il Faraone neanche un grazie:

giuro che farei la campagna elettorale per lui come fosse la prima volta… con la pistola in bocca… perché chi non lo vota gli sparo”.

abelli chiriaco

E la giunta? Beh, il solito Chiriaco è pizzicato in imbarazzanti conversazioni con Dante Labate, Pietro Trivi ed Ettore e Luca Filippi (per i quali “ammorbidisce” i controlli dell’ASM sui loro locali, dopo che Luca al telefono gli intima “…mi hai rotto i coglioni !… tutti i giorni mi mandi l’ASL nei locali…”, al che lui chiama un tal Gigi “ascolta… oggi quelli devono andare li’ no…gli dici di andare con …. molta benevolenza…. il problema e’ anche di carattere politico … nei limiti della… decenza”). Nelle intercettazioni spunta fuori pure una mega speculazione a Piazzale Europa, la costruzione di un Motel, un’operazione fognaria per la quale cercano di ottenere più soldi, e in una delle speculazioni promettono di riservare una quota del 20% a Dante Labate, il quale viene giudicato da Neri e Chiriaco alquanto esoso (conversazione avvenuta l’1/7/09):

Chiriaco:  Dante ( ndr. Labate Dante) è fuori di testa completo”

NERI: “ma completamente,  anche… ,  io dico ma chissà cosa fa, lui si sta rovinando con le proprie mani “

CHIRIACO: “perchè ABELLI come dire è perplesso, dice ma che cazzo di comportamenti sono questi”

NERI: “ma no, ma non…guarda che …”.

CHIRIACO: “guarda CON QUELLO CHE MI COSTA LUI  IO PAGO TUTTI GLI  ALTRI e lui ….inc…  se ne fotte,  questo mi ha detto”

NERI:”ma si..  “

CHIRIACO: “vuole SAN MATTEO per lui, poi vuole che si tiene l’ALER “

NERI: “Si tiene l’ALER pure ..cazzo ….. inc..  ma è pazzo “

CHIRIACO: “sì …poi vuole alla SP vuole “

NERI: “a MUSOLINO”.

CHIRIACO: “Musolino… e qualche altra cosa “.

Molti di questi favori e speculazioni pare siano rimasti solo promesse: mentre le telefonate erano in corso, sono arrivati i carabinieri. Ciò che comunque emerge dalle intercettazioni è la spregiudicatezza con cui politici locali si interfacciavano con un uomo, Chiriaco, dietro il quale l’ombra di Pino Neri era ben visibile. I quattro moschettieri Labate, Trivi e i Filippi telefonano, telefonano, spendono intere ricariche discutendo di tutto tranne che del bene pubblico o degli interessi della città: son già troppo affaccendati nei loro, di interessi.

Intanto uno di loro è indagato, Pietro Trivi, per corruzione elettorale. Cattaneo si è affrettato ad esprimergli “solidarietà politica”. L’aveva già fatto con la Gariboldi: il giorno dopo sono arrivati i carabinieri alle 4 del mattino e l’hanno portata a S. Vittore. Trivi, per ora, si è solo dimesso.

C’è o non c’è un sistema clientelare e nepotistico di spartizione della cosa pubblica? Gli appalti, le consulenze, il PGT vengono decisi con i criteri della trasparenza e del bene comune oppure con quelli degli amichetti del quartierino? A queste domande la maggioranza non ha ancora risposto: eppure, se prendiamo anche solo le nomine nelle società partecipate, troviamo mogli di, figli di, tesserati di partito. Il PD chiede la sua parte di poltrone, e il PDL si aggiudica la fetta più grosse. E i cittadini onesti, che non sono amici di Tizio o figli di Caio, e che non hanno la tessera del PDL o del PDmenoelle?

A furia di ragionare con una mentalità clientelare e privatistica, può capitare di imbattersi in personaggi come Pino Neri. E a volte, in questo monopoli di lottizzazioni, si pesca la carta “andate in prigione senza passare dal via”, come è successo a Carlo Chiriaco e Rosanna Gariboldi.

Per ora non c’è stata risposta né reazione: il sindaco ha dichiarato che “Pavia si è dimostrata impermeabile alle infiltrazioni mafiose”, e nulla ha detto sul sistema clientelare tratteggiato dalle intercettazioni. Il PD si è ben guardato dal chiederne le dimissioni, in quanto responsabile di cotanta maggioranza. Solo le formazioni di sinistra e i 5 stelle denunciano questo tragico degrado.

In compenso, durante la manifestazione antimafia di venerdì scorso, Dante Labate ha deriso i cittadini che chiedevano legalità porgendo il dorso delle mani, ad imitazione di un famigerato gesto mafioso, mentre Luca Filippi li provocava fino a quando non è intervenuta la polizia a farlo desistere.

Pavia merita una maggioranza al di sopra, e non al di sotto, di ogni sospetto. Il Sindaco e la giunta si dimettano immediatamente!!

MoVimento 5 Stelle Pavia

p.s.1: scarica e diffondi la mappa del sistemone pigliatutto, qui!

p.s2.: abbiamo qui ricostruito a grandi linee solo la parte di intercettazioni uscite sulla stampa che riguardano i politici, ma le indagini contengono moltissimo di più, lo vedremo nei prossimi mesi!